Articoli di B.Della Vedova

Da Marchionne spinta al cambiamento contro il conservatorismo rosso, ma non solo

Da Marchionne spinta al cambiamento contro il conservatorismo rosso, ma non solo

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, vicecapogruppo di Futuro e Libertà per l’Italia

Ha ragione Marchionne. L’Italia deve cambiare e deve affrontare un ambizioso programma di riforme sul fronte della spesa pubblica, della tassazione, del welfare, del mercato del lavoro e dell’efficienza del sistema-Paese.
A contrastare il cambiamento sono innanzitutto i reduci della lotta di classe, cui un sistema di relazioni industriali ingestibile offre un potere abnorme, creando un potente disincentivo all’investimento produttivo. Le riforme però sono anche avversate da chi, dando voce al malessere di territori attraversati da una profonda ristrutturazione del sistema produttivo, propone soluzioni protezioniste, rivendica una “regia politica” per i processi di mercato e si accontenta di consolidare un sistema di tutele discriminatorio e diseguale, destinato a compromettere tanto la coesione sociale quanto il dinamismo economico del Paese.
Un paese che da quindici anni fatica a tenere il ritmo dei propri concorrenti deve avere più paura dell’immobilismo che del cambiamento.

Inserito in Comunicati, Economia e mercato1 Comment

Fini e Berlusconi, ora i centro-destra sono due

Fini e Berlusconi, ora i centro-destra sono due

- La strategia agostana dell’“auto-ribaltone” berlusconiano ha inchiodato tutti ad un tatticismo esasperato. Con settembre cambieranno le prospettive. Anche per Futuro e Libertà per l’Italia.

Non siamo un partito (per ora è così), ma un gruppo di parlamentari del PdL che hanno reagito al defenestramento di Gianfranco Fini e delle sue posizioni politiche dal (sic!) “partito liberale di massa”. Ma non siamo neppure il circolo degli amici del Presidente della Camera: abbiamo un’idea di centrodestra innovativo da portare avanti: se necessario, in prospettiva, anche in concorrenza con quella berlusconiana. Un centrodestra, ad esempio, capace di contenere diverse sensibilità sui temi biopolitici, senza la presunzione di costruire un partito “mono-etico”. Un centro-destra in cui credenti e non credenti siano chiamati a condividere i principi dell’etica pubblica, non quelli della morale privata. Leggi tutto

Inserito in Partiti e Stato28 Comments

Con auto-ribaltone, decide Napolitano

Con auto-ribaltone, decide Napolitano

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, vicecapogruppo alla Camera di FLI
La nota di Gasparri e Cicchitto nei confronti del Quirinale si fonda su di una premessa sbagliata. Quello che si va annunciando e preparando non è un ribaltone, ma un auto-ribaltone. Non esiste nessuno, dentro la maggioranza, che intenda “ribaltare” il governo uscito dal voto del 2008. Per essere chiari, i finiani non stanno facendo quello che fece Bossi nel 1994.
Esiste al contrario un esecutivo che sembra intenzionato a ribaltare e buttare fuori dal PdL, dal centro-destra, dal Parlamento e dalla politica una parte della sua maggioranza. E per far questo, di fatto, come è chiaro nelle parole di molti esponenti del PdL, ricerca un incidente parlamentare per settembre.
Fini e in finiani hanno sostenuto e concorso a determinare le scelte più qualificanti della legislatura: sulla finanza pubblica, sul welfare, sull’energia, sulle politiche di sviluppo, sui servizi pubblici locali, sulla scuola e sull’Università. Questi sono fatti. E’ ovvio che in questo quadro il Presidente della Repubblica non sarebbe tenuto a ratificare i pesantissimi esiti istituzionali di questo inedito auto-ribaltone.
Roma, 17 agosto 2010

Inserito in Comunicati, Partiti e Stato3 Comments

L’ auto-ribaltone sfascerebbe solo il centro-destra

L’ auto-ribaltone sfascerebbe solo il centro-destra

di Benedetto Della Vedova -

Ben due ministri – e che ministri! Interni e Giustizia – hanno ieri ripetuto: no a governi tecnici, sì a elezioni anticipate. Hanno già cambiato la Costituzione e sostituito con il loro “consolato” ruolo e funzioni che la Carta assegna al Presidente della Repubblica?

Ricapitoliamo. Molti colleghi, come me di maggioranza, si affannano a chiarire che “andranno in piazza” di fronte a qualsiasi ipotesi di ribaltone. Anche sorvolando su di un Governo che minaccia di scendere in piazza, la cosa non convince.

Lo scenario che i pasdaran del PdL prefigurano, infatti, è esattamente l’opposto del ribaltone, cioè un inedito “auto-ribaltone”. La loro strategia, infatti, dopo avere espulso dal PdL la componente finiana, è quella di provocare più o meno pretestuosamente un incidente parlamentare, di imporre le elezioni anticipate e di convocare il popolo alle urne per completare l’espulsione di Fini e dei finiani dalla maggiorianza e dal centro-destra italiano. Non ci si troverebbe di fronte al caso di un governo senza più maggioranza, ma di una maggioranza che si “suicida” più o meno compattamente per “ammazzare” la legislatura.

Una cosa deve essere chiara: non vi è un solo atto parlamentare rilevante per il Governo Berlusconi da cui sia possibile ricavare un atteggiamento ostile o ostruzionistico da parte di coloro che hanno dato vita ai gruppi di Futuro e Libertà per l’Italia. Non vi è una sola riforma o parvenza di essa bloccata dai finiani. Non una! Che so, una sola misura per lo sviluppo, una riforma fiscale o sul lavoro o sulla famiglia o sull’energia… Solo per fare l’ultimo esempio in ordine cronologico, la buona riforma dell’Università appena approvata al Senato porta la firma, come relatore, del “finianissimo” Sen. Giuseppe Valditara. E dunque, signori della corte, di cosa ci accusate?

Le intercettazioni? Siamo seri: alla fine della discussione interna al PdL è uscito un testo meno inviso al Capo della Polizia e al Procuratore antimafia. Qualcuno che abbia contezza della fase in cui vive il paese chiederebbe le elezioni per questa vicenda pensando di ottenerle? L’”autoribaltone” non ha nulla a che fare con l’attività di Governo che nessun detrimento ha fin qui avuto dai finiani, ma con questioni tanto politiciste da sconfinare nello psicologico. Non a caso le categorie più evocate sono “logoramento” e “stillicidio”. Che poi a tuonare più potentemente contro il ribaltone siano i leghisti – gli unici ad averne fatto uno coi fiocchi e proprio contro Berlusconi– dà la misura dell’uso disinvolto e propagandistico che viene fatto di questo argomento.

Lo scopo della crisi auto-provocata non sarebbe quello di sciogliere le briglie all’ippogrifo berlusconiano, ma solo di cercare un definitivo regolamento interno a quel che è stato il PdL.
E’ chiaro che le elezioni a novembre non risolverebbero nulla di nulla di ciò che interessa all’Italia, come ha saggiamente osservato, tra gli altri, la Presidente Marcegaglia.

Che a settembre Berlusconi e Fini tornino amiconi sembra certo difficile. Tanto più che il Giornale, di proprietà della famiglia del Presidente del Consiglio, è intento non già ad una anglosassone inchiesta giornalistica sulla casa di Montecarlo – inchiesta alla quale sarebbero di già arrivate, come sono arrivate, le dovute risposte – ma ad una violento tentativo di distruggere “a prescindere” l’immagine del Presidente della Camera (è la ben nota vicenda del potere che tutto tollera, tranne coloro che individua come avversari interni).

Ciò non toglie, però, che esista la possibilità di rilanciare per qualche semestre l’attività del Governo attraverso un onesto patto tra ex-amici, basato sul comune programma elettorale di due anni fa. Naturalmente i punti del programma sono il titolo e lo svolgimento del tema della legislatura non può essere il frutto di un infantile “o mangi la minestra o …” e va scritto insieme: governo e gruppi parlamentari di maggioranza (PdL, Futuro e Libertà e Lega). Fli ha dei propri membri nel Governo e ha dichiarato fin dal primo minuto di nascere come gruppo di maggioranza: il resto è solo un inutile processo alle intenzioni.

Silvio Berlusconi può scegliere: rilanciare il Governo e le riforme per l’Italia con il contributo attivo e fattivo di Futuro e Libertà, oppure usare Fini come capro espiatorio delle difficoltà del governo e del PdL. Mi auguro sinceramente che il Premier scelga la prima via, quella forse meno scontata, che richiede più coraggio e senso di responsabilità: nessuno di noi ama la melassa o ha la memoria corta, ma Fli risponderà a responsabilità con responsabilità. Altrimenti quasi con certezza si arriverà alla crisi.

Ma l’Italia, ribadiamolo, non è, per Costituzione e per prassi istituzionale, la Gran Bretagna, e se dovesse cadere il Governo Berlusconi, a maggior ragione di fronte ad una “auto-crisi”, la parola passerà a Napolitano. E a quel punto le forze parlamentari è al Capo dello Stato che saranno chiamate a rispondere.

Articolo pubblicato in contemporanea su Libertiamo.it e Ffwebmagazine.it

Inserito in Archivio Evidenza, Archivio Newsletter, Comunicati, Partiti e Stato18 Comments

Fisco, federalismo, giustizia e sud. Così si potrebbe pure applaudire

Fisco, federalismo, giustizia e sud. Così si potrebbe pure applaudire

- Pubblicato su Il Foglio di giovedì 12 agosto 2010 – Dovessi scommettere oggi un centesimo, non lo scommetterei sul rilancio dell’azione di Governo. La guerra irrazionale e prepotente contro il Presidente Fini e i “finiani” combattuta dal PdL e dai giornali di proprietà e di riferimento – che hanno difeso oltre il difendibile tutti quanti e chiedono oggi, con effetti grotteschi, “a prescindere”, le dimissioni del Presidente della Camera – sembra puntare lucidamente allo sfascio e ad impedire un accordo possibile e doveroso nell’interesse dell’Italia.
Provo però a scegliere il possibile contro il probabile e ad immaginare a settembre un Cav.  di Governo e non di lotta all’ultimo sangue (interna). Leggi tutto

Inserito in Economia e mercato, Partiti e Stato6 Comments

Il PDL deve svegliarsi dal sonno dogmatico

Il PDL deve svegliarsi dal sonno dogmatico

- Lettera di Benedetto Della Vedova a L’Opinione di giovedì 5 agosto 2010 -

Caro Arturo,
commentando la mia adesione al gruppo parlamentare di Futuro e Libertà alla Camera dei deputati, mi hai fatto una serie di domande difficili. A cui non voglio dare risposte facili. Ma a cui voglio rispondere non solo per l’amicizia e la stima che mi lega a te e al tuo giornale, ma per il dovere, che avverto, di spiegare il senso della mia scelta a molti amici liberali e radicali che hanno seguito la mia vicenda politica dal 2005 ad oggi, prima nei Riformatori Liberali e poi in Libertiamo. Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Comunicati, Partiti e Stato6 Comments

Ma questa è paura della politica – AUDIO

Ma questa è paura della politica – AUDIO

- da Il Secolo d’Italia del 30 luglio 2010 -

L’epilogo di una giornata apertasi con l’annuncio del licenziamento politico di Fini e destinata a concludersi (mentre scriviamo è ancora in corso il “processo”) con una condanna politica della minoranza finiana e con una richiesta di abiura suggella il fallimento di un partito che, per mettere ordine nel dibattito politico interno, non trova di meglio che riesumare la disciplina del centralismo democratico. Leggi tutto

 

Inserito in Archivio Multimedia, Partiti e Stato15 Comments

Al PdL serve un ‘normale’ congresso generale: nazionale, aperto e competitivo

Al PdL serve un ‘normale’ congresso generale: nazionale, aperto e competitivo

- L’avvio di una stagione congressuale può segnare un’obiettiva svolta nella vicenda del PdL, dentro il quale – come purtroppo dimostrano le tensioni e le polemiche degli ultimi giorni – sui temi più sensibili non sembra possibile discutere di nulla senza che per qualcuno si attenti “all’unità” del partito.
L’unità di tutte (e sottolineo: tutte) le forze politiche moderate e conservatrici dell’occidente avanzato non è però garantita da statuti centralistici e da regimi carismatici, ma da forme di organizzazione politica che consentono il confronto competitivo di proposte e di leadership alternative. Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Archivio Newsletter, Comunicati, Partiti e Stato7 Comments

Intercettazioni: Cambiare norma su rettifica blog, deve valere solo per stampa on line

Intercettazioni: Cambiare norma su rettifica blog, deve valere solo per stampa on line

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

Francamente trovo incredibile che alcuni esponenti dell’opposizione si ostinino a non riconoscere le modifiche e i miglioramenti del ddl intercettazioni. Penso che il Parlamento abbia compiuto un ottimo lavoro, che occorrerebbe a mio parere completare con una modifica della norma che impone l’obbligo di rettifica ai blog e ai siti internet. La rettifica può essere imposta solo alle testate giornalistiche registrate, che, anche quando pubblicano on line, hanno gli stessi obblighi giuridici e deontologici delle testate della carta stampata, audio e video. La norma non va dunque soppressa, ma modificata nel suo riferimento indeterminato a “siti informatici”.

Inserito in Comunicati, Diritto e giustizia1 Comment

Il garantismo (e la legalità) secondo noi

Il garantismo (e la legalità) secondo noi

- di Benedetto Della Vedova, da Il Secolo d’Italia del 23 luglio 2010 -

Il garantismo è stato – e per molti versi continua ad essere – considerato un lusso, visto che in Italia, come spesso ricorda Giulia Bongiorno, la “giustizia” è politicamente subordinata alla “sicurezza”. Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Comunicati, Diritto e giustizia0 Comments

Decisione equa su Sky, cresce la concorrenza nel sistema televisivo

Decisione equa su Sky, cresce la concorrenza nel sistema televisivo

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del PdL

La decisione adottata oggi dalla Commissione Europea su Sky rappresenta un implicito riconoscimento del fatto che, malgrado le polemiche che lo avevano accompagnato, il passaggio al digitale terrestre ha comportato una effettiva apertura del mercato televisivo, e va dato atto a Mediaset di aver da subito saputo cogliere l’opportunità, proprio con l’avvio del digitale, di offrire ai telespettatori una possibilità di scelta anche nella tv a pagamento.
Il mercato televisivo italiano non è quello nel quale – era il 2003  – maturò per Sky, al tempo della fusione tra Stream e Telepiù, il divieto di ingresso nel digitale come operatore di rete o fornitore di contenuti a pagamento. Sky può oggi andare sul digitale in chiaro, ma visto il suo peso sul mercato della pay tv non può andare sul digitale a pagamento. Si tratta di una scelta equa, che accresce la concorrenza sul mercato televisivo a tutto beneficio dei telespettatori italiani.

Inserito in Capitale umano, Comunicati, Economia e mercato0 Comments

Centralismo? No, quel che serve è la competizione di idee diverse

Centralismo? No, quel che serve è la competizione di idee diverse

- di Benedetto Della Vedova, da Il Secolo d’Italia di domenica 18 luglio 2010 – “Un partito che crea un rapporto diretto tra il leader, Silvio Berlusconi, e gli elettori. Il PdL dovrebbe essere lo strumento di collegamento, a sostegno del leader”. Questo, secondo Denis Verdini, nell’intervista al Corriere della Sera di giovedì scorso, dovrebbe essere il profilo del Popolo delle Libertà. Parole chiare, da cui altrettanto chiaramente dissento. In modo poco originale, forse, rispetto a tanti presunti innovatori, io vedo per il mio partito un futuro analogo a quello dei grandi partiti europei. Leggi tutto

Inserito in Archivio Evidenza, Partiti e Stato1 Comment

_______________________Pubblicità__ Habitare medica

_________________________________


Festa Tricolore

You Tube

Altri video -- Multimedia -- Podcast -- iTunes

Community -
Login with Facebook:
Gli ultimi visitatori

Rassegna stampa Archivio RL Archivio Generazione