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Stop (temporaneo?) alla ricerca sugli embrioni negli States

Stop (temporaneo?) alla ricerca sugli embrioni negli States

- Un nuovo intervento del potere giudiziario fa discutere gli Stati Uniti e, di riflesso, anche molti altri Paesi che hanno investito nella ricerca sulle cellule staminali embrionali.

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Non solo Ground Zero, l’Islam globale nell’Italia profonda

Non solo Ground Zero, l’Islam globale nell’Italia profonda

- La recente controversia sulla cosiddetta “moschea di Ground Zero” offre una importante occasione di riflessione per analizzare anche lo stato dell’arte del dibattito sull’ Islam in Italia ed in Europa.

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Milano e Gomorra. Perché il centrodestra fa male a non ascoltare Saviano

Milano e Gomorra. Perché il centrodestra fa male a non ascoltare Saviano

- Roberto Saviano, in una intervista rilasciata a Vanity Fair, ha affermato che la Lega Nord non avrebbe fatto abbastanza, nel corso degli ultimi anni, per impedire alla ‘ndrangheta di ramificarsi in Lombardia. Non si è fatta attendere la risposta del Carroccio. Mario Borghezio ha definito demenziali le parole di Saviano, ricordando che il suo movimento si era battuto ferocemente contro il “soggiorno obbligato” al nord per i condannati per mafia. Chi ha ragione? Purtroppo hanno ragione entrambi. Leggi tutto

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Ma lasciamo che Eluana viva nel ricordo dei suoi cari

Ma lasciamo che Eluana viva nel ricordo dei suoi cari

Ma lasciamo che Eluana viva nel ricordo dei suoi cari
Forse sarebbe bene che la memoria di Eluana fosse lasciata vivere nel ricordo intimo di quanti l’hanno amata e accudita per tanti anni e a cui lei ora manca come a nessun altro: la sua mamma e il suo papà. Forse questo, però, non è (ancora) possibile.
Silvio Berlusconi ha espresso oggi il suo rammarico per non aver potuto evitare la morte di Eluana. Ma non era questo in gioco un anno fa! Il decreto, con cui l’esecutivo voleva impedire una decisione assunta nel rispetto della legge e della Costituzione, avrebbe stabilito il potere ultimo e assoluto dello Stato (del Governo) sulla vita delle persone.
La decisione della famiglia – quella di sospendere i trattamenti di alimentazione e idratazione forzata – ha certamente diviso l’opinione pubblica e spaccato il paese. Ma ben pochi dei contrari divennero “colpevolisti”, al punto di accusare il padre di avere “ammazzato” Eluana.  Era controverso, nell’opinione dei più, come sarebbe stato giusto che la famiglia decidesse. Ma non che toccasse ad essa, e non al Governo o al Parlamento, decidere. Questa diffidenza contro le eccessive pretese dello Stato nel dettare le scelte di cura dei cittadini continuano a essere confermate in tutte le rilevazioni demoscopiche e costituiscono un fattore di profonda e salutare unità culturale del paese.
Anche per questo, sarebbe un errore grave, a mio avviso, pensare di consumare ora, per via legislativa, una “rivincita” della politica su quei giudici, su quella mamma e su quel papà.
La vicenda di Eluana, con il suo carico drammatico di interrogativi, dovrebbe invece insegnarci, come ha scritto di recente il cattolico Vittorio Possenti, che «non tutti gli imperativi morali debbano essere tradotti in norme giuridiche vincolanti» e «lo Stato non può esigere un diritto assoluto di continuare ad esistere».
Non credo che il Pdl risponderebbe alla sua missione di libertà, di partito europeo dei liberali e dei moderati che si rivolge a tutti gli italiani, facendosi paladino di una visione “monoetica”, politicamente massimalista e giuridicamente fragile sul fine vita.
Del resto, a meno di due mesi dalla morte di Eluana, il presidente Berlusconi ebbe a dire di non ritenere che l’esecutivo dovesse farsi carico del “caso Englaro”. Poi le cose cambiarono e anche il premier venne trascinato in una lotta senza speranza e ragionevolezza, di cui purtroppo la legge sul fine vita attualmente in discussione alla Camera conserva tracce profonde e indelebili. Noi preferiamo ancorarci a quelle parole, che sono assai più sagge di quel che ne è seguito.

- di Benedetto Della Vedova, da Ffwebmagazine.it -

Forse sarebbe bene che la memoria di Eluana fosse lasciata vivere nel ricordo intimo di quanti l’hanno amata e accudita per tanti anni e a cui lei ora manca come a nessun altro: la sua mamma e il suo papà. Forse questo, però, non è (ancora) possibile.

Silvio Berlusconi ha espresso oggi il suo rammarico per non aver potuto evitare la morte di Eluana. Ma non era questo in gioco un anno fa! Il decreto, con cui l’esecutivo voleva impedire una decisione assunta nel rispetto della legge e della Costituzione, avrebbe stabilito il potere ultimo e assoluto dello Stato (del Governo) sulla vita delle persone. Leggi tutto

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Con Ichino, per un lavoro meno rigido e meno anarchico

Con Ichino, per un lavoro meno rigido e meno anarchico

Con Ichino, per un lavoro meno rigido e meno anarchico
di Carmelo Palma da FFwebmagazine http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art=4174&Cat=1&I=../immagini/Foto G-K/giolav_int.gif&IdTipo=0&TitoloBlocco=L’Analisi&Codi_Cate_Arti=38
All’esecutivo in carica, complice lo squagliamento dell’opposizione, sui più scottanti dossier economico-sociali sta riuscendo la quadratura del cerchio. La maggioranza riesce ad apparire, a un tempo, governo affidabile e opposizione persuasiva, forza responsabile e avanguardia profetica. Amministra lo status quo, ma se ne distingue. Governa la routine e annuncia ogni giorno la rivoluzione. Promette la Gerusalemme fiscale e si attarda in una traversata del deserto fatta di lenti e impercettibili passi. Denuncia un welfare “selvaggio” e discriminatorio e lo conserva pressoché intatto.
C’è anche una singolare ed efficace divisione del lavoro in questa “organizzazione di impresa”, con alcuni ministri (su tutti, Brunetta) impegnati a tenere accesa la fiamma della visione originaria, e altri (su tutti, Tremonti) a fare macchina indietro, a dichiarare solido e invulnerabile un sistema (di norme, rapporti sociali, convenzioni e “cultura”) che, fino a poco tempo fa, l’intero centrodestra dichiarava malsano e ingiusto.
Lo status quo è tanto arcigno quanto velenoso e chi, spinto dalla generosità riformista, ci mette le mani – come le maggioranze berlusconiane hanno già sperimentato sulle pensioni e sull’art.18 – rischia di finire elettoralmente avvelenato. E qualcuno ci è addirittura morto, come i professori Biagi e D’Antona, visto che in Italia anche il terrorismo è “conservatore”.
Sfidare lo status quo è un problema, ma il fatto è che lo status quo è comunque un problema per il paese anche quando non si mostra elettoralmente problematico. E l’exit strategy da questo conservatorismo dei fatti e riformismo delle parole dovrebbe comunque essere “la” priorità per un partito che vuole “rialzare” l’Italia e non sprimacciarle il cuscino.
Ieri Pietro Ichino, nella sua “Lettera sul lavoro” pubblicata dal Corriere della Sera, ha riproposto il tema dello squilibrio nel sistema di garanzie e della frattura generazionale che separa i padri, coperti dalla tutela reale dell’art. 18 o comunque normalmente inquadrati con contratti di lavoro “standard”, dai loro figli condannati a pagare per intero il prezzo della necessaria flessibilità “di sistema”. Ichino ha spiegato molto bene la situazione dei giovani di 20 e i 30 anni, costretti a districarsi tra finti contratti di stage, lavori a progetto senza progetto, lavori autonomi senza autonomia, e contratti a termine più o meno intermediati da società o cooperative di somministrazione o di gestione di servizi appaltati all’esterno. Il loro problema non è solo loro. E – ci permettiamo di aggiungere – non è solo colpa di “padroni” che preferiscono fare un appalto di servizi piuttosto che un contratto di lavoro, o utilizzare impropriamente istituti di ogni tipo (dal lavoro a progetto, a quello a partita Iva) pur di non avere dipendenti o di averne il meno possibile.
Le parole di Ichino sono non lontane parenti di quelle con cui il ministro Brunetta ha tentato di lanciare qualche sasso nello stagno di una politica, che sul tema ha ancora troppi complessi e troppi tabù. A questo punto, però, occorre forse raccogliere qualcuna di queste idee, e usarla non solo per attizzare gli spiriti, ma per aggiustare un mercato del lavoro insieme rigido e anarchico, che scava voragini di sfiducia e di paura sotto i piedi delle nuove generazioni.

di Carmelo Palma da FFwebmagazine.it

All’esecutivo in carica, complice lo squagliamento dell’opposizione, sui più scottanti dossier economico-sociali sta riuscendo la quadratura del cerchio. La maggioranza riesce ad apparire, a un tempo, governo affidabile e opposizione persuasiva, forza responsabile e avanguardia profetica. Amministra lo status quo, ma se ne distingue. Governa la routine e annuncia ogni giorno la rivoluzione. Promette la Gerusalemme fiscale e si attarda in una traversata del deserto fatta di lenti e impercettibili passi. Denuncia un welfare “selvaggio” e discriminatorio e lo conserva pressoché intatto. Leggi tutto

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Crisi: Della Vedova, Bene no di Berlusconi e Brown a protezionismo

Crisi: Della Vedova, Bene no di Berlusconi e Brown a protezionismo

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:

Come sempre in presenza di una crisi economica torna la tentazione di ricorrere al protezionismo per rassicurare i cittadini che si sta combattendo per difendere l’economia nazionale.  Al di là della demagogia, però, la chiusura dei mercati Leggi tutto

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Eluana: Della Vedova, Se n’è andata in pace, rispettata la sua volontà

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:

La sorte o la provvidenza hanno risparmiato ad Eluana, alla famiglia e agli italiani le immagini devastanti di una donna morente sequestrata dai carabinieri, che avrebbero scortato medici cui veniva, per legge, imposto di accanirsi su un corpo inanimato da 17 anni.

La lezione civile e morale che Beppino Englaro ha impartito ad un paese, che comunque stava dalla sua parte, è quella di avere saputo combattere per la libertà e il diritto, anche contro chi gli rimproverava di non avere agito nell’ombra, come troppo spesso accade e non deve più accadere.
Eluana, dopo un calvario clinico e giudiziario di 17 anni, se n’è andata in pace secondo la sua volontà, tenacemente e fino in fondo rispettata dalla sua famiglia, contro il tentativo dello stato di sequestrare anche quel che rimaneva della sua esistenza biologica.

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Luci, ombre ed idiozie del disegno di legge sul federalismo fiscale

Luci, ombre ed idiozie del disegno di legge sul federalismo fiscale

di Piercamillo Falasca – da L’Occidentale di venerdì 23 gennaio 2009 (Titolo originario: Ora la Lega si prepara ad incassare il dividendo per le Europee)

Ieri (giovedì 22 gennaio, ndr) il Senato ha approvato il disegno di legge delega sul cosiddetto federalismo fiscale. Politicamente parlando, la Lega ha realizzato un capolavoro: ha evitato che la crisi economica insabbiasse il progetto, ha tenuto insieme la maggioranza, ha ottenuto l’astensione del Pd concedendo ai democratici alcuni emendamenti. Continua su Epistemes.org

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Auto: Utili sostegni a ricerca e sul fronte del credito, sbagliata rottamazione

Auto: Utili sostegni a ricerca e sul fronte del credito, sbagliata rottamazione

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl

Il Governo ha molte ragioni per guardare con apprensione ai destini del mercato dell’auto, che pesa per il 7% sul Pil nazionale e bene ha fatto oggi Berlusconi a preannunciare un intervento dell’esecutivo.
A partire dagli Stati Uniti, quella degli aiuti settoriali sembra essere una strada obbligata, che molti governi stanno tenacemente perseguendo. Per parte mia ritengo che abbia senso un sostegno, anche finanziario, sul versante della ricerca e dello sviluppo, che favorisca l’aggiornamento sia di processo che di prodotto; non penso invece che un sostegno diretto alla domanda attraverso la cosiddetta “rottamazione” possa rappresentare una soluzione, né che, nel medio periodo, essa sia necessariamente destinata a favorire i produttori italiani. L’altro versante su cui penso invece che il Governo debba impegnarsi è quello del credito, per impedire che il comparto automobilistico (come altri settori produttivi) sia soffocato dalla crisi di fiducia e reso incapace di rispondere alle difficoltà con nuove strategie di sviluppo.
Insomma: all’auto servono misure che possono e devono essere estendibili a tutti i settori produttivi. Non servono “eccezioni” complicate, gravose e discriminatorie.

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“Federalismo e Mezzogiorno: opportunità o rischio?”

“Federalismo e Mezzogiorno: opportunità o rischio?”

Domani, venerdi 23 gennaio alle ore 16,30, a Napoli in Via Chiatamone 63, presso l’Istituto di Cultura Meridionale, Benedetto Della Vedova interverrà al convegno di presentazione del volume “Come il federalismo fiscale può aiutare il Mezzogiorno” di Piercamillo Falasca e Carlo Lottieri. Saranno presenti gli autori.

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“Con Israele, per la libertà, contro il terrorismo”

Quest’oggi, dalle 18.30 in piazza Montecitorio, Benedetto Della Vedova e i Riformatori Liberali parteciperanno alla manifestazione “Con Israele, per la libertà, contro il terrorismo”, organizzata dall’Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele:

Per la prima volta, dall’interno del Parlamento – e da una organizzazione costituita da componenti di tutti i gruppi parlamentari – prende le mosse una manifestazione di piazza, alla quale invitiamo caldamente i cittadini, sulla parola d’ordine: Infatti, lungo il confine di Israele passa una frontiera che è anche la nostra: quella che separa la democrazia dalla violenza, la libertà dall’intolleranza. Leggi tutto

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