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Come il nucleare ci eviterà ‘amicizie’ imbarazzanti in giro per il Mondo


La sicurezza energetica non è un argomento per autarchici. Il fatto che l’Italia dipenda da pochi stati per l’approvvigionamento delle fonti energetiche ha delle chiare implicazioni nella politica estera.

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Sul nucleare il Governo attui il programma, la maggioranza è solida


- L’ultima settimana di lavori parlamentari prima della pausa estiva sarà ricordata per la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare, Futuro e Libertà per l’Italia, e per il voto sulla mozione di sfiducia alla Camera sul nome del sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo, che ha visto l’astensione della neonata compagine parlamentare.

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Accordo con Google sui diritti d’autore. Ma la Siae resta un carrozzone


- Altre entrate per la Siae. È stato, infatti, siglato nei giorni scorsi un accordo tra la Società Italiana degli Autori e degli Editori e Google per la visione e l’ascolto su YouTube di opere oggetto della tutela del diritto d’autore.
Non sono stati resi noti nel dettaglio le condizioni economiche dell’accordo. Si sa soltanto che la remunerazione dei diritti d’autore sarà proporzionata al numero di clic e ai ricavi derivanti dalla pubblicità associata ai video postati. Probabilmente qualche millesimo di euro a visita. Ancor più opacità circonda gli interrogativi in merito alle modalità effettive di redistribuzione tra gli iscritti Siae, che comprende sia autori che case discografiche) e ai costi di intermediazione trattenuti dalla stessa società. Leggi tutto

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Sull’Agenzia per la sicurezza nucleare la maggioranza tira dritto, ma le riserve rimangono


- Ha fatto molto discutere la norma contenuta nel “decreto legge energia” che semplifica il quadro delle incompatibilità per la nomina dei membri dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare.  Il decreto legge prevede che, in sede di prima nomina, il presidente possa essere scelto anche tra i parlamentari o tra quanti ricoprono altri incarichi pubblici, e che ai quattro componenti designati dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente sia consentito ricoprire altri uffici pubblici, purché non siano elettivi.

Una deroga che secondo molti costituisce il via libera alla nomina di Umberto Veronesi alla presidenza dell’Agenzia. Un nome, quello del professore, che circola da tempo e che risponde all’esigenza di rassicurare l’opinione pubblica e dare solidità ad un progetto di politica energetica di lungo periodo. Il senatore del PD, oncologo di fama internazionale, sembra il nome giusto per dare massima credibilità all’azione di un’autorità che avrà tra i tanti compiti quello di garantire la tutela della salute.

La scelta di un esponente dell’opposizione renderebbe poi il ritorno all’atomo qualcosa di diverso da una precaria avventura dell’attuale governo, una bandiera per la legislatura; ne farebbe piuttosto un progetto duraturo, necessariamente irreversibile, capace di radicarsi su un consenso politico trasversale. Tuttavia, la strada che porta alla nomina di Veronesi a capo dell’Agenzia non è affatto in discesa. Proprio sulla compatibilità della carica di presidente con quella di parlamentare ha sollevato aspre polemiche al Senato. In sede di conversione del decreto legge, la stessa Commissione Affari costituzionali ha proposto l’abrogazione dell’intero articolo sull’Agenzia. L’opposizione ha risposto con una pregiudiziale di costituzionalità respinta dall’assemblea.

La maggioranza ha ceduto cancellando le novità relative alla nomina dei componenti dell’Agenzia, per i quali rimane quindi il divieto di cumulo degli incarichi; non ha fatto alcun passo indietro, invece, sulla compatibilità della carica parlamentare con quella di presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare. Un compromesso che non pare soddisfi l’opposizione. L’obiezione rimane: l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare deve essere indipendente e super partes; la nomina di un eletto in Parlamento al suo vertice ne mina l’autonomia.

Il provvedimento passa ora alla Camera dove i margini di modifica del testo del decreto sono esigui, pena il sacrificio di porzioni di vacanza estiva. Il termine per la conversione in legge del decreto, infatti, è il 7 settembre e per il 6 agosto massimo si spera di chiudere il Parlamento per ferie. Ad ogni modo, il Governo non può che attendere il da farsi. L’Agenzia avrebbe dovuto essere operativa già da alcuni mesi, ma lo scontro consumatosi in Parlamento suggerisce una riflessione sull’opportunità di insistere su un nome forse non così gradito, come ci si poteva attendere.

Per altro, la permanenza dell’interim del Presidente del Consiglio al Ministero dello Sviluppo economico, se da un lato consente di superare gli attriti con il dicastero dell’Ambiente che hanno a lungo ostato alla composizione dell’autorità, dall’altro  priva il dicastero di via Veneto di un titolare effettivo, capace di iniziativa autonoma. Se l’opzione Veronesi si rivela mancare di convenienza politica, la scelta dovrebbe a quel punto cadere su una personalità di acclarate competenze, un tecnico che conosca il settore elettrico così come il mondo delle istituzioni con cui dovrà confrontarsi.

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Siae, i costi di un monopolio. Uno studio dell’IBL – AUDIO


- Uno studio condotto da Diego Menegon per l’Istituto Bruno Leoni e presentato ieri a Milano pone a confronto i tassi di efficienza nella gestione collettiva dei diritti d’autore della Siae, cui la legge italiana riconosce un regime di esclusiva, e delle società di intermediazione attive nel Regno Unito. Un’analisi comparativa tra due modelli opposti: un monopolio pubblico legale da un lato, un modello aperto alla concorrenza dall’altro. Leggi tutto

 

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Obama e il nucleare: le luci di una svolta, le ombre nei dettagli


- Per Barack Obama il nucleare è il futuro. In America i pregiudizi verso la tecnologia dell’atomo sono stati superati e tra i maggiori leader dei due schieramenti vi è convergenza nel riconoscere che l’energia nucleare è un’energia sicura ed “environmentally-friendly”.
I problemi legati ai rifiuti radioattivi non vengono trascurati, ma la volontà è quella di lavorare a soluzioni sempre più efficaci e condivise. L’idea è quella di costituire un panel guidato dal democratico Lee Hamilton e dall’ex consigliere repubblicano per la sicurezza nazionale Brent Scowcroft per individuare nuove strade da percorrere. Leggi tutto

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Il salvataggio degli incentivi, il danno ai consumatori


- Gli incentivi all’eolico e all’idroelettrico sono salvi, ma a farne le spese sono i consumatori.
Con un emendamento approvato ieri in commissione bilancio al Senato, è stato ripristinato l’obbligo per il Gestore dei Servizi Pubblici di acquistare dai produttori di energia da fonte rinnovabile i certificati eccedenti la domanda. Il compromesso raggiunto non reintegra del tutto le rendite sinora garantite ai produttori: entro il 31 dicembre 2010 il Ministero dello sviluppo economico e l’Autorità per l’energia elettrica dovranno ridisciplinare le modalità di ritiro in modo da garantire una minore spesa in misura del 30%. Con lo stesso emendamento si destinano poi le risorse liberate dalla risoluzione anticipata delle convenzioni CIP6 ad un fondo per la ricerca. Leggi tutto

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Lavorare oltre i 65 anni: la proposta Cazzola per renderlo finalmente vantaggioso (anche per l’Inps)


- La proposta Cazzola per incentivare il proseguimento dell’attività lavorativa dopo i 65 anni, oggi all’esame della commissione lavoro alla Camera, coniuga pragmatismo e ideali di libertà. Già oggi il lavoratore e l’impresa possono continuare il rapporto di lavoro dopo il conseguimento dei diritti per l’accesso al trattamento pensionistico. Il regime che regola il rapporto tra le parti conosce minori vincoli: vista la sicurezza economica su cui può fare affidamento il lavoratore che vanta il diritto alla pensione, le garanzie dettate dall’articolo 18 non trovano applicazione e il datore di lavoro può quindi licenziare il dipendente senza giusta causa o giustificato motivo. Leggi tutto

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Via libera della Consulta al nucleare (nonostante le bufale in Rete). Ora tocca al Governo


- Una buona notizia: la Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi di dieci regioni contro la delega conferita al Governo per dettare le nuove norme che spianano il ritorno al nucleare. La Consulta ha dichiarato le censure proposte in parte infondate, in parte inammissibili.
Ad esser contestata dalle regioni era la mancata previsione di un adeguato coinvolgimento delle stesse nel processo di normazione del settore e di autorizzazione degli impianti. Messa in salvo la delega, il contenzioso ora si sposta sulle norme emanate in attuazione della stessa e contenute nel decreto legislativo 31/10. Leggi tutto

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Credere nel mezzogiorno: una no tax area per il Sud. Incontro di Confcontribuenti – AUDIO


- Il 15 giugno, a Roma, si è svolto l’incontro organizzato da Confcontribuenti sul tema “Credere nel Mezzogiorno: come rilanciare il Meridione senza iniezioni di denaro pubblico”.

Al centro dell’incontro pubblico, i temi del federalismo, della riduzione della pressione fiscale ed in generale delle riforme economiche che sarebbero necessarie per cambiare il modello di sviluppo del Sud Italia, oggi basato su spesa pubblica e finanziamenti “a pioggia”.

Di seguito, l’intervista di Radio Radicale a Diego Menegon e l’audio integrale del convegno.

Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita

 
 

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Il 22 giugno la Consulta si pronuncia sul nucleare: una svolta?


- Tra cinque giorni la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legge che riporta il nucleare in Italia.
Più precisamente, ad essere impugnata lo scorso autunno è stata la delega al Governo contenuta nella legge 99/09  di luglio. Le Regioni che hanno presentato il ricorso sono undici, ma di recente il Piemonte di Roberto Cota ha ritirato il proprio, spiegando che siano venuti meno i motivi del contendere.
La tesi sostenuta dalle Regioni ricorrenti verte, principalmente, sulla mancata previsione nella delega della necessità di un’intesa con le regioni e gli enti locali ai fini dell’autorizzazione degli impianti nucleari. Leggi tutto

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Tasse: Domani alla Camera incontro di Confcontribuenti


- Federalismo fiscale, no tax area, credito d’imposta: chiuso il capitolo delle politiche assistenziali e degli aiuti pubblici diretti, l’Italia si interroga su quali soluzioni si prospettano per mettere in moto l’economia meridionale. Il dibattito si rincorre dentro e fuori il Parlamento; protagonisti studiosi, commentatori e esponenti di primo piano della classe politica. I laboratori di idee portano alla luce ogni giorno nuove ricette per risollevare le sorti dell’economia meridionale utilizzando la leva fiscale.

Intanto, la manovra finanziaria ha previsto sacrifici soprattutto per le regioni, ma riconosce anche una maggiore flessibilità nell’applicazione dell’imposta sulle attività produttive al Sud, quasi l’anticipo di un federalismo ancora tutto da inquadrare. Ma le coordinate previste dalla legge delega sul federalismo contiene gli elementi necessari per una terapia shock capace di avviare le regioni meridionali su un virtuoso percorso di crescita competitiva e responsabilizzazione della classe di governo?

Questi i temi che verranno affrontati martedì 15 alle ore 15 nella Sala della Mercede di Palazzo Marini (via Mercede 55 a Roma), ad un incontro organizzato da ConfContribuenti sul tema “Credere nel mezzogiorno: come rilanciare il meridione senza iniezioni di denaro pubblico”. Parteciperanno il Presidente della Commissione Finanze al Senato, Sen. Mario Baldassarri, l’On. Benedetto Della Vedova, Carmelo Palma, Direttore di Libertiamo.it, e Gionata Pacor e Diego Menegon rispettivamente Presidente e Direttore dell’Ufficio Legislativo di ConfContribuenti.

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