TAG "Mezzogiorno"

Fini contro il federalismo? Il vero problema è ‘questo’ federalismo


- Circa un mese fa Luca Ricolfi consegnò ai lettori de La Stampa una curiosa equazione: le critiche dei “finiani” (allora non ancora confluiti nel gruppo Futuro e Libertà) sul ddl intercettazioni avrebbero minato alle fondamenta il federalismo fiscale. “Fra tutti gli scambi possibili, – scriveva l’ottimo sociologo – il più perverso (…) sarebbe quello fra intercettazioni e federalismo. E cioè che i finiani accettassero un cattivo compromesso sulle intercettazioni, in cambio di un gesto di clemenza nei confronti delle Regioni meridionali in dissesto”. Leggi tutto

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Il Mezzogiorno spende solo il 6% dei soldi


- da Il Giornale di sabato 3 luglio 2010 – E’ una polemica antica quella sull’incapacità delle regioni meridionali di far fruttare la pioggia di miliardi che arrivano da Bruxelles e dal bilancio statale. Il confronto con la Spagna – le sue autostrade nuove e i suoi avveniristici ponti e tunnel siglati dalla bandiera blu a dodici stelle – è da almeno quindici anni un liet motiv della politica italiana (e, a volte, persino delle chiacchierate d’ufficio post-vacanze). Eppure Giulio Tremonti è capace, mediaticamente e politicamente, di spolverare una questione tanto evocata quanto disattesa, rimettendola di colpo in cima all’agenda. Leggi tutto

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Credere nel mezzogiorno: una no tax area per il Sud. Incontro di Confcontribuenti – AUDIO


- Il 15 giugno, a Roma, si è svolto l’incontro organizzato da Confcontribuenti sul tema “Credere nel Mezzogiorno: come rilanciare il Meridione senza iniezioni di denaro pubblico”.

Al centro dell’incontro pubblico, i temi del federalismo, della riduzione della pressione fiscale ed in generale delle riforme economiche che sarebbero necessarie per cambiare il modello di sviluppo del Sud Italia, oggi basato su spesa pubblica e finanziamenti “a pioggia”.

Di seguito, l’intervista di Radio Radicale a Diego Menegon e l’audio integrale del convegno.

Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita

 
 

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No tax area al Sud (e basta finti incentivi)


- da Il Secolo d’Italia di giovedì 27 maggio 2010 -

La bufera giudiziaria che sta investendo il business dell’energia eolica nel Mezzogiorno, mostra – una volta di più – quanta inefficienza finiscano per generare le politiche degli incentivi. Certo, la maggior parte degli operatori hanno agito correttamente, tenendosi lontani da corruzione e criminalità organizzata, ma ciò non consente di liquidare il malaffare connesso all’installazione delle torri eoliche come epifenomeno tutto sommato marginale.

C’è un punto dirimente: l’accaparramento degli incentivi pubblici finisce per definire un mercato specifico, dove la concorrenza non si gioca a colpi di efficienza e produttività ma sulla base delle relazioni con la macchina politico-amministrativa (non è un caso che una quota cospicua del valore prodotto dalla filiera delle rinnovabili sia appannaggio dei professionisti delle scartoffie, più che dei progettisti o degli installatori). Leggi tutto

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Rilancio dell’economia e sfiducia nel mercato: un ossimoro di governo


- Due iniziative, la Banca per il Mezzogiorno e il fondo per le PMI, hanno subito un’accelerazione in questi giorni di tensioni sui mercati finanziari. Entrambi i provvedimenti affrontano problemi cruciali per il rilancio dell’economia: il mancato sviluppo del Mezzogiorno è un problema irrisolto da decenni e la ridotta dimensione media delle imprese italiane sta trasformandosi rapidamente da elemento di forza a collo di bottiglia per un rilancio complessivo della competitività. Problemi giusti, e correttamente individuati, dunque. Ma soluzioni quanto meno discutibili. Leggi tutto

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Perchè la vittoria di Vendola non è una cattiva notizia


- Delle idee e della visione politica di Nichi Vendola non c’è molto da condividere, forse quasi nulla. E’ un affabulatore innamorato del paradosso e dell’ossimoro, un comunista senza se e con tanti retorici ma, un comunista senza molti argomenti originali, un anti-nuclearista ideologico ed un terzomondista stucchevole.

Eppure, per chi ha a cuore il Mezzogiorno, la vittoria (anzi la riconferma) di Nichi Vendola alla guida della Regione Puglia non è una notizia negativa. Perché nel mare magnum del clientelismo e della politica dei caudilli capaci di occupare manu militari un territorio per dieci o quindici anni (Bassolino docet), Vendola rappresenta una positiva e ormai pluri-inaspettata eccezione.
Nel Sud Italia la fortuna politica degli amministratori è spesso slegata dalla qualità della loro azione. Non è sempre così, ovviamente, ma le eccezioni sono sparute e difficilmente valorizzate dai partiti. Una quota rilevante degli elettori non chiede davvero buona amministrazione, ma il soddisfacimento di piccole aspettative personali o familiari, in primis il “posto” di lavoro ed in generale forme più o meno parassitarie di assistenza, incluse quelle richieste dagli imprenditori. Prevalgono logiche tribali nella lotta per le preferenze, i candidati alle cariche di vertice vengono fuori da complicati e bizantini accordi tra gruppi di potere. Tutto questo accade anche al centro-nord, ma con intensità meno asfissiante, con più spazio per il voto di opinione (qualunque sia la fonte di questa opinione), rispetto a quanto accade dal Lazio in giù. Leggi tutto

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Sul Sud Fini rilancia la leva fiscale e il federalismo delle responsabilità


- “Vorrei solo ricordare che la legge delega in materia di federalismo fiscale fissa, tra i suoi principi, quello dell’individuazione di forme possibili di fiscalità dirette a permettere nuove attività d’imprese e a valorizzare le risorse presenti nei territori”. E’ un estratto di un intervento di Gianfranco Fini, pubblicato sabato scorso da Il Mattino. Siamo attenti da mesi al principio che Fini richiama e che potrebbe trovare una attuazione ottimale nel l’istituzione di una No Tax Region per il Mezzogiorno. Ne abbiamo parlato molte volte: per il Sud c’è bisogno di un cambio di paradigma, vale a dire la rinuncia ai finanziamenti a pioggia (“dispersi in mille rivoli improduttivi e clientelari”, dice Fini) come improbabile leva per lo sviluppo, in favore di una misura automatica, rivolta a tutti e meritocratica come l’abbattimento per dieci anni dell’imposizione fiscale sulle imprese. E’ ragionevole pensare che il presidente della Camera abbia in mente qualcosa del genere quando pone l’accento sull’opportunità di individuare “nuovi incentivi, soprattutto di carattere fiscale” tesi a favorire nuovi investimenti, o quando evidenzia come  – insieme agli investimenti infrastrutturali – le uniche misure per il Mezzogiorno capaci in passato di produrre risultati positivi siano stati proprio gli interventi di defiscalizzazione. Leggi tutto

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I meridionali possono salvare il Meridione, non altri


- L’Italia paga il fatto di essere divisa in due, un elemento che in presenza di problemi impedisce un’unica soluzione. E così Giulio Tremonti riscopre la questione meridionale definendola, durante il recente dibattito su ‘Lezioni dalla crisi’ presso l’università Bocconi, “il problema del Paese”. Per affrontare la situazione, Tremonti propone la ricetta del federalismo fiscale. Insomma, dopo il tormentone estivo del “partito del Sud”, le esternazioni del superministro riportano la “questione meridionale” al centro del dibattito politico nazionale. Cosa fare? Come farlo? Perché l’intervento in favore delle zone disagiate del Mezzogiorno d’Italia sia efficace, una volta per tutte, è necessario procedere alla realizzazione di alcune precondizioni. Leggi tutto

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La rivincita del Mezzogiorno parte dalla No Tax Region


- pubblicato su L’Occidentale – Nuove vecchie idee avanzano. Certo, di buone intenzioni e di intese bipartisan arenatesi per eccesso di consenso è lastricata la via della politica italiana. E anche nel caso della proposta di trasformazione del Mezzogiorno d’Italia in una grande No Tax Region per i redditi d’impresa, è forte il rischio di fallimento. Eppure il favore di cui la misura che l’Istituto Bruno Leoni va promuovendo da un anno a questa parte sta godendo è inusuale, autorevole e sempre più diffuso: un editoriale del 17 agosto di Angelo Panebianco sul Corriere ha tirato la volata all’endorsement del candidato segretario del Pd Pierluigi Bersani, che si somma alle prese di posizioni pidielline di Benedetto Della Vedova, Gaetano Quaglieriello, Santo Versace ed Erminia Mazzoni, al Pd Laratta e all’appoggio dichiarato di molti esponenti di Confindustria Giovani e di intellettuali come Franco Debenedetti. Insomma, qualcuno inizia a crederci davvero. Leggi tutto

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IBL: No Tax area, dalle parole ai fatti


L’Istituto Bruno Leoni accoglie con favore il crescente consenso attorno alla sua proposta di fare del Meridione una grande “no tax area”. Ma per il think tank torinese “è venuto il tempo di passare dalle parole ai fatti”.
E’ dalla campagna elettorale del 2008 che l’IBL ha chiesto di fare del Sud una “zona franca”, esentando dal pagamento delle imposte le imprese per dieci anni, in modo da attirare investimenti e dare nuovo stimolo all’economia locale. Su questa proposta, dopo un importante editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della sera (17 agosto 2009), è sorto un consenso significativo: imprese, categorie, destra e sinistra. Leggi tutto

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Crisi: Della Vedova, positivo se Bersani e Pd accettano sfida competizione fiscale per il Mezzogiorno


Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl:

“Da tempo, in un sempre più ampio “fronte liberale” proponiamo di sostituire la pletora di sussidi e finanziamenti all’economia meridionale, intermediati in modo opaco dalla politica e dalla burocrazia, con una trasparente e impersonale misura di detassazione totale degli investimenti e la trasformazione per un periodo di dieci anni del Mezzogiorno in una grande No Tax Region. Leggi tutto

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Rapporto Svimez: Al Sud non mancano risorse ma gente in grado di farle fruttare


“Il rapporto Svimez fotografa una realtà impietosa per il Mezzogiorno. Ma il peggio è che ce lo aspettavamo”. Il commento è di Lella Golfo, deputata reggina del PdL. “ In questi anni sembra essersi radicata, implicitamente ma inesorabilmente, la prospettiva del disarmo rispetto ai problemi del Meridione. Questa tendenza va combattuta, perché al Sud c’è tanto da fare e si può fare. A cominciare dalla politica locale, che deve riqualificarsi per riqualificare l’intervento pubblico di cui è intermediaria, tenendosi lontana dalla tentazione di cavalcare il malcontento fondando fantomatici partiti del Sud. La classe dirigente meridionale deve fare bene il suo mestiere, ma all’interno dei partiti nazionali, perché oltre che rispetto al Mezzogiorno è responsabile nei confronti del Paese intero”. E aggiunge: “Tra i dati diffusi da Svimez uno mi pare significativo più degli altri, cioè quello della spesa in conto capitale, ferma al 34,9% del totale nazionale. Ciò vuol dire che manca una prospettiva politica ed economica per il Sud, e che le istituzioni pubbliche funzionano principalmente da intermediari di lavoro e da “ammortizzatori sociali”, visto che la spesa corrente dovuta a stipendi ed apparati non accenna a diminuire. Anzi, nel caso della Calabria, che è al primo posto nella classifica del lavoro nero, l’utilizzo scorretto delle risorse pubbliche è ancora più grave perché la base di ricchezza da cui sono tratte è minore”. Lella Golfo conclude sostenendo la necessità “ che lo Stato agisca sui fattori che disturbano lo sviluppo civile del Meridione, in primis la malavita organizzata, e che gli amministratori locali improntino alla responsabilità l’azione di governo del territorio. Al Sud non mancano le risorse, ma gente in grado di gestirle in modo fruttuoso”.

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