La sicurezza energetica non è un argomento per autarchici. Il fatto che l’Italia dipenda da pochi stati per l’approvvigionamento delle fonti energetiche ha delle chiare implicazioni nella politica estera.
Inserito il 03 settembre 2010.
La sicurezza energetica non è un argomento per autarchici. Il fatto che l’Italia dipenda da pochi stati per l’approvvigionamento delle fonti energetiche ha delle chiare implicazioni nella politica estera.
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Inserito il 23 agosto 2010.
- Uno degli indiscutibili meriti di Carlo Petrini e di Slow Food è quello di aver conferito uno straordinario valore aggiunto al nostro agroalimentare di qualità. E non era affatto scontato: negli anni ’80 andare al ristorante significava scegliere, al massimo, se “andare a magnà il pesce a Fiumicino” (all’epoca vivevo a Roma), o “godersi” la novità dei fast food. L’irruzione nel mercato agroalimentare italiano della parola “sapore” in tutte le sue declinazioni regionali e locali ha cambiato radicalmente le cose, ha creato nuove domande e una nuova, straordinaria e diversificata offerta. Il sapore è uscito dalle case ed è diventato un nuovo prodotto commerciale, raggiungendo mercati inattesi e promettenti.
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Inserito il 19 agosto 2010.
- Alla fine, e dopo tanto chiasso il campo di granturco di Giorgio Fidenato ci dimostra ciò che volevasi dimostrare, e che ogni addetto ai lavori dotato di un briciolo di onestà intellettuale sapeva da tempo: la coesistenza tra colture Ogm e convenzionali è possibile, e la pretesa impossibilità di determinare a quale distanza dovrebbe mantenersi un campo Ogm da uno convenzionale per evitare rischi di contaminazione è solo un alibi ideologico ed antiscientifico per ostacolare e rimandare alle calende greche la possibilità, per gli agricoltori italiani, di avvalersi delle biotecnologie.
Le analisi sui prelievi effettuati dal Corpo Forestale dello Stato nell’ormai famoso campo di Vivaro, in provincia di Pordenone, e sui campi confinanti, compiute dall’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, hanno attestato che il mais seminato dal presidente di Agricoltori Federati è effettivamente Ogm, mentre quello dei terreni vicini non ha subito nessuna contaminazione.
E questo senza osservare nessuna distanza di sicurezza, ma semplicemente differenziando il periodo di semina, in modo che l’impollinazione avvenga in periodi differenti.
E’ un metodo (allo stesso modo si possono seminare varietà con cicli più precoci o tardivi) che non è stato inventato in Friuli, ma che viene consigliato dalla stessa UE, come precisa lo stesso Fidenato, che tiene a chiarire anche, giustamente, come sia profondamente scorretto parlare di contaminazione, ma che bisognerebbe, come fa l’Unione Europea, usare il termine “commistione”, dato che quest’ultima implica solo aspetti economici e non sanitari o ambientali.
Le distanze di sicurezza, quindi, si possono calcolare in giorni e non necessariamente in metri: infatti l’imposizione dell’obbligo di distanze di sicurezza esagerate rappresenta per molti un sistema arbitrario per dissuadere gli agricoltori dal seminare varietà transgeniche, dal momento che si vedrebbero costretti a sacrificare porzioni considerevoli delle loro colture. Vale la pena ricordare che il paese europeo più aperto agli Ogm, la Spagna di Zapatero, non prescrive l’obbligo di alcuna distanza di sicurezza tra colture Ogm e convenzionali.
Intanto, e non può far che piacere, alcuni incrollabili sistemi di certezze cominciano ad incrinarsi, come dimostra l’inattesa apertura alla ricerca in campo aperto sulle colture transgeniche da parte dell’assessore regionale all’agricoltura del Piemonte, il leghista Claudio Sacchetto.
Certo, la voglia di non contraddirsi e di non contraddire il vate Zaia prevale con effetti involontariamente umoristici, se è vero che l’iniziativa viene ufficialmente giustificata con l’intenzione di dimostrare scientificamente che gli Ogm non risolvono tutti i problemi.
Ma se anche l’assessore Sacchetto dovesse riuscire a dimostrare, evidenze alla mano, che gli Ogm non fanno ringiovanire né fanno piovere soldi dal cielo, il fatto che affermi di non poter ”restare sordo alla richiesta di alcune aziende agricole che rimarcano i benefici delle nuove tecnologie, come l’abbattimento dei costi e la diminuzione del ricorso ai fitofarmaci contro le malattie che colpiscono le colture tradizionali” fa sicuramente ben sperare.
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Inserito il 17 agosto 2010.
- L’incivile occupazione e devastazione del campo coltivato con mais OGM in Friuli della scorsa settimana ha avuto il merito – se così si può dire – di fare propaganda a una battaglia culturale e giuridica condotta dall’imprenditore agricolo e agronomo Giorgio Fidenato e dal movimento Libertario italiano relativa alla questione degli OGM, di cui Libertiamo si è già occupata qui e qui.
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Inserito il 17 agosto 2010.
- Qualche giorno fa ha circolato in rete un articolo del Corriere della Sera in cui si annunciava con la dovuta enfasi che l’energia solare fotovoltaica è divenuta economicamente più conveniente del nucleare.
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Inserito il 13 agosto 2010.
- Quando in Italia va in fiamme una foresta in Sardegna, in Calabria o in Sicilia, come accade spesso, è subito polemica. In Russia non sta andando a fuoco “una foresta”. Sta bruciando un continente intero. Il danno economico inflitto dagli incendi di agosto in Russia è stimato sui 15 miliardi di dollari. I morti sono già 50. I senzatetto si contano a migliaia. Eppure sia il premier Vladimir Putin che il presidente Dmitri Medvedev usano l’emergenza nazionale per farsi propaganda, come uomini indispensabili per risolvere la crisi. Leggi tutto
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Inserito il 12 agosto 2010.
- La miscela di superstizione, propaganda e ignoranza costituisce, da sempre, il brodo di coltura di ogni crociata che si rispetti. E quella anti-Ogm non sfugge alla regola.
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Inserito il 11 agosto 2010.
- Pubblicata su Il Foglio di mercoledì 11 agosto 2010 – Al direttore – Lunedì in Friuli alcuni no-globale hanno devastato un campo di mais in cui era stata seminata, in modica quantità e a scopo dimostrativo, una varietà Ogm. Luca Zaia ha subito elogiato l’azione violenta, che a suo modo di vedere avrebbe “ripristinato la legalità”. In un colpo solo il governatore del Veneto si è impicciato degli affari interni di un’altra regione (cosa sommamente anti federale che ha fatto inalberare più di un friulano) e ha offerto legittimità politica a iniziative squadriste (cosa che puzza di fascismo). In pieno agosto giocare a pallavolo in spiaggia è un ottimo antidoto alla dichiarazionite acuta di certi politici.
Piercamillo Falasca e Giordano Masini – Libertiamo.it
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Inserito il 10 agosto 2010.
- Sarebbe necessario ricordare che le parole hanno un significato ben preciso, e se non si è in grado di intenderlo, allora forse un aiutino può servire. Sarebbe il caso che Luca Zaia ricordasse che fornire copertura e legittimità ad azioni squadriste, soprattutto nella più desolante assenza di argomenti, da parte di esponenti delle istituzioni, puzza terribilmente di fascismo. Leggi tutto
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Inserito il 09 agosto 2010.
- L’ultima settimana di lavori parlamentari prima della pausa estiva sarà ricordata per la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare, Futuro e Libertà per l’Italia, e per il voto sulla mozione di sfiducia alla Camera sul nome del sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo, che ha visto l’astensione della neonata compagine parlamentare.
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Inserito il 30 luglio 2010.
- La vicenda della nomina di Umberto Veronesi alla guida dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare mostra quanto la sostanza, nelle politiche del governo (ma si potrebbe dire tranquillamente nella politica italiana tout court) si sia allontanata drammaticamente dalla forma e di quanto quest’ultima prenda inesorabilmente, in ogni occasione, il sopravvento sulla prima, lasciando solo spazio per diatribe ideologiche attorno ad un guscio vuoto.
Il dibattito sul ritorno al nucleare, la gestione politica di cui una strategia energetica di questa portata ha inevitabilmente bisogno, hanno lasciato spazio – in assenza di un ministro che di queste cose si possa occupare a tempo pieno – al tentativo strumentale della maggioranza di evidenziare le contraddizioni dell’opposizione, giochetto riuscito più che bene a giudicare dalla puerile reazione del segretario del PD all’ipotesi di nomina dell’oncologo alla guida dell’agenzia.
La nomina dell’ottimo Umberto Veronesi poteva e doveva essere una scelta autenticamente bipartisan, ispirata dall’idea di unire più che di dividere, e finalizzata all’obbiettivo di marginalizzare le posizioni più ideologicamente radicali, una nomina che doveva avere lo scopo di rassicurare l’opinione pubblica della scelta nucleare, non di radicalizzare lo scontro politico. E se il PD ha torto da vendere, la maggioranza non ha ragione: senza una strategia politica e, forse, senza la reale intenzione di far seguire alle parole i fatti, cioè affrontare con serietà la questione nucleare, percorrendo una per una e in tempi certi tutte le tappe necessarie, a che pro avazanzare l’ipotesi Veronesi? Ecco che una buona candidatura è stata ridotta a bomba (nucleare, passeteci la battuta – ndr) lanciata nel campo avverso.
Da parte sua, Veronesi ha parlato e spiegato la sua posizione e paradossalmente sembra essere l’unico che in questa storia si è messo in gioco con serietà, rischiando di pagarne il prezzo politico più alto: la lettera che, insieme a tante personalità del mondo scientifico e accademico, ha inviato ai dirigenti del PD per invitarli a riconsiderare sotto una luce più realistica la questione nucleare ha avuto nel centrosinistra un effetto dirompente, più della stessa ipotesi di affidargli la guida dell’agenzia. Ha ispirato dubbi, ha incrinato certezze, e lo ha fatto dove più conta, tra gli elettori più che tra i dirigenti. Di fronte a tutto ciò un governo serio e giustamente riconoscente avrebbe potuto e dovuto, oltre che affidargli un titolo di prestigio, evitare di lasciare vacante per mesi la poltrona da cui dipende la gestione e l’operatività del dossier nucleare: la seggiola di ministro.
L’agenzia (che tra l’altro è di nomina governativa) senza un ministro serve a ben poco. Altrimenti ci si potrà continuare a beare dello spettacolo grottesco che su tutto ciò stanno dando i dirigenti del PD, ma lo si potrà fare da un pulpito dal quale è piuttosto difficile e rischioso mettersi a far la morale agli altri. Il governo potrebbe aver deciso che la montagna nucleare debba, come massimo risultato, partorire il topolino dell’imbarazzo di Bersani. A noi, e allo stesso Veronesi, potrebbe non restare altro da fare se non guardare impotenti come l’energia torni ad essere materia di scontro ideologico, scontro nel quale purtroppo già si intuisce chi saranno i vincitori e i vinti.
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Inserito il 29 luglio 2010.
- Si è aperta a Milano la raccolta delle firme per cinque referendum sulla qualità dell’ambiente e della vita.
Per garantire ai suoi cittadini standard di salute e di vita adeguati ad una metropoli moderna ed europea, Milano ha bisogno di rivoluzionare i sistemi dei trasporti, dell’energia e del verde. Il percorso di trasformazione urbana che era stato inizialmente avviato con la giunta Moratti si è arenato a causa della miopia dei partiti e dei veti degli interessi particolari.
Gli studi scientifici più recenti hanno accertato che se venissero adottate misure coraggiose necessarie per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, guadagneremmo un anno e mezzo di vita a testa, eviteremmo 1.000 morti all’anno e ci ammaleremmo di meno. Soprattutto i bambini, gli anziani e le fasce più deboli e a più basso reddito ne avrebbero un beneficio immediato. Leggi tutto
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