Caro contribuente, continua a porgere l’altra guancia (e pure il portafogli)

- Ad ogni cambio di governo si fa strada una vena d’ottimismo: “abbiamo raggiunto il fondo, hanno capito che non possono aumentare le tasse o è la fine”. Puntualmente, si viene smentiti. Agli italiani oggi si chiede di porgere l’altra guancia: non si vuole l’aumento dell’IVA a luglio? Beccatevela a ottobre e cominciate a pagare prima le imposte che dovrete nel 2014.

Questo il destino che pare delinearsi leggendo le prime bozze del decreto legge su occupazione e IVA. Parte della copertura finanziaria potrebbe derivare dall’introduzione di un’accisa sulle sigarette elettroniche. La crisi e i continui aumenti delle accise sui tabacchi hanno spinto molti fumatori ad abbandonare le vecchie abitudini e convertirsi alle sigarette elettroniche.

Nel 2012 la vendita delle sigarette è calata dell’8%, vanificando in parte gli aumenti delle imposte decisi negli ultimi anni. Si stima che, con il calo del 7,6% delle entrate tributarie, siano andati in fumo, tra dicembre e febbraio, 200 milioni di euro. Come garantirsi ancora i 14 miliardi di euro che ogni anno l’erario incassa tassando i fumatori? Basta tassare anche le sigarette elettroniche. Se però tassare il vizio è una virtù dello stato etico, come si giustifica la tassazione di chi, per evitare i danni del catrame e le annesse accise, abbandona le bionde e diventa un vaper?

Che dire poi della possibilità ammessa, per le regioni a statuto speciale, di aumentare di un punto percentuale l’addizionale IRPEF? Una licenza d’uccidere concessa per meglio garantire la copertura delle misure già adottate per il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche. Altre risorse dovrebbero provenire dall’aumento dell’acconto IRPEF (dal 99 al 100%), IRES (dal 100 al 101%) e IRAP (al 110%) da versare a novembre. Perché aspettare che il contribuente arrivi a spendere i propri soldi, quando puoi tassarlo ancor prima che li guadagni?

Si può intuire che il Governo fatichi operare a metà anno i tagli alle voci di spesa decise con la legge di bilancio di dicembre scorso e il suo intento è quello di garantire comunque liquidità all’erario per il 2013. Il punto è che a gennaio ci troveremo con l’IVA al 22% e meno entrate tributarie da incassare per il 2014, salvo ulteriori, assassini aumenti delle imposte.

Meglio sarebbe, a questo punto, operare ora i tagli necessari a mantenere l’IVA a regime al 21%, anche se con effetto dal 1° gennaio 2014. Su 800 miliardi di spesa pubblica, è difficile credere che non sia possibile eliminare qualche spreco per recuperare 4 miliardi di euro l’anno. Lo si può fare anche senza toccare la spesa sociale, che pesa per circa la metà della spesa pubblica, o aggredendo rendite, vitalizi, pensioni d’oro di chi, anche perdendo qualche privilegio venduto come diritto acquisito, non vedrebbe abbassato sotto la soglia di povertà il proprio tenore di vita.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

2 Responses to “Caro contribuente, continua a porgere l’altra guancia (e pure il portafogli)”

  1. Il primo giorno che ho usato la sigaretta elettronica è stato l’ultimo giorno ho fumato uno vero. Io sostengo il suo utilizzo.

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  1. [...] il niente, il nulla, lo zero assoluto. Se va bene. Come fa correttamente notare Diego Menegon nel suo articolo di stamattina, le speranze che nutriamo a ogni cambio di Governo vanno regolarmente deluse. Per i motivi più [...]