TAG "scontri"

L’Aquila: la situazione è più seria che grave


Il 7 luglio scorso, a Roma, un consistente gruppo di terremotati abruzzesi ha organizzato una manifestazione. L’obiettivo primario era ottenere che venisse messa in cantiere una legge speciale per stanziare fondi per la ricostruzione a lungo termine, consentendo così di sospendere ulteriormente il pagamento delle tasse (ad oggi rimane sospeso solo per i lavoratori autonomi con meno di 200000 euro di fatturato annuo, mentre gli altri terremotati hanno ricominciato a pagarle dal primo luglio) da parte dei molti che, a seguito della sciagura del 6 aprile, sono rimasti, e restano tuttora, senza casa e senza lavoro.
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Caso Gugliotta: sono queste le città più sicure?


- E adesso per la strada la gente è come un fiume
il Terzo Reparto Celere controlla
‘Non c’è nessun motivo di essere nervosi’
mi dicono agitando i loro sfollagente
E io dico ‘Non può essere vero’
E loro dicono ‘Non è più vero niente’

(F. De Gregori, “Cercando un altro Egitto”)

Chiediamo chiarezza. Non chiediamo giustizia, non chiediamo verità, perché sono parole grandi e belle, ma vaghe, parole a cui ognuno può attribuire il significato che preferisce: parole troppo difficili e troppo semplici allo stesso tempo. Sulla vicenda Gugliotta, da queste pagine, invochiamo semplicemente chiarezza. Ci sono molti punti oscuri nel caso di un ragazzo che, nella serata di mercoledì 5 maggio, mentre andava in motorino nel quartiere Flaminio di Roma, è stato attorniato da un nutrito gruppo di poliziotti in assetto antisommossa che non gli hanno risparmiato colpi. Leggi tutto

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Rivolta in Kirghizistan, il paese è nel caos


 Il Kirghizistan, piccola repubblica ex sovietica dell’asia centrale, è piombato nel caos, in seguito ai violenti scontri tra gli oppositori del presidente Bakiev e la polizia. Sarebbero 17 i morti stimati dal ministero della Sanità. Gli scontri si succedono da alcuni giorni e interessano diverse aree del paese: la capitale, Bishkek, dove un gruppo di manifestanti ha da poco occupato e preso il controllo della tv di Stato, e Talas, a 50 km da Bishkek, dove stamattina sarebbe stato preso in ostaggio il vicepremier Aligbek Zhaparov.

Il premier del Kirghizistan, Daniyar Ussenov, ha decretato lo stato d’emergenza. “L’obiettivo dei manifestanti, migliaia solo nella capitale, è “un cambio di potere nel paese”, ha dichiarato oggi Azimbiek Bakhnazarov, ex procuratore generale kirghizo e attualmente uno dei dei leader dell’opposizione.
Con il regime d’emergenza, il premier Ussenov ha imposto anche il coprifuoco e la chiusura di negozi e scuole.

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