TAG "scuola"

Se la Gelmini razionalizza, i sindacati e la sinistra sbroccano


- Immaginate di percorrere una strada dritta, di avere tredici anni e di trovarvi, d’improvviso, ad un incrocio con non una, non due, non tre, bensì con trecentonovantasei strade alternative. Dovete decidere dove andare, la segnaletica è confusa, voi lo siete di più, vista anche l’età, e vi risulta difficile scorgere l’utilità, rispetto alla vostra destinazione, di una scelta o piuttosto di un’altra. Leggi tutto

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Apprendistato, obiezioni ideologiche. Così si nega il valore formativo del lavoro


- Ha suscitato un vespaio di polemiche (di timbro acuto nelle prime ore, poi, strada facendo, sempre più flebili e strumentali)  un emendamento, presentato da chi scrive al «collegato lavoro» in occasione dell’esame della Camera in terza lettura. Si tratta di una norma che stabilisce che l’obbligo decennale di istruzione previsto dalla legge finanziaria del 2007 possa essere assolto anche nei percorsi di apprendistato. Leggi tutto

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Scuola: Della Vedova, Per riforma scuola italiana necessario introdurre ‘buono scuola”


- Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Dal 1994 ad oggi il centro-destra berlusconiano ha ripetutamente proposto una riforma del sistema educativo improntato ai principi dell’autonomia, della sussidiarietà e della libertà di scelta educativa delle famiglie. Questi principi, che il centro-destra non ha mai mancato di difendere dal punto di vista culturale, devono però ancora trovare attuazione dal punto di vista politico. Leggi tutto

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Gelmini smonta le classi ghetto, e la sinistra monta la polemica


- L’Italia e le sue contraddizioni. Ictu oculi sembrerebbe l’accattivante titolo dell’ennesimo best seller destinato ad affastellarsi sugli scaffali delle patrie librerie. E invece, purtroppo, è il laconico jingle atto a descrivere in modo fulmineo la situazione del nostro Paese. Leggi tutto

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Il tetto del 30% di alunni stranieri per classe è un’idea ragionevole e per nulla razzista


Francamente non riusciamo né a comprendere né a giustificare il linciaggio morale che Francesco Merlo oggi su Repubblica riserva all’atto di indirizzo, con cui il Ministro Gelmini fissa il limite del 30% per gli alunni stranieri nelle classi delle scuole italiane, lasciando comunque un ampio margine di autonomia agli uffici scolastici regionali e prevedendo che il “tetto” non includa alunni stranieri (come la gran parte di quelli nati in Italia, e non solo) che dispongano di adeguate competenze linguistiche , cioè, nella sostanza, che all’atto dell’iscrizione già comprendano e parlino correntemente l’italiano. Leggi tutto

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Einaudi ci spiega perchè tutti divennero dottori


- Estratto da L. Einaudi, “Per l’abolizione del valore legale del titolo di studio”, in Scuola e Libertà (1955), ora ripubblicato in G. Desiderio (a cura di), La libertà della scuola, scritti di Luigi Einaudi e Salvatore Valitutti, Liberilibri 2009

[…] Il mito del “valore legale” del diploma scolastico è davvero insostituibile? Un qualunque mito è accettato se e finché nessun altro mito è reputato per consenso generale più vantaggioso. Il giorno in cui si riconobbe che il metodo del rompere la testa agli avversari politici era caduto in discredito – ma era durato a lungo, per secoli e per millenni – e si accettò la tesi del contare le teste invece di romperle; l’accettazione non si basò su un ragionamento. […] Leggi tutto

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Perchè servirebbe una RyanAir dell’istruzione


- La scuola in Italia rappresenta da sempre una delle principali voci di spesa pubblica e malgrado l’enorme quantità di denaro sottratta ogni anno ai contribuenti per finanziarla, la preparazione dei nostri studenti appare vieppiù scadente, come testimoniano anche gli esiti dell’ultima indagine OCSE PISA.
Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, il Ministero dell’Istruzione assorbe il 48,9 per cento dei costi dello Stato centrale – il 98 per cento dei quali è per gli stipendi del personale – con una spesa per allievo che è la maggiore al mondo dopo quella austriaca, svizzera e statunitense.
Al tempo stesso, tuttavia, i nostri studenti risultano i “peggiori” dell’Unione Europea dopo quelli di Grecia, Portogallo, Romania e Bulgaria. A fronte di un rapporto così insoddisfacente tra  input finanziario e output formativo dovrebbe essere inevitabile un ripensamento profondo della gestione della scuola in questo paese. Leggi tutto

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Ora islamica? Perché dico laicamente di sì


- Sono convinto che non abbia alcun senso in uno stato laico un’ora di istruzione confessionale (quale che sia la religione) nelle scuole pubbliche; potrebbe avere un senso, meglio avrebbe sicuramente un senso, senza il condizionale, inserire tra le materie scolastiche un insegnamento non opzionale né catechistico di “storia delle religioni”.

Ma poiché questa ipotesi è al momento irrealistica, la proposta del Viceministro Urso non mi scandalizza per nulla,  non solo per la netta opposizione della Lega (sarebbe già un discreto motivo) ma perchè, se vogliamo ragionare in modo pragmatico e non ideologico, qual è la realtà oggi?

La realtà è che i figli delle famiglie musulmane sono mandati nelle madrasse dove qualche imam integralista li indottrina sui doveri del buon musulmano, la sharia, gli infedeli da convertire o, se indisponibili, da eliminare, e così via.
Le conseguenze probabili della realtà attuale sono, com’è accaduto in Gran Bretagna, in Olanda, per certi versi in Francia con la rivolta delle banlieue, consentire di fatto lo sviluppo di un esercito di potenziali cellule terroristiche, di cui abbiamo già avuto esempi clamorosi come quello della moschea di viale Jenner a Milano, per ricordare il caso più noto, ma altri episodi simili si potrebbero elencare.

Qui nessuno propone o auspica una società multiculturale. All’opposto: lo status quo porta alla società multiculturale. La proposta Urso sceglie la via di un’integrazione possibile e l’esempio americano lo dimostra.
Quindi, piaccia o non piaccia, meglio, molto meglio, che si “insegni” la religione islamica nelle scuole pubbliche da parte di professori selezionati, che parlino italiano e seguano un programma chiaro e concordato, definito e controllabile.

Non c’entra nulla, in apparenza, ma la logica che guida il mio ragionamento è analoga a quella per cui sostengo una politica antiproibizionista sulle droghe. Partendo dalla fotografia della situazione attuale (come è, non come ci piacerebbe che fosse) e constatato che droga “vietata” significa di fatto droga libera e senza controllo, ne deriva la conseguenza che sia probabilmente ragionevole valutare ipotesi alternative: legalizzare, ovvero regolamentare e controllare.

Lo stesso principio è applicabile all’insegnamento islamico. Meglio lo status quo, senza regole né controlli, o meglio la soluzione che descrivevo sopra? Io – scusate – scelgo la seconda. E bypasso le banalità sulla religione cattolica che fa parte della nostra cultura, della nostra storia e bla, bla, bla… Idem per la tesi della reciprocità, sostenuta da chi proclama “va bene l’ora islamica ma a condizione che in Arabia Saudita mettano l’ora di cristianesimo” e, anche qui, bla, bla, bla… perché questi argomenti, con ogni evidenza, non militano contro, ma a favore di una misura di buon senso che serve ad arginare, e non a diffondere l’estremismo islamista.

I solerti difensori dei principi “cristiani” per altro dimenticano non solo le condizioni che vogliono porre sono, di tutta evidenza, improponibili e assolutamente irrealistiche, ma anche che il numero dei cattolici nei Paesi musulmani è infinitamente minore rispetto a quello degli islamici nei Paesi occidentali: centinaia di migliaia di giovani con i quali dobbiamo, volenti o nolenti, convivere. Senza dimenticare che pressoché ovunque i pericoli estremisti provengono dagli immigrati di seconda o terza generazione, dai ragazzini non integrati e quindi facilmente soggetti all’indottrinamento fanatico-integralista.

Per chiudere: vogliamo essere ragionevoli e pragmatici e decidere sulla base della situazione vigente o ce ne freghiamo e facciamo pura accademia? Attenzione però che il “ce ne freghiamo” comporta lasciare campo libero e aperto all’integralismo, con quel che ne consegue.

Scandaloso? Inaccettabile? A me pare un discorso di semplice, banale, buon senso e raziocinio. Se affrontiamo, come a mio parere doveroso, la questione con gli strumenti della ragionevolezza e di un laico pragmatismo, piuttosto che con quelli accecanti dell’ideologia, dei pregiudizi o dei Principi con la P rigorosamente e inutilmente maiuscola.

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Urso dice cose intelligenti, non va regalato l’Islam italiano agli estremisti


- Una quota crescente di popolazione residente in Italia professa la fede islamica, ma non sembra ancora esistere un’idea realistica del rapporto che l’ Islam italiano deve stringere con la cultura civile del Paese e con le sue istituzioni. Il viceministro Urso ha dato oggi una prima risposta a questo quesito ed è una risposta intelligente. Leggi tutto

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Corsi e ricorsi. Do you remember Mr Fioroni? – AUDIO


- Intervista al Prof. Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e già deputato eletto nel 1994 e nel 1996.

Formatosi nell’ambito delle Chiese evangeliche “libere”, è pastore emerito della Chiesa valdese del capoluogo toscano. Docente di storia del cristianesimo presso l’Università di Firenze ed accademico di San Carlo Borromeo.

Maselli ha promosso il ricorso al TAR del Lazio a proposito degli insegnati di religione cattolica.

Nell’intervista si ripercorre la lunga vicenda amministrativa che ha come  primo protagonista nel 2007 il Ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Leggi tutto

 
icon for podpress   Audio intervento - Licenza CC 2.5 Ita di Radioradicale.it [14:21m]: Play Now | Play in Popup | Download

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La Curia sbaglia, quella sentenza è ineccepibile


Intervista di Giacomo Russo Spena a Benedetto Della Vedova, dal Manifesto del 13 agosto 2009

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La Cei difende la scuola cattolica o la religione nella “scuola di Stato”?


- Noi, come è noto, vogliamo una riforma liberale della scuola e non riteniamo affatto che la laicità dello Stato, cui molto teniamo, sia custodita in quella sorta di sancta sanctorum, rappresentato dal monopolio reale e legale che lo Stato tuttora esercita sul sistema dell’istruzione. Leggi tutto

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Ora di religione, Della Vedova non è stupito dal Tar, ma dalla Cei


Una sentenza del Tar del Lazio ha annullato le ordinanze ministeriali che prevedevano che i docenti  di religione partecipassero agli scrutini, con effetti sulla valutazione degli studenti. Benedetto Della Vedova,  sentito dall’Ansa, si è dichiarato stupito dalla reazione scandalizzata della Cei alla decisione del giudice amministrativo. Leggi tutto

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I numeri della maturità dicono che la scuola sta cambiando


- Secondo i primi dati forniti dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, aumenta il numero dei bocciati agli esami di maturità. Mentre il ministro Gelmini dichiara che una scuola che promuove tutti, non fa il bene degli studenti, all’Invalsi affluiscono i dati inviati dai presidenti di commissione. Secondo un primo monitoraggio, gli studenti delle scuole superiori, bocciati all’esame di maturità, sono circa 3000 in più rispetto al 2008. L’anno scorso la percentuale di coloro che non riuscirono a passare le prove finali era del 2,5 per cento. In 12 mila non ce la fecero a superare l’ultimo ostacolo. Leggi tutto

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