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L’annus horribilis della ricerca italiana

– Facciamo un breve elenco, limitandoci agli episodi più significativi degli ultimi 12 mesi:

* 12 giugno 2012: un ordinanza del ministero dell’ambiente obbliga il prof. Eddo Rugini, biotecnologo della facoltà di agraria dell’Università della Tuscia, a dare il via alla distruzione delle piante sperimentali transgeniche (olivi, kiwi e ciliegi) sulle quali stava lavorando da decenni;

* 22 ottobre 2012: un tribunale dell’Aquila condanna Enzo Boschi e gli altri scienziati della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile per omicidio colposo. La “colpa”? Non avere informato correttamente la popolazione aquilana sull’imminenza della forte scossa di terremoto che il 6 aprile 2009 ha causato la morte di 309 persone.

* 21 marzo 2013: il ministro della salute Balduzzi, sull’onda della commozione popolare seguita ad un servizio di una nota trasmissione satirica, autorizza la somministrazione ai malati terminali (specialmente bambini), nelle strutture pubbliche del SSN, di una terapia non autorizzata a base di staminali, elaborata dal dottore in lettere Maurizio Vannoni e sulla quale non sono mai stati pubblicati test, risultati di sperimentazioni e lavori clinici.

* 20 aprile 2013: un gruppo di animalisti irrompe nello stabulario del Dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell’Università degli Studi di Milano, sottraggono alcuni animali e i cartellini da tutte le gabbie, rendendo non più identificabili gli animali e di fatto mandando in fumo anni di ricerca scientifica (e relativi finanziamenti) su autismo, Parkinson, Alzheimer, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, sindrome di Prader-Willi, dipendenza da nicotina.

* 21 maggio 2013 (l’altroieri): il Senato approva all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Governo a chiedere l’applicazione per l’Italia della “clausola di salvaguardia”, la procedura attraverso la quale si può sospendere la semina di varietà geneticamente modificate in uno stato mebro dell’UE, in presenza di evidenze di pericoli per la salute umana e per l’ambiente. Evidenze che, ad oggi, non esistono per nessuno degli OGM in commercio nel mondo, non solo per l’unica varietà di mais autorizzata in Europa.

L’attenzione che questo “annus horribilis” della scienza italiana ha destato nella comunità scientifica e nell’opinione pubblica internazionale è direttamente proporzionale all’approssimazione e alla trascuratezza con cui i nostri mezzi di comunicazione si sono occupati di questi episodi. Non riusciremmo a fare una rassegna stampa completa. Si vedano, a titolo di esempio, alcuni degli articoli che Nature ha dedicato all’Università della Tuscia, alla sentenza dell’Aquila, al protocollo Stamina e ai teppisti di Milano. L’impressione è che all’estero si cominci a guardare con preoccupazione al nostro paese come l’incubatore di un nuovo, inquietante, medioevo scientifico.

È per chiudere questi dodici mesi, se non in bellezza, almeno con un lumicino di speranza, che alcuni studenti e giovani ricercatori hanno organizzato, per l’8 giugno prossimo, una serie di dibattiti, flash mobs e incontri pubblici in molte città italiane dal titolo “Italia unita per la corretta informazione scientifica. Gli argomenti trattati sono quelli per i quali la credulità popolare ha maggiormente fatto da terreno di coltura per cacce alle streghe e bufale antiscientifiche: dalla sperimentazione animale ai vaccini, dagli OGM alle frodi mediche, dalla sismologia alle scie chimiche. Una iniziativa nata in sordina, senza sponsor e senza finanziamenti, ma che sta crescendo ogni giorno di più tra le mani dei giovani organizzatori. Una iniziativa alla quale auguriamo tutto il successo possibile.


Autore: Giordano Masini

Agricoltore, papà e blogger, è titolare di una azienda agrituristica nell'Alto Viterbese e si interessa prevalentemente di mercato, agricoltura, scienze e sviluppo curando il blog lavalledelsiele.com. Prima di tutto ciò è nato a Roma nel 1971, ha studiato storia moderna e ha provato a fare politica qua e là, sempre con scarsa soddisfazione.

2 Responses to “L’annus horribilis della ricerca italiana”

  1. Marleen scrive:

    In previsione della protesta del 25 maggio contro Monsanto, vorrei capire come sia possibile che mezzo mondo è contrario alle OGM, mentre in questo articolo si afferma che tale posizione sarebbe medievale. Ho l’impressione che chi protesta contro Monsanto lo fa perchè esistono degli OGM come il soia che sono resistenti al Roundup. Questa sostenza è un diserbante al quale il soia è resistente, ma il Roundup è estremamente tossico per tanti altri organismi. Credo che la maggioranza dei contestatori sia contraria a questa combinazione di prodotti (OGM + diserbanti o pesticidi). Che esistano organismi OGM che siano più resistenti alla siccità per esempio non interessa molto alla gente comune e può essere di interesse solo all’agricoltore o al governo.
    E’ da poco tempo che seguo en pò quello che succede a proposito degli OGM. Mi piacerebbe avere un punto di riferimento chiaro su questa questione. Forse l’autore potrebbe indirizzarmi a un articolo sulle OGM e la protesta ?

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