- Siamo da tempo un paese di 60 milioni di ct della nazionale di calcio e tra la serata di giovedì e di venerdì, siamo diventati un paese di qualche milione di presidenti della Repubblica – quorum ego – ciascuno con la sua idea dei doveri costituzionali del Capo dello Stato rispetto alle diverse versioni del decreto “salva-liste”, giunte da Palazzo Chigi sul tavolo del Quirinale.
Io, al posto di Napolitano avrei usato come schema il decreto di giovedì – con la riapertura generalizzata dei termini di presentazione delle liste – e avrei imposto al governo un intervento “al futuro”, che risolvesse in maniera radicale il baco normativo della disciplina elettorale, obbligando i partiti a depositare le liste dei candidati e i collegamenti di coalizione alcune settimane prima del deposito delle firme e comunque prima del termine per la raccolta.







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