- La realtà dei conflitti armati asimmetrici determina nuovi problemi di carattere operativo e giuridico. Questi ultimi, in particolare, sono molto complessi, in quanto comportano l’adattamento di norme elaborate principalmente sul paradigma della tradizionale guerra e sono aggravati dall’abuso degli strumenti di tutela e garanzia previsti per scopi lato sensu militari (scudi umani, attacchi kamikaze).
In estrema sintesi, il diritto umanitario dei conflitti armati è oggi retto dai principi di:
- necessità militare, che impone di impiegare la forza solo nella quantità necessaria per l’assolvimento della missione, legittimando l’attacco condotto contro un obiettivo militare in presenza di un vantaggio preciso;
- distinzione, per il quale può essere attaccato solo un combattente o un obiettivo militare;
- proporzionalità, che prevede che l’attacco non deve causare effetti collaterali eccessivi rispetto al vantaggio militare diretto e concreto previsto;
- precauzione, si aggiunge a quello di proporzionalità e impone ulteriori doveri complementari alle parti in conflitto, sia per chi pone in essere l’attacco sia per chi lo subisce;
- divieto di alcuni mezzi o metodi di combattimento, tra cui quello di affamare la popolazione civile.
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