L’illusione post-democratica di Beppe Grillo

di LUCA MARTINELLI – Ed eccoci qua a dover nuovamente commentare le ultime uscite populiste di Beppe Grillo – un esercizio a cui un po’ tutti ci siamo controvoglia adattati negli ultimi tempi e che inizia francamente a stancarci, non foss’altro che per la ripetitività delle “argomentazioni” del comico genovese.

Grillo è infatti tornato a sfoggiare il suo armamentario solito, un miscuglio di linguaggio violento nei toni, populismo e millenarismo, temperato dalla fiducia messianica nella Rete come panacea dei mali del Paese: “se non ci fossimo noi, ci sarebbero le barricate“, “noi puntiamo al 100% dei voti“, “i partiti sono morti, la politica è morta“, “noi freniamo la violenza nelle strade“, eccetera. La solita sbobba, insomma.

Per una volta, però, voglio tentare di analizzare da un punto di vista più politologico che politico quanto dice, anche per cercare di “falsificare” in senso popperiano le sue affermazioni. Perché, a una prima analisi, mi sembra che quanto lui dica sia già stato detto da altri lungo il XX secolo.

Grillo si lamenta dei paragoni al fascismo o agli altri totalitarismi del secolo scorso, attaccando la stampa che lo definisce tale. Eppure, il suo linguaggio è totalitario. La sua idea di distruggere la politica e sostituirla con un enorme comunità politica grande quanto la nazione, che possa prendere in mano le sue stesse sorti, è una idea totalitaria: è l’idea di una comunità che non si fa Stato, ma si sostituisce integralmente allo Stato.

Una comunità che può solo esistere grazie alla “intermediazione” del Movimento 5 Stelle, il cui unico obbiettivo è permettere di raggiungere questa “sostituzione”. Il M5S diventa dunque una avanguardia politica di un movimento per creare un nuovo tipo di società, ovviamente migliore, più funzionale, più equa, più “etica”, dove il cittadino possa esprimersi su tutto in tempo reale, grazie alle enormi possibilità offerte da Internet.

C’è stato, proprio su queste colonne, chi ha spiegato meglio di me come una impostazione del genere sia fondamentalmente errata. Mi limiterò dunque a notare come il linguaggio di Grillo non sia altro che una rimasticazione, in senso “duepuntozero”, di un po’ tutte le ideologie totalitariste del secolo scorso.

Precisazione a beneficio di chi legge: no, non sto accusando Grillo di essere un “nazi-fasci-comunista” – qualunque cosa ciò voglia dire. Sto dicendo che sta pescando a piene mani in un serbatoio retorico già sentito e già sconfitto dalla Storia, a più riprese: il partito/movimento che catalizza la rabbia della gente, unica “barriera” verso la deriva violenta, che sfrutta questa sua “posizione di forza” per costringere il sistema a fare quel che vuole lui (“altrimenti…”), esprimendo al contempo la necessità di diluire le contrapposizioni in una grande comunità che marcia compatta verso il radioso avvenire.

Il punto vero è che queste argomentazioni sono false: non esistono movimenti che “frenano” la violenza. Tutti i movimenti a vocazione totalitaria però si autodefiniscono tali, prendono questa domanda di ordine e sicurezza e la declinano ciascuno in modo diverso, facendo sempre leva sulla necessità di appianare le divergenze e di mostrarsi al contempo “diversi e migliori” dalla corrotta società che ha espresso il sistema contro cui lottano. Come se, alla fine, il corpo elettorale fosse migliore della classe politica che esso esprime.

Non è così, non è mai stato così, non sarà mai così. È una bugia, che sapienti arruffapopolo continuano a propinare a persone che, in realtà, si “accontenterebbero” di un sistema imperfetto, ma che funzioni relativamente bene. Tuttavia, perché questo sistema funzioni, serve che le divergenze emergano, si facciano sentire nella loro necessità e drammaticità, che ci sia uno scontro fra posizioni diverse. Che ci sia, in definitiva, una “falsificazione” in senso popperiano delle diverse ricette proposte dagli schieramenti politici. Qualcosa che può derivare solo dal confronto serio, basato sui fatti (che ahimè manca anche negli schieramenti “normali”).

Lo schema dei movimenti di ispirazione totalitaria è il contrario: rifuggono il controllo e il confronto con la realtà, perché “così è e basta”, un po’ come quei bambini che dicono “il pallone è mio e si gioca come dico io, altrimenti me ne vado“. Le critiche vengono affrontate con sufficienza e fastidio, le contraddizioni sono “gonfiate ad arte” da gente “sicuramente pagata da altri per dividerci”, il finale è sempre lo stesso: trionferemo noi, perché Noi Siamo Meglio Di Voi™. Quanto questa impostazione sia completamente infondata, lo abbiamo già visto in passato più e più volte.

Concludo ripetendo che no, il Movimento 5 Stelle non è il redivivo Partito Nazionale Fascista. Tuttavia, è la sua impostazione a preoccupare e a risultare, nel migliore dei casi, inconsistente e velleitaria. Purtroppo, quando ci si accorgerà che il voto di protesta su larga scala non porta a niente e che abbiamo soltanto perso ulteriore tempo prezioso, sarà già tardi.


Autore: Luca Martinelli

Nato nel 1985 a Benevento, laureato triennale a Roma Tre e magistrale alla LUISS in Scienze Politiche, scrive da quando ha 16 anni e mezzo. Dopo anni passati a far gavetta e studiare, è diventato un giornalista pubblicista freelance. Siccome non ama starsene con le mani in mano, nel suo tempo libero è anche utente di Wikipedia in italiano da più di sette anni.

16 Responses to “L’illusione post-democratica di Beppe Grillo”

  1. caterina scrive:

    tutto vero, con una differenza non da poco, rispetto al passato: internet, dove le divergenze possono emergere ed essere discusse, e lo scontro tra posizioni diverse è una costante. credo che anche questo aspetto avrebbe dovuto essere tenuto in considerazione nella sua analisi

  2. Luca Martinelli scrive:

    Li ho tenuti in conto, infatti. Internet però è solo uno dei luoghi in cui la divergenza emerge, magari il più “efficace” ora. Di qui a considerarlo come fa il M5S la panacea di tutti i mali ce ne corre: Internet è uno strumento che noi usiamo.

    Quanto allo scontro fra posizioni diverse, lo so che è una costante. La democrazia presuppone lo scontro, anche duro, per potersi migliorare e poter evolvere verso qualcosa di meglio. Solo che in un approccio totalitarista, questo scontro di fatto non esiste oppure viene sublimato in un utopico “civile scambio di cortesie”, perché “siamo tutti una unica comunità”. Cioè, c’è solo una differenza di vedute “contingente”, non anche “strutturale” come può essere in una democrazia (ad esempio, “parlamentarismo” contro “presidenzialismo”).

  3. Vincenzo scrive:

    Martinelli dici “voglio tentare di analizzare da un punto di vista più politologico che politico quanto dice”.

    Vuoi un confronto politico ?
    Bene fammi capire quale partito o forza politica ha cambiato in meglio questo Paese.
    Cosa intendo per meglio?
    – Qualità della vita dei cittadini (criminalità, corruzione, evasione fiscale, ascensore sociale, giustizia sociale, diritti e doveri, Stato inteso come appartenza ad una comunità)
    – Bene comune non smerciato per creare serbatoi di voti (Sanità, autostrade, rete internet, scuola, acqua, combustibili, vizi dall’alcool al gioco d’azzardo).
    – Burocrazia creata per creare e mantenere un sistema medioevale di vassallaggio e serbatoi di voti
    – Lobbies di tutti i tipi
    – Diseducazione della società come modello di comportamento.
    – Media usati per mantenimento status quo
    – Cittadini munti per mantenere vassalli, ballerine, imprenditori legati alla politica
    – Istituzioni pubbliche e parapubbliche usate per parcheggiare coloro che appartengono a quei serbatoi di voti
    – Sindacati trasformati in piattaforme di lancio nella carriera politica
    – Intasamento della Giustizia per tutela chi delinque. E chi delinque in un sistema medioevale ? Ma è ovvio il criminale che viene usato da Don Abbondio e lo stesso Don Abbondio che tutela il criminale.
    – Il sistema bancario che oramai non fa assolutamente gli interessi del Paese e come tu saprai sicuramente, lo spero, ha una regolamentazione particolare il sistema bancario. E’ finalizzato ad avvantaggiare il Paese cosa che attualmente non avviene.
    – un infinità di schifezze che rendono questo paese medioevale, infatti parliamo noi del M5S di Neo-medioevo e contrapponiamo un modello Rinascimentale con al centro il cittadino e non i poteri forti.

    Parli di cose che credo tu non abbia mai approfondito realmente, attacchi noi perchè ti fa schifo vedere l’insieme universo politico in cui il M5S si muove in Italia.

    Denunciamo continuamente le schifezze che avvengono nelle Istituzioni perchè i sistemi medioevali mantengono lo Status quo attraverso il controllo dell’informazione. Internet lacera questo meccanismo oliato attraverso fantomatici “giornalisti” che non fanno nessuna inchiesta e vengono usati come lo spazzolino del water ripetendo che il M5S è la cacca…

    Senza di noi oggi ci sarebbe una rivoluzione nel Paese.
    Ma ti sei guardato intorno ? Credi che in autunno tutto questo malessere che ora si sfoga con impiccamente, cittadini che si danno fuoco, si sparano, madri che si lanciano dai balconi nel pieno della disperazione possa tenere ancora.

    E’ finita ! Ha ragione Grillo, è finita.

    Notizia dell’ultima ora che nessuno da … il M5S è al 31,7% in Italia.

    Grillo nello Tsunami Tour a pochi giorni dalle elezioni ci disse guardate siamo al 25% dobbiamo far capire ai Cittadini che il cambiamento deve essere realtà, solo dai nostri comportamenti i cittadini si fideranno, solo da un’informazione seria su ciò che gli viene sottratto per cupidigia e potere dalle caste si fideranno.

    Aggiunse che avremmo avuto un 15% di Scilipotti perchè il modello sociale italiano vede il furbo come il figo di turno e non quello da buttare fuori dalla società recuperandolo con lavori socialmente utili che sono la costruzione di infrastrutture (lavoro puramente fisico così la compensazione intellettuale che verrà ricercata è su ciò che si è commesso per trovarsi in quella situazione).

    Non si può essere così miopi o forse interessati per volere che il proprio Paese rimanga nelle mani di chi ha condotto il Paese a questa situazione.

    Abbiamo una classe politica geriatrizzata, anziani che vogliono costruire un futuro di cui loro non faranno parte.

    Io voglio anziani disinteressati che passino conoscenze ai giovani perchè il futuro è solo loro e nessuno glielo può scippare per egoismo e interessi di casta.

    Sei miope spero ti ravveda nelle tue analisi, troppo infatili alcune frasi che poi scrivi:
    Partito totalitario, ma come fai a dirlo ma sei stato nel M5S ? Io ci sono da anni prima nei meetup ne ho costituito uno in una capitale estera dove lavoravo assieme ad altri italiani. L’ambasciata non dava informazioni ai cittadini italiani e usava i fondi per fare feste per la casta degli imprenditori legati alla politica e noi a cercare di dare una mano agli italiani che arrivavano o che cercavano di sapere cosa fare per la pensione, per un sussidio per le informazioni in relazione allo Stato che li ospitava…

    Tu parli parli sembri lo scienziato che analizza un sistema in continua evoluzione ma non si accorge neanche degli stati che ha e suppone che il cambiamento è male a prescindere.

    Noi esseri viventi siamo il risultato del cambiamento, dell’evoluzione. L’evoluzione che sta lanciando il M5S è un virus quando i cittadini saranno raggiunti dall’informazione dalla trasparenza di tutto ciò che deve essere bene comune e di chi ruba e approfitta rendendogli la vita un inferno si ribelleranno è un feedback ambientale, il sistema ritornerà in un orbita stazionaria e attraverso la coscienza dei cittadini che sono i detentori di quel sistema.

    Credo sia chiaro, spero che non inizia a filosofeggiare in astratto e ti attieni d’ora innanzi a fatti e non alla pubblicazione di notizie stile i giornali rosa. Perlomeno io la vedo così.

  4. Vincenzo scrive:

    Dimenticavo un ultimo problema che ha permesso il cambiamento, la mancaza di lavoro, l’aver parcheggiata un paio di generazioni a casa senza fare nulla mentre le caste banchettano e fanno la bella vita.
    Sembrano Antonietta che commentava i moti rivoluzionari della Rivoluzione Francese.
    I potenti quasi mai comprendono che è finita ed è meglio una rapida uscita di scena che una degenerazione del Paese perchè stanno giocando con questo per egoismo personale e di casta.

    Vuoi esempi storici, apri un libro di Storia ne è pieno…

    Ma l’uomo commette ciclicamente gli stessi errori pur avendoli studiati ed analizzati. E’ come se perdesse la conoscenza di ciò che è già avvenuto.
    Eppure nei partiti ci saranno sicuramente insegnati o specialisti di Storia politica, ma pare che nessuno li ascolti.

  5. Luca Martinelli scrive:

    Per una volta, però, voglio tentare di analizzare da un punto di vista più politologico che politico quanto dice, anche per cercare di “falsificare” in senso popperiano le sue affermazioni.” Questo riguardo il “filosofeggiare”: era un articolo teorico che voleva analizzare l’ideologia alla base del Movimento. Se lei lo ritiene “filosofeggiare”, ne prendo atto.

    Sulla diagnosi che lei fa del sistema, concordo in larga parte. D’altronde, anche io ne subisco le storture e così gli altri redattori, tutti cittadini di questo maledetto/benedetto Stato. Non concordo sulla sua prognosi: il M5S, date le premesse che ho individuato e analizzato, secondo me non è la soluzione. Quello che a me non piace del M5S, in particolare, è la parte messianica, così come quella parte che tende a creare un sentimento di comunità “altra”, “migliore”. Ho un po’ di esperienza in materia di attivismo politico e ho vissuto una esperienza simile a quella del Movimento in passato, che mi ha portato a diffidare fortemente di questo tipo di schieramenti. Anche perché la realtà, quando ci sbatti contro, fa molto male e prima o poi ti rendi conto che è inutile inveire contro gli altri, se il problema sono i tuoi difetti di partenza.

    Differente è il mio giudizio sui singoli aderenti del Movimento, i quali possono essere individualmente forza di cambiamento, se sfruttano la loro forza di condizionamento verso il meglio. Per farlo però serve sporcarsi le mani, serve scendere a patti con la realtà, serve contrattare con gli altri partiti. Un virgolettato attribuito a don Milani recita: “A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?”. Ecco, spesso il M5S mi da l’impressione di voler tenere ben bene le mani in tasca, per poi tirarle fuori quando gli fa comodo mostrare di averle pulite, in contrapposizione agli altri. E manco questo mi piace.

    Un’ultima nota, sulla quale vorrà farmi il piacere di riflettere, dal momento che leggo un impegno sincero nelle sue parole. Anche lei, forse per riflesso, si lascia andare ad allusioni e a sospetti di malafede verso quello che scrivo. Le assicuro che io la malafede nei confronti del M5S non ce l’ho. Sono duro, alle volte anche cattivo, nelle mie analisi, ma mai per malafede. Anche io ragionavo in termini di contrapposizione verso chi mi criticava. Poi, ho cambiato atteggiamento. E forse sono migliorato.

    Cordialmente.

  6. Vincenzo scrive:

    Guarda la frase di Don Milani noi la abbiamo usata sin dall’inizio della creazione dei meetup.
    I meetup spessissimo sono nati da associazioni di cittadini sul territorio che non venivano considerate dai partiti se non per affiliarle attraverso sostentamento economico.
    Poi c’erano alcuni appartenenti alle associazioni che non volevano assolutamente fare politica ritenendola sporca e praticamente nella trasmustazione in anche M5S sono andati via anche con scontri verbali.

    La frase di Don Milani veniva ripetuta in quella circostanza.

    Ma attenzione alla semantica, Don Milani mai e poi mai avrebbe fatto accordi con i delinquenti. Sporcarsi le mani era sempre finalizzato al bene supremo delle persone.

    Noi non facciamo accordi con chi conosciamo già perchè li abbiamo visti operare per 20-30-40 o addirittura 50 anni e sappiamo che si muovono per interessi corporativi o per lobbies. Questo rende il paese bloccato.

    Noi valutiamo ogni singola proposta e collaboriamo se ce lo permettono a scriverla o emendarla.

    Forse non lo sai ma siamo quasi sempre all’opposizione e non siamo noi che non vogliamo collaborare nella scrittura di mozioni, interrogazione decreti leggi, … ecc….

    Quasi sempre ci viene chiesto l’appoggio per lasciare le mani libere ai partiti e fare i propri interessi di casta.

    Mi risponderai che non ci credi, ma noi più che dirlo cosa dobbiamo fare. Ci stiamo sobbarcando l’evoluzione del Paese ognuno di noi appena dice A viene criticato.

    Noi siamo Gesù Cristo quando abbiamo posto l’altra guancia lo abbiamo ricevuto in quel posto e sinceramente il nostro obiettivo primario è normalizzare il Paese dando un modello migliore di quello dei paesi del nord europa.

    Ci credi non ci credi non è mio compito “convertirti” visto che ci definiscono come una setta di Scientology sono arrivati anche a questo quando loro votano addirittura contro i loro stessi ideali per ordini di scuderia….

    Sei una persona che ha una capacità cognitiva ed intellettiva come tutti gli altri cittadini, impegnati tu personalmente a comprendere come si muove il M5S più vicino a te perchè noi ci muoviamo sul territorio ch tu ci creda o meno.

    Tutti ci chiedono aiuto e noi non cerchiamo mai di mettere il cappello alle iniziative delle associazioni non è il nostro obiettivo principale.

    Lo ripeto l’obiettivo è dare un auto-coscienza ai cittadini se loro la ricercheranno la troveranno e sarà un virus.

    Troppi di noi sono dei professionisti, è compito di chi vive nella società cedere una parte del suo tempo per migliorare la comunità altrimenti vai su un monte e vivi da solo come un eremita.

    Lo stato deve essere una comunità ed oggi non lo è basta confrontralo con altri Stati.

    Spero che i cittadini facciano schizzare il M5S nei voti, ma non vogliamo cittadini che delegano vogliamo cittadini che si riprendano il proprio ruolo di artefici dello Stato.

    Non accettiamo la delega in bianco ti impegni e cerchi di proporre soluzioni o bozze di soluzioni ai problemi non bussi per beghe puramente personali (abituati dal sistema politico Neo medioevale).

    Il Paese può rinascere solo se la maggioranza dei cittadini guiderà il M5S con uno spirito di ricostruzione, di comunità, di vero STATO.

  7. Vincenzo scrive:

    Guardi io non ce l’ho con Lei, ma mi infastidisce essere continuamente attaccati senza mai vedere la distruzione che ci circonda. Un egoismo legato all’egoismo sociale creato ad arte dal Neo medioevo.

    Stiamo cercando di farlo evolvere in meglio questo Paese.

    Ha tutte le carte in regola per poterlo fare, ma è necessario rieducare i cittadini al rispetto delle regole e della comunità, dei beni comuni. I privati competono sulle reti pubbliche ad esempio non le possono possedere altrimenti distorcono i mercati con oligarchie o monopoli. I partiti vendono spesso un liberismo che è anarchia pura, dove la multinazionale forte acquisisce marchi di prestigio magari producendo in Vietnam con bambini lavoratori e questo modello si propaga anche per le nostre aziende che delocalizzano. Questo è un modello economico anarchico e selvaggio che non porta vantaggio alla comunità. L’europa non fa una legge per uniformare i prodotti che arrivano da noi dai paesi stranieri. Se non ti uniformi non entri.
    A casa sua fa entrare i cani se qualcuno si presenta con i cani, lo stesso vale con l’europa. Deve uniformare le leggi dei Paesi per avere trasparenza informativa ai consumatori come anche vietare l’ingresso di beni che non rispettano i regolamenti sul lavoro, lo sfruttamento , eccc….
    C’è veramente tanto da fare… ma i partiti sono intenti alle presidenze perchè ogni presidenza frutta all’incirca 4000€/mese in più in busta paga. Si rende conto della miopia di questi personaggi che si definiscono politici invece sono disossatori, perchè è rimasto proprio poco del Paese.

    Il furbo non vince anzi va in galera e io Stato devo fare di tutto per acciuffarlo e quando lo acciuffo lo devo punire severamente.

    Mettere a posto (renderlo equo per tutti come comunità) la giustizia, il codice civile, penale e tributario.

    Avere servizi degni di questo nome.

    Non lasciare indietro nessuno perchè ogni cittadino è una risorsa di conoscenza, di visione diversa di arricchimento sempre che voglia integrarsi nella comunità.

    Far funzionare l’ascensore sociale, perchè tramite l’ascensore sociale lo Stato evolve più velocemente. Lo sa benissimo che chi proviene dalle classi più povere ha una marcia in più perchè vuole dimostrare che lui vale e questo stimolo continuo porta energia al Paese alla comunità.

    Spero che le posizioni espresse non turbino nessuno ma pensate ogni tanto come vi sentireste voi se state cercando di far rinascere il Vs paese perchè c’è la potenzialità ed i disossatori non te lo permettono solo per egoismo e casta.

  8. Stefano scrive:

    Sig. Vincenzo,
    se volessi risponderle per filo e per segno servirebbe una replica lunga quanto i suoi internminabili post. Mi limiterò ad alcuni punti. Al di là dei toni messianici che lei usa, che mi fanno ridere o rabbrividire a seconda delle circostanze, vorrei commentare questo suo passaggio: “L’europa non fa una legge per uniformare i prodotti che arrivano da noi dai paesi stranieri. Se non ti uniformi non entri.
    A casa sua fa entrare i cani se qualcuno si presenta con i cani, lo stesso vale con l’europa. Deve uniformare le leggi dei Paesi per avere trasparenza informativa ai consumatori come anche vietare l’ingresso di beni che non rispettano i regolamenti sul lavoro, lo sfruttamento , eccc…”
    Ma lei sa ciò di cui sta parlando? Visto che conosco la materia, questa mi pare niente più che una sfilza di paroloni buttati a casaccio… che significa fare una legge per “uniformare i prodotti”? O “uniformare le leggi … per avere trasparenza informativa”?
    Vietare poi l’ingresso a beni ha un nome ben preciso: protezionismo, ed è stato la causa di guerre e sciagure in passato. Volete questo? Ma di che “regolamenti sul lavoro” sta parlando?
    Ecco, questo è uno spaccato del modo di ragionare del M5S. Rifiutare la realtà, perchè non la si conosce, e proporre “soluzioni” che sarebbero nel migliore del casi prive di senso o nel peggiore catastrofiche…

  9. Luigi Di Liberto scrive:

    Luca, tu pubblici la tua prognosi solo perché sei già affetto della malattia e sei il veicolare del virus.

  10. Luca Martinelli scrive:

    Il più bell’insulto che ricevo da anni, grazie.

  11. Luigi Di Liberto scrive:

    Prego, e meno-male che la mala-fede non ce l’hai con il M5S. La tue analisi contro Grillo, CREDI, sei un duro e cattivo ma accetti la critica, comunque speriamo che puoi cambiare atteggiamento.

  12. Luca Martinelli scrive:

    Potrebbe per cortesia riformulare in italiano corrente il suo commento? La mia buona fede mi lascia pensare che ne ha inavvertitamente cancellato una parte.

  13. Luigi Di Liberto scrive:

    Lo capisci, eccome… :) e tu, FORSE, non vuoi migliorare.

    Comunque questo il MIO Italiano corrente :)

  14. Luca Martinelli scrive:

    No, non ho capito. Mia limitazione. Posso CREDERE di aver capito che lei, tutto sommato, mi invita a cambiare opinione e/o atteggiamento e uniformarlo al suo. Non si offenda, ma io penso quel che voglio io e scrivo, in tutta libertà, ciò che voglio (eccetto quando devo riportare i fatti, perché in quel caso riporto i fatti e basta). In cambio, non chiedo e non obbligo a nessuno di pensarla come me. Cordialmente.

  15. Simone Fusini scrive:

    Quando trovo articoli come il tuo in rete riprendo fiato e speranza.
    Grazie Luca.

Trackbacks/Pingbacks

  1. […] Beppe Grillo, “tiene” la rabbia o la fomenta?PolisBlog.it (Blog)Nel suo ultimo comizio a Corato di Bari, in streaming web, il leader del M5S ha insistito: “Noi la rabbia la stiamo tenendo, senza il nostro movimento esploderà. Dovrebbero ringraziarci tutti, dirci grazie che ci siete”. Ovviamente Beppe dimentica …L’illusione post-democratica di Beppe GrilloLibertiamo.it […]