Inserito il 23 febbraio 2010. Tags: cittadinanza, Grecia, immigrazione
- Il sito di analisi economiche e demografiche “A Fistful of Euros” segnala che il governo greco, oltre a tentare di gestire la crisi fiscale, intende introdurre una nuova legge sull’immigrazione, i cui termini sono interessanti anche per il nostro paese. In particolare, la nuova legge greca consentirebbe ai figli di immigrati di richiedere la cittadinanza, sotto la duplice condizione che i genitori abbiano vissuto legalmente in Grecia per almeno dieci anni e il figlio abbia almeno tre anni di frequenza scolastica. Secondo le stime, circa 250.000 tra bambini e giovani figli di immigrati potrebbero acquisire per questa via la cittadinanza greca.
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Inserito il 22 febbraio 2010. Tags: previdenza, riforme, Seminerio, welfare
- Nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha scritto una lettera al Foglio per segnalare le evidenze dell’ultimo Sustainability Report 2009 sulla spesa pensionistica, elaborato dalla Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Commissione europea. Secondo tale rapporto, che misura il gap di sostenibilità, cioè di quanto dovrebbe aumentare l’avanzo primario di ogni paese per porre in equilibrio la spesa pensionistica, l’Italia si collocherebbe ampiamente sotto la media europea.
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Inserito il 15 febbraio 2010. Tags: Berlusconi, Seminerio, Unione Europea, welfare
- Nei giorni scorsi, in occasione del Consiglio europeo straordinario, il presidente del consiglio ha affermato di avere posto il problema del peso eccessivo delle pensioni sui conti pubblici dei paesi europei. Circostanza ed affermazione piuttosto irrituali, poiché la gestione dei sistemi previdenziali e della spesa da essi prodotta non pare rientrare tra le attuali prerogative dell’Unione europea. Soprattutto, una frase che appare in contrasto con la presa di posizione del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha più volte dichiarato che l’Italia, a differenza di altri (la Spagna, ad esempio), avrebbe già messo in sicurezza i propri conti previdenziali, e che ha in seguito precisato che l’intervento di Berlusconi in sede europea “non era riferito all’Italia”.
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Inserito il 12 febbraio 2010. Tags: crisi, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo, salvataggio, Seminerio
- di Mario Seminerio da Il Secolo d’Italia di venerdì 12 febbraio 2010 – La turbolenza delle ultime settimane sui mercati finanziari, con il forte aumento dei rendimenti sui titoli pubblici e del premio richiesto per assicurarsi in caso di default sovrano della Grecia, ha innescato un prevedibile effetto di contagio su scala europea. La Commissione europea ha approvato il piano di consolidamento fiscale del governo ellenico, ma la cosa non ha tranquillizzato i mercati, che continuano a ritenere la Grecia incapace di raggiungere l’obiettivo. Da Atene, la tensione si è estesa anche al Portogallo, dove il governo di minoranza del socialista José Socrates potrebbe essere costretto a dimettersi per l’impossibilità a far passare la stretta fiscale necessaria alla riduzione del deficit. Anche la Spagna e l’Irlanda sono tornate sotto i riflettori, per analoghe considerazioni. Leggi tutto
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Inserito il 08 febbraio 2010. Tags: crescita, Grecia, riforme economiche, Spagna, Unione Europea
- La turbolenza di queste settimane sui mercati finanziari, con il forte aumento dei rendimenti sui titoli pubblici e del premio richiesto per assicurarsi in caso di default sovrano della Grecia, ha innescato un prevedibile effetto di contagio, esteso a Portogallo e Spagna. L’approvazione, da parte della Commissione europea, del piano greco di consolidamento fiscale, non ha tranquillizzato i mercati, che continuano a ritenere il paese ellenico incapace di raggiungere l’obiettivo. La tensione si è in seguito estesa anche al Portogallo, dove il governo di minoranza del socialista José Socrates potrebbe essere costretto a dimettersi per l’impossibilità a far passare le misure di stretta fiscale necessarie alla riduzione del deficit. Anche la Spagna è tornata sotto i riflettori, per analoghe considerazioni.
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Inserito il 25 gennaio 2010. Tags: banche, democratici, Obama, repubblicani, sanità, Stati Uniti
- All’indomani della storica sconfitta democratica in Massachusetts (ma dallo staff della Casa Bianca giurano che non c’è legame), Barack Obama ha annunciato di voler fare la faccia feroce contro le banche, bloccandone il gigantismo e tentando addirittura di ridimensionarle. L’annuncio, come nello stile obamiano, è stato particolarmente eclatante sul piano della retorica e degli effetti speciali, ma il rischio è che si fermi a quelli. Tentiamo di analizzarne i motivi, sul piano tecnico e politico. Come vedremo, i due piani risulteranno inestricabilmente connessi.
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Inserito il 18 gennaio 2010. Tags: Berlusconi, Fisco, liberalizzazioni, Tremonti
- Ora che ci siamo lasciati alle spalle (molto più rapidamente che in passato) l’ennesima suggestione di una riduzione della pressione fiscale, è opportuno compiere alcune riflessioni su questo tema carsico, che ipnotizza gli italiani da ormai oltre un quindicennio. Il dato ormai acquisito è che questa maggioranza di centrodestra non ha il “coraggio” per procedere alle riforme di cui il paese necessita, preferendo di gran lunga la gestione di una quotidianità fatta di interventi al margine, come quello assolutamente necessitato (nel breve termine) dell’estensione della cassa integrazione, presentati come epocali e determinanti per la sopravvivenza del paese.
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Inserito il 07 gennaio 2010. Tags: economia, L'anno che vorrei nell'anno che verrà, riforme, Seminerio
- In quest’anno appena iniziato è verosimile non attendersi cambiamenti epocali, per l’Italia. Siamo all’ennesima ripetizione di schemi e scenari già visti, con marginali variazioni sul tema, negli ultimi tre lustri o giù di lì, dalla morte apparente della cosiddetta Prima Repubblica. Sul piano delle riforme, dopo l’occasione persa nel 2006, quando il referendum confermativo bocciò la riforma del centrodestra, siamo all’eterno ritorno di bicamerali, assemblee costituenti, commissioni e patti assortiti, dove ognuno assegna un significato diverso al termine riforme.
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Inserito il 04 gennaio 2010. Tags: Brunetta, liberalizzazioni, riforme, sindacato
- Dell’intervista di Renato Brunetta a Fausto Carioti è rimasto l’abituale frastuono delle ondate di sdegno, questa volta contro l’affermazione del ministro riguardo l’articolo 1 della Costituzione. A noi non è chiaro perché la frase “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” non significhi nulla. Il significato resta, una volta attualizzato nel senso di sfrondarlo della connotazione classista che poteva originariamente avere. “Lavoro” è quello dei dipendenti, degli autonomi, dei professionisti, degli imprenditori. L’articolo 1 è, o dovrebbe essere, una sorta di “vetrina” della Carta.
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Inserito il 21 dicembre 2009. Tags: disoccupazione, liberalizzazioni, occupazione, riforme
- La rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro, pubblicata dall’Istat lo scorso 17 dicembre, ha evidenziato che nel terzo trimestre il numero di occupati si è ridotto su base annua di 508.000 unità, il 2,2 per cento, con un calo destagionalizzato dello 0,5 per cento sul secondo trimestre. In occasione della pubblicazione dei dati trimestrali, Istat ha rivisto anche la stima mensile del dato di disoccupazione, portandola dall’8 all’8,2 per cento. Come spesso accade ad ogni pubblicazione di questo dato, abbiamo assistito all’abituale rincorsa alla dichiarazione da parte di ministri ed esponenti della maggioranza, per i quali il tasso di disoccupazione italiano sarebbe conferma della migliore condizione della nostra economia rispetto a quella dei paesi con i quali ci confrontiamo. Una lettura più attenta del comunicato Istat, oltre che della serie storica relativa alle forze di lavoro avrebbe evitato manifestazioni di autocompiacimento che sono in larga misura fuori luogo.
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Inserito il 11 dicembre 2009. Tags: crisi, Fisco, Grecia, Irlanda, Italia, liberalizzazioni, Seminerio, tasse
- Mercoledì il governo irlandese ha presentato la manovra di bilancio per il 2010 del paese europeo finora più colpito dalla crisi finanziaria globale. E’ utile analizzare da vicino gli interventi previsti dal governo di Dublino perché il prossimo anno si presenta come particolarmente impegnativo per i governi, che dovranno tentare di recuperare un sentiero di disciplina fiscale in un contesto di crescita economica che, pur se in ripresa, non appare particolarmente vigorosa, e renderà quindi tutto più difficile.
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Inserito il 09 dicembre 2009. Tags: BCE, economia, Mercato, PdL, populismo
- Al crescere della complessità e della varietà degli stati del mondo, la classe politica si trova a disagio nella capacità di risposta alle problematiche, intesa sia come efficacia ed efficienza nella elaborazione di politiche pubbliche, sia come comunicazione ai cittadini delle azioni intraprese e da intraprendere. Di fronte alla frustrazione rispetto all’incapacità a gestire situazioni complesse, è forte la tentazione di rifugiarsi nel populismo e nelle delegittimazione delle tecnostrutture. Il caso paradigmatico è quello della cultura di governo e della comunicazione espresse dal centrodestra italiano, da sempre incline ad additare alla pubblica esecrazione l’azione di agenzie di regolazione e di tecnostrutture che occasionalmente si trovino ad ostacolare l’adozione di misure ritenute necessarie almeno a lenire l’ansia di breve termine.
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Inserito il 30 novembre 2009. Tags: debito pubblico, Dubai, euro, mercati finanziari, Seminerio
- Nei giorni scorsi Simon Johnson, ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale, ha evidenziato l’apparentemente strana correlazione tra i timori di crisi sistemica suscitati dal crescente rischio di insolvenza di una entità finanziaria del Dubai a controllo pubblico e il rischio di credito percepito su alcuni stati sovrani particolarmente colpiti dalla crisi finanziaria globale, come l’Irlanda. Cosa c’entra la verde Dublino con le sabbie del Golfo?
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Inserito il 26 novembre 2009. Tags: Berlusconi, Fisco, liberalizzazioni, riforme economiche, Tremonti
- E così, ieri abbiamo appreso che in Finanziaria non ci saranno tagli all’Irpef né all’Irap. Né ci sarà l’introduzione della cedolare secca sugli affitti, neppure nella forma gradualista, cioè limitata ai nuovi contratti. La vulgata mediatica dirà che hanno vinto i “rigoristi” sugli “sviluppisti”, e questa immagine è perfetta per un paese che si ostina a non fare i compiti a casa, preferendo copiare dal compagno di banco. Le cose stanno in termini diversi. Leggi tutto
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