TAG "Cina"

Internet: sempre più numerosi i cyber-attacchi provenienti dalla Cina


- Secondo quanto scrive l’edizione online de The Times, sono sempre più frequenti negli ultimi 12 mesi gli attacchi informatici provenienti dalla Cina e diretti alle istituzioni governative e militari americane, così come ai servizi di intelligence della Nato e dell’Unione europea. Per la rivista britannica, che riporta le opinioni di diversi analisti americani, la risposta americana ed europea ai cyber-attacchi non sarebbe particolarmente efficace, così come debole apparirebbe al momento la “difesa”, vale a dire la gestione della sicurezza del web (per l’UE, in particolare, dove questa è affidata ai singoli stati membri). Leggi tutto

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Della Vedova, Spero in incontro del Dalai Lama con Berlusconi


Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

In una sola occasione, nel 1994, un Presidente del Consiglio italiano incontrò ufficialmente il Dalai Lama. Era Silvio Berlusconi, all’inizio della sua prima esperienza di governo. Spero che in questa legislatura l’ incontro possa ripetersi, e che l’Italia possa così ribadire il sostegno alla causa dell’autonomia tibetana e più in generale a quello della democratizzazione della Cina.

Spero che l’esecutivo, alla prima occasione utile, possa dare riscontro ad una sensibilità che le camere hanno più volte dimostrato, anche in questa legislatura, con l’incontro tra il Dalai Lama e il Presidente della Camera Gianfranco Fini, sostenuto in modo bipartisan dall’assoluta maggioranza dei parlamentari.

Come ha dimostrato oggi Obama, e come prima di lui hanno dimostrato George Bush e Angela Merkel, l’amicizia con la Cina non può significare collaborare all’isolamento politico del Dalai Lama.

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Obama e la Cina, anno nuovo vita nuova


 - C’è un proverbio cinese che recita: “è difficile diventare amici in un anno, ma è molto facile offendere un amico in un’ora”. Potremmo usarlo per riassumere l’improvvisa escalation nei rapporti USA-Cina di questi giorni.
Prima il sostegno a Google nella disputa con il governo cinese sulla questione degli “hacker di regime”; poi le scintille sulla vendita di armi a Taiwan , che l’amministrazione Bush aveva effettuato nel 2008, quando il mandato presidenziale volgeva al termine, mentre quella attuale ha voluto esibire così precocemente; infine la reazione “a schiena dritta” alla diffida di Pechino sull’incontro con il Dalai Lama, incontro che è stato ufficialmente confermato poche ore fa per metà febbraio, anche se non è ancora fissata una data precisa. Leggi tutto

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Google/Cina: Accordo con Agenzia sicurezza nazionale contro cyberattacchi


- Secondo il Washington Post, Google Inc. sta per concludere un accordo con l’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) degli Stati Uniti – considerata l’organizzazione di sorveglianza informatica più potente al mondo – che consentirà a quest’ultima di indagare sull’attacco hacker contro la stessa Google avvenuto intorno alla metà di dicembre e che potrebbe aver avuto origine in Cina. Leggi tutto

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Obama sfida ancora la Cina: annuncia un prossimo incontro con il Dalai Lama


- Barack Obama incontrerà il Dalai Lama, non appena il leader spirituale tibetano visiterà gli Stati Uniti. A riferirlo è la Casa Bianca, con una dichiarazione ufficiale che conferma quanto Obama aveva lasciato intendere lo scorso novembre a Pechino, durante il suo incontro con il presidente cinese Hu Jintao. In precedenza la Cina aveva minacciato Washington che un incontro tra il presidente Usa ed il Dalai Lama “potrebbe danneggiare le relazioni sino-americane“.

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Hong Kong: deputati si dimettono per provocare un referendum di fatto sulla democrazia


- Cinque deputati di opposizione del Parlamento di Hong Kong si sono dimessi stamane per chiedere riforme democratiche e trasformare le elezioni suppletive per i seggi che abbandonano in una sorta di referendum de facto sul sistema politico dell’ex colonia britannica, tornata alla Cina nel 1997.
La forte influenza di Pechino sulla commissione che nomina metà del parlamento di Hong Kong (solo l’altra metà è eletta direttamente dal popolo) ed il primo ministro mette seriamente in discussione la tenuta della democrazia della città autonoma. Leggi tutto

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Dalla Cina buone notizie. La crescita continua e Internet sta scappando di mano ai mandarini del PCC


- Ieri sono arrivate due buone notizie dalla Cina. Entrambe in grado di farci guardare in modo più ottimistico allo sviluppo del gigante asiatico e al contributo che la crescita economica potrà fornire all’evoluzione politica e civile di un paese ancora rigidamente “comandato”, più che governato, dal mandarinato oligarchico del Partito Comunista Cinese. Leggi tutto

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Riflessioni sparse sulla vicenda Google-Cina


- Cinque punti non esaustivi per inquadrare l’affascinante diatriba tra la multinazionale ed il governo cinese in una prospettiva più ampia:

1. Internet non è un “altrove” rispetto al mondo reale, non è una zona franca in cui l’intervento statale è sospeso. Al contrario, dopo qualche anno di “sbandamento” (dovuto in parte alla scarsa comprensione delle dinamiche del web), i governi hanno iniziato ad avere un atteggiamento viepiù invasivo. Mentre nei paesi più liberi l’intervento statale si è concentrato sostanzialmente sul fisco, sulla tutela della proprietà intellettuale e sulla diffusione di particolari contenuti (istigazione alla violenza, offese razziali, materiale pedopornografico, etc.), i governi autoritari – la Cina, ma anche l’Iran e tante altre realtà – puntano a condizionare la diffusione e lo sviluppo della rete presso l’opinione pubblica, piegando i contenuti diffusi alle proprie esigenze di regime. Per i sostenitori della libertà, si è ormai aperto un interessante fronte di scontro politico. Leggi tutto

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Caso Google-Cina: la Muraglia non cade, ma qualche crepa…


- Google annuncia la propria intenzione di eliminare i filtri con i quali vengono censurati i risultati su Google.cn, la versione cinese del motore di ricerca. E la Cina risponde censurando la notizia.
Due giorni fa Mountain View aveva scelto di pubblicare il comunicato del capo dell’ufficio legale, David Drummond, con il quale si annunciava la presa di posizione, sul blog della stessa Google.
Il blog non è accessibile dalla Cina, ma il problema pareva superato grazie all’iniziativa spontanea di numerosi siti e blog che avevano provveduto a tradurlo in cinese. In poche ore, però, “queste traduzioni sembrano state rimosse”, riporta Sky Canaves sul Wall Street Journal. Leggi tutto

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Tra politica e mercato, la sfida di Google alla censura cinese


- L’annuncio è di quelli clamorosi ed è riassunto nelle parole di David Drummond, capo dell’ufficio legale di Google: “Abbiamo deciso che non continueremo a censurare i nostri risultati su Google.cn (la versione cinese del motore di ricerca, ndr), e così nelle prossime settimane discuteremo con il governo cinese le basi su cui potremo far funzionare un motore di ricerca senza filtri in accordo con la legge, se possibile. Noi riconosciamo che questo potrebbe significare la chiusura di Google.cn e potenzialmente dei nostri uffici in Cina”.

La decisione della società californiana è la conseguenza di alcune scoperte inquietanti: a metà dicembre, dalla Cina qualcuno avrebbe lanciato un attacco all’infrastruttura aziendale rubando alcuni dati facenti parte della proprietà intellettuale della multinazionale di Mountain View; una ventina di grandi società operanti nel settore telematico, nella finanza, nella tecnologia, nella comunicazione, nel settore chimico avrebbero subito furti simili; cosa più grave, sempre dalla Cina, sarebbero arrivati tentativi di violazione delle caselle di posta Gmail di alcuni attivisti dei diritti umani. Leggi tutto

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Il 2010 secondo il calendario cinese


Il 2010 sarà, secondo il calendario cinese, l’anno della tigre. A noi, che non confidiamo nell’astrologia, piacerebbe che fosse, almeno simbolicamente, l’anno di Liu Xiaobo, il più noto dissidente cinese, che nel giorno di Natale è stato condannato per sovversione a una lunghissima pena detentiva, undici anni di reclusione. La sua vicenda ha occupato, anche in Italia, un piccolo spazio di “vuoto” informativo. Poi il “vuoto” si è riempito di altro, anche di vicende, come quella iraniana, che con le battaglie di Liu hanno una stretta parentela politica e morale. Leggi tutto

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Necessaria iniziativa Farnesina su condanna di Liu Xiaobo


Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Dopo le proteste degli Stati Uniti, della presidenza svedese dell’UE, e dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite penso che i paesi europei debbano reagire alla condanna di Liu Xiaobo . La condanna colpisce il più noto dissidente politico cinese, ma non riguarda solo lui. Non reprime solo il promotore dell’appello di Charta 08, che riecheggia i contenuti dell’iniziativa di Charta 77, con cui i dissidenti cecoslovacchi auspicarono inutilmente, tre decenni fa, la modernizzazione politica del regime comunista. Esige anche l’isolamento della dissidenza cinese da parte dei paesi liberi, e di quelli europei in primo luogo.

Penso che l’Italia e gli altri grandi paesi europei abbiano il dovere e l’interesse a rispondere a questo ordine disobbedendovi. Ritengo necessaria un’iniziativa del Ministero degli esteri italiano, che, in coerenza con quanto detto dai rappresentanti del Dipartimento di stato americano, ribadisca a chiare lettere che una sentenza di questo tipo non è discutibile esercizio di “giustizia”, ma pura repressione politica.

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Arrestato in Cina Zhao Lianhai, ‘reo’ di difendere la salute dei bambini


- Le agenzie internazionali hanno da poco diffuso la notizia della notifica dell’arresto in Cina di Zhao Lianhai, padre di un bambino ammalatosi dopo aver bevuto latte in polvere contaminato e creatore del sito “Home for the Kidney Stone Babies”, attraverso il quale l’uomo forniva informazioni e fondi ai genitori dei circa 50mila bambini cinesi gravemente intossicati dalla bevanda (contraffatta con un composto fortemente azotato per alternarne il contenuto proteico). Zhao era stato fermato 36 giorni fa nel distretto del Daxing, dove abita, ma solo ora la polizia ha provveduto a formalizzare il fermo. Leggi tutto

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Il “pragmatismo” di Obama rinforza la dittatura cinese


- Si dice che il primo viaggio di Barack Obama in Cina ha gettato le basi del cosiddetto “G2”, la nuova spartizione bipolare del mondo. I cinesi pare non siano d’accordo, ma tant’è.
Ad ogni modo, com’è andata la tanto attesa missione?
Chiedetelo a Federico Rampini:
“I giudizi sono impietosi. ‘La Cina è stata irremovibile – osserva il New York Times – Obama ha scoperto una superpotenza in ascesa che è ben decisa a dire no agli Stati Uniti’. Ancora più duro il Washington Post: ‘Obama torna dalla Cina senza risultati sui dossier importanti, dal nucleare iraniano alla rivalutazione del renminbi. E’ poco per un presidente che fece campagna elettorale promettendo grandi cambiamenti nella diplomazia. L’unica cosa che è cambiata è il tono conciliante degli Stati Uniti’. Leggi tutto

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