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Obama e la Cina, anno nuovo vita nuova


 - C’è un proverbio cinese che recita: “è difficile diventare amici in un anno, ma è molto facile offendere un amico in un’ora”. Potremmo usarlo per riassumere l’improvvisa escalation nei rapporti USA-Cina di questi giorni.
Prima il sostegno a Google nella disputa con il governo cinese sulla questione degli “hacker di regime”; poi le scintille sulla vendita di armi a Taiwan , che l’amministrazione Bush aveva effettuato nel 2008, quando il mandato presidenziale volgeva al termine, mentre quella attuale ha voluto esibire così precocemente; infine la reazione “a schiena dritta” alla diffida di Pechino sull’incontro con il Dalai Lama, incontro che è stato ufficialmente confermato poche ore fa per metà febbraio, anche se non è ancora fissata una data precisa. Leggi tutto

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Obama sfida ancora la Cina: annuncia un prossimo incontro con il Dalai Lama


- Barack Obama incontrerà il Dalai Lama, non appena il leader spirituale tibetano visiterà gli Stati Uniti. A riferirlo è la Casa Bianca, con una dichiarazione ufficiale che conferma quanto Obama aveva lasciato intendere lo scorso novembre a Pechino, durante il suo incontro con il presidente cinese Hu Jintao. In precedenza la Cina aveva minacciato Washington che un incontro tra il presidente Usa ed il Dalai Lama “potrebbe danneggiare le relazioni sino-americane“.

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Il “pragmatismo” di Obama rinforza la dittatura cinese


- Si dice che il primo viaggio di Barack Obama in Cina ha gettato le basi del cosiddetto “G2”, la nuova spartizione bipolare del mondo. I cinesi pare non siano d’accordo, ma tant’è.
Ad ogni modo, com’è andata la tanto attesa missione?
Chiedetelo a Federico Rampini:
“I giudizi sono impietosi. ‘La Cina è stata irremovibile – osserva il New York Times – Obama ha scoperto una superpotenza in ascesa che è ben decisa a dire no agli Stati Uniti’. Ancora più duro il Washington Post: ‘Obama torna dalla Cina senza risultati sui dossier importanti, dal nucleare iraniano alla rivalutazione del renminbi. E’ poco per un presidente che fece campagna elettorale promettendo grandi cambiamenti nella diplomazia. L’unica cosa che è cambiata è il tono conciliante degli Stati Uniti’. Leggi tutto

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Congresso Mondiale parlamentari Pro-Tibet – VIDEO


- V Congresso Mondiale dei parlamentari per il Tibet. Intervento di Benedetto Della Vedova al termine della sessione di apertura e a commento delle parole di S.S. il Dalai Lama Leggi tutto

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Gheddafi e Dalai Lama: il Governo concede troppo al primo, troppo poco al secondo


- C’è un’obiettiva sproporzione politica e simbolica tra l’accoglienza calorosa riservata al Colonnello Gheddafi e il silenzio con cui l’esecutivo sta accompagnando l’inizio della visita del Dalai Lama in Italia. Dal primo si sono dovute sentire, per l’ennesima volta, parole di propaganda antisemita e di derisione esplicita della fede cristiana, che non ci pare abbiamo suscitato reazioni veementi e risentite. Dal secondo non ci si potrà che attendere parole di pace e di riconciliazione che, purtroppo, continuano a non trovare effettivo riscontro sul piano internazionale.
Il problema, ancora una volta, non è fare la “pagella” dei buoni e dei cattivi, perché il governo di una medio-grande potenza industriale è tenuto a mantenere relazioni proficue con qualunque interlocutore, nel nome degli interessi del Paese e delle esigenze di pace e di stabilità della comunità internazionale. Leggi tutto

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Dalai Lama e Tibet: Congresso mondiale a Montecitorio – VIDEO


Il 12 novembre scorso, durante la presentazione del V Congresso Mondiale dei parlamentari per il Tibet, Benedetto Della Vedova, componente dell’Intergruppo Parlamentare per il Tibet, ha parlato dei rapporti commerciali dell’Italia, e in generale del mondo occidentale, con la Cina. Leggi tutto

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Obama e Dalai Lama. La guerra culturale delle due Americhe


- Una città illuminata sopra la collina. Era questa l’immagine che i padri fondatori avevano in mente quando, fuggendo da un’Europa che faceva del confessionismo di stato filosofia ispiratrice e teologia politica, provarono a fondare un nuovo ordine politico radicato nelle libertà dell’uomo, ma anche nella tradizione e nella consapevolezza della storicità dell’esperienza umana.  Tra tutte, quella di religione era vista come la libertà più importante. First Freedom. I padri costituenti decisero di fissare nel primo emendamento costituzionale le ragioni di quella scelta. Certo ci sono voluti anni di evoluzioni interpretative, di discriminazioni e persecuzioni patite dalle minoranze religiose, di cattolici spesso non visti di buonissimo occhio, ma nel dna dell’esperienza americana era iscritta la scelta tutta politica della necessaria libertà del cittadino davanti al suo Dio. Nessuno stato avrebbe potuto interferire. Un mercato delle religioni, capaci di sopravvivere alla dura competizione solo per il loro zelo ed il loro rispondere ai bisogni dei credenti senza nessuna stampella offerta dai poteri pubblici. La storia ha confermato la bontà di quella geniale intuizione. Leggi tutto

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Obama non fa rima con Dalai Lama – AUDIO


- Non che un incontro possa cambiare radicalmente il corso della storia, obiettivo a cui Barack Obama sicuramente ambisce, ma il rifiuto di incontrare il Dalai Lama rende il cambiamento ancora meno probabile. Leggi tutto

 

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Polemiche sulle Olimpiadi di Pechino, un anno dopo


- Di questi tempi, nel 2008, le Olimpiadi di Pechino erano appena cominciate. Di questi tempi, un anno fa, su Facebook partì una mobilitazione che invitava tutti ad esporre alla finestra, la sera dell’8 agosto, in concomitanza con la cerimonia d’apertura dei giochi, una candela per il Tibet, e più di centomila persone in poche ore aderirono. Un po’ prima di questi tempi, per la precisione il 4 agosto 2008, nello Xinjang, fu perpetrato un attentato contro un commissariato di polizia cinese, attentato mai rivendicato, la cui responsabilità venne attribuita al Movimento Islamico del Turkestan Orientale, i cui presunti responsabili sono stati giustiziati nell’aprile scorso, nella miglior tradizione manzoniana. La violenza fu comunque condannata e sconfessata da Rebiya Kadeer, leader uigura in esilio, e il suo effettivo collegamento con le Olimpiadi non venne mai chiaramente dimostrato. Leggi tutto

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AUDIO – Tibet: Bene Fini, contrastare isolamento politico del Dalai Lama


Occorre respingere la diffamazione politica del leader tibetano

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:

Quest’oggi il Presidente della Camera Fini ha meritoriamente espresso il rispetto e il sostegno all’autorità politica e morale del Dalai Lama. Domani, nel cinquantesimo anniversario della rivolta di Lhasa, la Camera dovrebbe approvare a grandissima maggioranza una mozione in cui si ribadirà il pieno affidamento nella piattaforma nonviolenta del Dalai Lama e nel suo incessante e finora vano tentativo di dialogo con le autorità di Pechino. Leggi tutto

 

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Tibet: Della Vedova, Sbagliato dividersi su boicottaggio Olimpiadi, unità va cercata su sostegno a Dalai Lama


No a politiche rinunciatarie, no a posizioni velleitarie

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato di Forza Italia e Presidente dei Riformatori Liberali

Si farebbe un grande favore al regime cinese se in Italia e in sede U.E le discussioni sulla questione tibetana continuassero ad evidenziare le divisioni tra quanti propongono il boicottaggio delle Olimpiadi e quanti vi si oppongono. Il boicottaggio Leggi tutto

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Tibet: Della Vedova, Seguire linea Brown, Richiesta Ue sia incontro tra Dalai Lama e autorità di Pechino


Da parte del governo italiano fu un errore non incontrare il Dalai Lama. Sarebbe un errore oggi non sostenerlo

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Mentre indiscrezioni non ufficiali confermano che la mediazione di Gordon Brown è un serio e concreto tentativo di aprire una via di dialogo e confronto tra il Dalai Lama e le autorità di Pechino, le reazioni ufficiali del regime cinese continuano a qualificare come “criminali” Leggi tutto

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