Un Gay Pride “antagonista”. Un’occasione persa

di CARMELO PALMA – Per certi versi, le polemiche sul Gay Pride nazionale di Palermo e la discussione sulla presenza del Ministro, per così dire, competente e del Presidente della Camera al convegno di apertura, degradano una festa allegra e carnevalesca all’esibizione triste e quaresimale dei conformismi e degli anticonformismi di maniera.

Il documento politico del Pride non è (come avrebbe potuto) un manifesto di orgoglio borghese e di rivendicazione della normalità dell’amore e della famiglia omosessuale, ma un compendio di banalità antagoniste e “anti-fasciste”, un esercizio di sinistrismo politicamente corretto e minoritario. Dell’opposizione ufficiale al Pride – sempre uguale a se stessa, anacronistica, beghina in un modo cretino e quasi autoparodistico – non è ovviamente neppure il caso di dire.

Il confronto non può però essere tra chi pensa che omosessuali e transessuali siano una sorta di nuova “classe generale” del marxismo post-industriale e chi, al contrario, ritiene che siano gli untori del contagio relativista e della disgregazione civile. È una guerra, questa, che andrebbe disarmata dalla parte giusta (di chi vuole affrancare gli omosessuali dalla discriminazione legale, non arruolarli a forza in una militanza rivoluzionaria) e che invece è stolidamente proseguita nell’esclusivo interesse delle parti sbagliate (di chi pretende che la differenza sessuale sia politicamente dirimente, in positivo come in negativo).

Al Pride di quest’anno si sarebbe dovuta ufficialmente celebrare la festa del ritorno per quegli esponenti del centro-destra che hanno ripreso a esibire, fosse pure opportunisticamente, una sensibilità gay-friendly finalmente liberata. Invece sarà tutto come al solito. Le assenze, le presenze, gli amici e i nemici, i “nostri” e i “loro”. L’Italia non è solo uno degli ultimi Paesi refrattari a riconoscere giuridicamente le coppie gay. È anche uno degli ultimi a non riconoscere che le divisioni sul tema non corrono lungo il confine “antropologico” tra la destra e la sinistra. Che è quanto invece profondamente unisce i professionisti del Pride e quelli dell’anti-Pride e alla fine pure li rincuora.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

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