di CARMELO PALMA – Dal 13 marzo 2009 abbiamo fatto politica facendo un giornale e fatto un giornale facendo politica. Cambiando spesso le compagnie, perdendone e guadagnandone secondo il corso di una storia travagliata, che abbiamo frequentato con l’impazienza di chi – direbbero Totò e Peppino – non sa dove andare per andare dove vuole andare.

Abbiamo parteggiato senza troppe cautele e polemizzato senza troppi riguardi (soprattutto con gli amici), con un temperamento militante e un entusiasmo mutevole, che ci ha forse guadagnato qualche credito, ma poche simpatie. Siamo stati una “cosa” piccola, ma non banale, con un senso realistico della nostra ambizione e misura. Una palestra di idee e di opinioni seria, ma tutt’altro che professionale – un dopo lavoro per alcuni, un doppio lavoro per altri, un gioco divertente per tutti.

Dei molti “che” e “perché” che continuano a persuaderci, e che abbiamo provato a raccontare, non possiamo dire di aver trovato né un “come”, né un “dove” altrettanto persuasivi. Ma senza un “come” e un “dove” non si fa politica (e neppure un giornale che fa politica).

Oggi chiudiamo bottega. Però non chiudiamo la porta e non spegniamo la luce. Dei “che” e dei “perché” – delle policy, insomma, prima che della politics – torneremo a occuparci a breve in altra forma, con un un mezzo più adeguato al fine. Almeno speriamo, ma non dipende solo da noi. Queste “cose”, alla fine della fiera, le fa più chi le legge di chi le scrive. Anche la prossima, se si riuscirà tutti insieme a venirne a capo.

In attesa di passare la staffetta (a giorni, le prime notizie sul nuovo progetto e sui modi di parteciparvi), di Libertiamo rimarrà per qualche tempo una bacheca che aggiorneremo con una cadenza meno regolare, seguendo il gusto e l’interesse, più che le urgenze dell’attualità, che abbiamo attraversato in lungo e in largo per oltre quattro anni – e per ora, basta così. Un passo di lato e poi un passo avanti in un’altra direzione.