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La lobby gay in Vaticano. Cosa scandalizza Papa Francesco, l’intrigo o l’omosessualità?

– Le voci su di una potente lobby gay in Vaticano, per una volta, non escono dal gossip anticlericale, ma da una riflessione tutta interna alla vita ecclesiale. Non che la sensibilità “omocentrica” della Santa Sede si palesi per la prima volta in questa occasione. Però finora quella omosessuale era presentata come una minaccia che aggrediva dall’esterno la Chiesa, non come una struttura per così dire consustanziata con il potere vaticano.

Le parole di Papa Francesco, pronunciate durante un’udienza con rappresentanti della Clar, la Confederazione di Religiosi dell’America Latina e dei Caraibi e tutt’altro che smentite dal responsabile della Sala Stampa, Federico Lombardi, segnano un salto di qualità – non necessariamente in positivo – rispetto ad un tema a cui la Chiesa fatica manifestamente a prendere le misure.

Ora occorrerebbe capire se le parole di Papa Francesco siano in continuità o in discontinuità con quelle dei suoi predecessori e con una dottrina ufficiale che equipara di fatto l’omosessualità ad un disturbo della personalità e a forma inguaribile di disordine morale, giustificando così, per quanti ne siano “affetti”, l’esclusione dal sacerdozio e la restrizione all’accesso ad alcune professioni sensibili, a partire da quelle educative. Le parole di Bergoglio possono infatti significare questo, ma anche (auspicabilmente) il suo contrario, come a intendere che l’ambiguità su questi temi ha fatto di quella anti-omosessuale un’ossessione dolorosa e irrisolta e una sorta di maschera di scena del discorso pubblico della Chiesa. Insomma, cosa scandalizza Bergoglio? Le trame delle lobby gay o l’omosessualità?

Dall’esterno, la Chiesa non è mai apparsa tanto omosessuale e insieme tanto anti-omosessuale e quindi dilaniata dall’intrigo e (possiamo dirlo?) abbruttita da una doppiezza programmatica, arcigna all’esterno e licenziosa all’interno. Ci piacerebbe che Bergoglio fosse il Papa capace di dichiarare che la guerra all’umanità “sbagliata” degli omosessuali è finita. Ma non ne saremmo così sicuri. Potrebbe anche essere il Pontefice che, forte di una trasparenza e di un rigore indiscussi, porta la guerra antropologica alle sue più assurde conseguenze.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

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