TAG "Obama"

America, dove ‘conservatorismo’ vuol dire ‘meno Stato’



E’ un momento frizzante per la destra americana. Secondo l’ultimo sondaggio di Rasmussen i Repubblicani sopravanzano ormai i Democratici di 12 punti – il maggior vantaggio registrato negli ultimi dieci anni. Ma non è solo il partito repubblicano a godere di buona forma e ad intravedere la concreta possibilità della presa del Congresso nelle elezioni di middle term. Leggi tutto

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Le sventure della Virtù. Obama e il disastro politico sulla moschea a Ground Zero


- Ma hanno davvero ragione Repubblica e Vittorio Zucconi?

Hanno davvero ragione i Furio Colombo ed i Gad Lerner quando esaltano l’affermazione dei principi e la “visione profetica” del presidente americano sul caso della moschea di Ground Zero? Hanno davvero ragione loro, da sempre campioni del politicamente corretto, quando giudicano gli interventi di Obama solo con il metro delle anime belle, del liftato giudizio di buon senso, oppure… Leggi tutto

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Matrimoni gay: c’è un giudice a San Francisco


- Con una lunga sentenza (136 pagine) motivata, a detta di molti esperti, in modo logico, lineare e difficile da ribaltare, il giudice federale Vaugh R. Walker ha dichiarato incostituzionale la Proposition 8, il celebre referendum che dal novembre 2008 ha messo al bando le nozze fra omosessuali in California. Secondo la ricostruzione del giudice Walker nessun interesse dello Stato giustifica il trattamento discriminatorio nei confronti di gay e lesbiche  rispetto agli altri cittadini e la mera disapprovazione morale dettata da ragioni religiose o culturali non è sufficiente a giustificare la discriminazione. Nell’interpretazione di Walker,  la Proposition 8 viola quindi le garanzie costituzionali  in merito alle uguali tutele dovute a tutti i cittadini a prescindere dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.

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Obama e il nucleare: le luci di una svolta, le ombre nei dettagli


- Per Barack Obama il nucleare è il futuro. In America i pregiudizi verso la tecnologia dell’atomo sono stati superati e tra i maggiori leader dei due schieramenti vi è convergenza nel riconoscere che l’energia nucleare è un’energia sicura ed “environmentally-friendly”.
I problemi legati ai rifiuti radioattivi non vengono trascurati, ma la volontà è quella di lavorare a soluzioni sempre più efficaci e condivise. L’idea è quella di costituire un panel guidato dal democratico Lee Hamilton e dall’ex consigliere repubblicano per la sicurezza nazionale Brent Scowcroft per individuare nuove strade da percorrere. Leggi tutto

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Obama sponsorizza la Turchia, ma Ankara guarda richiosamente a est


- Un tema caro a tutte le amministrazioni americane: la Turchia in Europa. Nella sua lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera la settimana scorsa, il presidente statunitense Barack Obama ci è tornato sopra. Come Bush prima di lui e come Clinton prima di Bush, anche Obama mira all’integrazione dell’alleato Nato nella struttura dell’Ue. E questo un po’ per motivi di consolidamento della posizione geopolitica americana (la sovrapposizione sempre più perfetta fra Ue e Nato permette inevitabilmente un maggior peso di Washington in Europa), un po’ per una visione strategica di lungo termine, secondo cui la Turchia è un avamposto occidentale in Asia. Leggi tutto

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Turchia: Integrazione in UE argine a radicalismo islamico


Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Il sostegno di Obama al processo di integrazione europea della Turchia non è a mio parere intempestivo né azzardato. Nel momento in cui le relazioni della Turchia con Israele e con l’Occidente sembrano pesantemente condizionate dalle correnti del radicalismo islamico è prudente offrire un’alternativa diversa ad un Paese che rimarrà in ogni caso forte, influente e strategicamente decisivo per la sicurezza europea.

Io continuo a pensare che il processo di integrazione nell’UE costituirebbe l’argine più efficace contro le pericolose derive della democrazia turca. E mi auguro che il nostro Paese continui a muoversi lungo una linea che il centro-destra berlusconiano, contro le tesi leghiste, ha sempre apertamente sostenuto e che oggi Obama ha ribadito attribuendo proprio all’italia una funzione decisiva in questo disegno.

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Tra Russia e USA non è (ancora) crisi diplomatica, ma la spy story non è (ancora) finita


- Dieci presunti agenti russi arrestati negli Stati Uniti. Un undicesimo ricercato a Cipro. Sono storie da Guerra Fredda, anche se il confronto Usa-Urss è finito ormai da un ventennio. Le spie, vere o presunte, non operano da sole, non sono un’eccezione, secondo l’ex colonnello del Kgb Oleg Gordievskij (fuggito dall’Urss nel 1985 e consultato come uno dei massimi esperti di storia del servizio segreto sovietico e post-sovietico): negli Usa ve ne sarebbero almeno 400, dei quali 60 “illegali”, privi di copertura diplomatica, come i sospetti su cui l’Fbi ha messo le mani.

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Nella vicenda McChrystal c’è una notizia cattiva, una buona e una che potrebbe diventarlo


- Partiamo dalla cattiva. Le dimissioni di Stanley McChrystal, accettate ieri sera da Barack Obama, arrivano nel momento peggiore e possono causare molti effetti collaterali. Il generale delle forze speciali, comandante in capo della missione Isaf a guida Nato, ha perso il posto a pochi mesi dall’inizio della strategia di contro-insurrezione in Afghanistan, quando è ancora impossibile valutarne gli effetti. Arrivano alla vigilia della (più volte rimandata) offensiva alleata alla roccaforte talebana di Kandahar. Leggi tutto

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Non sono sanzioni contro l’Iran, ma la sconfitta di Obama


- Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato le nuove sanzioni all’Iran. Ma quali? Il nuovo “pacchetto” di misure punitive, proposto dagli Usa e modificato nel corso dei mesi per attrarre il voto degli altri membri permanenti del Consiglio (comprese Russia e Cina) è considerato dai vertici americani “il più duro” sinora approvato per punire l’ambiguo programma nucleare iraniano. Ma molte delle sue misure più efficaci sono state eliminate nel corso del dibattito, e quello approvato rischia così di rimanere un provvedimento valido solo sulla carta. Leggi tutto

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Russia e Stati Uniti, antiterrorismi a confronto. E non c’è paragone


- Gli Stati Uniti stanno vincendo la guerra al terrorismo: non c’è stato alcun nuovo attentato sul suolo americano dopo quello dell’11 settembre 2001. La Russia sta perdendo la guerra al terrorismo: dopo 11 anni di operazioni militari, negli ultimi sette giorni sono stati compiuti sanguinosi attentati a Mosca, in Daghestan e in Inguscezia. Quasi dieci anni di guerra al terrorismo negli Usa non sono serviti a fermare del tutto la minaccia (sono almeno 20 i tentativi falliti di compiere attentati contro gli americani, compresa la bomba sul volo per Detroit lo scorso Natale), ma almeno hanno creato un sistema di difesa sufficiente a proteggere, sinora, le vite degli americani dai ripetuti assalti di Al Qaeda. Quasi undici anni di guerra al terrorismo in Russia, invece, non hanno reso più sicura la vita dei cittadini russi di fronte all’aggressione dell’Emirato del Caucaso. Leggi tutto

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L’Obamacare non è una rivoluzione, ma una riforma molto ‘americana’


- Obama ha vinto la sua storica battaglia e gli Stati Uniti avranno la riforma sanitaria che promette di dare a tutti una copertura assicurativa contro le malattie.  In prima battuta, e in attesa di interventi che approfondiscano, come è nello stile di Libertiamo,  i dettagli della riforma, credo si possano fare tre considerazioni.

1. Il precedente sistema americano non era quel mostro di egoismo di cui tanto si è parlato in Europa. La spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil (…e che Pil) non era così diversa da quella italiana. A nessuno venivano comunque negate le cure in caso di necessità, seppure non in tutte le strutture e magari dopo lunghe attese. Una parte significativa delle persone senza copertura sanitaria era rappresentato da lavoratori temporaneamente disoccupati. Poveri, bambini e anziani erano oggetto di specifici piani sanitari finanziati dal pubblico. Insomma: un sistema nato in modo differente da quelli europei, con contraddizioni divenute via via sempre meno sostenibili, ma non un sistema da “selvaggio far west”. Questo spiega come mai una parte importante dell’opinione pubblica americana sia stata contraria alla riforma di Obama e perchè in Congresso i repubblicani l’abbiano così fortemente osteggiata. Le polemiche erano sui costi e sull’efficacia della nuova legge. Leggi tutto

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Peres a Biden: espellere l’Iran dalle Nazioni Unite


- L’espulsione dall’ONU dell’Iran, un paese che non essere allo stesso tempo membro delle Nazioni Unite e fare appello alla distruzione di Israele: è quanto propone il presidente dello stato ebraico Shimon Peres al vicepresidente americano Joe Biden, in visita a Gerusalemme.

Sollecitando gli Stati Uniti a “contenere l’Iran” per proteggere Israele “dai missili e dalla minaccia nucleare” posta dal regime, il vecchio leader ha evidenziato come a suo giudizio le ‘sanzioni morali’ a Teheran, tra cui il bando dalle Nazioni Unite, sono tanto importanti quanto le sanzioni economiche. Leggi tutto

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