Inserito il 30 agosto 2010. Tags: Berlusconi, esteri, Gheddafi, Palma
di CARMELO PALMA, da Ffwebmagazine – Se l’Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi, il parco-giochi delle sue vanità senili, la ragione è purtroppo politica. Nelle passeggiate romane il rais libico non esibisce il suo temperamento eccentrico, ma la sua legittimazione, la sua amicizia con il premier, la sua paradossale centralità nella politica internazionale di un governo – quello berlusconiano – che è progressivamente passato dall’atlantismo all’agnosticismo, dalle suggestioni neo-con alla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione. E visto che Gheddafi paga, le sue diventano anche le “nostre” ragioni e la sua politica la “nostra”.
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Inserito il 17 marzo 2010. Tags: Giumelli, iran, Onu, sanzioni
- Il programma nucleare iraniano è tra le maggiori fonti di tensione dello scacchiere internazionale e le recenti dichiarazioni di Teheran riguardo l’intenzione di accellerare l’arricchimento dell’Uranio al 20% hanno innescato un dibattito intenso sulle possibili contromisure da adottare per impedire all’Iran di raggiungere i propri obiettivi. Come spesso accade in questi casi, sono le sanzioni ONU la via maestra verso la quale i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza sembrano essere indirizzati. Ma quali sono le opzioni disponibili? Come hanno funzionato le sanzioni in vigore? Quali sono le possibili consequenze di un’ulteriore imposizione?
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Inserito il 18 febbraio 2010. Tags: Berlusconi, Cina, Dalai Lama, Della Vedova
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL
In una sola occasione, nel 1994, un Presidente del Consiglio italiano incontrò ufficialmente il Dalai Lama. Era Silvio Berlusconi, all’inizio della sua prima esperienza di governo. Spero che in questa legislatura l’ incontro possa ripetersi, e che l’Italia possa così ribadire il sostegno alla causa dell’autonomia tibetana e più in generale a quello della democratizzazione della Cina.
Spero che l’esecutivo, alla prima occasione utile, possa dare riscontro ad una sensibilità che le camere hanno più volte dimostrato, anche in questa legislatura, con l’incontro tra il Dalai Lama e il Presidente della Camera Gianfranco Fini, sostenuto in modo bipartisan dall’assoluta maggioranza dei parlamentari.
Come ha dimostrato oggi Obama, e come prima di lui hanno dimostrato George Bush e Angela Merkel, l’amicizia con la Cina non può significare collaborare all’isolamento politico del Dalai Lama.
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Inserito il 05 febbraio 2010. Tags: Cina, Dalai Lama, diritti umani, Obama, Tapparini, Tibet
- C’è un proverbio cinese che recita: “è difficile diventare amici in un anno, ma è molto facile offendere un amico in un’ora”. Potremmo usarlo per riassumere l’improvvisa escalation nei rapporti USA-Cina di questi giorni.
Prima il sostegno a Google nella disputa con il governo cinese sulla questione degli “hacker di regime”; poi le scintille sulla vendita di armi a Taiwan , che l’amministrazione Bush aveva effettuato nel 2008, quando il mandato presidenziale volgeva al termine, mentre quella attuale ha voluto esibire così precocemente; infine la reazione “a schiena dritta” alla diffida di Pechino sull’incontro con il Dalai Lama, incontro che è stato ufficialmente confermato poche ore fa per metà febbraio, anche se non è ancora fissata una data precisa. Leggi tutto
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Inserito il 02 febbraio 2010. Tags: Cina, Dalai Lama, Obama, Tibet
- Barack Obama incontrerà il Dalai Lama, non appena il leader spirituale tibetano visiterà gli Stati Uniti. A riferirlo è la Casa Bianca, con una dichiarazione ufficiale che conferma quanto Obama aveva lasciato intendere lo scorso novembre a Pechino, durante il suo incontro con il presidente cinese Hu Jintao. In precedenza la Cina aveva minacciato Washington che un incontro tra il presidente Usa ed il Dalai Lama “potrebbe danneggiare le relazioni sino-americane“.
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Inserito il 07 dicembre 2009. Tags: Economist, Graham Greene, Obama, Tapparini, USA
- Barack Obama cammina rilassato, solitario, pensoso, sulla superficie liscia di un immenso planisfero. Sotto l’immagine, un titolo volutamente non originale: “The Quiet American”.
La cover story dell’Economist del 26 novembre scorso è un editoriale non firmato, quindi attribuibile al direttore John Micklethwait, grande esperto di politica d’oltreoceano (cinque anni fa firmò, a quattro mani con Adrian Wooldridge, l’imprescindibile saggio sulla destra americana “The Right Nation”).
Questo presidente – si domanda il direttore – ce l’ha o no una strategia?
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Inserito il 24 novembre 2009. Tags: appeasement, Cina, Dalai Lama, diritti umani, Obama, Tapparini, Tibet
- Si dice che il primo viaggio di Barack Obama in Cina ha gettato le basi del cosiddetto “G2”, la nuova spartizione bipolare del mondo. I cinesi pare non siano d’accordo, ma tant’è.
Ad ogni modo, com’è andata la tanto attesa missione?
Chiedetelo a Federico Rampini:
“I giudizi sono impietosi. ‘La Cina è stata irremovibile – osserva il New York Times – Obama ha scoperto una superpotenza in ascesa che è ben decisa a dire no agli Stati Uniti’. Ancora più duro il Washington Post: ‘Obama torna dalla Cina senza risultati sui dossier importanti, dal nucleare iraniano alla rivalutazione del renminbi. E’ poco per un presidente che fece campagna elettorale promettendo grandi cambiamenti nella diplomazia. L’unica cosa che è cambiata è il tono conciliante degli Stati Uniti’. Leggi tutto
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Inserito il 23 novembre 2009. Tags: Cina, Della Vedova, diritti umani, Tibet, Video
- V Congresso Mondiale dei parlamentari per il Tibet. Intervento di Benedetto Della Vedova al termine della sessione di apertura e a commento delle parole di S.S. il Dalai Lama Leggi tutto
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Inserito il 18 novembre 2009. Tags: Berlusconi, Dalai Lama, Della Vedova, esteri, Gheddafi, Palma, Tibet
- C’è un’obiettiva sproporzione politica e simbolica tra l’accoglienza calorosa riservata al Colonnello Gheddafi e il silenzio con cui l’esecutivo sta accompagnando l’inizio della visita del Dalai Lama in Italia. Dal primo si sono dovute sentire, per l’ennesima volta, parole di propaganda antisemita e di derisione esplicita della fede cristiana, che non ci pare abbiamo suscitato reazioni veementi e risentite. Dal secondo non ci si potrà che attendere parole di pace e di riconciliazione che, purtroppo, continuano a non trovare effettivo riscontro sul piano internazionale.
Il problema, ancora una volta, non è fare la “pagella” dei buoni e dei cattivi, perché il governo di una medio-grande potenza industriale è tenuto a mantenere relazioni proficue con qualunque interlocutore, nel nome degli interessi del Paese e delle esigenze di pace e di stabilità della comunità internazionale. Leggi tutto
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Inserito il 16 novembre 2009. Tags: Cina, Della Vedova, diritti umani, Tibet, Video
Il 12 novembre scorso, durante la presentazione del V Congresso Mondiale dei parlamentari per il Tibet, Benedetto Della Vedova, componente dell’Intergruppo Parlamentare per il Tibet, ha parlato dei rapporti commerciali dell’Italia, e in generale del mondo occidentale, con la Cina. Leggi tutto
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Inserito il 01 novembre 2009. Tags: ottobre, statistiche
- Ecco un riepilogo dei dati sul mese di ottobre rispetto ai mesi precedenti. Il primo dato è quello dei visitatori, il secondo è quello delle pagine viste
Giu 2009 22427 249520
Lug 2009 18722 282778
Ago 2009 16039 201728
Set 2009 21391 455608
Ott 2009 26245 772812
Il giorno migliore è stato il 12 ottobre con 2140 visitatori e 39560 pagine viste
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Inserito il 09 ottobre 2009. Tags: Annicchino, Cina, Dalai Lama, Libertiamo, Obama, Tibet
- Una città illuminata sopra la collina. Era questa l’immagine che i padri fondatori avevano in mente quando, fuggendo da un’Europa che faceva del confessionismo di stato filosofia ispiratrice e teologia politica, provarono a fondare un nuovo ordine politico radicato nelle libertà dell’uomo, ma anche nella tradizione e nella consapevolezza della storicità dell’esperienza umana. Tra tutte, quella di religione era vista come la libertà più importante. First Freedom. I padri costituenti decisero di fissare nel primo emendamento costituzionale le ragioni di quella scelta. Certo ci sono voluti anni di evoluzioni interpretative, di discriminazioni e persecuzioni patite dalle minoranze religiose, di cattolici spesso non visti di buonissimo occhio, ma nel dna dell’esperienza americana era iscritta la scelta tutta politica della necessaria libertà del cittadino davanti al suo Dio. Nessuno stato avrebbe potuto interferire. Un mercato delle religioni, capaci di sopravvivere alla dura competizione solo per il loro zelo ed il loro rispondere ai bisogni dei credenti senza nessuna stampella offerta dai poteri pubblici. La storia ha confermato la bontà di quella geniale intuizione. Leggi tutto
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