Inserito il 25 agosto 2010. Tags: Fisco, Gop, Seminerio, Stati Uniti, Tea Party
- Negli Stati Uniti, mentre il Partito Democratico si avvia mestamente verso la disfatta annunciata di midterm, i Repubblicani sono posti di fronte, probabilmente senza particolare consapevolezza, alla grande sfida di una elaborazione programmatica che possa offrire una possibilità di riscatto all’America, incamminata verso un Decennio Perduto fatto di crescita trascurabile, elevata disoccupazione, disinflazione/deflazione e mercato immobiliare in depressione.
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Inserito il 16 agosto 2010. Tags: Fisco, Seminerio, Stati Uniti
- Il prossimo novembre, in occasione delle elezioni di midterm, gli abitanti dello stato di Washington dovranno pronunciarsi anche sull’introduzione, per la prima volta, di un’imposta statale sui redditi. L’iniziativa è di un importante sindacato e di Bill Gates senior, facoltoso avvocato nonché padre del fondatore di Microsoft. La proposta prevede l’introduzione di un’imposta del 5 per cento sui redditi superiori a 200.000 dollari annui per i single o a 400.000 dollari per le coppie sposate. L’aliquota salirebbe al 9 per cento per i single oltre i 500.000 dollari annui di imponibile, o 1 milione di dollari per le coppie sposate.
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Inserito il 25 giugno 2010. Tags: destra, Europa, Falasca, riforme, Stati Uniti, tasse, welfare
- “Thatcher addio. Nasce la destra delle tasse”, titolava ieri il Corsera. La semplificazione giornalistica è evidente (il governo ungherese che studia una possibile flat tax al 16 per cento le tasse le vuol ridurre, non certo alzarle; in Svezia il governo di centrodestra frena sui tagli fiscali ma non inverte la corsa), ma il discorso, in soldoni, regge.
I partiti conservatori e liberali alla guida dei maggiori paesi europei – in primis Germania, Regno Unito e Francia – stanno rispondendo alle tensioni sui conti pubblici con piani di austerità puntellati da inasprimenti fiscali più o meno intensi. Ed anche sul piano internazionale Angela Merkel e Nicolas Sarkozy si fanno alfieri di un’ipotetica Tobin Tax sulle transazioni finanziarie. Leggi tutto
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Inserito il 08 maggio 2010. Tags: Corte Suprema, croce, proprietà, Sileoni, Stati Uniti
In un articolo del 8 dicembre 2009, ho già avuto modo di dire che il problema dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche non si porrebbe se la proprietà delle scuole fosse privata.
Questo giudizio si richiama molto modestamente a un più generico principio secondo cui la maggior parte delle nostre libertà, se non lockianamente tutte, discende dalla proprietà. Principio che a molti non piace forse per un fraintendimento tra proprietà e venalità, ma che invece, se seriamente preso, giustifica la stessa autonomia dell’agire e del pensare umano. Leggi tutto
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Inserito il 25 marzo 2010. Tags: Della Vedova, Falasca, Fini, Friedman, radical center, riforme, Sole 24 Ore, Stati Uniti
- L’invito di Thomas Friedman sul New York Times di due giorni fa, la creazione di tea party dei “radicali di centro”, muove da una novità per la politica americana: una riforma tanto importante – il ridisegno della sanità nazionale – approvata con i soli voti della maggioranza democratica, senza il concorso dell’opposizione. Non era accaduto nemmeno nel 1965 con l’istituzione di Medicare, il fondo di assistenza sanitaria pubblica per gli anziani: persino allora metà dei repubblicani sostenne la proposta democratica.
Il successo di Obama, sostiene l’editorialista, rischia di essere una vittoria di Pirro: se i democratici dovessero subire uno scotto elettorale troppo marcato alle prossime elezioni di mezzo termine, le altre grandi questioni politiche aperte (dall’istruzione alla politica energetica, dal fisco all’immigrazione) potrebbero arenarsi nelle secche dello scontro iperpartigiano tra i due grandi partiti. Proprio sulle grandi riforme è necessario che le forze politiche trovino il coraggio di ‘spartirsi’ gli ineluttabili costi sociali ed elettorali di breve periodo, rinunciando a facili opportunismi ed evitando – dice Friedman – che “il sistema politico punisca il legislatore per aver fatto le cose giuste”. Leggi tutto
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Inserito il 23 marzo 2010. Tags: Obamacare, sanità, Seminerio, Stati Uniti
- La riforma della sanità statunitense è ormai prossima a diventare realtà. Il suo obiettivo strategico, ampliare il pool dei soggetti assicurati, verrà ottenuto attraverso l’obbligo di assicurazione con erogazione di sussidi alle famiglie che non possono permettersi di sottoscrivere una polizza. Resta il sistema di assicurazioni private, non essendo presente la discussa public option, tanto cara all’ala liberal dei Democratici.
Secondo i sostenitori della riforma i premi dovrebbero scendere, in conseguenza proprio della riduzione della morbilità attesa nel pool degli assicurati (oggi gli uninsured sono soprattutto soggetti giovani ed in salute, che spesso non si assicurano a causa dei costi della copertura). Le assicurazioni non potranno più ricusare l’assicurato, spesso con artifici al limite della truffa, come la retrodatazione di patologie insorte successivamente alla stipula della polizza.
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Inserito il 22 marzo 2010. Tags: Della Vedova, Obama, Obamacare, sanità, Stati Uniti
- Obama ha vinto la sua storica battaglia e gli Stati Uniti avranno la riforma sanitaria che promette di dare a tutti una copertura assicurativa contro le malattie. In prima battuta, e in attesa di interventi che approfondiscano, come è nello stile di Libertiamo, i dettagli della riforma, credo si possano fare tre considerazioni.
1. Il precedente sistema americano non era quel mostro di egoismo di cui tanto si è parlato in Europa. La spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil (…e che Pil) non era così diversa da quella italiana. A nessuno venivano comunque negate le cure in caso di necessità, seppure non in tutte le strutture e magari dopo lunghe attese. Una parte significativa delle persone senza copertura sanitaria era rappresentato da lavoratori temporaneamente disoccupati. Poveri, bambini e anziani erano oggetto di specifici piani sanitari finanziati dal pubblico. Insomma: un sistema nato in modo differente da quelli europei, con contraddizioni divenute via via sempre meno sostenibili, ma non un sistema da “selvaggio far west”. Questo spiega come mai una parte importante dell’opinione pubblica americana sia stata contraria alla riforma di Obama e perchè in Congresso i repubblicani l’abbiano così fortemente osteggiata. Le polemiche erano sui costi e sull’efficacia della nuova legge. Leggi tutto
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Inserito il 15 marzo 2010. Tags: Andrea Gilli, Bush, difesa, guerra, Iraq, Stati Uniti
- Martedì scorso, nel commentare le elezioni in Iraq, su queste colonne Piercamillo Falasca ha scritto un interessante articolo che si concludeva con la domanda retorica: vuoi vedere che Bush aveva ragione. La logica dell’articolo, costruito intorno alle posizioni di Stefano Magni, Fiamma Nirenstein e Carlo Alberto Cuoco, era semplice: i fatti recenti confermerebbero la lungimiranza di Bush nel lanciare la guerra contro Saddam nel 2003. Mi permetto di obiettare.
Credo un buon punto di partenza sia l’ultima Quadriennal Defense Review e il costo della guerra in Iraq. La sola guerra in Iraq, finora, è costata dicerse centinaia di miliardi di dollari. Non so quanto affidabili siano i calcoli del sito The Cost of War, ma questo al momento dà una stima (aggiornata al secondo) che supera i 700 miliardi di dollari. Assumendo che questi signori si sbaglino enormemente, se il costo fosse “solo” di 350 miliardi avremmo ancora la spesa in armamenti di tutto il mondo (esclusi gli USA) nel 2008. O, alternativamente, si pagherebbe tutto il costo del programma F-35/LIghtning II Joint Strike Fighter che dovrà equipaggiare con nuovi aerei multiruolo di quinta generazione l’Esercito, la Marina, i Marines e e l’Aeronautica americana per i prossimi 30/40 anni per un totale poco inferiore ai tremila pezzi. Leggi tutto
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Inserito il 08 marzo 2010. Tags: Cina, cyber, internet, Nato, Stati Uniti, UE
- Secondo quanto scrive l’edizione online de The Times, sono sempre più frequenti negli ultimi 12 mesi gli attacchi informatici provenienti dalla Cina e diretti alle istituzioni governative e militari americane, così come ai servizi di intelligence della Nato e dell’Unione europea. Per la rivista britannica, che riporta le opinioni di diversi analisti americani, la risposta americana ed europea ai cyber-attacchi non sarebbe particolarmente efficace, così come debole apparirebbe al momento la “difesa”, vale a dire la gestione della sicurezza del web (per l’UE, in particolare, dove questa è affidata ai singoli stati membri). Leggi tutto
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Inserito il 03 marzo 2010. Tags: Africa, commercio, Europa, Falasca, Il Foglio, ogm, Stati Uniti
- di Piercamillo Falasca, dal blog 2+2 de Il Foglio.it – Il via libera della Commissione Ue alla coltivazione della patata ogm Amflora ha suscitato nel Vecchio Continente reazioni inconvulse da ambientalismo irenistico. Mentre l’Europa discute del filioque, i grandi paesi agricoli del mondo, gli Stati Uniti insieme alle economie in crescita (Brasile, Argentina, India, Cina e Sudafrica), destinano ogni anno milioni di nuovi ettari alle colture ogm. Proprio la profonda svolta biotecnologica dell’agricoltura mondiale, destinata in pochi anni a sostituire l’agricoltura “convenzionale”, porrà nei prossimi anni l’Europa di fronte ad un bivio: ritirarsi nella sua fortezza ideologica e protezionista, erigendo un’invalicabile barriera all’importazione di generi alimentari dal resto del mondo in favore di un’antistorica autarchia, o aprire la propria economia all’innovazione della biotecnologia. Leggi tutto
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Inserito il 27 gennaio 2010. Tags: Germania, homeschooling, libertà, scuola dell'obbligo, Stati Uniti
- Una coppia di coniugi tedeschi, trasferitasi nel 2008 in Tenneessee per consentire ai propri figli di ricevere un’istruzione domestica sostitutiva della scuola dell’obbligo (il cosiddetto homeschooling è vietato in Germania), i cui programmi a giudizio degli interessati contrasterebbero con i valori della loro confessione cristiano-evangelica, ha ricevuto l’asilo politico negli Stati Uniti.
La decisione del giudice dell’immigrazione di Memphis, Lawrence Burman, è di quelle capaci di sollevare un vespaio di polemiche e critiche, in Germania e negli Stati Uniti. Leggi tutto
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Inserito il 25 gennaio 2010. Tags: banche, democratici, Obama, repubblicani, sanità, Stati Uniti
- All’indomani della storica sconfitta democratica in Massachusetts (ma dallo staff della Casa Bianca giurano che non c’è legame), Barack Obama ha annunciato di voler fare la faccia feroce contro le banche, bloccandone il gigantismo e tentando addirittura di ridimensionarle. L’annuncio, come nello stile obamiano, è stato particolarmente eclatante sul piano della retorica e degli effetti speciali, ma il rischio è che si fermi a quelli. Tentiamo di analizzarne i motivi, sul piano tecnico e politico. Come vedremo, i due piani risulteranno inestricabilmente connessi.
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