Dietro il Berlusconi accomodante, si nasconde il solito, inaffidabile Caimano

di FEDERICO BRUSADELLI – È scesa in campo anche Daniela Santanchè, solitamente a suo agio nei panni dell’amazzone berlusconiana contro tutto e contro tutti, per spargere miele sull’esecutivo guidato da Enrico Letta e per garantire che “governo e processi sono due cose diverse“, al Pdl “interessa solo lavorare per il bene degli italiani” e dunque le vicende giudiziarie del Cavaliere non influiranno sulla tenuta della grande coalizione.

È la linea annunciata dallo stesso Berlusconi, che ha accolto la decisione della Consulta sul legittimo impedimento con dichiarazioni improntate alla moderazione e alla ragionevolezza, dietro cui – raccontano i retroscena – si celerebbe un’ira a stento trattenuta, soprattutto nei confronti del capo dello Stato, reo, secondo l’ex premier, di non aver mosso un dito per scongiurare la sentenza.

Massima calma (apparente), dunque. E al miele che arriva dal quartier generale pidiellino si aggiunge quello cosparso dal presidente del Consiglio, il quale è convinto che “le cose vanno“, che “c’è energia positiva” e i guai del Cav non lo azzopperanno prima dei 18 mesi che la maggioranza si è data per “fare le riforme”. Anzi, il governo “non c’entra” proprio. Così il Caimano, con un paio di dichiarazioni di circostanza dietro cui peraltro a un occhio attento si intravedono nubi tempestose, riesce quasi a farsi cucire addosso i panni dello statista responsabile, dell’uomo delle istituzioni che mette da parte, finalmente dopo vent’anni, le sue vicende personali per non disturbare il bene pubblico.

E però è abbastanza chiara, nonostante tanto miele, la strategia di Berlusconi (che ricalca quella utilizzata nei confronti del governo Monti, con le dovute differenze). Sa bene, il Cavaliere, che far cadere l’esecutivo sventolando i suoi processi entusiasmerebbe Michela Biancofiore ma difficilmente vedrebbe i consensi del suo partito estendersi oltre il bacino dei “fedelissimi”.

Il Cavaliere sa, invece, che impuntarsi sulle tasse, accusando la sinistra di non volerle abbassare e anzi di voler mettere le mani nelle tasche degli italiani, e magari di piegarsi ai diktat dell’Europa e dell’arcinemica Merkel, rosolando a fuoco sempre meno lento la maggioranza fino a farla saltare, mettendo il Pd nell’angolo (a quel punto costretto magari a trovare improbabili intese con i grillini, in una tardiva replica della già fallimentare agenda Bersani), ecco, questa sì che potrebbe essere una buona idea. Sarà proprio l’Iva, come si intuisce dalle cronache di queste ore – che vedono Letta alle prese da una parte con le richieste pressanti del suo vice Alfano (rinviare l’aumento a dicembre) e dall’altra con il rigore di Saccomanni – il campo di battaglia su cui il Pdl tenterà l’affondo. Per non parlare dell’Imu, cavallo vincente della precedente tornata elettorale che il centrodestra è pronto a cavalcare di nuovo.

Insomma lo schema pare chiaro. Che riesca o meno è tutto da vedere. Ma è sempre meglio provarci che gettare le armi in partenza (ed è pur sempre un miracolo avere ancora qualche carta in mano, per chi due anni fa pareva politicamente estinto). Tutto questo lo sa bene, il Cav. I suoi avversari forse no, o forse sì. Ma preferiscono far finta di credergli. E vezzeggiare il Caimano per tenerlo un po’ a bada, per avere un po’ di tempo in più, per inventarsi qualcosa, o semplicemente nella speranza che li mangi per ultimi.


Autore: Federico Brusadelli

Nato a Roma trenta anni fa, si laurea in Lingue e civiltà orientali presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Dal 2009 al 2011 lavora presso la Fondazione Farefuturo, occupandosi del webmagazine diretto da Filippo Rossi, con il quale in seguito collabora alla nascita del quotidiano Il Futurista. Giornalista professionista, dal 2013 è dottorando in Studi Asiatici presso l’Università di Napoli “L’Orientale”.

One Response to “Dietro il Berlusconi accomodante, si nasconde il solito, inaffidabile Caimano”

  1. elenasofia scrive:

    Purtroppo molti non hanno capito che Berlusconi dà fastidio al regime cattocomunista, che solo per questo lo perseguita, cercando con ogni mezzo di estrometterlo dal governo e dall’informazione, che conderano cosa loro . Difendendo se stesso, Berlusconi difende tutti quegli italiani che vorrebbero vivere in un paese democratico.

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