Archivio | Partiti e Stato

Miliband vs Miliband. Come rinasce il Labour post-blairiano

Miliband vs Miliband. Come rinasce il Labour post-blairiano

 - Dal primo settembre sono aperti i ballot per la leadership del Labour Party. La competizione, scattata all’indomani della sconfitta elettorale dello scorso maggio, si risolverà il 25, alla vigilia della Conference, il primo congresso fuori dai giochi del potere per la generazione nata nel fu partito di Tony Blair.

Leggi tutto

Inserito in Il mondo e noi, Partiti e Stato0 Commenti

Guzzetta scrive a Fini – ‘Non è più tempo di difendere lo status quo’

Guzzetta scrive a Fini – ‘Non è più tempo di difendere lo status quo’

di GIOVANNI GUZZETTA – da Il Secolo d’Italia -

Caro Presidente Fini,

Mi permetto di scriverle memore delle tante battaglie comuni per il rinnovamento istituzionale della nostra democrazia.
C’è grande attesa per il Suo intervento alla Festa Tricolore.

Alcuni hanno già espresso un giudizio definitivo (positivo o negativo) sulle scelte che Lei e coloro che la sostengono hanno compiuto negli ultimi mesi. Altri, invece, e credo siano la maggioranza, quel giudizio lo hanno sospeso, in attesa di conoscere con maggiore precisione quale prospettiva politica Lei si proponga di perseguire.

Credo che i dubbi e le perplessità di chi guarda alla politica conservando ancora un atteggiamento disinteressato derivino anche dal contesto in cui gli eventi di oggi ci collocano.
L’Italia vive un momento molto difficile. Per la prima volta, dopo alcuni anni, la prospettiva non è più così chiara. Quello che sembrava un guado tra la Prima e la Seconda Repubblica, appare a molti come una deriva di cui non si riesce a scorgere l’approdo.
E si fanno strada, gonfiandosi il petto, le voci di quanti, fin dal primo giorno, hanno scommesso sul fallimento del bipolarismo e della modernizzazione della politica. Interessati, quanto e più di prima, e tronfi, il petto gonfio nel ruolo di novelle Cassandre, costoro vorrebbero accreditare un’antistorica  lettura degli eventi, secondo la quale tutti i mali dell’Italia dipendono dall’aver abbandonato le miti plaghe della Prima Repubblica, nella quale cittadini remissivi si affidavano messianicamente alle alchimie dei partiti, depositari e interpreti della volontà generale.

Poco importa se quei partiti facevano e disfacevano i governi sulla testa degli elettori, poco importa se sperperavano risorse pubbliche per accumulare un consenso drogato, poco importa se il debito pubblico aumentava a dismisura, gravando sulle generazioni future.
Lei ha il merito, insieme ad altri, a cominciare da Berlusconi e Prodi, di aver accettato di giocare un’altra partita nella politica italiana. Di avere scommesso sul cambiamento, per liberare il nostro paese dalla risacca di un sistema politico ormai al tramonto, qual era quello della Prima Repubblica.
Oggi però, per tante ragioni, torna la domanda su quale partita si voglia giocare. La sfida sembra riaprirsi e le alternative sono ancora una volta quelle della direzione da intraprendere.

Sono sempre più convinto che la crisi della Seconda Repubblica dipenda da quanto non si è fatto o non si è voluto fare sulla strada dell’innovazione, non dal fatto che quella strada fosse errata. La Seconda Repubblica è in crisi perché è un’incompiuta, puntellata da uno stato di emergenza permanente che non si è mai trasformato in normalità.
In questa “Incompiuta” persiste una retorica passatista e ipocrita sulla bontà di istituzioni che, invece – proprio perché lucidamente pensate per un’epoca storica lontana ormai anni luce (la guerra fredda) -mostrano oggi tutte le proprie debolezze.
In questa “Incompiuta” è mancato il contributo dei partiti moderati all’edificazione del bipolarismo. Essi, sinora, hanno preferito lucrare i propri consensi demonizzando la democrazia dell’alternanza, coltivando nostalgie per le manovre parlamentari e l’equilibrismo neocentrista e preferendo erodere piuttosto che costruire.
In questa “incompiuta” i grandi partiti si sono dimostrati ancora largamente inadeguati al ruolo di pilastri di una moderna democrazia e dunque capaci di contenere in se stessi il fisiologico dissenso interno. E’ prevalsa invece la paura di restare paralizzati da quei dissensi o il cedimento alle forme consociative dei caminetti e dei vertici.

In questa “incompiuta”, infine, nessuno, veramente nessuno, è riuscito a rinunziare all’uso di quei poteri di veto paralizzanti, che rendono la nostra democrazia spesso così impotente e inconcludente, salvo poi imporre il ricorso agli strumenti e alle improvvisazioni emergenziali.

E’ a questo crocevia che si collocano anche gli interrogativi e le attese sulle sue decisioni.

Non spetta a me entrare nel merito delle questioni più squisitamente politiche. Mi limito a dire che, oggi, c’è un grande bisogno di coraggio.
C’è bisogno di compiere ciò che è rimasto ancora incompiuto. Vincendo l’ipocrita difesa dello status quo, in nome della retorica dello “scontro di civiltà” tra berlusconiani e antiberlusconiani e affrontando a viso aperto il cipiglio scandalizzato delle vestali dell’ortodossia nostalgica.

Lei è stato un sostenitore della proposta presidenzialista, della modifica della legge elettorale in senso uninominale, del superamento del bicameralismo paritario, della riduzione del numero dei parlamentari, di una migliore e più moderna definizione dei rapporti tra maggioranza e opposizione, di un più equilibrato rapporti tra i poteri dello Stato. Sappiamo troppo bene che senza istituzioni efficienti e moderne nessuno dei problemi materiali che assillano le persone potrà essere veramente risolto. E sappiamo bene che la politica ha un bisogno enorme di responsabilità personale e ricambio.

Federalismo e Presidenzialismo, insieme ad un’adeguata riforma della giustizia, potrebbero essere un ottimo punto di equilibrio per assicurare efficienza e tutelare l’unità nazionale.
E’ giunto il momento di riprendere quelle battaglie. E’ giunto il momento per l’Italia di aprire veramente una fase costituente, abbandonando l’illusione che la politica possa compensare sempre e comunque le carenze strutturali di un sistema istituzionale inadeguato e per questo sempre più delegittimato agli occhi dei cittadini.

E per quanto tutto ciò possa apparire al limite dell’utopia nel clima arroventato di oggi, non bisogna dimenticare che il realismo del navigare a vista – da cui tutti sono tentati – può uccidere l’ambizione e la passione per le cose grandi, che muovono l’impegno civile. Senza di esse la politica si riduce ad amministrazione dell’esistente.

Sono certo che su questa piattaforma si possano trovare tante convergenze, nella politica e nella società civile, a cominciare dalla maggioranza che lei sostiene.
E’ un modo per continuare con orgoglio sulla strada intrapresa e fugare i dubbi che la nostra scommessa sia stata troppo ardita per l’Italia.

Giovanni Guzzetta

Inserito in Archivio Evidenza, Partiti e Stato0 Commenti

Finito il ‘Basso Impero’, o il Medioevo oppure il Rinascimento

Finito il ‘Basso Impero’, o il Medioevo oppure il Rinascimento

Al di là delle apparenze nominalistiche i 7/8 “Paesi più industrializzati” sono nei fatti, o si comportano nei fatti, o sono percepiti nei fatti, o è opportuno che lo siano, come veri e propri “Imperi”. A lungo si è discusso tra i padri costituenti americani se denominare “Impero” o meno la nuova realtà statuale che si andava formando : vedi l’originaria idea di un “Impero federale” di Benjamin Franklin.

Leggi tutto

Inserito in Il mondo e noi, Partiti e Stato0 Commenti

La barca è piccola, la gente mormora

La barca è piccola, la gente mormora

di MARIANNA MASCIOLETTI – Pomeriggio di agosto, in una località costiera dell’Italia meridionale. Una ventina di turisti fanno una gita in barca, guidati da un simpatico signore di mezz’età, nativo del luogo, proprietario della suddetta barca.

Il signore (da qui in poi “Comandante”) dapprima parla della zona, delle varie leggende, della storia, dei personaggi più significativi che hanno popolato quei luoghi. Lo fa con abilità, sa farsi ascoltare, è un buon affabulatore e sa di esserlo. Si va avanti, qui ha dormito Garibaldi (ma quanto dormiva, Garibaldi? Non c’è paesino del Sud Italia che non vanti almeno una casa in cui l’Eroe dei Due Mondi avrebbe riposato le stanche membra…), lì si vedono strane figure scavate dall’acqua nella roccia, ci si ferma, si riparte.
Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Capitale umano, Partiti e Stato0 Commenti

‘Fine degli attacchi contro Fini’. Ma siamo solo all’inizio

‘Fine degli attacchi contro Fini’. Ma siamo solo all’inizio

- E il Cav. disse. “Basta attacchi a Fini”. Ma come? E il diritto all’informazione (immobiliare) del cittadino? Che ne sarebbe  della nostra autodeterminazione informativa se tutto d’un colpo il Feltro e il Minzo smettessero di illuminarci col bollettino delle birichinate monegasche degli ex amici del premier più birichino di sempre?

La campagna ad personam contro il presidente della Camera non è ancora terminata, ma se terminasse iussu Berlusconi sarebbe chiaro anche come era cominciata: iussu Berlusconi. Checchè ne pensi l’ego professionale del buon Feltri, incline all’autoassoluzione per imparzialità, avendo – sostiene il direttorissimo – riservato lo stesso trattamento perfino a Scajola.
Leggi tutto

Inserito in Partiti e Stato7 Commenti

Il processo breve non è una priorità. La riforma della giustizia sì

Il processo breve non è una priorità. La riforma della giustizia sì

 - Secondo Luca Palamara, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, il “processo breve” non è una priorità.
Per una volta nella vita sono d’accordo con lui. La priorità è la riforma della magistratura, e qui invece non credo, a naso, che Palamara sarebbe d’accordo con me.

Uno degli equivoci che si sono calcificati ormai sul fondo del barile della Seconda Repubblica è quello secondo il quale la riforma della magistratura sia utile soltanto per rendere il potere giudiziario dipendente da quello esecutivo, e che di conseguenza chiunque ne sostenga in qualche modo la necessità e l’urgenza lo faccia per garantire un salvacondotto di impunità alla politica. Invece la riforma del sistema giudiziario italiano è necessaria per un motivo molto più semplice e banale: la giustizia non funziona, e in un paese normale ciò che non funziona si cambia.

Leggi tutto

Inserito in Archivio Newsletter, Diritto e giustizia, Partiti e Stato8 Commenti

Appello per l’uninominale – AUDIO

Appello per l’uninominale – AUDIO

- Pubblichiamo anche su Libertiamo il testo dell’appello per una riforma elettorale in senso uninominale, appello di cui Benedetto Della Vedova, presidente di Libertiamo e deputato del gruppo FLI, è tra i primi firmatari.

Qui la pagina dove si può firmare l’appello, qui l’articolo del Corriere della Sera che fa il punto della situazione, qui la pagina del sito di Radicali Italiani dedicata a questa battaglia. Leggi tutto

 

Inserito in Archivio Multimedia, Comunicati, Partiti e StatoUn Commento

Il meeting vola alto, ma CL non vive forse sulla terra?

Il meeting vola alto, ma CL non vive forse sulla terra?

 - Ancora una volta, cari ciellini, chapeau. Economia, finanza, welfare, fisco sono ‘i’ temi: voi al meeting lo avete detto. Lo avete detto, come vostro costume, senza complessi. Avete ribadito al governo, del quale pure siete azionisti, che la crisi che ha investito il sistema impone una riflessione, appunto, di sistema. Ed un’azione conseguente, organica, culturalmente articolata. Leggi tutto

Inserito in Economia e mercato, Partiti e Stato4 Commenti

Le incredibili tre settimane da ‘Rambo’ a spese del contribuente

Le incredibili tre settimane da ‘Rambo’ a spese del contribuente

- Nella calda e politicamente turbolenta estate italiana giunge a occhi e orecchie dei telespettatori nostrani l’ultima strampalata trovata del Ministero della Difesa. Lo spot trionfale e patriota annuncia a gran voce la maestosa iniziativa: “Militare per tre settimane”.

Leggi tutto

Inserito in Capitale umano, Partiti e Stato3 Commenti

Chi scioglie le camere e perché: tutti i rischi del disinvolto ‘materialismo costituzionale’

Chi scioglie le camere e perché: tutti i rischi del disinvolto ‘materialismo costituzionale’

- Nella rovente estate politica è stata riproposta la tesi per la quale l’indicazione sulla scheda elettorale del candidato premier della coalizione avrebbe, di fatto, introdotto una forma di “premierato”, con la conseguente conclusione che in caso di crisi l’unica opzione costituzionale possibile sarebbe lo scioglimento delle Camere e l’indizione di nuove elezioni. Come è noto, ciò ha provocato un duro intervento del Presidente della Repubblica volto a tutelare le proprie prerogative costituzionali. Leggi tutto

Inserito in Diritto e giustizia, Partiti e Stato0 Commenti

Quant’è anti-leghista, questo Marchionne

Quant’è anti-leghista, questo Marchionne

di CARMELO PALMA – L’atteso intervento pronunciato dall’amministratore delegato del Lingotto al Meeting di CL si presta a diversi livelli di lettura. Quello di più stretta attualità, legato alla vertenza di Pomigliano e al casus belli di Melfi. Quello culturale, legato alla “filosofia” dell’impresa e del lavoro di questo manager, che può vantare una storia umana e professionale di scommesse riuscite. E quello, almeno indirettamente, politico, rispetto alle sorti di un Paese di cui Marchionne denuncia una pericolosa allergia al cambiamento. Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Capitale umano, Comunicati, Partiti e Stato3 Commenti

Tutti pazzi per Nichi, in questa pazza sinistra

Tutti pazzi per Nichi, in questa pazza sinistra

- Se si pensa all’attuale situazione politica, si deve concludere che il panorama non è nè certo nè stabile; c’è una maggioranza dilaniata al suo interno dagli scontri tra Berlusconi e Fini, un governo a rischio e, ad aleggiare come uno spettro, ora minacciate, ora temute, le elezioni anticipate.

Leggi tutto

Inserito in Partiti e Stato5 Commenti

_______________________Pubblicità__ TCT LED

_________________________________


Festa Tricolore

You Tube

Altri video -- Multimedia -- Podcast -- iTunes

Community -
Login with Facebook:
Gli ultimi visitatori

Rassegna stampa Archivio RL Archivio Generazione