- Un nuovo intervento del potere giudiziario fa discutere gli Stati Uniti e, di riflesso, anche molti altri Paesi che hanno investito nella ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Inserito il 01 settembre 2010.
- Un nuovo intervento del potere giudiziario fa discutere gli Stati Uniti e, di riflesso, anche molti altri Paesi che hanno investito nella ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Inserito in Archivio Riformatori Liberali, Biopolitica0 Commenti
Inserito il 11 agosto 2010.
- Nella seduta della Camera dello scorso 29 luglio il Governo ha accolto un ordine del giorno presentato da Benedetto Della Vedova e Giuliano Cazzola in tema di prevenzione sanitaria e vaccini.
Inserito in Biopolitica, Economia e mercato0 Commenti
Inserito il 09 agosto 2010.
- Dopo la lettura dei due articoli (questo il primo e questo il secondo) che oggi Il Giornale dedica alle posizioni bioetiche dei finiani – con tanto di riferimenti alle dichiarazioni di Benedetto Della Vedova e a questo articolo di Carmelo Palma sul Secolo d’Italia – ci viene difficile non avere la bocca amara. Anzitutto, chi conosce la posizione personale di Vittorio Feltri su un tema così delicato come il fine-vita, accetta con rammarico che il direttore consenta che sul Giornale il tema sia trattato in termini così deteriori, quasi come strumento di denigrazione politica e di caccia agli untori libertari. Leggi tutto
Inserito in Archivio Evidenza, Biopolitica, Comunicati, Partiti e Stato10 Commenti
Inserito il 28 luglio 2010.
- Si va sempre più diffondendo una contrapposizione (assai ambigua, come cercheremo di provare) tra una laicità “positiva” e un laicismo esasperato e anti-religioso.
I padri e teorici di questa nuova sfida mi pare vadano riconosciuti in ambito ecclesiastico, a partire da Camillo Ruini, che inaugurò la nuova era dei rapporti tra Chiesa e politica durante i sedici anni di Presidenza della Cei, dal 1991 al 2007, a cavallo tra Prima e Seconda Repubblica.
Ruini fu indubbiamente abile nel cogliere al volo come la scomparsa di un partito di riferimento unico per i cattolici (la DC) costituisse non tanto un ostacolo alle intromissioni d’Oltre Tevere sulla scena politica, ma, al contrario, l’occasione per una nuova “politica dei due forni” di andreottiana memoria.
Ruini non tardò ad accorgersi della fine del ciclo politico che faceva della Balena bianca l’unico vero “partito cattolico” e, in alcuni casi, un “filtro laico” verso pressioni ritenute eccessive. Dai tempi, irripetibili, di De Gasperi a quelli dei Presidenti del Consiglio e della Repubblica democristiani, che apposero la loro firma tanto sulla legge Fortuna-Baslini del 1970 sul divorzio, quanto pochi anni dopo sulla 194.
Ruini, da grande politicante, colse al volo l’occasione che la Storia gli offriva, trovando disponibili e eccellenti servitori in entrambi i fronti politici. Nel centrodestra berlusconiano, ovviamente, ma pure in ampi settori del centro-sinistra.
Si rilevano ottima sponda per i giochi ruiniani non solo gli scontati Giovanardi, Buttiglione, Volontè, oltre allo stesso premier, ma – e qui sta la fortuna che aiuta gli audaci – in compagni di strada assai meno ovvi. Dal popperiano convertito sulla via di Palazzo Madama Pera, all’ex vicesegretario radicale Quagliariello, alla già pasionaria abortista Roccella a quello che possiamo considerare una sorta di padre spirituale di questa banda di “laici buoni”: quel Giuliano Ferrara che da maestro della realpolitik coniò la formula suggestiva e ubriacante degli “atei devoti”.
Ferrara si spinse più in la di tutti, arrivando a scrivere in un editoriale sul Foglio a proposito della vicenda di Eluana Englaro:
Questi che si dicono laici non son che relitti del vecchio familismo amorale degli italiani, specie quando recitano il coro vomitevole di papà Beppino e di una nichilistica libertà di coscienza per giustificare l’eliminazione di un disabile, un’esecuzione degna dei nazisti… E’ un orrore funesto assistere a questa immonda accademia, uno schifo senza speranza (Il Foglio – 9 febbraio 2009 sotto il sobrio e illuminante titolo “Che branco di mascalzoni questi gentiluomini che si dicono laici”).
E come scordare il roboante proclama dell’ex anticlericale Quagliariello che annuncia la morte di Eluana nell’aula del Senato con le parole “Eluana non è morta. Eluana è stata assassinata”? O l’immarcescibile Mantovano che dichiara: “È la prima condanna a morte in Italia dopo il 1948”? E ancora il celeste Formigoni: “L’Italia non poteva permettere che una persona fosse mandata a morte”?.
E a queste rilevanti premesse aggiungiamo la guerra alla RU486, i veti a ogni tipo di riconoscimento delle unioni di fatto, l’ambigua ed equivoca campagna “culturale” contro l’aborto coatto, condivisibilissima in sé ma presto trasformatasi, nelle mani della politica, in una guerriglia di posizione per disapplicare la legge 194, la difesa della verità cristiana come sola forma razionale di etica civile, e, last but not least, la campagna anti-darwinista a sostegno della tesi del “disegno intelligente”, che salva insieme la capra dell’evoluzionismo e il cavolo della Creazione. Il tutto all’insegna di una guerra serrata e ideologicamente feroce alla modernità, alla scienza e ai diritti individuali.
Fu Ignazio Silone a scrivere le seguenti parole:
Sarà bene sostituire la parola laico con la parola laicista poiché laicismo, appunto, è essenzialmente rivendicazione di autonomia, libertà e responsabilità della coscienza contro ogni dirigismo statale, chiesastico o di partito.
Se la laicità “buona” è quella che dissimula, dietro una maschera razionale, il potere di imporre con forza di legge verità confessionali (e buone solo per chi ci crede), occorre essere orgogliosamente laicisti, lasciando la laicità agli atei devoti, ai clericali d’assalto, ai terroristi delle scomuniche e ai chierici traditori .
p.s.: un doveroso ringraziamento va a Massimo Teodori e al suo Contro i Clericali, cui il sottoscritto ha ampiamente e un po’ spudoratamente attinto.
Inserito in Biopolitica, Partiti e Stato9 Commenti
Inserito il 14 luglio 2010.
- Nella terra di Marconi e di Galileo, finalmente Galan apre alla ricerca sugli Ogm. Ci piace la nettezza laica e pragmatica che ha ispirato il commento del ministro dell’Agricoltura alle misure decise ieri dalla Commissione Europea: “Per quanto riguarda la mia responsabilità – ha dichiarato – ho più volte affermato che nella terra di Galileo e Marconi ostacolare ricerca e sperimentazione sarebbe assurdo. E’ una posizione che respingo dal profondo dell’animo”. Bene, anzi benissimo.
Parole che pesano, una garanzia che il via libera deciso dall’Europa non diventerà l’ennesima guerra di religione anti-ogm nel nostro paese, in uno schema in cui “il progresso è un patto col diavolo, chi lo sostiene un bieco opportunista (magari “capitalista”), il buon senso un’eresia”. (Il rilancio della ricerca biotech per l’agricoltura italiana: una sfida per la crescita e l’innovazione – Le Bozze di Libertiamo, n.1, 17 giugno 2010)
Il ministro ha ragione da vendere, quando sostiene che gli Ogm sono un’opportunità economica perchè “da anni l’agricoltura italiana e’ in crisi. In nove anni i redditi delle aziende sono crollati del 36 per cento”.
Lo scrivevamo anche noi nella “Bozza” di Libertiamo, presentata lo scorso 17 giugno e dedicata alla ricerca ogm in campo aperto: dopo un nefasto decennio di stallo “ideologico”, è opportuno che l’Italia torni ad essere uno dei paesi “di frontiera” nel settore dell’innovazione agro-alimentare.
Inserito in Archivio Evidenza, Archivio Newsletter, Biopolitica, Economia e mercato2 Commenti
Inserito il 13 luglio 2010.
- Don Luigi Verzè è un vero homo berlusconianus. Ha un narcisismo elettrico, che agita un’intraprendenza spericolata e visionaria. Ha un ego smisurato e un super-ego indulgente, quindi un gusto forte ed esibito per l’allegria e per lo scandalo. Ha un senso molto “economico” e poco moralistico della convenienza. Se una cosa funziona e fa bene, va bene. Poche balle.
Ha poi un concetto molto lombardo del successo: uno è qualcuno se fa qualcosa. Come per Berlusconi, anche per Don Verzè essere sinceri e dire la verità non sono sinonimi. Entrambi, per essere se stessi, devono recitare la parte del proprio personaggio. Senza alcun understatement, ovviamente.
Nell’intervista rilasciata ieri a Claudio Sabelli Fioretti per La Stampa, don Verzè ha fatto di tutto – letteralmente di tutto – per apparire uno svitato ciarlatano. Ma non si è spostato di un passo dalla sua idea “cristiana” della medicina come complemento umano del disegno di salvezza e del progetto di Dio per l’uomo. La medicina predittiva e la trasparenza del genoma non espongono l’uomo al dominio delle macchine, al contrario pongono le macchine al servizio di Dio e dell’uomo. La speranza cammina, la Chiesa, con l’intendenza, seguirà.
C’è chi, con ragioni non disprezzabili, ritiene empia la confusione tra resurrezione e immortalità terrena, tra eternità e imperitura vecchiezza, tra Cristo e Matusalemme. Però, se anche don Verzè fosse un prete che ha venduto l’anima al diavolo della scienza positiva e ad un ottimismo ottusamente positivista, il San Raffaele rimane un monumento alla carità e all’intraprendenza cristiana. Lo è, per così dire, “oggettivamente”.
Che c’entra Berlusconi? C’entra nel senso che, in questa partita, pensiamo sia, in cuor suo, più dalla parte del suo amico imprenditore di Dio che dei chierici della bio-etica proibizionista. Invece, da qualche anno, dà i soldi al primo (tanti e benedetti, immaginiamo), ma ragione ai secondi.
Lo scriviamo oggi, senza alcun richiamo all’attualità, che vede il premier in altre faccende affancendato. Ma lo scriviamo perché, non da oggi, pensiamo che Berlusconi su questi temi sensibili avrebbe fatto meglio, molto meglio, a fare il matto come il suo amico Don Verzè, piuttosto che vestire i panni dell’indignazione codina, che non gli si confà e non gli dona.
Inserito in Biopolitica0 Commenti
Inserito il 30 giugno 2010.
- Promessa fatta, promessa mantenuta. Come annunciato da Mario Melazzini qualche settimana fa, lunedì 21 giugno si è svolta a Roma, davanti a Montecitorio, la manifestazione di protesta e sensibilizzazione dell’opinione pubblica in occasione della giornata mondiale per la Lotta alla Sclerosi laterale amiotrofica. Coordinata dall’Aisla e appoggiata da oltre quindici associazioni che si battono per i diritti dei disabili, hanno partecipato alla protesta oltre 250 persone, arrivate da tutta Italia, tra cui anche circa 50 malati di Sla, di cui molti in carrozzina, allettati o addirittura tracheostomizzati.
Inserito in Biopolitica0 Commenti
Inserito il 19 giugno 2010.
- “Lo stato vegetativo sia diagnosticato senza connotarlo con gli aggettivi di ‘persistente’ o ‘permanente’, ma indicando la causa che lo ha determinato e la sua durata”. Inoltre, quando una persona in stato vegetativo “raggiunge la stabilità clinica entrando in una fase di cronicità, deve essere considerata persona con ‘gravissima disabilità’ ”.
Sono state queste le parole chiave del Sottosegretario Eugenia Roccella al discorso di presentazione del documento del gruppo di lavoro sugli stati vegetativi e di minima coscienza istituito dal Ministero della Salute.
Inserito in BiopoliticaUn Commento
Inserito il 31 maggio 2010.
- “Sto per creare un essere vivente sintetico” (Maggio 2008) .
Una provocazione, un audace progetto, frutto di chissà quale ambizione creazionista: meglio definirla una promessa mantenuta, quella di Craig Venter, che, nel suo laboratorio di Rockville , è finalmente riuscito nell’impresa, a distanza di soli 2 anni dalla sua prima dichiarazione in merito. Leggi tutto
Inserito in Biopolitica0 Commenti
Inserito il 22 maggio 2010.
- Lo scorso 7 maggio si è tenuto a Roma il secondo seminario organizzato dall’Istituto Luigi Sturzo sulle “forme della laicità”. L’oggetto della discussione è stata la laicità nella bioetica, anche in rapporto alle issues biopolitiche che animano il confronto politico-parlamentare. Leggi tutto
Inserito in Archivio Multimedia, Biopolitica0 Commenti
Inserito il 22 maggio 2010.
- Nemmeno il tempo di chiudere le polemiche sulla Ru486, e fare un bilancio sui primi mesi di distribuzione in Italia della pillola abortiva, che già impazza un’altra polemica: quella sulla pillola dei ‘cinque giorni dopo’, chiamata EllaOne.
Al riguardo il 12 maggio il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha comunicato che è in atto una pausa di riflessione che durerà almeno fino all’emanazione del parere da parte del Consiglio Superiore della Sanità. “Ogni decisione sulla Ella One dell’Agenzia italiana del farmaco è stata sospesa, nella seduta del 23-24 marzo scorso, in attesa di acquisire il parere degli esperti della Commissione tecnico scientifica”, – ha annunciato lo stesso ministro rispondendo mercoledì scorso alla Camera ad una interrogazione di Luisa Capitanio Santolini dell’Udc.
Inserito in BiopoliticaUn Commento
Inserito il 15 maggio 2010.
Il 9 marzo scorso la Camera ha approvato all’unanimità la legge n. 38, sulle cure palliative e sulle terapie del dolore. Con 476 voti a favore e due astensioni, la normativa è passata con un accordo quasi totale tra maggioranza ed opposizione, dopo un iter non facile disseminato di accuse reciproche e ostruzionismo.
Inserito in Archivio Evidenza, Biopolitica, Comunicati0 Commenti
_________________________________
Altri video -- Multimedia -- Podcast -- iTunes
