Inserito il 13 marzo 2010. Tags: campagna elettorale, Della Vedova, elezioni, PdL, riforme, Secolo d'Italia
- di Benedetto Della Vedova, da Il Secolo d’Italia di sabato 13 marzo 2010 – Restano due settimane di campagna elettorale. La sinistra sindacale della CGIL ha consumato ieri lo stanco rito di uno sciopero politico di generica e inconcludente denuncia contro la crisi. Il centrosinistra sfilerà invece oggi, a Roma e in altri capoluoghi, contro il decreto “salva–liste” (e quindi contro il Governo Berlusconi ma inevitabilmente anche contro il Presidente Napolitano).
Il generoso tentativo di Bersani di concentrare la campagna elettorale sulla sua proposta “alternativa” alle politiche della maggioranza si è subito arenato e a prevalere sarà il movimentismo piazzaiolo del “popolo viola”, concentrato nel parossistico – e, diciamo così, non propriamente inedito – sforzo di delegittimare il Cavaliere “a prescindere”.
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Inserito il 12 marzo 2010. Tags: audio, biotestamento, Della Vedova, emendamento, Molteni, Nazzaro, Ravasin, Turco
- Mercoledì, in Commissione Affari Sociali della Camera, è stato approvato dalla maggioranza un emendamento della Lega Nord al ddl sul testamento biologico, in cui viene stabilito che per essere valide, le dichiarazioni anticipate di trattamento devono essere redatte in forma scritta e con firma autografa. Con questa norma, nessuna dichiarazione di intenti o orientamenti espressi al di fuori delle forme e dei modi previsti dalla legge resterebbe valida. Tutte le altre espressioni di volontà, come quelle audio-video, per esempio, sarebbero ritenute prive di valore. L’emendamento ha subito provocato le proteste di Pd e Radicali, secondo i quali con questa norma ai disabili gravi verrà preclusa la possibilità di manifestare la propria volontà “biotestamentaria”. Leggi tutto

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Inserito il 11 marzo 2010. Tags: America, Avatar, Bush, film, Hollywood, Iraq, Magni, Oscar, The Hurt Locker
- The Hurt… Locker… o Heart Lockers? E’ difficile anche ricordare il titolo di questo film che esiste da due anni, da più di uno è in circolazione in Dvd in Italia, già tradotto, ma praticamente mai visto da nessuno. Quando vedi la locandina italiana, con una bella scena d’azione in primo piano e un sottotitolo che ricorda un film con un Bruce Willis ancora in canottiera (“Maledetto il Paese che non ha bisogno di eroi”), mai ti verrebbe in mente di affrontare un film d’autore e ti metti in quello stato d’animo con cui vai al cinema con il cervello svuotato, dopo una giornata di lavoro, in attesa di emozioni facili. Eppure, appena parte la prima scena in una Baghdad devastata dalla guerra, ti trovi di fronte a un qualcosa di completamente diverso: un film crudo, senza retorica, su un conflitto ancora in corso (Iraq) mostrato senza alcun pudore. E allo stesso tempo: un film umanissimo, con personaggi che paiono vivere di vita propria, che ti costringono a seguire le loro azioni da eroi di professione dalla prima scena all’ultima. Leggi tutto
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Inserito il 10 marzo 2010. Tags: articoli, Chiesa, famiglia, Palma, PdL
da Il Secolo d’Italia del 10 marzo 2010
- Dal penoso repertorio di scandali privati che hanno intossicato la politica italiana e hanno finito per nascondere quelli più propriamente pubblici emerge un’Italia dissociata e male in arnese, che risolve nella doppiezza il problema della coerenza tra il dire e il fare, tra il predicare e il razzolare, tra l’impegno e la testimonianza. Leggi tutto
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Inserito il 09 marzo 2010. Tags: Bush, Cuoco, elezioni, Falasca, Iraq, Magni, Obama, USA
Uscendo dalle urne, molti elettori iracheni hanno mostrato le dita sporche di inchiostro viola, in segno di soddisfazione per la vittoria del voto sul terrore. L’affluenza è stata alta (62,4 per cento, secondo i dati diffusi ieri dall’Ufficio elettorale), inferiore alle elezioni del 2005, ma superiore alle scorse provinciali. E’ un colore viola, quello dell’inchiostro iracheno, che ci piace molto di più di quello usato dall’italico movimento di protesta. Ma questa è un’altra storia. Torniamo all’Iraq e alle elezioni.
“E’ un risultato ottimo – commenta Stefano Magni, giornalista de L’Opinione ed esperto di politica internazionale – un passo in avanti significativo, soprattutto se consideriamo che l’affluenza è stata alta anche tra la componente sunnita. Quest’ultima è riuscita a superare lo shock dell’esclusione di circa 500 candidati ritenuti vicini al partito Ba’ath”. Leggi tutto
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Inserito il 08 marzo 2010. Tags: ambiente, Greenpeace, Moore, nucleare, Scudiero, Testa
- E’ stato interessante, il racconto di questo verde ex agitatore canadese. La testimonianza di un errore, the “big mistake”, come lo ha reiteratamente definito, quello di equiparare il nucleare civile alle armi nucleari, la riproposizione del peccato originale di un’organizzazione, Greenpeace, che proprio lui aveva contribuito a fondare, un po’ inconsapevolmente e molto fortunosamente, sull’opposizione ai test nucleari che il governo statunitense conduceva in Alaska nell’anno di grazia 1971.
Patrick Moore di Greenpeace è stato l’anima e il braccio fino al 1986, e ciò è attestato dal fatto che nel periodo precedente ha ricoperto ruoli molto prestigiosi al suo interno (presidente della Greenpeace Foundation, poi di Greenpeace Canada, infine Direttore Generale di Greenpeace International), prima di decidere di convertire il big mistake nella big issue del pragmatismo ambientale mondiale: il nucleare. Leggi tutto
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Inserito il 06 marzo 2010. Tags: Berlusconi, elezioni regionali, Formigoni, Napolitano, PdL
- Il decreto che rimette in corsa Formigoni e la lista del Pdl a Roma animerà di certo la campagna elettorale e in parte l’avvelenerà, dando a molti l’impressione che anche tra i partiti ci siano i figli e i figliastri e che le regole del gioco elettorale si applichino o si interpretino a seconda del giocatore, in maniera rigorosa per i poveracci e generosa per i potenti.
D’altra parte, le scelte non solo di Palazzo Chigi, ma anche del Quirinale, si sono fondate sull’esigenza di non impiccare all’albero dell’intransigenza costituzionale la realtà di uno scontro politico che sarebbe stato irrimediabilmente falsato dalle decisioni – formalmente ineccepibili – degli uffici elettorali di Roma e Milano.
Descrivere la decisione di ieri sera come un golpe è troppo. Dire che si è trattato di una scelta sostanzialmente obbligata lo è, almeno, altrettanto. Il vulnus che l’esclusione di Formigoni e della lista del PdL a Roma avrebbe comportato sul piano politico è stato pagato con un vulnus tutt’altro che marginale alla legalità del processo elettorale. D’altra parte, la storia istituzionale di un Paese può porre dinanzi a chi esercita responsabilità costituzionali e di governo l’onere di scegliere tra ragioni ugualmente importanti e meritevoli di tutela. E la politica è una professione difficile anche per questo.
Dal punto di vista tecnico, il decreto approvato dal Colle sembra essere assai più “ad listam” di quello bocciato giovedì sera. Ma è stato il Quirinale, non il Governo, ad opporsi ad una riapertura generalizzata dei termini di presentazione delle liste e a spingere per una soluzione “interpretativa” particolarmente spericolata, che cambia le regole in base a cui i Tar del Lazio e della Lombardia dovranno giudicare i ricorsi del PdL e di Formigoni.
Nel complesso, questa scelta non sarà però a costo zero: soprattutto per il PdL responsabile di una soluzione d’urgenza ai guai che la gestione “libanese” delle candidature – a Napoli come a Roma e a Milano – ha creato ad un partito, cui non mancano i numeri e la stazza per essere una “forza tranquilla” e che invece vive perennemente sull’orlo di una crisi di nervi.
Per il momento, la partita si chiude così. Ma non è detto che sia davvero finita, visto che questo caso sarà il leitmotiv della campagna elettorale dell’opposizione e rimarrà, ben oltre il 28 marzo, come un imbarazzante scheletro negli armadi della maggioranza.
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Inserito il 05 marzo 2010. Tags: agricoltura, ambiente, clima, Copenhagen, global warming, Masini, ogm
Che qualcosa stia cambiando nell’atteggiamento generale verso i problemi ambientali è cosa che comincia ad essere abbastanza evidente. Sembra che il cosiddetto Climategate abbia fatto l’effetto di uno sgradevole risveglio dopo la sbornia che ha preceduto la conferenza sul clima di Copenhagen. E così, mentre i governi hanno cominciato, con imbarazzata discrezione, a volgere altrove la loro attenzione, anche l’opinione pubblica mondiale, fino a pochi mesi fa così sensibile al tema dei cambiamenti climatici, sembra tendere alla rimozione del problema. Un “rompete le righe” generale, in conclusione.
Ma la rimozione, insegna la psicoanalisi, non è un processo costruttivo, e la cosa deve aver cominciato a preoccupare molti osservatori, anche tra i sostenitori dell’origine antropica del Global Warming, se oggi possiamo leggere un articolo come quello firmato da Andrew C. Revkin sul New York Times e tradotto da Maurizio Morabito su Climate Monitor. Leggi tutto
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Inserito il 04 marzo 2010. Tags: audio, elezioni, Formigoni, liste, PdL, Polverini, radicali
Comunque vada a finire, ai 63.525 italiani che, stando ai dati del Ministero dell’Istruzione, hanno meritato il 5 in condotta, vanno aggiunti i responsabili dei pasticci che hanno funestato questo inizio di campagna elettorale, a danno di Renata Polverini e Roberto Formigoni. Leggi tutto

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Inserito il 03 marzo 2010. Tags: agricoltura, ambiente, commercio, Della Vedova, ogm, patata, ricerca, zaia
- di Benedetto Della Vedova, da Libero di martedì 3 marzo 2010 – Con il via libera alla coltivazione sul suolo europeo della patata ogm Amflora e di alcune varietà di mais finora proibite, la Commissione Europea ha archiviato l’antistorica moratoria sugli ogm che durava dal 1998. Il putiferio che ne è seguito, in tutto il Vecchio Continente e soprattutto nella tetragona Italia, deve apparire molto curioso agli occhi del resto del mondo.
Nel corso del 2009, nel continente americano, in Asia ed in Sudafrica, circa 130 milioni di ettari sono stati destinati alle coltivazioni ogm: dieci volte l’intera superficie agricola italiana. E la tendenza è quella di una continua crescita. Leggi tutto
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Inserito il 02 marzo 2010. Tags: informazione, Palma, par condicio, PdL, radicali, TV
Così, all’inizio della campagna elettorale, si è spenta l’informazione politica. La Rai ha deciso di chiudere le sue trasmissioni di punta (Ballarò, Anno Zero, Porta a Porta), la 7 – in evidente conflitto di interesse – ha sospeso la puntata dell’Infedele sul caso politico-giudiziario che vede coinvolte Telecom e Fastweb, i contenitori di Mediaset – a partire da Matrix – non saranno chiusi, ma rimarranno sbarrati ai temi e ai protagonisti della politica. Leggi tutto
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Inserito il 01 marzo 2010. Tags: Della Vedova, Fisco, PdL, pensioni, Secolo d'Italia, Seminario 2010, welfare
- Si è ieri conclusa a Milano la tre giorni de “I seminari di Libertiamo” a cui il Secolo d’Italia – che ringraziamo sentitamente – ha dedicato parte del suo inserto domenicale. Ripubblichiamo il pezzo di apertura dell’inserto di Benedetto Della Vedova, dedicato ai temi della tavola rotonda “Placata la bufera, torniamo al libero mercato”, che si è tenuta sabato mattina al Teatro Parenti con la partecipazione – tra gli altri – del Presidente della Camera Gianfranco Fini, del Direttore Generale di Confindustria Giampaolo Galli, di Luigi Zingales, docente di Economia all’Università di Chicago e dell’ex ministro Antonio Martino. Leggi tutto
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Inserito il 26 febbraio 2010. Tags: Fini, Libertiamo, Saviano, Seminario 2010
- Week-end ricco e impegnativo questo, per chi segue Libertiamo, la sua testata on-line e la sua attività politica. Inizia nel tardo pomeriggio a Milano una tre giorni di iniziative: oggi un incontro pubblico, in chiave generazionale, sul welfare e sul mercato del lavoro. Domani una tavola rotonda al Teatro Parenti, con un titolo che è tutto un programma: “Placata la bufera, torniano al libero mercato”, a cui parteciperanno nomi prestigiosi della cultura e della politica liberista e che sarà conclusa da un intervento del Presidente della Camera Gianfranco Fini, a ulteriore dimostrazione del suo interesse politico a frequentare discussioni impopolari e ad animare il dibattito interno del PdL da posizioni né facili né prevedibili.
Da sabato pomeriggio fino a domenica a pranzo sono invece previste quattro sessioni di seminario (riservate agli iscritti) su capitalismo e capitalisti, pragmatismo ambientale, emergenze biopolitiche e patriottismo costituzionale: tutti temi su cui il Popolo della Libertà – la cui discussione abbiamo l’ambizione, nel nostro piccolissimo, di aiutare – prima di trovare le risposte giuste deve accettare le domande più “sbagliate”, scomode ed impertinenti. Per chi ha scelto di aderire, appuntamento a Milano. Agli altri, consigliamo di seguire i lavori in differita su Radio Radicale.
Oggi, per una coincidenza non troppo casuale, pubblichiamo anche un’intervista esclusiva a Roberto Saviano. Siamo contenti di poterla pubblicare mentre la politica italiana è avvolta da un fumo nero di rivelazioni e scoperte che raccontano di un malaffare criminale vero e non di semplici dicerie scandalistiche. Dall’economia alla politica, dal tema della legalizzazione delle droghe alle tristi vicende di Rosarno, mettiamo l’autore di Gomorra di fronte a domande liberiste e libertarie. E le risposte di Saviano meritano davvero di essere lette, anche per la sorpresa che alcune di esse potrebbero suscitare.
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Inserito il 25 febbraio 2010. Tags: Google, internet, libertà, privacy, Scudiero, sentenza
- Novanta giorni a partire da ieri, durante i quali Oscar Magi, il giudice milanese del caso Google – Vivi Down, dovrà spiegare allo “spazio e al ciberspazio” le ragioni di una condanna che, vada come vada, è destinata a fare scuola e a dividere tanto il mondo reale quanto quello virtuale. Dovrà essere convincente, Magi, e impeccabile ed equilibrato nello spiegare perché David Drummond, George De Los Reyes e Peter Fleischer, dirigenti del colosso di Mountain View, meritano sei mesi di reclusione (pena sospesa per tutti). Perché l’infame caso dei bulli che picchiarono in “googlevisione” il coetaneo affetto da sindrome di Down ha mandato sub iudice non solo Google, e di sicuro non tanto la stupidità e il vuoto di senso che ha ispirato gli autori materiali del gesto, quanto l’architettura assiologica del web, fondata sulla neutralità dell’infrastruttura e sulla parità indiscriminata tra i contenuti, rilanciando, stavolta credo in maniera non più eludibile, la discussione su quale sia, se esiste, la dimensione ottimale dell’intervento statuale su internet.
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