TAG "diritti civili"

Perchè noi liberali non siamo ‘di sinistra’ sui temi civili


- I liberali, con la loro coerente difesa delle libertà individuali in tutti gli ambiti della vita economica e sociale, tendono a sfuggire alle tradizionali categorie della politica ed a scombinare ordini concettuali scontati e preconfezionati. Proprio per questa ragione è abbastanza comune la tentazione di ricondurre il pensiero liberale a schemi più familiari e collaudati, operando le semplificazioni e le interpolazioni del caso. In questo senso di frequente si sente affermare che i liberali sono “di destra sui temi economici e di sinistra sui temi civili”. E’ opinione di chi scrive che questo sintetico assunto abbia arrecato negli anni notevoli danni ai liberali, generando spiacevoli equivoci e compromettendo la possibilità di comprendere le diverse implicazioni delle loro idee. E’ sbagliato pensare che i liberali debbano essere “di sinistra sui temi civili”, perché su questi argomenti – come su qualsiasi altra questione – i liberali sono per il diritto soggettivo alla scelta, cosa che è ben diversa dall’essere di sinistra. Alcune delle proposte liberali sui temi civili possono indubbiamente apparire “di sinistra”, nel senso che ci si può in linea di principio aspettare che siano condivise dalla sinistra politica, come alcune questioni che attengono alla sfera più intima (l’orientamento sessuale, le scelte riproduttive o l’eutanasia). Leggi tutto

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Il presidente venuto da Internet mette (delicatamente) il dito nella piaga cinese


- Nella sua recente visita in Cina, il presidente americano Barack Obama ha parlato a favore della libertà di espressione e contro la censura di tutte le fonti d’informazione, in primo luogo Internet.

A leggerle da qui, queste parole non sembrano niente di straordinario: in Italia, in Europa, insomma in Occidente la parola “Internet” è sinonimo di libertà, di accesso immediato – in tutti i sensi – a migliaia di fonti d’informazione. Obama stesso ha organizzato gran parte della propria vincente campagna elettorale basandosi su questo mezzo di comunicazione dal potenziale gigantesco. Leggi tutto

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USA: Lezioni transatlantiche per una destra libera


- La vittoria repubblicana del 3 Novembre ha una rilevante eccezione, che suggerisce una lezione valida su entrambe le sponde dell’Atlantico: la destra vince quando è liberale a tutto tondo, non quando si contraddice diventando statalista sul piano etico. Leggi tutto

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Non nascondere i diritti sotto il tappeto del conformismo


- Ci sono temi che dovrebbero interessare tutti e dividere gli interessati secondo uno schema inedito e originale. Non sempre le soluzioni sono “di destra” o “di sinistra”, e i problemi, comunque, non lo sono mai. Chi spaccia un qualsiasi argomento come “roba nostra”, o “roba di altri”, non solo ragiona con parametri vecchi e desueti, ma non ha certo a cuore lo spirito del confronto.

Parliamo di diritti, dunque. Non me ne vorrà Benedetto Della Vedova, ma io non “scommetto sui laici”, scommetto su tutti quelli a cui non va bene la semplificazione che certa élite del Paese, di destra come di sinistra, propina ad opinione pubblica intesa come massa e soprattutto come massa di manovra. Perché questo è il modo più semplice, diretto, efficace, ma peggiore, per arrivare a tutti; ovviamente con l’aiuto di questi mezzi d’informazione, di questa stampa e con questo giornalismo. Leggi tutto

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La santa omofobia e la santa pazienza – VIDEO


Continuiamo così, facciamoci del male. La vicenda parlamentare ed extraparlamentare della legge sulla discriminazione contro gay, lesbiche e transessuali è stata desolante, da qualunque parte la si voglia guardare: da quella del Pd, che per troppa furbizia ha scelto la linea del tanto peggio tanto meglio, e – as usual – ha tenuto il peggio per sé e regalato il meglio agli avversari; Leggi tutto

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Della Vedova al congresso di GayLib – AUDIO


- Intervenendo al congresso di GayLib, Benedetto Della Vedova ribadisce la necessità del pieno riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, nel solco di quanto fatto in questo senso dai principali leader appartenenti al Partito Popolare Europeo, come Rajoy, la Merkel o Sarkozy. Leggi tutto

 

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Amore civile – progetto di riforma del diritto di famiglia – VIDEO


- Intervento di Benedetto Della Vedova al convegno “Amore civile – progetto di riforma del diritto di famiglia” . In questo incontro, promosso nell’ambito del Congresso on line dell’Associazione Luca Coscioni, il Presidente di Libertiamo e parlamentare del Popolo della Libertà torna sui temi della bioetica e dei diritti civili. Di seguito, il video del suo intervento.

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Cittadini e integrati: perché e come serve che gli stranieri diventino italiani


- “Una comunità politica sempre più ‘sbilanciata’  (…) in cui milioni di individui che non hanno mai visitato questo paese sono inseriti nel circuito democratico, mentre centinaia di migliaia di altri, che in questo paese vivono da anni, lavorando e pagando le tasse, ne sono esclusi”. È l’opinione espressa nel 2002 da Ferruccio Pastore, direttore del Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione (FIERI), in merito ai criteri di attribuzione del diritto alla cittadinanza nell’Italia post-unitaria. Leggi tutto

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Della Vedova sul diritto alla libertà di cura – AUDIO


- In quest’intervista a Radio Radicale, Benedetto Della Vedova parla della sentenza del TAR del Lazio che accoglie il ricorso del Movimento Difesa dei Cittadini contro l’ordinanza Sacconi dello scorso autunno, approvata sull’onda emotiva del “caso Englaro” . Nell’ordinanza si vietava a tutte le strutture ospedaliere pubbliche e private presenti sul territorio italiano di interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzate di qualunque paziente. Leggi tutto

 

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Aggrediti il vicepresidente di GayLib e il suo compagno


Comunicato stampa del direttivo di GayLib:

Presi a pugni e schiaffi da un vicino di casa assieme a una sequela di insulti omofobi misti a minacce con evidenti riferimenti a sfondo sessuale. Si tratta dell’ultimo caso di omofobia violenta accaduto a Rimini, nel quartiere di Miramare, durante il fine settimana appena trascorso.
Vittime dell’aggressione fisica e verbale sono stati Daniele Priori, 27 anni, giornalista,  attivista politico di centrodestra, impegnato nella lotta per i diritti civili e il suo compagno, il cantautore Ciri Ceccarini, 29 anni, noto anch’egli in riviera, in particolare per il suo brano “Sono ciò che sono”, presentato quest’anno al Pride nazionale di Genova.
La rissa è avvenuta per futili motivi, un parcheggio,  nel cortile del condominio dove risiede Ceccarini in via Calzecchi 10.
La coppia, dopo l’intervento sul posto dei Carabinieri,si è recata presso il Pronto Soccorso di Rimini dove i medici hanno riscontrato un trauma contusivo al volto per Ciri Ceccarini, guaribile in cinque giorni, e un contraccolpo cervicale per Priori, guaribile in tre giorni.
“E’ semplicemente impensabile – dichiara Daniele Priori, vicepresidente nazionale dell’associazione GayLib e militante del Popolo della Libertà, cofondatore del gruppo Libertiamo con Benedetto Della Vedova – trovarsi in vacanza e essere presi a pugni in faccia per una evidente intolleranza che non esita a trasformarsi in violenza fisica. In realtà, in questa specifica situazione, ci troviamo di fronte a un caso di persecuzione che dura da anni. Basti pensare, tra gli altri episodi, che appena pochi giorni prima dell’aggressione hanno gettato delle uova sulla mia autovettura. Secondo questa gente – riferisce – io e il mio compagno non dobbiamo stare nella palazzina per non oltraggiarne la loro idea di decoro al punto che non si sono fatti problemi, pure di fronte all’intervento dei Carabinieri, a definire il mio compagno come un essere schifoso”.
L’isolato che fiancheggia la Statale Flaminia all’altezza di Miramare di Rimini non è peraltro nuovo a episodi di omofobia violenta. Cinque anni fa, infatti, nello stesso stabile di via Calzecchi un anziano omosessuale è stato ucciso da un rumeno dedito alla prostituzione, recentemente condannato dal Tribunale di Rimini.
Solidarietà e sconcerto sono stati manifestati dal presidente nazionale di GayLib, Enrico Oliari:”L’episodio di Rimini che ha visto coinvolto un nostro autorevole militante e il suo compagno, fortunatamente senza conseguenze fisiche gravi, giunge all’indomani della terribile notizia dell’accoltellamento di un ragazzo avvenuto a Roma. Ciò che rasserena di fronte a questo brutto clima di violenza che sta nuovamente e sempre più smaccatamente coinvolgendo la comunità omosessuale sono l’impegno e la sensibilità delle istituzioni che, a partire dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, attraverso il coraggioso esempio e la fermezza encomiabile dimostrata del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, fino ai numerosi interventi al nostro fianco di un amico di sempre della comunità gay, quale è il deputato PdL Benedetto Della Vedova, fanno riscontrare una sempre maggiore decisione di fronte a quello che, purtroppo, e contrariamente a una presunta maturazione della società, sta divenendo un fenomeno sempre più dilagante che non permette a una tranquilla e comune coppia gay di abbracciarsi all’uscita di una discoteca a Roma, piuttosto che, addirittura, nel cortile della propria abitazione estiva nella riviera romagnola. Auspichiamo dunque – conclude Oliari – che il Parlamento, alla ripresa dei propri lavori, si occupi compiutamente e urgentemente della tutela dei diritti e della sicurezza delle persone e delle coppie omoaffettive e così contribuire, differentemente da quanto ancora accade, alla effettiva e reale normalizzazione della vita di questi cittadini nella società italiana. La nostra associazione discuterà con assoluta priorità dell’emergenza omofobia durante il suo congresso nazionale in programma il prossimo 10 ottobre a Milano”.

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L’eutanasia era un’idea generosa, ora è solo una brutta parola


- La parola “eutanasia” sta ormai abbandonando il campo semantico che le era proprio, e che copre le aree di significato relative alla cura pratica e morale dei morenti.  Se la parola oggi evoca prima l’immagine del tribunale che quella del capezzale, prima il caso giudiziario che il problema morale legato alle nostre responsabilità rispetto all’altrui morire, forse bisognerà prenderne atto.

A nulla – temo –  vale rifugiarsi nella origine storica e nella forza etimologica della parola, che esige un buon morire per il morente e una valutazione partecipe del suo interesse umano, e non autorizza (e a dir la verità neppure evoca) un uso selettivo, eugenetico o “efficientistico” della morte come forma di igiene del mondo e dell’umanità.
A nulla vale neppure che, anche oggi, chi esplicitamente chiede la legalizzazione dell’eutanasia attiva si riferisca esclusivamente a quella “volontaria”, visto che secoli di evoluzione della dottrina e della sensibilità deontologica hanno saggiamente consigliato di ancorare la valutazione dell’interesse del paziente a ciò che egli intende come tale, e dunque alla sua volontà dichiarata. L’eutanasia non volontaria è espressione logica e culturale di quel “paternalismo medico” che giustifica la subordinazione del paziente al medico nella determinazione delle scelte di cura. Da questo punto di vista l’“eutanasia di Stato”, burocraticamente amministrata da una classe medica “indipendente”, è uguale e contraria alla “cura di Stato”, che i medici somministrano esercitando il potere, loro delegato dall’autorità pubblica, di difendere la vita contro la volontà dei viventi.

In questi giorni, i media hanno discusso dell’ennesimo caso di “eutanasia”. Un’infermiera torinese, secondo la denuncia di un medico del reparto presso cui lavorava, avrebbe praticato un’iniezione letale ad un paziente in coma irreversibile, in seguito ad un tentato suicidio.  E avrebbe poi candidamente “rivendicato” il suo gesto: “Gli ho dato una spinta”. L’infermiera nega, dice di essersi limitata a somministrare al paziente una dose extra di calmanti, per garantirgli un’effettiva sedazione, secondo una prassi comune nei casi in cui l’osservazione faccia ritenere che la posologia prescritta non sia sufficiente a risparmiare al morente le gravi sofferenze del morire. L’autopsia, in attesa degli esami tossicologici, conferma che la morte del paziente è comunque “compatibile con l’evoluzione clinica sfavorevole” di un quadro compromesso da una grave “insufficienza multi-organo”.

In questo caso si danno tre possibilità: è possibile, in primo luogo, che la morte del paziente sia indipendente dal sovradosaggio del farmaco da parte dell’infermiera. Oppure, se esistono elementi per concludere che il sovradosaggio abbia (o possa avere) anticipato la morte del paziente, delle due l’una: o si tratta di uno di quei casi in cui le pratiche adottate per lenire le sofferenze dei pazienti terminali comportano una abbreviazione della vita residua –  e si tratta di pratiche considerate lecite anche in ambito ecclesiale (Catechismo della Chiesa Cattolica − paragrafo 2279) – oppure il sovradosaggio del sedativo è da considerarsi alla stregua di una pratica esplicitamente finalizzata a “uccidere” il paziente.

A rigore, nel primo e nel secondo caso potremmo parlare di eutanasia, nel terzo no, essendo l’eutanasia non volontaria una “categoria” che resiste, almeno nel nostro paese, solo nelle classificazioni dottrinarie e non nelle rivendicazioni politiche. Esiste e viene evocata a significare ciò che nessuno vuole, non ciò che qualcuno chiede. Invece i media, spinti da una politica che anche in questo caso ha preventivamente vinto la guerra delle parole per meglio combattere la guerra delle cose, fanno esattamente il contrario.  L’attenzione partecipe alla sofferenza del morire, l’uso dei farmaci per lenirne l’intensità, non sono nulla e “eutanasicamente” non rilevano. L’omicidio del non consenziente diventa invece eutanasia. Insomma, l’eutanasia non è l’eutanasia, il “buon morire”, ma l’iniezione letale, cioè un cattivissimo uccidere.

Il paradosso, dunque, è che questo sospetto caso di eutanasia sarebbe davvero tale solo se fosse smentito, e cesserebbe di essere tale se fosse confermato. Grande è la confusione sotto il cielo bio-politico, ma la situazione non è eccellente.

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Carceri: Della Vedova visita Fossombrone – AUDIO


- Audio intervento di Benedetto Della Vedova a Radioradicale all’interno della lunga conduzione radiofonica dedicata all’iniziativa di ferragosto del partito di Pannella.  I Radicali italiani hanno inteso  verificare le condizioni delle carceri italiane, spesso sovraffollate, in un momento, quello estivo, in cui la situazione diventa più esplosiva. Il Presidente di Libertiamo ha visitato il carcere di Fossombrone nelle Marche. Leggi tutto

 

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