Dai problemi le opportunità. Un esempio sumero

È ormai assodato che il problema centrale dell’Italia è la mancanza di meritocrazia. Un paleo-capitalismo di natura relazionale-assistenziale. Una classe dirigente inadeguata e via dicendo. In attesa di un capovolgimento della situazione – che potrebbe tardare se non emergeranno uno o più statisti che per merito e buona sorte saranno in grado di prendere le redini della nazione – le alternative sono sostanzialmente due: emigrare o elevarsi, con il proprio ingegno e la propria determinazione, al di sopra della palude limacciosa della mediocrità imperante.

I prevalenti parametri fiscali, economici e sociali suggeriscono di intraprendere la strada dell’emigrazione verso stati più organizzati e che favoriscono l’intrapresa economica. Questo superando diversi ostacoli, tra i quali le formalità burocratiche di immigrazione, i fattori psicologici e pratici connessi alla relocation all’estero, eccetera eccetera… Tuttavia in una prospettiva storica di ampio raggio vi è da considerare che le maggiori fortune, e le maggiori invenzioni, sono nate in momenti di crisi o di degenerazione di capacità prima ben radicate nella popolazione o da veri e propri “fallimenti” ed errori nei processi produttivi, miracolosamente ribaltati dall’ingegno umano.

È a questo che rimanda uno dei miti sull’invenzione della scrittura. Estratto del poema epico “Enmerkar e il signore di Aratta”, riportato nel libro di Giovanni Pettinato “Sumeri”, Rusconi, 1994: “Il messaggero aveva la “lingua pesante”, non era capace di ripeterlo. Poichè il messaggero aveva la “lingua pesante”, e non era capace di ripeterlo, il signore di Kullab (Uruk) impastò l’argilla e vi incise le parole come in una tavoletta…”. Il re di Uruk doveva trasmettere un complesso messaggio diplomatico al monarca di Aratta, messaggio che i messaggeri dell’epoca non erano in grado di ricordare e riprodurre fedelmente. Per questo il re preferì ricorrere a una nuova metodologia: la comunicazione scritta.

Si parla tanto di “Grande Crisi” del ’29 negli USA, seguita dalla “Grande Depressione” fino al 1937. Pochi sono a conoscenza del fatto che comunque gli USA continuavano, anche allora, ad essere i maggiori produttori mondiali di auto e consumatori di derivati del petrolio. È chiaro che molti imprenditori continuavano a guadagnare e proprio in quegli anni nascevano alcune di quelle che sono divenute le maggiori dinastie industriali degli Stati Uniti. I famosi post-it notes sono nati dall’intuizione delle potenzialità di un adesivo non funzionale al suo scopo primario.

Una terza via che forse i giovani hanno per sfuggire alla crisi che ci attanaglia e al rischio della disoccupazione consiste nel recarsi sì all’estero, ma con un preciso obiettivo, osservare con attenzione nuove o consolidate attività di successo. Tornare poi in patria dopo qualche mese o anno e tentare di implementare qui quel tipo di attività. Molti “miracoli” nazionali sono nati così, importati dall’ingegno e dallo spirito di emulazione di buoni osservatori.


Autore: Giovanni Papperini

Giovanni Papperini. Laureato in legge, libero professionista, 57 anni, esperto di corporate immigration e relocation, vive e lavora nel quartiere “Talenti” a Roma e, come titolare dello Studio Papperini Relocation ( www.studiopapperini.com ) e Presidente del Ciiaq ( info@ciiaq.org - Comitato italiano immigrazione altamente qualificata), si occupa di attrarre talenti da ogni parte del mondo in Italia, aiutandoli a superare gli ostacoli della burocrazia e ad integrarsi nella realtà del Paese.  Ha “attratto” dall’Austria anche la moglie, con cui ha avuto due gemelli.

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