TAG "Gaylib"

Matrimoni gay: riflessioni in attesa di una sentenza comunque storica


- Manca un giorno al pronunciamento della Corte Costituzionale sul matrimonio gay. E’ fissata, infatti, per domani, 23 marzo 2010, l’udienza sulla legittimità o meno del matrimonio fra persone dello stesso sesso,  il giorno tanto atteso dalla comunità gay. Sarà la data che potrebbe segnare, grazie alla cosiddetta via giurisprudenziale, il primo importante traguardo per il movimento gay italiano in lotta da ormai circa quattro decenni (senza risultati degni di nota, a mio giudizio, ma questo è un altro discorso).
La Consulta è chiamata a dare il suo insindacabile parere di costituzionalità su tre richieste (negate) di pubblicazioni per altrettanti matrimoni gay auspicati e ovviamente non ancora celebrati. Leggi tutto

Inserito in Biopolitica, Diritto e giustiziaCommenti (22)

Il Pdl e i diritti civili, ora o mai più. È il momento di vedersi e di capirsi


- “Il PdL tenendosi distante e contrario alla tematica dei diritti civili avrà seri problemi non solo in Italia ma anche nel Partito Popolare Europeo.” Questa frase netta e illuminante è stata pronunciata dall’onorevole Benedetto Della Vedova, presidente di Libertiamo, nel corso del congresso nazionale di GayLib, tenutosi lo scorso sabato a Milano. Leggi tutto

Inserito in Archivio Newsletter, Diritto e giustizia, Partiti e StatoCommenti (20)

Della Vedova al congresso di GayLib – AUDIO


- Intervenendo al congresso di GayLib, Benedetto Della Vedova ribadisce la necessità del pieno riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, nel solco di quanto fatto in questo senso dai principali leader appartenenti al Partito Popolare Europeo, come Rajoy, la Merkel o Sarkozy. Leggi tutto

 
icon for podpress  Audio Della Vedova - Licenza CC 2.5 Radioradicale.it [33:52m]: Play Now | Play in Popup | Download

Inserito in Archivio Multimedia, Biopolitica, Capitale umanoCommenti (3)

Dopo l’aggressione, lettera aperta di Daniele Priori al ministro Carfagna


Gentile Signor Ministro,

in questi giorni sono balzato agli onori della cronaca per essere stato aggredito, insieme al mio compagno, da un signore che non gradiva che noi “froci schifosi” abitassimo per l’estate nel suo stesso condominio.
Quello di cui sono stato protagonista non è il solo episodio – e fortunatamente neppure il più grave – di quelli che hanno avuto, loro malgrado, come protagoniste le coppie gay. Leggi tutto

Inserito in Biopolitica, Partiti e StatoCommenti (5)

Per battere il pregiudizio antiomosessuale occorre sfidarlo apertamente


Negli ultimi anni si è erroneamente ritenuto che la “questione omosessuale”, in un paese avanzato come l’Italia, coincidesse con le controverse proposte di riconoscimento delle unioni gay e dividesse lo schieramento politico tra i favorevoli e contrari all’equiparazione delle coppie omosessuali alle famiglie “tradizionali”. Leggi tutto

Inserito in Comunicati, Diritto e giustiziaCommenti (4)

Libertiamo al Gay Pride 2009. Per tre ragioni


Libertiamo sarà al Genova Pride 2009. Con Benedetto Della Vedova, con Daniele Priori e con gli amici di Gay Lib. In nome di quella grande maggioranza dei gay e delle lesbiche italiane che non ritengono che l’omosessualità sia una condizione di “opposizione” e naturaliter “di sinistra”. E anche o forse soprattutto in nome di quella maggioranza moderata e silenziosa (troppo silenziosa?) di elettori del centro-destra, che non pensano che l’omosessualità e, più ancora, le coppie gay siano un pericolo per l’ordine sociale e la moralità civile del Paese.
Andremo a Genova per tre ragioni che coincidono, sostanzialmente, con le richieste che la comunità omosessuale rivolge alle istituzioni politiche.
In primo luogo, perché pensiamo che la politica debba vigilare contro qualunque forma, diretta o indiretta, di razzismo antropologico. Quello per cui non sono i comportamenti, ma le persone stesse e la loro condizione di vita ad essere “sbagliate”. Quello per cui l’omosessualità è un male, che magari non è possibile imputare in termini di responsabilità, che comunque precipita chi ne è “affetto” in uno stato di irrimediabile minorità morale. L’idea che l’omosessualità sia una sorta di tara psichica, di devianza spirituale o di perversione sessuale dovrebbe, a nostro parere, divenire impronunciabile e vergognosa. Non proibita dal punto di vista giuridico (mai) ma interdetta dal punto di vista civile (sempre). Alle nostre latitudini l’omosessualità, per fortuna, non è più un tabù. Ma non è ancora, purtroppo, un tabù il pregiudizio anti-omosessuale. Ci piacerebbe che lo diventasse, come di fatto lo è diventato il pregiudizio misogino e ginofobico, che ha giustificato per secoli il ruolo subordinato delle donne nella famiglia e la loro sostanziale esclusione dalla vita civile, politica e sociale.
In secondo luogo saremo al Gay Pride perché pensiamo che la comunità omosessuale e i singoli omosessuali meritino di essere difesi, a viso aperto, e in modo esplicito, dalle angherie, dalle discriminazioni e dalle violenze che, nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi di lavoro molti di loro continuano a subire in ragione della loro “natura”. La politica non può fare finta di non vedere che l’omosessualità è ancora una delle ragioni di “rischio sociale” più grave, uno dei motivi per cui si può essere più facilmente isolati, derisi o picchiati, una delle cause che ancora portano le persone all’auto-isolamento o ad una vita doppia e sommersa, “disintegrata” anche dal punto di vista psicologico. Il pregiudizio anti-omosessuale, come ogni pregiudizio, nasconde un fallimento educativo, non contrastato ma aggravato da una politica cattiva e corriva, incapace di fronteggiare il pregiudizio e tentata di compiacerlo e di servirsene.
In terzo luogo saremo a Genova perché pensiamo che, senza intaccare, neppure dal punto di vista simbolico, il favor familiae che discende dalle norme costituzionali, sia possibile regolamentare e riconoscere le unioni gay in modo che i partner possano organizzare responsabilmente la propria vita comune, tutelando i rispettivi diritti e interessi, sia reciprocamente, sia nei confronti di terzi (si legga su questo la chiarissima analisi di Marco Balboni). La proposta dei cosiddetti Didore rappresenta una base ragionevole di discussione e ci piacerebbe che la discussione proseguisse nel centro-destra in modo altrettanto ragionevole.

Inserito in Archivio Evidenza, Biopolitica, Comunicati, Diritto e giustiziaCommenti (0)

Intolleranza e miopia di quei sinistri di Arcigay


- Verrebbe da dire – senza tema di essere fraintesi – che il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso, sarà pure gay, ma è soprattutto di sinistra. Di quella sinistra un po’ intollerante e settaria, che ritiene di essere portatrice della verità in ogni sua forma e in ogni campo. Leggi tutto

Inserito in BiopoliticaCommenti (6)

Dalle pagine de Il Secolo d’Italia, GayLib invita il Governo al Gay Pride


Il prossimo 27 giugno Genova ospiterà l’edizione italiana del Gay Pride. Dalla rubrica “Noi Libertari”, animata a settimane alterne da Benedetto Della Vedova e da Daniele Priori, giunge un invito ai ministri Rotondi, Brunetta e Carfagna a partecipare alla manifestazione. Leggi tutto

Inserito in Biopolitica, Comunicati, Partiti e StatoCommenti (0)

DiDoRe: il primo miracolo italiano del Pdl?


- Nonostante sembri un accordo musicale, per giunta dissonante, i DiDoRe potrebbero essere la chiave per sistemare, o almeno cominciare a farlo, la questione irrisolta dei diritti delle coppie omosessuali.
Per capirci, il DiDoRe (Diritti e Doveri Reciproci nelle Convivenze) è la semplificazione dello studio comune dei ministri Brunetta e Rotondi in materia di tutela delle coppie di fatto. Leggi tutto

Inserito in Biopolitica, Capitale umanoCommenti (2)


_______________________Pubblicità__ Habitare medica

_________________________________


You Tube

Altri video -- Multimedia -- Podcast -- iTunes
Entra nella Community Clicca su FConnect


Ultimi visitatori registrati
Rassegna stampa Archivio RL Archivio Generazione