Archivio | Diritto e giustizia

Verso la legge bis sull’affido condiviso, una conversazione con Marino Maglietta

Verso la legge bis sull’affido condiviso, una conversazione con Marino Maglietta

- Tra le ragioni per le quali questa legislatura merita di andare avanti fino alla sua scadenza naturale c’è sicuramente il nuovo disegno di legge sull’affido condiviso, che andrebbe ad integrare la precedente legge approvata nel 2006 – molto avanzata nei contenuti, ma tradita quasi sistematicamente in fase di applicazione.

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Il processo breve non è una priorità. La riforma della giustizia sì

Il processo breve non è una priorità. La riforma della giustizia sì

 - Secondo Luca Palamara, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, il “processo breve” non è una priorità.
Per una volta nella vita sono d’accordo con lui. La priorità è la riforma della magistratura, e qui invece non credo, a naso, che Palamara sarebbe d’accordo con me.

Uno degli equivoci che si sono calcificati ormai sul fondo del barile della Seconda Repubblica è quello secondo il quale la riforma della magistratura sia utile soltanto per rendere il potere giudiziario dipendente da quello esecutivo, e che di conseguenza chiunque ne sostenga in qualche modo la necessità e l’urgenza lo faccia per garantire un salvacondotto di impunità alla politica. Invece la riforma del sistema giudiziario italiano è necessaria per un motivo molto più semplice e banale: la giustizia non funziona, e in un paese normale ciò che non funziona si cambia.

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Gli zingari sono una rogna per i politici di governo e una cuccagna per quelli di lotta

Gli zingari sono una rogna per i politici di governo e una cuccagna per quelli di lotta

di CARMELO PALMA – Mentre in Francia continua la polemica sui rimpatri collettivi dei rom bulgari e rumeni, che ha aperto un contenzioso antipatico tra Parigi e l’Unione Europea, ieri a Roma in un campo nomadi irregolare – ma non esattamente “clandestino” – è morto un bambino di 3 anni nel rogo della sua baracca. Sono casi di cronaca che si ripetono con una triste regolarità e che destano in genere più allarme che compassione. Leggi tutto

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Chi scioglie le camere e perché: tutti i rischi del disinvolto ‘materialismo costituzionale’

Chi scioglie le camere e perché: tutti i rischi del disinvolto ‘materialismo costituzionale’

- Nella rovente estate politica è stata riproposta la tesi per la quale l’indicazione sulla scheda elettorale del candidato premier della coalizione avrebbe, di fatto, introdotto una forma di “premierato”, con la conseguente conclusione che in caso di crisi l’unica opzione costituzionale possibile sarebbe lo scioglimento delle Camere e l’indizione di nuove elezioni. Come è noto, ciò ha provocato un duro intervento del Presidente della Repubblica volto a tutelare le proprie prerogative costituzionali. Leggi tutto

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Napolitano su Melfi? Un intervento discutibile, che serve solo ai ‘duri’ della Cgil e della Fiom

Napolitano su Melfi? Un intervento discutibile, che serve solo ai ‘duri’ della Cgil e della Fiom

- Con tutta la stima dovuta alla persona e con il rispetto per il suo ruolo istituzionale, ci permettiamo di dissentire dal presidente Giorgio Napolitano per le sue prese di posizione in materia di lavoro. Nel corso del 2010 il Capo dello Stato, avvalendosi delle sue prerogative, è intervenuto in due occasioni su materie giuslavoristiche:  a fine marzo con il rinvio alle Camere del “collegato lavoro” accompagnato da una robusta ed ampiamente motivata critica alla norma sulla conciliazione e l’arbitrato; nei giorni scorsi, rispondendo con una tempestività inusuale alla lettera indirizzategli dai tre dipendenti della Fiat di Melfi, licenziati dall’azienda e reintegrati ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori e lasciando intendere, sia pur con garbo e correttezza, una critica alla linea di condotta del Lingotto. Leggi tutto

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Processi più brevi o prescrizioni più facili? Il ddl della discordia inciampa in troppe contraddizioni

Processi più brevi o prescrizioni più facili? Il ddl della discordia inciampa in troppe contraddizioni

- La ripresa dell’attività parlamentare, dopo la pausa estiva, sarà, molto probabilmente, il momento decisivo dell’attuale legislatura, con l’annunciata verifica politica. È possibile dire sin d’ora che il suo esito dipenderà dal grado di rigidità con cui verrà condotta. Infatti, se si può registrare un certo grado di consenso sui fini ultimi dei provvedimenti in agenda, l’analisi dei loro contenuti evidenzia la necessità di un’ulteriore attività di ponderazione e affinamento tecnico. Leggi tutto

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Di referendum in sentenza, cronistoria dei matrimoni gay in USA

Di referendum in sentenza, cronistoria dei matrimoni gay in USA

- “The culture war is back”: così esordisce il sito web The Politico sulla sentenza del tribunale federale di San Francisco, qui egregiamente analizzata da Pasquale Annicchino, che ha decretato l’incostituzionalità del divieto di matrimoni omosessuali in California. Quando arriverà davanti alla Corte Suprema di Washington, la questione deflagrerà aprendo uno scontro ideologico del genere da cui l’attuale inquilino della Casa Bianca è solito tenersi alla larga con lo stesso impegno con il quale il suo predecessore amava sguazzarvi.

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Matrimoni gay: c’è un giudice a San Francisco

Matrimoni gay: c’è un giudice a San Francisco

- Con una lunga sentenza (136 pagine) motivata, a detta di molti esperti, in modo logico, lineare e difficile da ribaltare, il giudice federale Vaugh R. Walker ha dichiarato incostituzionale la Proposition 8, il celebre referendum che dal novembre 2008 ha messo al bando le nozze fra omosessuali in California. Secondo la ricostruzione del giudice Walker nessun interesse dello Stato giustifica il trattamento discriminatorio nei confronti di gay e lesbiche  rispetto agli altri cittadini e la mera disapprovazione morale dettata da ragioni religiose o culturali non è sufficiente a giustificare la discriminazione. Nell’interpretazione di Walker,  la Proposition 8 viola quindi le garanzie costituzionali  in merito alle uguali tutele dovute a tutti i cittadini a prescindere dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.

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Gli Ogm, se la superstizione mistifica la scienza e incrina lo Stato di diritto

Gli Ogm, se la superstizione mistifica la scienza e incrina lo Stato di diritto

- La miscela di superstizione, propaganda e ignoranza costituisce, da sempre, il brodo di coltura di ogni crociata che si rispetti. E quella anti-Ogm non sfugge alla regola.

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Lo sputtanamento come strumento politico. L’ora di porre un confine

Lo sputtanamento come strumento politico. L’ora di porre un confine

- L’Italia è sull’orlo di una crisi devastante tra le più gravi della sua storia recente. Il Paese ne ha viste di tutti i colori: ha affrontato (e risolto in pochi anni) una ricostruzione difficile e dolorosa per i sacrifici e i costi sociali sopportati; si è misurato con tassi d’inflazione a due cifre mentre il terrorismo insanguinava quotidianamente le piazze d’Italia; all’inizio degli anni 90 si è scrollato di dosso un fardello che stava per determinare la bancarotta dei conti pubblici, proprio quando un pogrom eterodiretto di settori della magistratura stava spazzando via la classe dirigente di quei partiti democratici che avevano governato il Paese, mentre venivano risparmiati, con sapienti interventi chirurgici, le forze di opposizione che pure avevano fatto parte del sistema. Leggi tutto

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Libertà religiosa e proprietà: a pochi passi da Ground Zero, Bloomberg spiega la tolleranza newyorkese

Libertà religiosa e proprietà: a pochi passi da Ground Zero, Bloomberg spiega la tolleranza newyorkese

- Ci sono state molte polemiche, a New York e negli Stati Uniti, attorno al controverso progetto di realizzare una moschea e un centro di cultura islamica in un edificio a pochi passi da Ground Zero. Probabilmente la parola fine a queste polemiche è stata posta dal sindaco di New York, il repubblicano Michael Bloomberg, che con questo discorso pubblico (del quale pubblichiamo qui sotto una traduzione integrale) ha salutato positivamente il voto del City Land Preservation Commission che non ha esteso all’edificio in questione lo status di “simbolo nazionale”, spianando di fatto la strada alla realizzazione della moschea. Leggi tutto

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Agosto con Liberilibri/1 – Riflessione liberale sull’autonomia della magistratura

Agosto con Liberilibri/1 – Riflessione liberale sull’autonomia della magistratura

- Per il mese di agosto, ogni martedì la Liberilibri offre ai lettori di Libertiamo.it estratti dei suoi libri e riflessioni squisitamente liberali. Questa settimana, il tema dell’autonomia della magistratura.

- La questione della giustizia politica e dell’autonomia come autocrazia della magistratura italiana non ha mai smesso di essere al centro dell’attenzione dai tempi di Mani Pulite.
Tra chi ritiene che, in nome e col pretesto della propria autonomia, magistrati faziosi determinano le vicende politiche e economiche del paese e chi invece difende il loro operato contro ogni accusa di politicizzazione o anche solo di protagonismo, i cittadini restano al solito disorientati, certi che in magistratura ci sono dichiarate correnti politiche ma rassicurati d’altro canto dal fatto che, nonostante ciò, i magistrati e il Csm lavorano imparzialmente e indipendentemente da ogni pressione.

Il problema, in realtà, a prescindere dalla buona o mala fede dei giudici, dai loro errori o dalla loro rettitudine, risiede in gran parte nelle stesse regole del sistema democratico in merito al reclutamento degli organi di controllo della magistratura e all’assenza di qualsiasi check and balance sul loro operato: un vero vulnus alla sicurezza di ogni cittadino, a prescindere dai casi Andreotti, Berlusconi, Mastella. La magistratura inquirente è legittimata dal nostro ordinamento a detenere una sorta di ius vitae ac necis su ogni cittadino.

Se si vuole davvero garantire la depoliticizzazione di organi il cui requisito primo deve essere l’imparzialità, tagliando le gambe a ipotesi di politicizzazione anche solo paventate, basterebbe reintrodurre l’antichissimo metodo dell’estrazione a sorte per la formazione dell’organo di controllo della magistratura, il Csm.

Il metodo stocastico non è solo anticaglia greca. Ancora oggi, i progetti di legge non governativi in Regno Unito e Stati Uniti sono messi all’ordine del giorno per sorteggio. E pure nel nostro ordinamento, per garantire l’imparzialità delle commissioni giudicatrici nei concorsi universitari, si vuole tornare a questo metodo per sceglierne i componenti.
È il metodo più giusto perché il più imparziale, e ce lo ricordano tre brani estratti da tre libri della Liberilibri, due dedicati al Csm, il terzo, provocatoriamente, contenente una riflessione sulla giustizia della sorte rispetto a quella della ragione.

«La riforma deve essere incentivata nel rafforzamento massimo delle garanzie di indipendenza dei singoli giudici, che come organi singoli e non come corpo sono investiti dalla Costituzione della funzione giurisdizionale: e questo anche sotto il profilo di una tipizzazione legislativa degli illeciti disciplinari dei magistrati, al fine di sottrarli all’arbitrio della determinazione caso per caso da parte del Consiglio superiore della magistratura di ciò che sia “lecito” e di ciò che sia “illecito”, e quindi mediante la creazione di una vera e propria giurisdizione disciplinare distinta dal Csm, imparziale e non dominata quindi dalla logica del baratto tra le correnti, eventualmente attribuita ad un organo eletto ad hoc da magistrati e Parlamento o, ancor meglio, costituito mediante estrazione a sorte.
Il metodo di scelta di alcune delicate cariche pubbliche mediante estrazione a sorte, antichissimo e familiare a grandi democrazie come quella greca e come la Repubblica di Venezia (vedi ad esempio l’ufficio degli eliasti, dei buleuti, degli arconti, degli eutynoi), è forse l’unico capace di scongiurare la piaga della politicizzazione del magistrato e quindi della parzialità del giudizio» (Francesco Cossiga, Discorso sulla giustizia, 2003 – pagine 113-114).

«L’attuale ruolo di organo di governo dell’ordine giudiziario non è stato assunto dal Csm in base alle norme scritte relative alle sue competenze funzionali, ma per la valenza politica connessa alla scelta elettorale della rappresentanza dei magistrati. La politicizzazione del Csm può quindi essere evitata solo dalla selezione stocastica, e cioè per estrazione a sòrte dei suoi componenti. In quanto garantistica e depoliticizzatrice, la riforma in senso stocastico del procedimento selettivo della componente magistratuale nel Csm dovrebbe essere attuata anche a costo di un intervento di modifica dell’art. 104 della Costituzione, che sarebbe necessario se una selezione per sorteggio non fosse considerata di natura elettiva» (Giancarlo Bagarotto, Tenera è la legge, 2002 – pagine 154-155).

Carlo Nordio, nella sua postfazione a Crainquebille, ricorda un episodio del Gargantua di Rabelais in cui il giudice Bridoye svela di usare i dadi per decidere i casi sottoposti al suo giudizio. Pantagruel, dovendo giudicare sull’operato del giudice, lo giustifica comprendendo che il ragionamento giuridico non è maggior garanzia di una tirata di dadi. Commentando il brano, Nordio conclude:

«Niente gioco dunque nei dadi di Bridoye. Soltanto una rassegnata consapevolezza dei limiti della nostra ragione, e dell’ampiezza dei nostri pregiudizi. Si tira la moneta non per divertimento, ma per calcolo: v’è almeno una probabilità su due di decidere giustamente. E non è una percentuale da poco.» (Anatole France, Crainquebille, 2002)

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