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Dalle cucine del Pd arriva il fumo ma esce non l’arrosto


- La convention del Pd di domenica sarà ricordata (sempre che sia ricordata) per gli attacchi del segretario Franceschini a D’Alema, per le bordate tra i delegati in platea e per le assenze polemiche di alcuni big. In generale l’assise, nonostante fosse stato preparata nei minimi dettagli (tre interventi che dovevano finire in tempo per i servizi dei telegiornali), è riuscita nell’invidiabile risultato di perdere la “prima pagina”; Berlusconi con l’intervento a Benevento si è preso (come è solito fare) la ribalta dei media.

Recentemente sempre Franceschini si è lamentato della scarsa attenzione dei giornali in merito alle sue proposte per il Paese, criticando gli opinionisti che attaccano il partito per mancanza di contenuti (ottimi e abbondanti, a suo dire). La questione mi pare ormai assodata: il Pd, per farsi notare, deve litigare e deve farlo rigorosamente in pubblico. L’offerta di idee e proposte è volutamente lasciata sul vago e si fa fatica a cogliere una notizia di spessore dalla lotta congressuale. Il partito è talmente autoreferenziale da aver perso il contatto con l’attualità politica dalla quale si è autoescluso per mancanza evidente di opinioni “comuni” su qualsiasi argomento. Le idee ci sono (non sempre geniali) ma sono tante quanto le teste di chi le pensa. Nessuno esprime la posizione del partito, tutti una posizione “nel partito”.

Il tubetto vuoto al quale Parisi ha paragonato il movimento democratico è una drammatica realtà. Il principale partito dell’opposizione è costretto per dare segnali di vita a ricorrere alla diatriba interna, al litigo perenne. Solo in questo modo l’attenzione ritorna su di esso. E pazienza, se come nel litigio Franceschini-D’Alema, il Pd finisce per auto-ridicolizzarsi. La dura realtà consegna alle cronache un partito di cui dall’economia, all’immigrazione, dalla sicurezza, ai diritti non si conosce neppure la posizione, se non ufficiale, prevalente: troppe voci discordanti, una leadership frantumata, un lassismo programmatico generale.

Panebianco in un’editoriale sul Corriere in merito al mondo delle piccole imprese, il cui lamento cresce e non sempre trova risposte dal governo, ha denunciato la mancanza di risposte del Pd e si è chiesto se un partito che aspira a sostituire un giorno l’attuale maggioranza possa permettersi l’incoerenza di presentarsi come alternativa, pur non proponendo contenuti alternativi. Il congresso e la lotta tra i tre candidati segretari non sembra risolvere la questione: il rimescolamento nell’appoggio dei big ai vari candidati (con alcuni popolari pro Bersani e alcuni diessini pro Franceschini) ha paradossalmente mischiato ancora di più le carte: non si capisce quale sia il programma più di sinistra, quello più centrista e quello più liberale.

Il tafazzismo democratico ha raggiunto vette quasi inarrivabili: il percorso lodevole delle primarie ha focalizzato esclusivamente sui candidati il dibattito interno, perdendo di vista completamente le proposte programmatiche, al di là dell’alternativa tra chi suggerisce il ritorno alla logica delle alleanze e chi vuole continuare sulla strada del partito maggioritario. Le poche volte che le idee escono dalla retorica si rivelano di scarso rilievo e assolutamente marginali nel dibattito politico nazionale. Dietro agli uomini di punta mancano idee chiare e dalla cucina del partito arriva un sacco di fumo, ma non esce l’arrosto. Della crisi del Pd soffre anche il Paese, che è privo di un soggetto indispensabile per fare funzionare il sistema dell’alternanza di governo e della competizione politica.

Inserito in Partiti e StatoCommento (1)

Il Pdl non deve inseguire la Lega, ma dettare il passo del processo riformatore


- Bisogna ammettere che, da un paio di mesi, la Lega è protagonista nel rendere mediatici i propri cavalli di battaglia. Non è solo perché i leghisti sono abituati a creare grandi scandali, ad alzare grandi polveroni e a partire a testa bassa su alcuni temi; ma anche perché effettivamente la Lega ha 4-5 argomenti-cardine che segue con impegno ed entusiasmo. Lo abbiamo visto con le varie discussioni sulla sicurezza, sui temi dell’immigrazione, sul federalismo fiscale e sulla cosidetta “questione settentrionale”. Leggi tutto

Inserito in Archivio Riformatori Liberali, Economia e mercatoCommento (1)

Il centro-destra ha davvero vinto le Europee. In tutta Italia (isole non comprese)


- Può essere utile raffrontare i risultati delle elezioni politiche 2008 con quelli della recente consultazione europea. Ovviamente si tratta di elezioni diverse e non del tutto comparabili, ma è interessante valutare, regione per ragione, dove e come sono cambiati i rapporti di forza tra i vari partiti e soprattutto tra i contrapposti schieramenti, che si contendono il governo del paese.

Piemonte

Pdl 32.4 (-2) – Lega 15.7 (+3.1)
Pd 24.7 + Radicali 3.1 = 27.8 (-4.7) – Idv 8.7 (+3.7)
Udc 6.1 (+0.9)
Sinistra&Libertà 2.3 + Lista Comunista 3.3 = 5.6 (+1.5)
L’Autonomia 0.8 + Fiamma Tricolore 0.85 = 1.65 (-1.55)

centrodestra (Pdl+Lega) 48.1 (+1.1) – centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 36.5 (-1)
centrodestra modello CdL (Pdl+Lega+Udc+La Destra) 56.35 (+0.45) – centrosinistra modello Unione (Pd+Rad+Idv+S&L+Com) 42.1 (+0.5)

Lombardia
Pdl 33.9 (+0.4) – Lega 22.7 (+1.1)
Pd 21.3 + Radicali 2.8 = 24.1 (-4) – Idv 6.5 (+2.5)
Udc 5 (+0.75)
Sinistra&Libertà 2 + Lista Comunista 2.7 = 4.7 (+1.2)
L’Autonomia 0.9 + Fiamma Tricolore 0.6 = 1.5 (-0.6)

Centrodestra (Pdl+Lega) 56.6 (+1.5) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 30.6 (-1.5)
Centrodestra Modello Cdl 63.1 (+1.65) – Centrosinistra Modello Unione 35.3 (-0.3)

Veneto
Pdl 29.3 (+1.95) – Lega 28.4 (+1.3)
Pd 20.3 + Radicali 2.45 = 22.75 (-3.75) – Idv 7.2 (+2.9)
Udc 6.4 (+1.4)
Sinistra&Libertà 1.55 + Lista Comunista 1.8 = 3.35 (+0.55)
L’Autonomia 0.6 + Fiamma Tricolore 0.6 = 1.2 (-0.75)

Centrodestra (Pdl+Lega) 57.7 (+3.25) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 29.95 (-0.85)
Centrodestra Modello CdL 65.3 (+3.9) – Centrosinistra Modello Unione 33.3 (-0.3)

Friuli Venezia Giulia
Pdl 31.8 (-2.9) – Lega 17.45 (+4.45)
Pd 25.6 + Radicali 3 = 28.6 (-2.8) – Idv 7.3 (+3)
Udc 6.3 (+0.3)
Sinistra & Libertà 1.6 + Lista Comunista 2.5 = 4.1 (+0.4)
L’Autonomia 1.2 + Fiamma Tricolore 0.6 = 1.8 (-1.2)

Centrodestra (Pdl+Lega) 49.25 (+1.55) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 35.9 (+0.2)
Centrodestra Modello CdL 57.35 (+0.65) – Centrosinistra Modello Unione 40 (+0.6)

Trentino Alto Adige
Pdl 19.6 (-1.3) – Lega 9.9 (+0.5)
Pd 17.6 + Radicali 2.3 = 19.9 (-4.6) – Idv 6.7 (+3.4) – Svp 29 (+5)
Udc 4.9 (+0.7)
Sinistra & Libertà 6.7 + Lista Comunista 1.2 = 7.9 (+4.2)
L’Autonomia 0.8 + Fiamma Tricolore 0.6 = 1.4 (-0.6)

Centrodestra (Pdl+Lega) 29.5 (-0.8) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv+Svp) 55.6 (+3.8)
Centrodestra Modello CdL 35.8 (-0.7) – Centrosinistra Modello Unione 63.5 (+8)

Liguria
Pdl 34.4 (-2.3) – Lega 9.9 (+3.1)
Pd 29.8 + Radicali 2.9 = 31.7 (-5.8) – Idv 8.6 (+3.7)
Udc 5 (+1.2)
Sinistra & Libertà 2.3 + Lista Comunista 3.9 = 6.2 (+1.6)
La Destra 0.6 + Fiamma Tricolore 0.6 = 1.2 (-1.5)

Centrodestra (Pdl+Lega) 44.3 (+0.8) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 40.3 (-2.1)
Centrodestra Modello CdL 50.4 (+0.5) – Centrosinistra Modello Unione 46.5 (-0.5)

Emilia Romagna
Pdl 27.3 (-1.3) – Lega 11.1 (+2.3)
Pd 38.9 + Radicali 2.7 = 41.6 (-4.1) – Idv 7.2 (+3)
Udc 4.7 (+0.4)
Sinistra & Libertà 2 + Lista Comunista 3.1 = 5.1 (+1.3)
L’Autonomia 0.6 + Fiamma Tricolore 0.7 = 1.3 (-1.2)

Centrodestra (Pdl+Lega) 38.4 (+1) – Centrosinistra (Pd+Idv+Rad) 48.8 (-1.1)
Centrodestra Modello CdL 44.4 (+0.3) – Centrosinistra Modello Unione 53.9 (+0.2)

Toscana
Pdl 31.4 (-0.2) – Lega 4.3 (+2.3)
Pd 38.7 + Radicali 2.6 = 41.3 (-5.5) – Idv 6.8 (+3.3)
Udc 4.6 (+0.4)
Sinistra & Libertà 3.5 + Lista Comunista 5.1 = 8.6 (+3.3)
L’Autonomia 0.4 + Fiamma Tricolore 0.85 = 1.25 (-1.65)

Centrodestra (Pdl+Lega) 35.7 (+2.1) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 48.1 (-2.2)
Centrodestra Modello CdL 41.55 (+0.85) – Centrosinistra Modello Unione 56.7 (+1.1)

Marche
Pdl 35.2 (+0.2) – Lega 5.5 (+3.3)
Pd 29.9 + Radicali 2.3 = 32.2 (-9.2) – Idv 6.8 (+3.3)
Udc 7.15 (+1.05)
Sinistra&Libertà 3.2 + Lista Comunista 4.2 = 7.2 (+3.4)
L’Autonomia 0.5 + Fiamma Tricolore 1 = 1.5 (-1.9)

Centrodestra (Pdl+Lega) 40.7 (+3.5) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 39 (-5.9)
Centrodestra Modello CdL 49.35 (+2.15) – Centrosinistra Modello Unione 46.2 (-2.5)

Umbria
Pdl 35.8 (+1.3) – Lega 3.6 (+1.9)
Pd 33.9 + Radicali 2.3 = 36.2 (-8.2) – Idv 5.9 (+2.9)
Udc 5.2 (+0.7)
Sinistra&Libertà 3.55 + Lista Comunista 6.2 = 9.75 (+4.45)
L’Autonomia 0.6 + Fiamma Tricolore 1 = 1.6 (-2)

Centrodestra (Pdl+Lega) 39.4 (+3.2) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 42.1 (-5.3)
Centrodestra Modello CdL 46.2 (+1.9) – Centrosinistra Modello Unione 50.85 (-0.85)

Lazio
Pdl 42.7 (-1.7) – Lega 1.1 (+1.1)
Pd 28.1 + Radicali 3 = 31.1 (-5.7) – Idv 8.3 (+4.1)
Udc 5.5 (+0.7)
Sinistra & Libertà 3.8 + Lista Comunista 3.7 = 6.5 (+2.3)
L’Autonomia 0.9 + Fiamma Tricolore 1.1 = 2 (-1.7) [*Mpa stimabile allo 0.15 (-0.15)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 43.95 (-0.75) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 39.4 (-1.6)
Centrodestra Modello CdL 51.3 (-1.6) – Centrosinistra Modello Unione 45.9 (+0.7)

Abruzzo
Pdl 44.5 (+2.9) – Lega 1.3 (+1.3)
Pd 22.3 + Radicali 2.3 = 24.6 (-6.9) – Idv 13.75 (+6.75)
Udc 5.9 (=)
Sinistra & Libertà 2.7 + Lista Comunista 4.25 = 6.95 (+2.75)
L’Autonomia 0.9 + Fiamma Tricolore 0.9 = 1.8 (-3) [*Mpa stimabile al 0.6 (-1)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 46.4 (+3.2) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 38.35 (-0.15)
Centrodestra Modello CdL 53.5 (+0.2) – Centrosinistra 45.3 (+2.6)

Molise
Pdl 41.85 (+5.35) – Lega 0.65 (+0.65)
Pd 12.3 + Radicali 1.5 = 13.8 (-4.1) – Idv 28 (+0.3)
Udc 5.5 (-0.3)
Sinistra & Libertà 3.7 + Lista Comunista 2.8 = 6.5 (+3.7)
L’Autonomia 2.1 + Fiamma Tricolore 0.9 = 3 (-4) [*Mpa stimabile al 2.2 (-3.1)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 44.7 (+2.9) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 41.8
Centrodestra Modello CdL 51 (+1.7) – Centrosinistra Modello Unione 48.3 (-0.1)

Campania
Pdl 43.5 (-5.5) – Lega 0.5 (+0.5)
Pd 23.4 + Radicali 1.6 = 25 (-4.1) – Idv 8.9 (+4.2)
Udc 8.7 (+2.2)
Sinistra&Libertà 4.4 + Lista Comunista 3.8 = 8.2 (+4)
L’Autonomia 3.6 + Fiamma Tricolore 0.8 = 4.4 (+0.4) [*Mpa stimabile al 2.6 (+0.2)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 46.6 (-4.8) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 33.9 (+0.1)
Centrodestra Modello Cdl 57.1 (-2.4) – Centrosinistra Modello Unione 42.1 (+4.1)

Puglia
Pdl 43.2 (-2.2) – Lega Lega 0.3 (+0.3)
Pd 21.7 + Radicali 1.6 = 23.3 (-7.7) – Idv 8.9 (+4.3)
Udc 9.1 (+1.2)
Sinistra&Libertà 6.9 + Lista Comunista 3.3 = 10.2 (+5.6)
L’Autonomia 3.1 + Fiamma Tricolore 1 = 4.1 (+0.2) [*Mpa stimabile al 1.8 (+0.1)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 45.3 (-1.8) – Centrosinistra (Pd+Idv+Rad) 32.2 (-3.4)
Centrodestra Modello CdL 56.7 (-0.5) – Centrosinistra Modello Unione 42.4 (+2.2)

Calabria
Pdl 34.9 (-6.3) – Lega 1 (+1)
Pd 25.4 + Radicali 1.2 = 26.6 (-6) – Idv 9.1 (+5.5)
Udc 9.3 (+1.1)
Sinistra&Libertà 5.8 + Lista Comunista 6.7 = 12.5 (+6.3)
L’Autonomia 4.5 + Fiamma Tricolore 1.1 = 5.6 (+0.8) [*Mpa stimabile al 3 (+0.4)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 38.9 (-4.9) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 35.7 (-0.5)
Centrodestra Modello CdL 50.8 (-3.4) – Centrosinistra Modello Unione 48.2 (+5.8)

Basilicata
Pdl 33.5 (-3.3) – Lega 0.6 (+0.6)
Pd 29.4 + Radicali 1.8 = 31.2 (-7.4) – Idv 12.3 (+6.4)
Udc 7.8 (+0.9)
Sinistra&Libertà 5.3 + Lista Comunista 4.5 = 9.8 (+3.6)
L’Autonomia 2.2 + Fiamma Tricolore 1.45 = 3.65 (+0.55) [*Mpa stimabile al 0.9 (+0.1)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 35 (-2.6) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 43.5 (-1)
Centrodestra Modello CdL 45.55 (-1.25) – Centrosinistra Modello Unione 53.3 (+2.6)

Sicilia
Pdl 36.4 (-10.2) – Lega 0.3 (+0.3)
Pd 21.9 + Radicali 2.4 = 24.3 (-1.1) – Idv 7.1 (+3.7)
Udc 11.9 (+2.5)
Sinistra&Libertà 2.1 + Lista Comunista 2.2 = 3.3 (+0.05)
L’Autonomia 15.6 + Fiamma Tricolore 0.6 = 16.2 (+6.5) [*Mpa stimabile al 12.9 (+5.2)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 49.6 (-4.7) – Centrosinistra (Pd+Rad+Idv) 31.4 (+2.6)
Centrodestra Modello CdL 64.8 (-0.9) – Centrosinistra Modello Unione 34.7 (+2.65)

Sardegna
Pdl 36.6 (-5.8) – Lega 0.7 (+0.7)
Pd 35.6 + Radicali 2.7 = 38.3 (+2.1) – Idv 8.8 (+4.8)
Udc 5.4 (-0.2)
Sinistra&Libertà 2.95 + Lista Comunista 4.8 = 7.75 (+2.6)
L’Autonomia 1.3 + Fiamma Tricolore 0.6 = 1.9 (-0.2) [*Mpa stimabile al 0.5 (-0.1)]

Centrodestra (Pdl+Lega+Mpa) 43.8 (-5.2) – Centrosinistra (Pd+Idv+Rad) 47.1 (+6.9)
Centrodestra Modello CdL 50.6 (-5.5) – Centrosinistra Modello Unione 54.85 (+9.5)

—–

Centrodestra
Nord – Si conferma a livelli ottimi al nord. Le perdite del Pdl in Piemonte, Friuli, Liguria, Emilia Romagna vengono più che compensate dalla Lega. Entrambe le formazioni addirittura salgono in Lombardia e Veneto
Centro – E’ forse la sorpresa di questa tornata. Pdl e Lega salgono nelle Marche e nell’Umbria (dove il Pdl ruba lo scettro di primo partito al Pd). In Toscana e Lazio, dove perde leggermente il Pdl, c’è la Lega a ristabilire o aumentare la percentuale complessiva del centrodestra. Da segnalare che in vista delle regionali un clamoroso cambio di governo alla regione Marche è possibile e anche in Umbria il distacco non è fortissimo
Sud – Benissimo il Pdl in Abruzzo e Molise, male rispetto all’anno scorso in Calabria e Campania, stabile in Puglia e Basilicata. In Calabria lo scontro più difficile per le prossime regionali
Isole – Una vera debacle per il Pdl. La crisi in Sicilia ha favorito l’Mpa e danneggiato fortemente il Pdl. In Sardegna è una vera sconfitta, con un ribaltamento dei rapporti di forza. Molto ha contato l’astensione ma è innegabile il risultato negativo nelle 2 isole.

Centrosinistra
Nord – Complessivamente il centrosinistra tiene i risultati modesti delle politiche 2008 (ma perde ancora in Lombardia e Veneto). Il Pd scende ovunque e vede passare tutti i voti persi all’Idv. Imbarazzante il Pd al 21.3 in Lombardia e al 20.3 in Veneto. E perde consenso anche in regioni come Emilia Romagna e Liguria (dove il centrodestra può seriamente prendere la regione l’anno prossimo)
Centro – il vero disastro del Pd. Pd+Rad scende in percentuali dal 5% (Toscana) al 9% (Marche). Crepe ampie appunto nelle Marche e nell’Umbria. In queste regione l’Idv non riesce a compensare le perdite del Pd (tranne in parte nel Lazio)
Sud – Male il centrosinistra nel Molise, malissimo il Pd in Abruzzo e Basilicata (ma qui compensa l’Idv). Brutti risultati per il centrosinistra in Puglia (dove l’Idv non attira tutti i delusi) mentre in Campania, Calabria il centrosinistra va mediamente male ma nel complesso tiene rispetto all’anno scorso
Isole – Gli unici risultati positivi per il centrosinistra ma quanto sarà contata l’astensione? La Sardegna è l’unica regione d’Italia in cui Pd+Rad salgono; mentre in Sicilia almeno si riduce lo svantaggio dal centrodestra.

Note:
-il centrodestra modello CdL comprende Pdl,Lega,Udc,Mpa e La Destra. Il centrosinistra modello Unione comprende Pd,Idv,Radicali,Svp,Sinistra&Libertà,Lista Comunista
-il valore dell’Mpa (compresa nell’Autonomia) è ponderato sui risultati delle politiche 2008

Inserito in Diritto e giustizia, Partiti e StatoCommenti (6)

Lauree con valore legale e senza valore reale


- Il ministro Gelmini, alcuni mesi fa, ha affermato che l’abolizione del valore legale del titolo di studio rappresenta il punto di arrivo di un progetto riformista. Un’indiscrezione de La Stampa segnala che l’avvio di questo processo dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri, all’interno di un disegno di legge di riforma dell’Università (che comprende anche il commissariamento per gli atenei in rosso), all’inizio di giugno. Leggi tutto

Inserito in Capitale umanoCommenti (6)

Malpensa, tra liberalizzazioni e accordi bilaterali


- L’aeroporto di Malpensa, dopo la gravissima crisi seguita al progressivo abbandono di Alitalia dal marzo 2008, si sta lentamente riprendendo. Lufthansa, attraverso il nuovo brand Lufthansa Italia, ha intenzione di far rientrare Malpensa nel suo circuito multi-hub. Da fine febbraio ha aperto una decina di rotte per destinazioni italiane (Roma Fiumicino, Bari, Napoli) e europee (Bruxelles, Lisbona, Londra, Budapest, Bucarest, Parigi, Madrid, Barcellona). Leggi tutto

Inserito in Economia e mercatoCommenti (3)

Comunicazione liberale: può essere popolare?


- Piero Ostellino nel suo ultimo saggio (“Lo Stato Canaglia”) afferma che gli italiani hanno un forte pregiudizio nei confronti del liberalismo (che quindi sostengono poco) semplicemente perché non lo hanno mai conosciuto e non sanno che cosa sia. Secondo il giornalista né lo Stato, né la scuola, né l’editoria, né la stragrande maggioranza degli intellettuali, né la politica hanno provato a spiegare agli italiani cosa voglia dire essere liberali. Leggi tutto

Inserito in Capitale umanoCommenti (19)



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