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Sul bipolarismo Veltroni ha molte ragioni. Ma se ‘salta’ la colpa sarà di PD e PdL


di SOFIA VENTURA – Walter Veltroni torna a far parlare di sé con una lunga lettera al Corriere della Sera, e subito partono le polemiche all’interno del suo partito, polemiche che mostrano come nel PD permangano differenze radicali non solo sul futuro della sinistra, ma sul futuro del nostro sistema politico. Veltroni ha fatto affermazioni importanti. Ci si potrebbe soffermare sul fatto che proprio gli errori che lui compì nel 2008, in particolare l’alleanza con l’Italia dei Valori di Antonio di Pietro e la sua incapacità di mantenere salda la barra lungo la rotta che aveva individuato, contribuirono all’attuale deriva del PD. Eppure, quella rotta rimane valida, non solo per la sinistra e la sua ripresa, ma anche per la tenuta del modello bipolare e per la sua rivitalizzazione. Leggi tutto

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Fumo mediatico e arrosto politico. Bersani bussa alle porte degli italiani che però guardano i tg del Cav.


- Domenica pomeriggio, verso le 16, ero tra quelli che sul litorale romano hanno visto passare un aereo che trainava un lungo striscione con su scritto: “ Berlusconi ci hai rotto … i gommoni!”. Subito dopo abbiamo visto arrivare in volo un Canadair della protezione civile, e lì ho sentito un uomo che gridava: “ oddio, lo vuole abbattere”.

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Ai bipolaristi di Libertiamo spiego le ragioni del terzo polo


- Gli ultimi eventi dimostrano chiaramente che ci troviamo davanti ad un momento politico cruciale che, verosimilmente, prelude alla fine della legislatura, ma, forse, anche di una stagione politica.
A distanza di appena un biennio, infatti, può già dichiararsi fallito il tentativo di forzoso bipartitismo, in quanto la supposta forza centripeta di PD e PDL è risultata inferiore alle spinte centrifughe che hanno determinato rispettivamente la costituzione dell’API e di FLI e la loro convergenza con l’UDC pare incrinare la stessa impalcatura bipolare su cui si è retta la politica italiana della seconda repubblica. Leggi tutto

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Il bipolarismo sono io


La politica va in ferie – per come può andare in ferie la politica – nel pieno della crisi politico-istituzionale più seria della Seconda Repubblica. Dal ’94 ad oggi due legislature su quattro sono inciampate ben lontane dal traguardo e anche questa minaccia di non finire, come dovrebbe, nel 2013. La relativa instabilità di governo ha però convissuto con una miracolosa stabilità del quadro politico. Insomma, il bipolarismo ha tenuto per quindici anni. Leggi tutto

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Nucleare, ovvero della caciara bipartisan sull’ottimo Veronesi


- La vicenda della nomina di Umberto Veronesi alla guida dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare mostra quanto la sostanza, nelle politiche del governo (ma si potrebbe dire tranquillamente nella politica italiana tout court) si sia allontanata drammaticamente dalla forma e di quanto quest’ultima prenda inesorabilmente, in ogni occasione, il sopravvento sulla prima, lasciando solo spazio per diatribe ideologiche attorno ad un guscio vuoto.

Il dibattito sul ritorno al nucleare, la gestione politica di cui una strategia energetica di questa portata ha inevitabilmente bisogno, hanno lasciato spazio – in assenza di un ministro che di queste cose si possa occupare a tempo pieno – al tentativo strumentale della maggioranza di evidenziare le contraddizioni dell’opposizione, giochetto riuscito più che bene a giudicare dalla puerile reazione del segretario del PD all’ipotesi di nomina dell’oncologo alla guida dell’agenzia.

La nomina dell’ottimo Umberto Veronesi poteva e doveva essere una scelta autenticamente bipartisan, ispirata dall’idea di unire più che di dividere, e finalizzata all’obbiettivo di marginalizzare le posizioni più ideologicamente radicali, una nomina che doveva avere lo scopo di rassicurare l’opinione pubblica della scelta nucleare, non di radicalizzare lo scontro politico. E se il PD ha torto da vendere, la maggioranza non ha ragione: senza una strategia politica e, forse, senza la reale intenzione di far seguire alle parole i fatti, cioè affrontare con serietà la questione nucleare, percorrendo una per una e in tempi certi tutte le tappe necessarie, a che pro avazanzare l’ipotesi Veronesi? Ecco che una buona candidatura è stata ridotta a bomba (nucleare, passeteci la battuta – ndr) lanciata nel campo avverso.

Da parte sua, Veronesi ha parlato e spiegato la sua posizione e paradossalmente sembra essere l’unico che in questa storia si è messo in gioco con serietà, rischiando di pagarne il prezzo politico più alto: la lettera che, insieme a tante personalità del mondo scientifico e accademico, ha inviato ai dirigenti del PD per invitarli a riconsiderare sotto una luce più realistica la questione nucleare ha avuto nel centrosinistra un effetto dirompente, più della stessa ipotesi di affidargli la guida dell’agenzia. Ha ispirato dubbi, ha incrinato certezze, e lo ha fatto dove più conta, tra gli elettori più che tra i dirigenti. Di fronte a tutto ciò un governo serio e giustamente riconoscente avrebbe potuto e dovuto, oltre che affidargli un titolo di prestigio, evitare di lasciare vacante per mesi la poltrona da cui dipende la gestione e l’operatività del dossier nucleare: la seggiola di ministro.

L’agenzia (che tra l’altro è di nomina governativa) senza un ministro serve a ben poco. Altrimenti ci si potrà continuare a beare dello spettacolo grottesco che su tutto ciò stanno dando i dirigenti del PD, ma lo si potrà fare da un pulpito dal quale è piuttosto difficile e rischioso mettersi a far la morale agli altri. Il governo potrebbe aver deciso che la montagna nucleare debba, come massimo risultato, partorire il topolino dell’imbarazzo di Bersani. A noi, e allo stesso Veronesi, potrebbe non restare altro da fare se non guardare impotenti come l’energia torni ad essere materia di scontro ideologico, scontro nel quale purtroppo già si intuisce chi saranno i vincitori e i vinti.

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Un nome migliore di Veronesi per far dialogare il PD sul nucleare? Non c’è


- Concedete a Libertiamo.it un pizzico di orgoglio: a novembre dell’scorso anno, con un articolo di Lucio Scudiero, siamo stati i primi a pronunciare pubblicamente il nome di Umberto Veronesi quale possibile presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Il sasso nello stagno, per la verità, era stato di quel malandrino di Carlo Stagnaro (su Chicago Blog), a cui non erano sfuggiti i pro dell’ipotesi Veronesi: Leggi tutto

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Per il bene dei siciliani


- Ben 20.000 erano i lavoratori a tempo determinato della Regione Sicilia che rischiavano di non avere il contratto rinnovato. I tagli in manovra minacciavano di sottrarre agli organici dell’amministrazione regionale (23.000 dipendenti fissi, 10 volte più della Lombardia) il supporto fondamentale dell’esercito di colleghi precari a rischio abbandono. Un’immonda ingiustizia che il Ministro Tremonti non ha esitato a emendare. L’isola continuerà ad avere 43.000 dipendenti regionali (20 volte più della Lombardia). I siculi contribuenti ne hanno diritto. Per il bene dei siciliani, preghiamo. Amen.

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Quando il PD, non sapendo cos’altro fare, discute di religione


- Discutere di religione è trendy, è chic. A volte può essere radical-chic. Piccola parentesi pubblicitaria: lettura obbligata per chi si propone di resistere al conformismo perbenista elevato a sistema è il recente libro di Massimiliano Parente “La casta dei radical chic”.
Dicevamo, vuoi mettere? Perché mai interessarsi agli stress test che danno alcune banche italiane con il fiato corto o ai conti pubblici in perenne affanno? Perché mai incalzare Tremonti o Berlusconi che da quindici anni promettono liberalizzazioni ed invece continuano, se va bene, a conservare l’esistente? No, al PD piace la metafisica. Leggi tutto

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Che noia, l’emergenza democratica


Ci risiamo: a quanto pare la democrazia italiana affronta nuove mortali minacce. Vista da destra, come da sinistra, la Repubblica è spacciata. In realtà, le cronache ne avevano già annunciato più volte il trapasso a miglior vita. Anche recentemente: quando il decreto legge in materia elettorale di Berlusconi attentò alla libertà del paese che rispose fieramente, con il lugubre contorno di tricolori listati a lutto e veglie funebri. E poi quando i giudici, malgrado il decreto, conculcarono il diritto di voto del popolo di centro-destra, che però non se ne accorse e vinse tranquillamente le elezioni. Leggi tutto

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Massoneria trasparente: il ‘Comma 22′ del Pd


- Il “Comma 22” è un paradosso contenuto nel libro Catch 22 scritto da Joseph Heller. Il paradosso riguarda un’apparente possibilità di scelta in una regola o in una procedura, dove in realtà, per motivi logici nascosti o poco evidenti, non è possibile alcuna scelta, ma vi è solo un’unica possibilità. Leggi tutto

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Ma con questo Pd non ci saranno mai ‘giorni migliori’


- Pietro Ichino l’ha chiamato apartheid. Ci sono i segregati – la maggioranza dei lavoratori entranti – privi di tutele e rappresentanza. E ci sono gli afrikaner – la Cgil –  fortino rosso dei “fuori mercato”, degli usciti, dei garantiti a prescindere.
Se il Pd fosse davvero il partito del lavoro, osserva il giuslavorista, farebbe dei lavoratori – tutti i lavoratori: pubblici e privati, fissi e flessibili, autonomi e dipendenti – la propria constituency, e la sua battaglia sarebbe l’apertura e la liberazione del mercato, perché è lì, nel mercato, che gli uomini si fanno lavoratori e i lavoratori egualmente liberi.
Questo, appunto, se il Pd fosse il partito del lavoro. Ma per il Pd  il lavoro è solo quello che gli racconta il “suo” sindacato, cioè la mitologia operista e barricadera, corporativa e classista. Leggi tutto

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Il Pd attacca il Tremonti di ieri per non dare ragione a quello di oggi


- Presa in contropiede da un abile ed “intuitivo” Giulio Tremonti quanto a vocazione europeista, la sinistra si prepara ad imitare la volpe della favola di Fedro: non riuscendo a raggiungere i grappoli che maturano al sole nel pergolato si consola sentenziando che, tutto sommato, l’uva è ancora acerba. Così il Pd ha annunciato che voterà a favore del decreto salva-Grecia, ma che sosterrà in Aula – a leggere i più importanti quotidiani – una tesi singolare, accusando il superministro di essere stato euroscettico e di avere cambiato opinione. Leggi tutto

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