Articoli di B.Della Vedova

Lavoro: Sinistra schiava dell’ipocrisia, rigidità pagata da giovani

Lavoro: Sinistra schiava dell’ipocrisia, rigidità pagata da giovani

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

La norma sull’arbitrato in materia di licenziamenti individuali può essere discussa. Ma non può essere rappresentata per quello che non è da una sinistra politica e sindacale schiava dell’ipocrisia, che finge di non comprendere che la rigidità è interamente pagata dagli outsider del mercato del lavoro (giovani, precari, sotto-occupati e lavoratori in nero) e che la chiave della riforma è quella di distribuire in maniera più equa le garanzie.
Occorre che, anche a sinistra, si ammetta con sincerità che la tutela reale del posto di lavoro, così come l’abbiamo conosciuta dagli anni 70, non è più una tutela, ma un costo per i lavoratori e che quanti ogni volta si stracciano le vesti impediscono di correggere e migliorare un mercato del lavoro insopportabilmente duale.

Inserito in Comunicati, Diritto e giustizia, Economia e mercato1 Comment

Il futuro è in tavola

Il futuro è in tavola

- di Benedetto Della Vedova, da Libero di martedì 3 marzo 2010 – Con il via libera alla coltivazione sul suolo europeo della patata ogm Amflora e di alcune varietà di mais finora proibite, la Commissione Europea ha archiviato l’antistorica moratoria sugli ogm che durava dal 1998. Il putiferio che ne è seguito, in tutto il Vecchio Continente e soprattutto nella tetragona Italia, deve apparire molto curioso agli occhi del resto del mondo.

Nel corso del 2009, nel continente americano, in Asia ed in Sudafrica, circa 130 milioni di ettari sono stati destinati alle coltivazioni ogm: dieci volte l’intera superficie agricola italiana. E la tendenza è quella di una continua crescita. Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Più Azzurro, Più Verde16 Comments

Il PdL riconosca le ragioni dello “sciopero degli stranieri”

Il PdL riconosca le ragioni dello “sciopero degli stranieri”

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Il PdL farebbe bene a guardare con attenzione alle ragioni che hanno portato alla convocazione del primo “sciopero nazionale degli stranieri”, in nome di milioni di non italiani che vivono e lavorano in Italia e chiedono riconoscimento sociale e rispetto civile.
Il principale partito di governo deve dimostrare il massimo del rigore sia nelle politiche di sicurezza sia nelle strategie di integrazione e non può appiattirsi sulla demagogia genericamente anti-immigratoria della Lega. Nessuna grande forza politica popolare europea, del resto, ha una piattaforma leghista sull’immigrazione. Non sarebbe responsabile dichiarare “sgraditi” gli stranieri, anche quando sono necessari, né denunciare che sono troppi anche quando, come in molti settori, sono manifestamente pochi rispetto alle esigenze del sistema produttivo.

Inserito in Capitale umano, Comunicati, Economia e mercato2 Comments

Libertà e opportunità, una stagione di riforme che ci salvi dal declino

Libertà e opportunità, una stagione di riforme che ci salvi dal declino

- Si è ieri conclusa a Milano la tre giorni de “I seminari di Libertiamo” a cui il Secolo d’Italia – che ringraziamo sentitamente – ha dedicato parte del suo inserto domenicale. Ripubblichiamo il pezzo di apertura dell’inserto di Benedetto Della Vedova, dedicato ai temi della tavola rotonda “Placata la bufera, torniamo al libero mercato”, che si è tenuta sabato mattina al Teatro Parenti con la partecipazione – tra gli altri – del Presidente della Camera Gianfranco Fini, del Direttore Generale di Confindustria Giampaolo Galli, di Luigi Zingales, docente di Economia all’Università di Chicago e dell’ex ministro Antonio Martino. Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Comunicati, Economia e mercato1 Comment

Fastweb: Della Vedova, Tutelare operatività azienda e interessi azionisti

Fastweb: Della Vedova, Tutelare operatività azienda e interessi azionisti

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Fastweb è una società quotata in borsa che rappresenta una storia di innovazione e di apertura concorrenziale in un mercato cruciale per il futuro del paese come quello delle tlc. Non a caso è stata oggetto di recente di uno dei più significativi e rari investimenti esteri nel nostro paese.

Non è in discussione la necessità di accertare e punire eventuali  comportamenti illeciti di chi abbia avuto responsabilità nell’azienda in passato, ma, anche in considerazione dei tempi della giustizia italiana, c’è da augurarsi che la vicenda giudiziaria di queste ore venga gestita con la necessaria prudenza, al fine di non compromettere il ruolo e la posizione di Fastweb sul mercato delle tlc e gli interessi di tutti i suoi dipendenti, collaboratori e azionisti.

Roma, 23 febbraio 2010

Inserito in Comunicati, Economia e mercato0 Comments

Emendamento di Virgilio su idratazione non cambia nulla, norma rimane incostituzionale

Emendamento di Virgilio su idratazione non cambia nulla, norma rimane incostituzionale

Biotestamento: Della Vedova, Emendamento su idratazione non cambia nulla, norma rimane incostituzionale
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL
Va dato atto all’On. Di Virgilio di cercare di migliorare il testo sul fine vita, ma l’emendamento proposto dal relatore su idratazione e alimentazione artificiale, approvato oggi in Commissione Affari sociali, non cambia in nulla la disciplina prevista dal testo Calabrò.
La norma è in sé del tutto pleonastica, perché quando una qualunque cura non può essere “assimilata” dal paziente non solo può, ma deve essere interrotta, configurando altrimenti un caso di scuola di accanimento terapeutico, a cui qualunque medico si deve sottrarre oggi e si dovrà sottrarre domani, quale che sia la legge sul fine vita che verrà votata. Rispetto all’idratazione e all’alimentazione, come a qualunque altro trattamento, si pone un problema di consenso quando la cura è almeno teoricamente proporzionata rispetto ad una finalità terapeutica, ma, nondimeno, non può essere imposta contro la volontà di chi viene ad essa sottoposto.
Infine l’emendamento, che conferma l’esclusione dalle Dat di idratazione e alimentazione artificiale, con ciò rendendo questo passaggio normativo fragilissimo e esposto all’elevato rischio di incostituzionalità, non affronta però il nodo cruciale della responsabilità della decisione rispetto ai pazienti incapaci, non riconoscendo alcun valore alle Dat e non prevedendo nessun ruolo né per i medici, né per i familiari, né per i rappresentanti legali dei pazienti.
Roma, 23 febbraio 2010
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL
Va dato atto all’On. Di Virgilio di cercare di migliorare il testo sul fine vita, ma l’emendamento proposto dal relatore su idratazione e alimentazione artificiale, approvato oggi in Commissione Affari sociali, non cambia in nulla la disciplina prevista dal testo Calabrò.
La norma è in sé del tutto pleonastica, perché quando una qualunque cura non può essere “assimilata” dal paziente non solo può, ma deve essere interrotta, configurando altrimenti un caso di scuola di accanimento terapeutico, a cui qualunque medico si deve sottrarre oggi e si dovrà sottrarre domani, quale che sia la legge sul fine vita che verrà votata. Rispetto all’idratazione e all’alimentazione, come a qualunque altro trattamento, si pone un problema di consenso quando la cura è almeno teoricamente proporzionata rispetto ad una finalità terapeutica, ma, nondimeno, non può essere imposta contro la volontà di chi viene ad essa sottoposto.
Infine l’emendamento, che conferma l’esclusione dalle Dat di idratazione e alimentazione artificiale, con ciò rendendo questo passaggio normativo fragilissimo e esposto all’elevato rischio di incostituzionalità, non affronta però il nodo cruciale della responsabilità della decisione rispetto ai pazienti incapaci, non riconoscendo alcun valore alle Dat e non prevedendo nessun ruolo né per i medici, né per i familiari, né per i rappresentanti legali dei pazienti.
Roma, 23 febbraio 2010

Inserito in Comunicati0 Comments

Serve intervento sulle tasse, problema è bassa crescita

Serve intervento sulle tasse, problema è bassa crescita

Un programma di riforme sul fisco, le pensioni e la spesa sociale, per impedire che, uscita dalla crisi, l’economia italiana torni a crescere meno di quella dei concorrenti internazionali. Questo è il senso della proposta che Benedetto Della Vedova rilancia oggi in un’intervista a Il Giornale, presentando il convegno sull’economia, organizzato nell’ambito dell’iniziativa “I seminari di Libertiamo”, che si terrà nella mattina di sabato 27 febbraio a Milano con il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Della Vedova riconosce al Ministro Tremonti il merito di avere “rispedito al mittente le richieste di maggiore spesa pubblica”, ma ritiene che vada immediatamente affrontato “il grande problema della crescita ridotta”. “Sulle tasse ci vuole un intervento incisivo, oppure è meglio lasciare perdere” dice Della Vedova, che aggiunge: “Credo che sia necessario  abbassare le aliquote per allargare la base imponibile, con un patto esplicito coi cittadini: diminuisco l’incentivo ad evadere (le aliquote troppo alte) ma chiedo maggiore fedeltà ai contribuenti. Altrimenti si torna come prima.” E sul debito pubblico rilancia l’idea di “valorizzare gli asset patrimoniali pubblici” perché non è possibile contenere il debito facendo ricorso agli avanzi di bilancio e nella sostanza al consolidamento della pressione fiscale.

Sulle pensioni Della Vedova rilancia la proposta dell’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne nel privato (così si possono risparmiare otto miliardi in otto anni) e più in generale una riflessione non solo sull’equilibrio dei conti previdenziali, ma sul livello assoluto della spesa e sulla sua equità generazionale. Infine sulla sanità, il deputato del PdL chiede l’adozione del “benchmark lombardo” e del suo modello misto pubblico-privato, perché “non bisogna togliere sanità ma recuperare efficienza”.

Inserito in Comunicati, Economia e mercato1 Comment

Della Vedova, Spero in incontro del Dalai Lama con Berlusconi

Della Vedova, Spero in incontro del Dalai Lama con Berlusconi

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

In una sola occasione, nel 1994, un Presidente del Consiglio italiano incontrò ufficialmente il Dalai Lama. Era Silvio Berlusconi, all’inizio della sua prima esperienza di governo. Spero che in questa legislatura l’ incontro possa ripetersi, e che l’Italia possa così ribadire il sostegno alla causa dell’autonomia tibetana e più in generale a quello della democratizzazione della Cina.

Spero che l’esecutivo, alla prima occasione utile, possa dare riscontro ad una sensibilità che le camere hanno più volte dimostrato, anche in questa legislatura, con l’incontro tra il Dalai Lama e il Presidente della Camera Gianfranco Fini, sostenuto in modo bipartisan dall’assoluta maggioranza dei parlamentari.

Come ha dimostrato oggi Obama, e come prima di lui hanno dimostrato George Bush e Angela Merkel, l’amicizia con la Cina non può significare collaborare all’isolamento politico del Dalai Lama.

Inserito in Comunicati, Il mondo e noi1 Comment

Centrodestra e Chiesa, c’è un’ambiguità

Centrodestra e Chiesa, c’è un’ambiguità

- da il Secolo d’Italia del 13 febbraio 2010 – Non mi ha mai appassionato lo scontro politico laici-cattolici, né tra gli schieramenti né al loro interno. Non ho mai pensato che la religione debba essere confinata entro le mura domestiche e non “invadere” lo spazio pubblico. Al contrario, e spesso in controtendenza, ho salutato come un dato di laicità la stagione ruiniana dell’interventismo diretto della Chiesa fin nei dettagli della politica italiana: il confronto a viso aperto nell’agorà, che implica l’essere soggetto ma anche oggetto di critica e di polemica, fa crescere la discussione pubblica, a differenza del lavorio di corridoio. Non deve e non può “fare paura” una Chiesa che parla a voce alta di ciò che le sta più a cuore e si sottopone così alla valutazione pubblica di fedeli e di non fedeli.

La politica, questo sì, non può e non deve venire meno alla autonomia che le è propria in un regime democratico costituzionale come il nostro, dove il Governo e la Legge hanno la missione inclusiva di consentire a tutti di potervisi riconoscere.
Questo vale ad esempio sulle cosiddette questioni eticamente sensibili, dove invece, a mio avviso almeno, nel centrodestra si scivola troppo spesso sulla china della subalternità al pensiero forte delle gerarchie.
E questo è tanto più visibile, sempre a mio avviso, quanto più, il centrodestra manifesta invece la più completa ed intransigente autonomia di pensiero e di iniziativa politica sul tema dell’immigrazione.

Ieri, ad esempio, il più autorevole Ministro del governo Berlusconi sosteneva che in Piemonte ci vorrebbero “più Tav e meno immigrati”, nel giorno in cui un documento ufficiale della Santa Sede ribadiva il “contributo positivo alla società” assicurato dagli immigrati. E ancora, si legge nel documento del Pontificio Consiglio: la Chiesa “deve aprire le braccia a tutti i migranti, qualunque sia la loro età, il loro credo o convinzione” e deve fare di più, anche in campo mediatico, “per sottolineare il contributo positivo dei migranti alla società”.

Qualcuno potrebbe obiettare che, in fondo, su temi come la famiglia o il fine vita la Chiesa “pretenda” mentre sugli immigrati si limiti a “predicare”. Io penso che le cose vadano viste in modo diverso e ritengo debba essere valorizzata l’autonomia che il centrodestra sa mettere in campo rispetto alle gerarchie quando in gioco ci sono la propaganda e la politica rispetto agli immigrati. E lo dico anche se penso che su questo tema la Chiesa spesso suggerisca una via più liberale e lungimirante, nell’interesse di un paese che non può costruire un futuro solido cavalcando le emozioni e le paure, nemmeno quando queste siano diffuse e abbiano giustificazioni sociali. Ecco il punto: il dialogo laici-cattolici, se lo vogliamo chiamare così,  va fondato sulla necessità di un fecondo confronto argomentativo con le posizioni della Chiesa e non sul riceverle “ex Cathedra”.

Inserito in Capitale umano, Partiti e Stato2 Comments

Ma lasciamo che Eluana viva nel ricordo dei suoi cari

Ma lasciamo che Eluana viva nel ricordo dei suoi cari

Ma lasciamo che Eluana viva nel ricordo dei suoi cari
Forse sarebbe bene che la memoria di Eluana fosse lasciata vivere nel ricordo intimo di quanti l’hanno amata e accudita per tanti anni e a cui lei ora manca come a nessun altro: la sua mamma e il suo papà. Forse questo, però, non è (ancora) possibile.
Silvio Berlusconi ha espresso oggi il suo rammarico per non aver potuto evitare la morte di Eluana. Ma non era questo in gioco un anno fa! Il decreto, con cui l’esecutivo voleva impedire una decisione assunta nel rispetto della legge e della Costituzione, avrebbe stabilito il potere ultimo e assoluto dello Stato (del Governo) sulla vita delle persone.
La decisione della famiglia – quella di sospendere i trattamenti di alimentazione e idratazione forzata – ha certamente diviso l’opinione pubblica e spaccato il paese. Ma ben pochi dei contrari divennero “colpevolisti”, al punto di accusare il padre di avere “ammazzato” Eluana.  Era controverso, nell’opinione dei più, come sarebbe stato giusto che la famiglia decidesse. Ma non che toccasse ad essa, e non al Governo o al Parlamento, decidere. Questa diffidenza contro le eccessive pretese dello Stato nel dettare le scelte di cura dei cittadini continuano a essere confermate in tutte le rilevazioni demoscopiche e costituiscono un fattore di profonda e salutare unità culturale del paese.
Anche per questo, sarebbe un errore grave, a mio avviso, pensare di consumare ora, per via legislativa, una “rivincita” della politica su quei giudici, su quella mamma e su quel papà.
La vicenda di Eluana, con il suo carico drammatico di interrogativi, dovrebbe invece insegnarci, come ha scritto di recente il cattolico Vittorio Possenti, che «non tutti gli imperativi morali debbano essere tradotti in norme giuridiche vincolanti» e «lo Stato non può esigere un diritto assoluto di continuare ad esistere».
Non credo che il Pdl risponderebbe alla sua missione di libertà, di partito europeo dei liberali e dei moderati che si rivolge a tutti gli italiani, facendosi paladino di una visione “monoetica”, politicamente massimalista e giuridicamente fragile sul fine vita.
Del resto, a meno di due mesi dalla morte di Eluana, il presidente Berlusconi ebbe a dire di non ritenere che l’esecutivo dovesse farsi carico del “caso Englaro”. Poi le cose cambiarono e anche il premier venne trascinato in una lotta senza speranza e ragionevolezza, di cui purtroppo la legge sul fine vita attualmente in discussione alla Camera conserva tracce profonde e indelebili. Noi preferiamo ancorarci a quelle parole, che sono assai più sagge di quel che ne è seguito.

- di Benedetto Della Vedova, da Ffwebmagazine.it -

Forse sarebbe bene che la memoria di Eluana fosse lasciata vivere nel ricordo intimo di quanti l’hanno amata e accudita per tanti anni e a cui lei ora manca come a nessun altro: la sua mamma e il suo papà. Forse questo, però, non è (ancora) possibile.

Silvio Berlusconi ha espresso oggi il suo rammarico per non aver potuto evitare la morte di Eluana. Ma non era questo in gioco un anno fa! Il decreto, con cui l’esecutivo voleva impedire una decisione assunta nel rispetto della legge e della Costituzione, avrebbe stabilito il potere ultimo e assoluto dello Stato (del Governo) sulla vita delle persone.

La decisione della famiglia – quella di sospendere i trattamenti di alimentazione e idratazione forzata – ha certamente diviso l’opinione pubblica e spaccato il paese. Ma ben pochi dei contrari divennero “colpevolisti”, al punto di accusare il padre di avere “ammazzato” Eluana.  Era controverso, nell’opinione dei più, come sarebbe stato giusto che la famiglia decidesse. Ma non che toccasse ad essa, e non al Governo o al Parlamento, decidere. Questa diffidenza contro le eccessive pretese dello Stato nel dettare le scelte di cura dei cittadini continuano a essere confermate in tutte le rilevazioni demoscopiche e costituiscono un fattore di profonda e salutare unità culturale del paese.

Anche per questo, sarebbe un errore grave, a mio avviso, pensare di consumare ora, per via legislativa, una “rivincita” della politica su quei giudici, su quella mamma e su quel papà.

La vicenda di Eluana, con il suo carico drammatico di interrogativi, dovrebbe invece insegnarci, come ha scritto di recente il cattolico Vittorio Possenti, che «non tutti gli imperativi morali debbano essere tradotti in norme giuridiche vincolanti» e «lo Stato non può esigere un diritto assoluto di continuare ad esistere».

Non credo che il Pdl risponderebbe alla sua missione di libertà, di partito europeo dei liberali e dei moderati che si rivolge a tutti gli italiani, facendosi paladino di una visione “monoetica”, politicamente massimalista e giuridicamente fragile sul fine vita.

Del resto, a meno di due mesi dalla morte di Eluana, il presidente Berlusconi ebbe a dire di non ritenere che l’esecutivo dovesse farsi carico del “caso Englaro”. Poi le cose cambiarono e anche il premier venne trascinato in una lotta senza speranza e ragionevolezza, di cui purtroppo la legge sul fine vita attualmente in discussione alla Camera conserva tracce profonde e indelebili. Noi preferiamo ancorarci a quelle parole, che sono assai più sagge di quel che ne è seguito.

Inserito in Archivio Evidenza, Biopolitica, Comunicati4 Comments

A un anno dalla morte di Eluana, disarmiamo la contesa

A un anno dalla morte di Eluana, disarmiamo la contesa

- Ad un anno dalla morte di Eluana Englaro, penso che occorra rendere merito ai suoi genitori di avere condotto, in sua vece, una battaglia aperta, con gli strumenti e in nome del diritto, senza sotterfugi e ipocrisie. A loro, a cui Eluana manca certo di più che a chiunque altro, va un pensiero affettuoso e riconoscente. Leggi tutto

Inserito in Archivio Newsletter, Biopolitica, Diritto e giustizia4 Comments

Fiat, esiste l’alternativa agli incentivi – con AUDIO

Fiat, esiste l’alternativa agli incentivi – con AUDIO

- da Il Secolo d’Italia del 6 febbraio 2010 -

Lo ammetto, non ho mai amato gli incentivi alla rottamazione delle auto, fin da quando, nel lontano 1997 la misura venne adottata dal Governo Prodi.  Mi si scuserà l’autocitazione da un comunicato di allora:

“Gli incentivi al consumo drogano e distorcono pesantemente i mercati. Creano discriminazioni tra consumatori e imprese penalizzandone alcuni e favorendone altri attraverso l’utilizzo di risorse – cioè imposte – di tutta la collettività. Gli effetti degli incentivi, a partire da quelli per l’auto non possono che essere perniciosi e deleteri per l’economia italiana”.

Non ho ragione di cambiare idea, neppure di fronte al fatto che altri paesi abbiano nel tempo seguito la medesima strada, aggravando il problema. Leggi tutto

 
icon for podpress  Audio intervista - Licenza CC 2.5 Radioradicale.it [16:42m]: Play Now | Play in Popup | Download

Inserito in Archivio Multimedia, Economia e mercato8 Comments

Il voto si conquista con le idee, non con la fede

Il voto si conquista con le idee, non con la fede

- da Il Giornale del 5 febbraio 2010 -

Il bell’articolo di Giordano Bruno Guerri di mercoledì scorso ha aperto una discussione sul “voto cattolico” particolarmente salutare per il centrodestra, come testimonia la risposta di Eugenia Roccella, che vorrebbe affidare la vittoria di Renata Polverini nel Lazio all’idiosincrasia cattolica contro la radicale Emma Bonino. Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Archivio Newsletter, Biopolitica, Comunicati, Partiti e Stato2 Comments

Berlusconi ristabilisce ancoraggio democratico della politica italiana in Medio Oriente

Berlusconi ristabilisce ancoraggio democratico della politica italiana in Medio Oriente

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Le parole usate dal Presidente Berlusconi a sostegno di Israele e contro la minaccia iraniana ristabiscono in modo inequivocabile il fondamento atlantico e democratico della politica estera italiana, che nella scorsa legislatura, proprio nello scenario medio-orientale, aveva  mostrato il più pericoloso sbilanciamento verso le ragioni dei nemici dichiarati e violenti dello Stato ebraico.
Per altro verso, la prospettiva di un ancoraggio europeo della democrazia israeliana apre una prospettiva che, nell’immediato, può apparire utopistica, ma che rappresenterebbe un’evoluzione coerente del processo di unificazione europea e una garanzia forte della vita e della sicurezza dello Stato di Israele.

Roma, 2 febbraio 2010

Inserito in Comunicati, Il mondo e noi0 Comments


Click Here


You Tube

Altri video -- Multimedia -- Podcast -- iTunes
Entra nella Community Clicca su FConnect


Ultimi visitatori registrati
Rassegna stampa Archivio RL Archivio Generazione