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Non è la panacea di ogni male, ma il Fme è meglio delle sue concrete alternative


- Pubblicato su Chicago-Blog – Lo dico apertis verbis: a differenza di Oscar Giannino, a me la proposta di Daniel Gros e Thomas Mayer d’istituire un Fondo monetario europeo non dispiace. L’idea dei due mi convince alquanto soprattutto in termini ‘relativi’, e cioè rispetto cioè alle alternative immaginabili: il governo economico della politica monetaria (di cui Sarkozy e sodali vanno troppo spesso discorrendo), la discrezionalità e la violazione sistematica del Trattato UE in materia di salvataggio degli Stati membri, la sempreverde armonizzazione fiscale.
Tra l’esercizio intellettuale di Gros e Mayer e l’eventuale implementazione c’è una distanza siderale, ovviamente, soprattutto se si considera quanti e quali passaggi politici ci vorrebbero per trasformare la proposta in un’istituzione reale, con tutti i danni che i Governi nazionali potrebbero arrecare al progetto originario. Leggi tutto

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Iraq: pur tra mille problemi, vuoi vedere che avesse ragione Bush?


Uscendo dalle urne, molti elettori iracheni hanno mostrato le dita sporche di inchiostro viola, in segno di soddisfazione per la vittoria del voto sul terrore. L’affluenza è stata alta (62,4 per cento, secondo i dati diffusi ieri dall’Ufficio elettorale), inferiore alle elezioni del 2005, ma superiore alle scorse provinciali. E’ un colore viola, quello dell’inchiostro iracheno, che ci piace molto di più di quello usato dall’italico movimento di protesta. Ma questa è un’altra storia. Torniamo all’Iraq e alle elezioni.

E’ un risultato ottimo – commenta Stefano Magni, giornalista de L’Opinione ed esperto di politica internazionale – un passo in avanti significativo, soprattutto se consideriamo che l’affluenza è stata alta anche tra la componente sunnita. Quest’ultima è riuscita a superare lo shock dell’esclusione di circa 500 candidati ritenuti vicini al partito Ba’ath”. Leggi tutto

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L’Europa ogm-free è un incubo


- di Piercamillo Falasca, dal blog 2+2 de Il Foglio.it – Il via libera della Commissione Ue alla coltivazione della patata ogm Amflora ha suscitato nel Vecchio Continente reazioni inconvulse da ambientalismo irenistico. Mentre l’Europa discute del filioque, i grandi paesi agricoli del mondo, gli Stati Uniti insieme alle economie in crescita (Brasile, Argentina, India, Cina e Sudafrica), destinano ogni anno milioni di nuovi ettari alle colture ogm. Proprio la profonda svolta biotecnologica dell’agricoltura mondiale, destinata in pochi anni a sostituire l’agricoltura “convenzionale”, porrà nei prossimi anni l’Europa di fronte ad un bivio: ritirarsi nella sua fortezza ideologica e protezionista, erigendo un’invalicabile barriera all’importazione di generi alimentari dal resto del mondo in favore di un’antistorica autarchia, o aprire la propria economia all’innovazione della biotecnologia. Leggi tutto

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Elusione delle regole comunitarie e discrezionalità degli Stati: cocktail micidiale per la UE


- Se le indiscrezioni apparse ieri sui principali quotidiani internazionali (e ribadite poi lungo il corso della giornata) fossero confermate, il piano di salvataggio della Grecia rappresenterebbe uno schiaffo alle istituzioni europee molto più grave di quanto si potesse pensare. Non si violerebbe l’articolo 103 del Trattato UE, lo si eluderebbe sfacciatamente: siccome la disposizione comunitaria impone il divieto di salvataggio finanziario da Unione a Stato membro o da Stato membro a Stato membro, Francia e Germania farebbero acquistare 20 o 30 miliardi di euro di bond greci a istituti finanziari formalmente privati, ma a controllo statale. Insomma, un insulto deliberato alle regole comunitarie, il ricorso alla più cruda discrezionalità, lo sbeffeggio dell’Unione Europea. Leggi tutto

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Le mancate riforme sono la causa del declino del calcio italiano


La disastrosa performance della terna arbitrale norvegese in Bayern Monaco-Fiorentina ha fatto emergere il timore che l’Italia perda il diritto di poter schierare quattro squadre in Champions League, a vantaggio proprio Bundesliga tedesca: nel ranking Uefa dei campionati nazionali, infatti, la Serie A rischia seriamente di essere sopravanzata al terzo posto dal torneo tedesco. E’ un’ipotesi che si realizzerebbe in caso di eliminazione simultanea agli ottavi di Fiorentina, Milan e Inter e di contestuale qualificazione di Bayern Monaco e Stoccarda, ma che può ancora essere evitata anche grazie alle prestazioni delle squadre italiane in Europa League. Leggi tutto

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Il salvataggio della Grecia può costare caro all’Europa


- da Il Secolo d’Italia di sabato 20 febbraio 2010 – E’ indubbio che l’eventuale salvataggio europeo (leggasi: tedesco) della Grecia segnerebbe un fondamentale punto di svolta nella storia dell’integrazione continentale. La violazione del Trattato di Maastricht (che impone il divieto di salvataggio finanziario di uno Stato membro da parte dell’Unione Europea e o di un altro Stato membro) avrebbe ripercussioni istituzionali ed economiche tanto pesanti quanto lo stesso default greco.

Anzitutto, la crisi ha in qualche misura decretato il fallimento dell’Europa “a trazione tecnocratica”: le decisioni delle prossime settimane non saranno prese da Bruxelles, ma da Berlino con il concorso di Parigi. Leggi tutto

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Emma lo chiama antinuclearismo, Renata ‘federalismo energetico’


Poteva essere una campagna elettorale innovativa, quella tra due esponenti politiche unanimemente considerate di “avanguardia”. E invece – sui grandi temi dell’energia e dell’acqua – quello tra Emma Bonino e Renata Polverini si sta rivelando un gioco al ribasso. Lo diceva Carlo Stagnaro a proposito della vendita di Acea, siamo costretti a ripeterlo in materia di nucleare.

Il no preconcetto di Emma Bonino al nucleare – “La mia posizione e quella della coalizione che mi sostiene è: no al nucleare, è un treno che è già passato” – smentisce in un colpo solo l’idea che la candidata radicale possa spingere il centrosinistra laziale verso posizioni innovative e pragmatiche, meno ideologizzate e più responsabili.

Non meno deludente, tuttavia, è la risposta che Renata Polverini ha dato all’appello lanciato dal ministro Scajola ai candidati governatori del PdL a dire sì al nucleare: “Poiché siamo un paese che va verso il federalismo fiscale – ha dichiarato l’ex leader dell’Ugl – possiamo parlare anche di federalismo energetico“. Come a dire: sì al nucleare in Italia, ma non nel Lazio.

Non conosciamo i dati di cui dispone la Polverini per affermare che il Lazio sia o stia per diventare energeticamente “autosufficiente”. Di certo, se volessimo usare il criterio dell’autosufficienza anche per la finanza pubblica, seguendo il parallelo usato da Renata tra federalismo fiscale e federalismo energetico, la regione Lazio avrebbe non poche difficoltà ad erogare i propri servizi sanitari, paurosamente in deficit.

A differenza della Bonino, la Polverini ha dalla sua una coalizione ed un governo che dell’apertura all’opzione nucleare hanno fatto una scelta strategica. Una scelta di sicurezza, di tutela dell’ambiente e di autonomia politica dell’Italia. Una scelta capace di ridurre la bolletta energetica dei consumatori e delle imprese. Proprio per questo il PdL non può diventare il partito del nucleare PINBY (Please in neighbour’s backyard), del nucleare sì, ma nel cortile del vicino.

Sul nucleare, la Polverini (come, per la verità, altri candidati di centro-destra in giro per l’Italia) sta sbagliando: non usiamo la retorica elettorale per affossare le ragioni di una scelta così importante per il futuro del Paese.

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Per una ben più radicale ‘privatizzazione’ della Protezione Civile


- di Piercamillo Falasca, da Il Giornale di sabato 13 febbraio 2010 (titolo originale: Una Spa per le emergenze: ecco quali sono i vantaggi) – Il dibattito sulla creazione di una Spa incaricata di esercitare le attività strumentali del Dipartimento di Protezione civile – che già nelle scorse settimane aveva provocato non poche critiche meramente ideologiche («vogliono fare profitti sulle catastrofi», ha urlato qualcuno a sinistra) – è stato pesantemente inquinato dalle vicende giudiziarie di questi giorni. È un peccato: un argomento così intensamente legato alla sicurezza della comunità nazionale avrebbe meritato una discussione di merito scevra da polemiche di bottega.
Non da oggi, Silvio Berlusconi sa che in un Paese paralizzato dalla lentezza delle procedure ordinarie, si muove speditamente solo l’emergenza. Leggi tutto

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Salvataggio greco o meno, l’Europa è nelle sabbie mobili. E l’Italia peggio


- Un fatto è certo: il salvataggio europeo (a guida tedesca) della Grecia segnerebbe un punto di svolta fondamentale nella storia dell’integrazione continentale. Le ripercussioni economiche ed istituzionali dell’eventuale violazione esplicita del Trattato UE, che imporrebbe il divieto di salvataggio finanziario di uno Stato membro da parte della Comunità e o di un altro Stato membro, potrebbero essere tanto pesanti quanto lo sarebbe stato il default greco.

Come ha sottolineato ieri il Wall Street Journal, l’intervento in favore della Grecia rischierebbe di dare ai mercati un messaggio contrastante: da un lato la volontà di garantire la tenuta dei conti di tutti i paesi a rischio (Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia, ma anche ad est c’è puzza di marcio), dall’altro l’impossibilità materiale di farlo davvero. Leggi tutto

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Legge annuale per il mercato e la concorrenza: un caveat da chi l’ha voluta


- Con la relazione che l’Antitrust ha inviato al Parlamento ed al Governo (ed anticipata ieri dai maggiori quotidiani), è partito il treno della Legge annuale per il mercato e la concorrenza, uno strumento che consentirà periodicamente al legislatore di compiere una valutazione sistematica della rispondenza del quadro normativo italiano ai principi della concorrenza e della libertà d’iniziativa economica. Concedete a chi scrive un pizzico di orgoglio: la Legge annuale è il frutto del lavoro parlamentare di Benedetto Della Vedova – che ha prima depositato un disegno di legge e poi l’ha inserita come emendamento ad un provvedimento normativo del 2009 (si tratta dell’articolo 47 della legge 99 del 2009) – e anche un po’ del sottoscritto, che rispolverò una proposta del centrosinistra prodiano, la depurò dai toni troppo consumeristi e la propose a Della Vedova. Leggi tutto

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Meglio lo Zaia del panino McItaly che quello anti-ogm


- In meno di due anni, il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia ha saputo costruirsi un interessante profilo padan-protezionista condito da venature conservatrici (il richiamo ai “valori identitari” dei nostri prodotti, le visite in fattoria con gli scarponi infangati) e da trovate spettacolari, come l’acquisto statale delle forme di parmigiano e grana da regalare ai poveri (mossa che aveva il malcelato obiettivo di sostenere il prezzo del formaggio) o i venticinque yak tibetani portati a ripulire il sottobosco delle Dolomiti. Mosse inconsuete capaci di bucare lo schermo e la pagine dei giornali meglio di quanto avrebbe potuto fare chiunque altro, che hanno consentito all’esponente leghista di apparire agli occhi dell’opinione pubblica come difensore della tipicità dei prodotti italiani e strenuo avversario dei “nemici” della buona tavola: gli ogm, le multinazionali, il cibo importato. Leggi tutto

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Piercamillo Falasca su Termini Imerese – VIDEO


- Intervenendo nella puntata di AnnoZero dello scorso 28 gennaio, Piercamillo Falasca ha parlato della situazione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese che Fiat ha dichiarato di voler chiudere entro il 2013, auspicando che esso non venga chiuso ma piuttosto venduto da Fiat ad un’altra casa automobilistica che continui a farlo funzionare, in un’ottica di sviluppo industriale. Leggi tutto

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Ogm: il caso Englaro dell’agricoltura italiana


- E’ una questione di rilevanza assoluta, ma sui quotidiani italiani se ne parla appena. A voler essere enfatici, si tratta del caso Englaro dell’agricoltura italiana. Sulla base della normativa comunitaria, una sentenza del Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’agricoltore Silvano Dalla Libera (vicepresidente di Futuragra) e riconosce la libertà degli agricoltori di coltivare una certa varietà di mais ogm (accettata dall’Ue, che la inserisce nel cosiddetto “catalogo comune”), obbligando il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali a rilasciare entro 90 giorni l’autorizzazione alla coltivazione, anche in assenza dei cosiddetti “piani di coesistenza” regionali, finora ritenuti una conditio sine qua non dal Ministero, ma che secondo le direttive europee sono strumenti solo facoltativi. Leggi tutto

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La crisi ha accentuato il declino italiano ma uscire dal cul de sac si può


- da L’Occidentale di giovedì 28 gennaio 2010 – A differenza delle cosiddette economie avanzate, i cui prodotti interni lordi sono mediamente diminuiti nel 2009 del 3,2 per cento, i paesi emergenti non sembrano aver subito particolari contraccolpi dalla crisi economica dell’ultimo biennio: i dati del Fondo Monetario Internazionale ci dicono che la Cina è cresciuta dell’8,7 per cento, l’India del 5,6 e l’intero continente africano dell’1,9.

Queste realtà sono cresciute meno dell’anno precedente, ma sono cresciute. E dal 2010 riprenderanno la loro corsa sostenuta verso il benessere e la graduale (ma inesorabile) convergenza con il primo mondo. Quest’ultimo ritroverà quest’anno il segno positivo, recuperando parte del terreno perduto nel 2009 e tornando allo schema “consueto”: l’America crescerà molto di più dell’Europa e, nel Vecchio Continente, la crescita italiana sarà più debole di quella dei suoi vicini. Leggi tutto

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