Articoli di P.Annicchino

Ricorso alla piazza o ricorso al decreto? Noi liberali, e non Di Pietro, dovremmo opporci al decreto

Ricorso alla piazza o ricorso al decreto? Noi liberali, e non Di Pietro, dovremmo opporci al decreto

- Probabilmente, pubblicamente, non saranno in molti ad ammetterlo. Sono però sicuro del fatto che molti fra i frequentatori abituali di queste pagine lo hanno pensato. Sabato bisognerebbe scendere in piazza contro il decreto “salva-liste”. Certo, direte, la disciplina di partito richiederebbe altro. Ma se distaccate lo sguardo e provate a pensare oltre il contingente, la decisione di scendere in piazza potrebbe apparire saggia proprio per chi ha a cuore le idee liberali, la loro tenuta, il loro destino. C’e’ del valore intrinseco nei conflitti e nelle situazioni di conflitto. Lo scontro, il confronto e anche – perché no – il corpo a corpo della piazza. Ma ci sono soprattutto dei principi da difendere. Leggi tutto

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Sul crocifisso il ricorso europeo dell’Italia è stato ammesso, non accolto. Viva la Santa Ignoranza

Sul crocifisso il ricorso europeo dell’Italia è stato ammesso, non accolto. Viva la Santa Ignoranza

- Il fido Gasparri gongola, l’ avvocato Gelmini esulta. Quagliariello e L’Occidentale? Irrecuperabili. Nel commentare la decisione che ha ammesso il rinvio alla Grande Camera del ricorso dell’Italia contro la sentenza Lautsi (c.d. sentenza crocifisso) del novembre scorso, gli osservanti del rito conformista non hanno fatto mancare tutto il loro fervore. Leggi tutto

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E se sul Sud avessero ragione i vescovi?

E se sul Sud avessero ragione i vescovi?

- Se l’Italietta era piccolo-borghese, fascista, democristiana, provinciale e ai margini della storia, allo stesso tempo, per Pasolini, era stata capace di esprimere un mondo contadino che della marginalità faceva la sua forza e che “il centro” non era ancora riuscito ad assimilare. Pasolini rintracciava in quel mondo, poi andato perduto, quello che restava di una civiltà precedente. Un’antropologia differente. Oggi di quel mondo non restano che poche tracce. Il documento presentato ieri dalla Conferenza Episcopale italiana (Per un Paese solidale. Chiesa italiana e mezzogiorno) passa in rassegna i problemi del Mezzogiorno, che molto di quel mondo ha rappresentato, denunciando duramente il malaffare, i legami fra politica e criminalità organizzata, le inadeguatezze della classe politica meridionale.

Non usano giri di parole i vescovi. E’ bene lasciar parlare le loro parole. Potrebbe essere difficile per alcuni lettori di Libertiamo, che spesso non condividono le prese di posizione dell’episcopato italiano, ma prestiamo attenzione.

Nessuno sconto per il fallimento delle riforme istituzionali: “Il cambiamento istituzionale provocato dall’elezione diretta dei sindaci, dei presidenti delle provincie e delle regioni, non ha scardinato meccanismi perversi o semplicemente malsani nell’amministrazione della cosa pubblica, né ha prodotto quei benefici che una democrazia più diretta nella gestione del territorio avrebbe auspicato.(p. 4)”, il rischio di questa deriva appare dunque quello di trasformare il Sud in un “collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo” (p.4).

Torna, nelle parole dei vescovi, il riferimento a quel mondo antico cui Pasolini ha spesso fatto riferimento: “Su questo terreno arcaico ha fatto irruzione la modernità avanzata che, paradossalmente, ha potenziato quegli antichi germi innestandovi la nuova mentalità, segnata dall’individualismo e dal nichilismo. L’assorbimento acritico di modelli comportamentali diffusi dai processi mediatici si è accompagnato al mantenimento di forme tradizionali di socializzazione, di falsa onorabilità e di omertà diffusa. In questo modo, una società che non aveva attraversato i processi della modernità si è trovata a superare tali prospettive senza averle assimilate in profondità (p.5)”. Sono passati solo pochi giorni dalle continue notizie delle escort baresi o dai “dollar party” delle lolite della “Napoli bene”. Il centro sta risucchiando la periferia.

“Mi dai un bacio sulla bocca in cambio di un dollaro?”, “Ora ti spiego, mamma. Troppo figa. All’ingresso del locale venivano distribuiti ai maschi dei soldi, ma finti, e solo per giocare”. Giocare? “Sì, uffa, fammi continuare!!! È la gara! Allora, durante la serata i ragazzi vengono da noi e propongono: se mi dai un bacio ti do questo soldo (finto eh!) in cambio”. E’ il centro che risucchia tutto e lo spara nel tubo catodico.

Le donne combattono fra una maternità “svilita” (p.5), e le solite difficoltà del mondo del lavoro: “Analisi aggiornate attribuiscono alle donne posizioni di marcato svantaggio nel superamento della disoccupazione e dell’inattività, con il risultato di vedersi riconosciuti meno diritti ed inferiori opportunità” (p.5).

Oltre alle mutazioni antropologiche non mancano i problemi di sistema. Il federalismo appare quindi da intendersi come connesso al principio di solidarietà perché “se la sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la sussidiarietà scade nell’assistenzialismo” (p. 6). La criminalità organizzata è sempre più protagonista: “manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando così l’intero territorio nazionale” (p.7). Certo non tutto è negativo.
 “Il Sud, pur in mezzo a difficoltà economiche, continua, per ora, ad avere un tasso di natalità superiore alla media nazionale. Questa preziosa risorsa esprime fiducia verso il futuro ed è la prima concreta attuazione della speranza nell’accoglienza della vita (…)” (p. 11), ma resta fondamentale insistere sulla scuola e sulla formazione di nuove classe dirigenti (p.14).

Quanti di voi riuscirebbero a dissentire?
Nel complesso un documento molto forte che sceglie esplicitamente di non addentrarsi nei tecnicismi. Quello che i vescovi chiedono è una politica per il Mezzogiorno. Quella Politica che il leghismo, resosi non solo ideologia ma anche filosofia politica concreta, ha finito sostanzialmente per derubricare dalle priorità del Paese.

Il mondo contadino di Pasolini non esiste più. E non sappiamo se il Progresso ne ha portato uno migliore. Quello che è certo è che “gli uomini e le donne del sud non possono attendere da altri ciò che dipende (anche) da loro” (p. 2).
Mentre anche il secolare è stato secolarizzato, il documento dei vescovi è un invito a combattere il “rilassamento morale”, contro “l’indurimento del cuore”. Da accogliere.

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Non mettiamo il burqa all’Islam

Non mettiamo il burqa all’Islam

- Ferve in molti Paesi la discussione sul “velo” islamico. I musulmani sono numerosi ed il dibattito sull’Islam è ingombrante, foriero di sicuri conflitti. Se il dibattito sul “velo” ha portato ad interventi statali che lo hanno interdetto nella scuola pubblica (Svizzera, Francia) ed ai funzionari pubblici (Svizzera, Germania), la questione del “velo integrale” ripropone, in tutta la sua problematicità, la questione del rapporto fra l’Europa e l’Islam. Leggi tutto

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La Russia, i diritti, il petrolio

La Russia, i diritti, il petrolio

- Quando gli esperti hanno dato un’occhiata alle ultime statistiche provenienti da Strasburgo erano davvero in pochi a pensare che potesse accadere quello che è successo il 15 gennaio. Troppi i casi pendenti contro la Russia e quindi nessun interesse alla ratifica del protocollo che prevede sostanziali novità procedurali per la Corte europea dei diritti dell’uomo da parte di Mosca.
Eppure al termine di una lunga disputa con il Consiglio d’Europa e ad un mese dalla conferenza di Interlaken, che discuterà delle possibili riforme del sistema europeo di protezione dei diritti, il Cremlino mette la parola fine ad una vicenda che durava dal lontano 2004. Leggi tutto

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Gratitudine per i ragazzi d’Iran, vergogna per l’apatia politica nostrana

Gratitudine per i ragazzi d’Iran, vergogna per l’apatia politica nostrana

- Quando lo scorso mese di Aprile ho partecipato al Geneva Summit for Human Rights ho incontrato molti giovani iraniani, con alcuni sono rimasto in contatto. Ma, in questi “giorni d’Iran”, nessuno è raggiungibile su Skype. Messenger funziona a stento. Non parliamo del telefono.
Dice  Farah Diba, moglie dell’ultimo shah di Persia: “Quello che oggi colpisce profondamente è assistere al coraggio degli iraniani, degli uomini, delle donne,  soprattutto di molti giovani. Il coraggio di scendere in piazza, di manifestare, pacificamente il proprio dissenso nonostante i pericoli, le continue minacce. Ne sono convinta, saranno loro a cambiare il paese”. Leggi tutto

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Pedofilia e Chiesa Cattolica: un breve rapporto

Pedofilia e Chiesa Cattolica: un breve rapporto

- L’immagine di Benedetto XVI aggredito e barcollante è un segno dei tempi. Tempi difficili per la Chiesa Cattolica. Non è facile parlarne, tantomeno scriverne, e per tanti anni è stata la stessa Chiesa a non volerlo fare. Lasciamo da parte la crisi delle vocazioni e la secolarizzazione rampante dell’Europa. E’ la patata bollente della pedofilia ad esser ormai esplosa: non può esser più sottovalutata.
In primis, per coloro che hanno subito delle violenze, poi anche per la Chiesa stessa. Sono due i fronti più caldi di questa triste vicenda: l’Irlanda e gli Stati Uniti. Leggi tutto

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Islam e diritto: la necessaria durezza delle corti giudiziarie

Islam e diritto: la necessaria durezza delle corti giudiziarie

- Robert Cover è autore poco conosciuto, ma di grande importanza. Ampia parte della sua riflessione scientifica è dedicata ai conflitti che riguardano il proliferare dei differenti gruppi religiosi e culturali all’interno degli ordinamenti giuridici dei diversi paesi. Secondo Cover la pluralità dei “significati” prodotti da queste comunità viene spesso a scontrarsi con la logica dell’autorità dello Stato. Per diminuire l’incidenza di tali conflitti sulla società e per evitare la saturazione degli spazi normativi è necessario che le corti intervengano per chiarire quali sono i “significati giuridici” destinati a rimanere in vita. Secondo Cover non è sempre la legge prodotta dall’autorità dello Stato ad essere intrinsecamente superiore rispetto ai significati giuridici prodotti dagli altri gruppi. Leggi tutto

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Contrordine compagni: Obama non è un messia, ma un presidente che arranca

Contrordine compagni: Obama non è un messia, ma un presidente che arranca

- Oggi ad Oslo sarà consegnato ad Obama il Premio Nobel per la pace. Due eventi possono essere utili più di qualsiasi analisi teorica a spiegare il mio rifiuto per l’Obamismo, quello strano misto di perbenismo e di attesa messianica del redentore politico.

1. Londra, 6 novembre 2008. Obama è stato eletto da poco. L’appuntamento settimanale è con la lezione di Philippe Sands, barrister di grido della famosissima Matrix Chamber, protagonista davanti a molte altre giurisdizioni internazionali (ICJ, ICSID). Non solo. Philippe Sands è anche autore di due bestseller: Lawless World e Torture Team.In modo dettagliato e preciso ha svelato i misfatti delle amministrazioni Bush e Blair. Leggi tutto

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Islam, dopo il referendum svizzero è tempo di una politica religiosa

Islam, dopo il referendum svizzero è tempo di una politica religiosa

- “A shocking result”. Con queste parole Alan Fisher corrispondente per Al Jazeera dall’Europa ha accolto l’esito del referendum che si è tenuto ieri in Svizzera ed ha decretato il divieto di costruzione di minareti sul suolo svizzero. Tariq Ramadan intervistato oggi da Repubblica ha utilizzato la stessa espressione. A nulla sono serviti gli appelli del Governo e di importanti personalità pubbliche, il popolo svizzero ha deciso ed il 57,5 per cento è contrario alla costruzione dei minareti. La stessa assemblea federale aveva ufficialmente invitato a votare contro. La vicenda è nota e sarebbe superfluo per una rivista come Libertiamo, che cerca di comprendere e di proporre, ribadirne i fatti. Gli interessati possono rifarsi al dossier di Le Temps o della Tribune de Geneve. Leggi tutto

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Gheddafi, Gesù e i silenzi degli écrivains identitari

Gheddafi, Gesù e i silenzi degli écrivains identitari

- E due. Al dittatore beduino non basta una volta sola. Anche ieri sera il colonnello Gheddafi, dopo accordi debitamente presi con una agenzia di hostess, ha gigioneggiato davanti ad altre duecento ragazze.  Le cronache raccontano di ragazze raccolte a semicerchio intorno a lui durante l’incontro della prima sera mentre il beduino dava lezione di Islam. Convertitevi! Questo ha detto alle ragazze chiamate a raccolta. Ma non solo. Il tiranno teologo  si è anche profuso in dotte disquisizioni teologiche. A suo dire “Voi credete che Gesù è stato crocifisso ma non lo è stato, lo ha preso Dio in cielo. Hanno crocifisso uno che assomigliava a lui”. E giù ancora con l’invito alla conversione. In questi tempi di polemiche sul crocifisso, per una rilettura della crocifissione ci si sarebbe aspettati una reazione indignata. Leggi tutto

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Principi non negoziabili: la libertà di Wilders vale quella di tutti

Principi non negoziabili: la libertà di Wilders vale quella di tutti

- Quando il 10 febbraio la UK Border Agency decise di trattenerlo all’aeroporto di Heatrow e di rimetterlo su di un aereo direzione Amsterdam non ci furono moltissime critiche. Descritto spesso come un estremista di destra per i suoi attacchi contro l’Islam, Geert Wilders è ormai un personaggio pubblico conosciuto non solo dagli addetti ai lavori. Autore del film Fitna , Wilders è il favorito in vista delle prossime elezioni generali olandesi previste per gennaio 2010. In quei giorni Geert Wilders sarà anche giudicato dalla giustizia olandese sull’accusa di “istigazione alla discriminazione e all’odio”. Leggi tutto

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Obama e Dalai Lama. La guerra culturale delle due Americhe

Obama e Dalai Lama. La guerra culturale delle due Americhe

- Una città illuminata sopra la collina. Era questa l’immagine che i padri fondatori avevano in mente quando, fuggendo da un’Europa che faceva del confessionismo di stato filosofia ispiratrice e teologia politica, provarono a fondare un nuovo ordine politico radicato nelle libertà dell’uomo, ma anche nella tradizione e nella consapevolezza della storicità dell’esperienza umana.  Tra tutte, quella di religione era vista come la libertà più importante. First Freedom. I padri costituenti decisero di fissare nel primo emendamento costituzionale le ragioni di quella scelta. Certo ci sono voluti anni di evoluzioni interpretative, di discriminazioni e persecuzioni patite dalle minoranze religiose, di cattolici spesso non visti di buonissimo occhio, ma nel dna dell’esperienza americana era iscritta la scelta tutta politica della necessaria libertà del cittadino davanti al suo Dio. Nessuno stato avrebbe potuto interferire. Un mercato delle religioni, capaci di sopravvivere alla dura competizione solo per il loro zelo ed il loro rispondere ai bisogni dei credenti senza nessuna stampella offerta dai poteri pubblici. La storia ha confermato la bontà di quella geniale intuizione. Leggi tutto

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Patriottismo costituzionale, fede nel diritto e pluralismo religioso

Patriottismo costituzionale, fede nel diritto e pluralismo religioso

- La tematica del patriottismo costituzionale o, per citare un famoso libro del Prof. Sanford Levinson, della “Fede costituzionale” agita da un po’ di tempo le acque del dibattito pubblico. Il sottile tessuto sociale capace di tenere insieme gruppi ed individui diversi (economicamente, religiosamente, politicamente) è giorno dopo giorno sottoposto agli strattoni di una società dove la frantumazione della solidarietà civica è sempre più evidente.
Sofia Ventura ha già elencato nel suo intervento per Libertiamo i problemi che il nostro Paese si trova ad affrontare su tutti questi piani tentando di individuare possibili soluzioni. Leggi tutto

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