TAG "libertà"

Agosto con Liberilibri/2 – L’incontro tra libertà ed eguaglianza: il buono-scuola


- L’istruzione, insieme a sanità, previdenza e assistenza, è il cavallo di battaglia per il mantenimento del modello sociale di Stato, nonostante l’eccesso di disavanzo pubblico, la ormai pacifica constatazione della tendenziale inefficienza dei servizi forniti dal sistema pubblico rispetto a quelli forniti in un sistema davvero competitivo, e anche l’insofferenza di una società pluralista ai programmi unici ministeriali di didattica (si pensi solo alla polemica sull’ora di religione…).
Non è immediato, infatti, replicare a chi teme che la mancanza di una garanzia dell’accesso all’istruzione significhi che le famiglie meno abbienti non possano far studiare i propri figli. Leggi tutto

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Libertà religiosa e proprietà: a pochi passi da Ground Zero, Bloomberg spiega la tolleranza newyorkese


- Ci sono state molte polemiche, a New York e negli Stati Uniti, attorno al controverso progetto di realizzare una moschea e un centro di cultura islamica in un edificio a pochi passi da Ground Zero. Probabilmente la parola fine a queste polemiche è stata posta dal sindaco di New York, il repubblicano Michael Bloomberg, che con questo discorso pubblico (del quale pubblichiamo qui sotto una traduzione integrale) ha salutato positivamente il voto del City Land Preservation Commission che non ha esteso all’edificio in questione lo status di “simbolo nazionale”, spianando di fatto la strada alla realizzazione della moschea. Leggi tutto

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Non sono finiano. Ma Libertiamo sarà ancora la mia casa


- Io non sono finiano, diciamolo subito a chiare lettere. Un po’ per intolleranza ai gruppi composti da più di una persona, un po’ per esser fuori moda, un po’ per vocazione all’eterodossia, un po’ perché credo  ci sia una generazione politica che ha già dato (e preso) troppo. Insomma, mi piace disertare.

Nonostante la calura estiva, è forse opportuno esercitarsi brevemente sul tema del giorno. Da qualche tempo a questa parte, grazie all’ospitalità di Libertiamo, all’onestà intellettuale dei suoi redattori che non hanno mai alterato una virgola (anzi, a volte hanno corretto grossolani errori) ed hanno sempre lasciato massima libertà di espressione, come molti altri ho scritto su queste pagine.
Non perché appartenessi ad un partito,  non perché condividessi in toto la linea politica dell’associazione. Anzi ho a volte condiviso con fatica, o non ho proprio approvato, alcuni articoli (cfr,. ad esempio, il recente articolo sul laicismo).

Ora siamo al punto di svolta. Carmelo Palma e Piercamillo Falasca ci ha annunciato nei giorni scorsi che Libertiamo ha scelto di stare con Fini, mentre Benedetto Della Vedova ha aderito fin da subito al gruppo parlamentare Futuro e Libertà. E’ una scelta legittima, quasi normale direi, dettata da un percorso, non breve, di condivisione di obiettivi comuni. Ma non si può pretendere che tutte le persone di animo liberale siano disposte a condividerla (e non mi pare che quelli di Libertiamo la pretendano dai loro autori, d’altronde). Le sensibilità e le peculiarità della galassia liberale sono troppo variegate e differenti per essere appaltate in blocco ad un nuovo “quasi partito” (ancora abbiamo solo un gruppo parlamentare) intorno all’iniziativa politica dell’attuale primo inquilino di Montecitorio.

I liberali, come  del resto è spesso accaduto,  sceglieranno di volta in volta a quale esperienza politica contribuire coscienti del fatto che la politica, da sola, risolve poco e che il deficit di liberalismo in questo Paese è ben più grave. E’ culturale, forse antropologico,  quindi  politico. E non il contrario. L’ultimo è solo una conseguenza del primo.

La situazione Politica (quella con la “P” maiuscola) poi non è facile. Edoardo Patriarca (segretario del comitato organizzatore delle settimane sociali dei cattolici italiani) ha ben spiegato qualche giorno fa il momento che stiamo vivendo: “un Paese senza classe dirigente, senza persone che per ruolo politico,  imprenditoriale, di cultura, sappiano offrire alle persone una visione, degli obiettivi comuni e condivisibili”.
I liberali, come tutto il Paese, boccheggiano. Mai come oggi il Paese ha bisogno di una sana dose di liberalismo. E’ questione di metodo e di merito.

Di metodo: cultura o politica? Partiti si, ma quali? Di merito: meno stato nell’economia, garantismo, un dibattito più civile sui temi etici, meno burocrazia, meno tasse, coerenza (basterebbe anche per quel che si può) dei comportamenti privati rispetto a quelle tanto inseguite pubbliche virtù.

L’esperienza di Libertiamo è variegata e complessa. E’ fatta di persone che agiscono su piani diversi, con ruoli differenti, ma con obiettivi simili. E’ straordinariamente ricca e plurale. Sono sicuro che l’adesione di Della Vedova e Libertiamo a Futuro e Libertà non finirà per ghettizzere il webmagazine, che continuerà a salvare una fiammella di liberalismo dentro e fuori il recinto della politica. Dentro e fuori i partiti. Fare altrimenti sarebbe la vittoria del rumore sulla sostanza.

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Nel Venezuela di Chavez sta per cadere l’ultimo baluardo della libera informazione


- La fine della televisione libera in Venezuela sembra solo questione di tempo, in quanto il governo socialista di Hugo Chávez sta mettendo le mani anche sull’ultima rete tv indipendente, Globovisión.

Nei fatti, operare direttamente una chiusura dell’emittente sarebbe un atto troppo clamoroso per il governo di Caracas, che comprende l’importanza di continuare a fornire a propri numerosi simpatizzanti e complici intellettuali stranieri le ‘sponde’ necessarie per continuare ad affermare che il Venezuela è un paese democratico. Leggi tutto

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La guerra fredda tra Google e la Cina continua, ma le ultime vicende rafforzano Mountain View


- Il rinnovo della licenza per l’uso dell’indirizzo web che il governo cinese ha concesso a Google segue di qualche settimana la decisione dell’azienda di Mountain View di interrompere il reindirizzamento automatico degli utenti cinesi sulla pagina Google di Hong Kong. Con la creazione di una landing page cinese, infatti, si può accedere via link a Google.com.hk per le attività di ricerca, utilizzando invece il motore cinese per servizi come musica e traduzioni, che il motore di ricerca può fornire localmente senza filtri.
Chi vince e chi perde nella vicenda? Vince Google, a giudizio di chi scrive. Leggi tutto

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Se questa è economia (sociale di mercato)


- All’inizio fu Alitalia.
Poi – non tutto e non in quest’ordine – vennero la monnezza di Napoli, un G8 al prezzo di due, una straordinaria reazione, civile e professionale, ad una straordinaria calamità naturale (Abruzzo); una non-straordinaria – ma pur sempre onerosa – reazione ‘istituzionale’ ad una serie di altrettanto non-straordinarie – perché prevedibilissime – calamità ambientali (Sicilia, Calabria, Toscana).

C’è stata la social card e la cassa integrazione – ordinaria, straordinaria, prorogata e così via. Ci sono stati gli incentivi per frigoriferi e tv, il via libera al nucleare ma non alle centrali, e – si dice – c’è stata pure una riforma del processo civile, ma in quest’ultimo caso la ‘voce’ non risulta confermata. Sempre sul coté giustizia, si è resa reato la clandestinità e sono state proposte pene severe per quanti violino la privacy del cittadino diffondendo a mezzo stampa intercettazioni che lo coinvolgono. I magistrati, si dirà… No, gli editori. La misura private-friendly, in particolare, ha l’ulteriore pregio di fornire un incentivo non oneroso a chiunque voglia farsi imprenditore editoriale offshore, specializzandosi nella divulgazione di atti d’ufficio riservati, sul modello di business già fruttuosamente sperimentato in Wikileaks.
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Misure cautelari, istruzioni per l’uso (con ‘cautela’)


- La vicenda Scaglia, consegnatosi spontaneamente alle autorità, ristretto in carcere preventivamente per 89 giorni e rimesso in libertà immediatamente dopo una lettera incredula, scritta da una moglie, dichiaratasi incapace di comprendere le ragioni della custodia del marito, al Presidente della Repubblica e divulgata su tutti i media, obbliga a rinnovare qualche riflessione  non solo e non tanto sull’istituto delle misure cautelari, ma anche e soprattutto sull’uso distorto che, in alcuni casi, si è fatto e si fa delle stesse e su eventuali correttivi spendibili per porre argine alla disinvoltura con la quale vengono ordinate limitazioni di libertà personale, prima, e spesso indipendentemente dalle condanne definitive.

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In Facebook l’editore c’è, ma non si vede, la libertà si sente, ma a volte non c’è


- Privacy. Una parola fino a pochi anni fa sconosciuta ai più. Oggi, invece, è uno degli argomenti politici maggiormente trattato ed invocato. Eppure fino a pochi anni fa la maggior parte dei cittadini non sapevano di poter aspirare ad un diritto alla privacy, alla privatezza. Non sapevano di poterla avere. E questa privatezza parrebbe essere a rischio nei social network.

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Ma con questo Pd non ci saranno mai ‘giorni migliori’


- Pietro Ichino l’ha chiamato apartheid. Ci sono i segregati – la maggioranza dei lavoratori entranti – privi di tutele e rappresentanza. E ci sono gli afrikaner – la Cgil –  fortino rosso dei “fuori mercato”, degli usciti, dei garantiti a prescindere.
Se il Pd fosse davvero il partito del lavoro, osserva il giuslavorista, farebbe dei lavoratori – tutti i lavoratori: pubblici e privati, fissi e flessibili, autonomi e dipendenti – la propria constituency, e la sua battaglia sarebbe l’apertura e la liberazione del mercato, perché è lì, nel mercato, che gli uomini si fanno lavoratori e i lavoratori egualmente liberi.
Questo, appunto, se il Pd fosse il partito del lavoro. Ma per il Pd  il lavoro è solo quello che gli racconta il “suo” sindacato, cioè la mitologia operista e barricadera, corporativa e classista. Leggi tutto

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L’irresistibile ascesa dei LibDem inglesi raccontata da un editorialista del Guardian


- “Le rane, vedi le rane?”. “Che vuol dire?”.  “Quando le metti nell’acqua bollente saltano fuori subito per salvare la pelle. Facci caso, se metti le stesse rane in una pentola a temperatura costante e la fai salire dolcemente resteranno a nuotare amabilmente fin quando, con il salire della temperatura, resteranno bollite. E’ così che muore la libertà. Non con un colpo secco, ma con un costante mugolio, perché assuefatti e abituati a tutto decidiamo di non impegnarci per qualcosa di costruttivo, ma ci limitiamo a parlare contro”.

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Senza diritto e libertà non c’è mercato. La lezione di Google ai governi occidentali


- Per qualche anno, più d’uno ha teorizzato che il successo della Cina fosse il risultato dello speciale modello di libero mercato senza libertà politica. Si sono frequentemente tessute le lodi di un governo che può realizzare enormi opere pubbliche e complesse riforme strutturali senza le lungaggini imposte dalla democrazia e dal diritto. Si è sovente valutato come sopportabile – e sostanzialmente accettato dalla popolazione – il costo della rinuncia a molte delle libertà civili caratteristiche dell’Occidente, posto che il beneficio è stato un benessere crescente e sempre più diffuso, frutto di un tasso di crescita galoppante persino nel corso degli anni cupi della crisi mondiale. Leggi tutto

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Libertiamo e la Festa dei Pirati, un’adesione critica


- Come osservatori interessati (ma non acriticamente entusiasti), noi di Libertiamo abbiamo scelto di aderire alla “Festa dei Pirati”, in programma oggi a Roma ed organizzata dal movimento italiano dei “pirati” che sta nascendo sulle orme di altre esperienze europee – in particolare quella svedese e quella tedesca – come lobby sul tema delle libertà digitali e del copyright.
Lo abbiamo fatto sia nell’ottica di aprire un confronto con la variegata realtà di associazioni, siti e blog che animano il dibattito sul futuro della rete, sia come segnale nella direzione della difesa di un internet libero, in un momento in cui la politica prefigura interventi di regolamentazione spesso non sufficientemente ponderati. Leggi tutto

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