Articoli di G.Papperini

Finito il ‘Basso Impero’, o il Medioevo oppure il Rinascimento

Finito il ‘Basso Impero’, o il Medioevo oppure il Rinascimento

Al di là delle apparenze nominalistiche i 7/8 “Paesi più industrializzati” sono nei fatti, o si comportano nei fatti, o sono percepiti nei fatti, o è opportuno che lo siano, come veri e propri “Imperi”. A lungo si è discusso tra i padri costituenti americani se denominare “Impero” o meno la nuova realtà statuale che si andava formando : vedi l’originaria idea di un “Impero federale” di Benjamin Franklin.

Leggi tutto

Inserito in Il mondo e noi, Partiti e Stato0 Comments

La Patria è una convenzione (ma le convenzioni sono cose serie)

La Patria è una convenzione (ma le convenzioni sono cose serie)

- Se anche – come qualcuno sostiene – il tempo fosse una dimensione convenzionale dello spazio, a maggior ragione gli uomini sognerebbero “viaggi istantanei”, che consentano loro di cambiare luogo senza movimento di tempo, e di cambiare tempo senza movimento di luogo. Le convenzioni sono cose molto serie e strutturano la nostra vita e il nostro rapporto con le cose del mondo. Per questo eccitano le nostre fantasie. Il “teletrasporto” e la “macchina del tempo” sono fantasie che resistono alla realtà di una convenzione considerata a volte troppo oppressiva e limitante.  Leggi tutto

Inserito in Capitale umano, Il mondo e noi4 Comments

Con gli stranieri si comunica anche col tatto e le ‘giuste distanze’: attenti, perfino il premier le sbaglia!

Con gli stranieri si comunica anche col tatto e le ‘giuste distanze’: attenti, perfino il premier le sbaglia!

- Estate, tempo di vacanze , di nuove conoscenze anche tra persone di diversa nazionalità. Aumentano le occasioni di contatti fisici ravvicinati con persone con usi e costumi molto diversi da quelli ai quali siamo abituati e con essi i rischi di equivoci, di “gaffe”, con il conseguente pericolo di rimediare qualche ceffone o qualche male parola, oppure di incrinare un rapporto di amicizia o conoscenza appena accennato.

Leggi tutto

Inserito in Capitale umano1 Comment

Immigrazione ‘programmata’: le miserie del Gosplan ministeriale

Immigrazione ‘programmata’: le miserie del Gosplan ministeriale

- Gli effetti collaterali negativi derivanti da un arrivo casuale sul territorio di gruppi etnici di diversa provenienza, sono, in genere, minori rispetto a quelli derivanti da una maldestra “manipolazione” umana delle componenti etniche di una nazione. Sia nel senso della conservazione ed incremento della “purezza etnica”, se si ritiene, a torto,  che ad un incremento della purezza debba corrispondere un incremento dell’eticità pubblica e della coesione sociale.  Sia nel senso della creazione a tavolino di uno stato multietnico e multiculturale, non derivante da casuali e contingenti flussi di immigrazione da offerta e da domanda, quanto invece da programmazioni di tipo prevalentemente politico/burocratico, che somigliano ai “piani quinquennali” sovietici. Leggi tutto

Inserito in Capitale umano3 Comments

Perché gli stranieri non possono fare i dipendenti pubblici?

Perché gli stranieri non possono fare i dipendenti pubblici?

- La concomitanza di tre fattori: la globalizzazione, la multietnicità di fatto e la devastante azione dissacratoria della “funzione pubblica” da parte di funzionari inetti, spreconi o corrotti rende ormai illogica  l’esclusione dalle cariche dirigenziali pubbliche di chi non sia in possesso della cittadinanza italiana. Leggi tutto

Inserito in Diritto e giustizia1 Comment

Il domestico sì, ma il capo straniero no. ‘Questa’ immigrazione la vogliamo noi

Il domestico sì, ma il capo straniero no. ‘Questa’ immigrazione la vogliamo noi

- In Italia, la resistenza ad accogliere personale qualificato proveniente dall’estero è di gran lunga superiore a quella verso il personale non qualificato. Un domestico straniero, passi. Ma non un dirigente, un capocantiere, un quadro intermedio, insomma un “superiore” straniero. Leggi tutto

Inserito in Capitale umano, Economia e mercato9 Comments

Gli alibi di un Paese che non crede più nell’istruzione e nel lavoro. Intervista a Federico Fubini

Gli alibi di un Paese che non crede più nell’istruzione e nel lavoro. Intervista a Federico Fubini

- Ognuno di noi si sarà reso conto di come non sia semplice addebitare ad una persona le sue responsabilità. Qualcuno le ammette. I più non le accettano con lealtà, cercano di scaricarle su altri o di negarle sfacciatamente.
In politica, purtroppo, questa “prassi”  è molto diffusa . Spetta denunciarla agli opinion maker più consapevoli del ruolo di narratori e interpreti della realtà. Proprio su alcuni dei vizi, delle ipocrisie e degli alibi nazionali più diffusi ho chiesto l’opinione del giornalista economico del Corriere della Sera Federico Fubini. Leggi tutto

Inserito in Il mondo e noi1 Comment

Anche l’immigrazione è ‘movimento’

Anche l’immigrazione è ‘movimento’

- La vita delle persone e delle nazioni è un processo in continua evoluzione e non un dato statico.

La maggior parte delle persone ritiene che molti dei conflitti che attraversano attualmente le nostre società derivino da una contrapposizione tra i fautori della globalizzazione e i difensori del “localismo”. In realtà non esistono i “bianchi” ed i “neri”, i “nomadi” e gli “stanziali” come entità definite per sempre ed in maniera assolutamente distinta: la vita degli esseri umani non è un  dato statico ma un “processo” in continua evoluzione.

Leggi tutto

Inserito in Capitale umano4 Comments

Il nazionalismo fa male all’economia e distrugge risorse umane

Il nazionalismo fa male all’economia e distrugge risorse umane

- Da il “Il Testamento” di T.G.Ševčenko

“Se io muoio, mi interrino
Sull’alta collina
Fra la steppa della mia
Bella Ucraina.
Che si vedano i campi,
Il Dniepr con le rive,
Che si oda il muggito
Del fiume stizzito…”

Leggi tutto

Inserito in Capitale umano, Il mondo e noi6 Comments

Nè arroccamenti nè buonismo, per governare l’immigrazione servono risorse

Nè arroccamenti nè buonismo, per governare l’immigrazione servono risorse

- Ho l’impressione che negli ultimi decenni  la classe politica italiana abbia riprodotto, anche in tema di immigrazione, la solita contrapposizione tra “buonisti” e “rigoristi”, oscillando sul piano delle policies tra svolte “aperturiste” (come la Legge Martelli) e frenate, appunto, “rigoriste” (come la Legge Bossi-Fini). Sempre, tuttavia, evitando di affrontare il problema in maniera soddisfacente, e senza prevedere finanziamenti  adeguati e politiche di attuazione serie, con risorse vere, che sono altro dalle elargizioni distribuite a pioggia a questa o quell’ “associazione” compiacente.

Leggi tutto

Inserito in Capitale umano, Il mondo e noi2 Comments

Quando ha senso dire: “il lavoro agli Italiani!”

Quando ha senso dire: “il lavoro agli Italiani!”

- Chi auspica che gli Italiani si facciano largo, contro gli stranieri, nel mercato del lavoro nazionale è considerato nella migliore delle ipotesi un protezionista, se non un razzista. In realtà potrebbe esprimere una posizione liberista, non puramente difensiva, ma onestamente competitiva, auspicando che gli Italiani si dimostrino all’altezza delle sfide del mercato del lavoro.

In un’economia di mercato i “posti”, dipendenti od autonomi, non legati a logiche assistenzialistiche e/o di voti di scambio, vengono distribuiti sulla base dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Solo parzialmente tale incontro si basa su logiche di massima riduzione delle pretese salariali. Fattori di maggior peso sono, ad esempio, la flessibilità e la produttività del lavoro.

Leggi tutto

Inserito in Capitale umano2 Comments

La parità etnica e di genere non si impone, purtroppo, per legge

La parità etnica e di genere non si impone, purtroppo, per legge

- Ho la netta sensazione che l’imposizione di regole in tema di parità di genere e la “proibizione” della discriminazione basata sull’origine etnica portino a risultati opposti, se si eccede nel formalismo giuridico-sociale. Chiunque si dichiari favorevole alla meritocrazia non ha (o dovrebbe avere)  remore nel valutare una persona per quello che è , indipendentemente dal sesso o dalle tendenze sessuali, dal colore della pelle o dalla etnia di origine. La situazione diventa più complessa quando però si passa dai rapporti personali, all’interno della coppia o all’interno delle aziende, ai rapporti all’interno della società nel suo complesso. E’ possibile che il comportamento sociale sia spesso legittimamente ispirato da un “pregiudizio” individuale. Anche chi non teorizza la discriminazione, può finire per discriminare, anche inconsapevolmente, persone di cui istintivamente non si fida e non è sempre possibile rimediare a queste dinamiche con una norma di diritto positivo. Leggi tutto

Inserito in Capitale umano22 Comments

_______________________Pubblicità__ Habitare medica

_________________________________


Festa Tricolore

You Tube

Altri video -- Multimedia -- Podcast -- iTunes

Community -
Login with Facebook:
Gli ultimi visitatori

Rassegna stampa Archivio RL Archivio Generazione