Tutti con Silvio, per non riformare la giustizia

di LUCIO SCUDIERO – Oggi il PdL va a Brescia, a “buttarla in vacca”, come si suol dire. A coltivare la piazza per ovvio e conclamato disinteresse al governo. A rendere l’ormai canonico omaggio al feticcio retorico della giustizia politica che perseguita il leader di un popolo e, dunque il popolo stesso. Silvio Berlusconi ha ancora la capacità e la forza politica di trasformare le sue personalissime vicende giudiziarie in un “affare di Stato”, un’istanza politica capace di porsi all’incrocio tra una domanda e un’offerta. E c’è un che di artificiale in tutto questo, nell’Italia del Pil in picchiata libera e della povertà che incede lenta ma costante. Eppure la bolla non è ancora scoppiata. Quando ciò accadrà, e i valori sottostanti il mercato politico torneranno ad un’approsimazione più vicina alla realtà, spariranno d’un colpo solo tutti i profeti del berlusconismo e dell’antiberlusconismo militante.

Fate un respiro, e immaginate un Paese senza Cicchitto, Boniver, Capezzone, Bindi, Travaglio e Santoro.

A chiunque vada in piazza a Brescia oggi della malconcia giustizia italiana, che pure è un’emergenza nazionale di primissimo ordine, non importa nulla che vada oltre il titolo d’apertura dei tiggì di pranzo.

Per fare cose vere Berlusconi e i suoi hanno avuto e avrebbero un governo e una maggioranza parlamentare. Ma, ora come allora, della lentezza della giustizia civile e penale (ma soprattutto civile, dove siamo primi in Europa per liti pendenti su numero di abitanti), dei poveri cristi in galera in attesa di giudizio, delle carceri che scoppiano, dello statuto dei magistrati, alla destra di Berlusconi frega poco. O niente.

Anche su questo tema servirebbe una puntata al rialzo da parte degli alleati di governo del Cavaliere. E cioè imbastire una vera agenda di riforma dell’ordinamento giudiziario italiano che che incastri Berlusconi alle sue reali intenzioni, che fluttuano tra il “non volumus” e il “non debemus”. Da una magistratura e soprattutto da avversari politici efficienti lui avrebbe tutto da perdere.

Ma chi glielo spiega ad Epifani?


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

3 Responses to “Tutti con Silvio, per non riformare la giustizia”

  1. elenasofia scrive:

    Andiamo in piazza perché sono venti anni che in un modo o nell’altro i sinistri a colui che è stato votato dalla maggioranza degli italiani impediscono di governare.

  2. Silvana Bononcini scrive:

    @ elenasofia ma che film hai visto?
    Coi numeri che aveva, se voleva, le riforme le faceva! Ma non gli è interessato farle. E c’è pure chi gli crede ancora!
    Ognuno è libero di pensare come crede, ma x favore collegate i neuroni al senso di realtà, vi conviene!!

  3. marcello scrive:

    Il pacificatore berlusconi (mica come quei sindacalisti che spingono al terrorismo) è sceso un’altra volta in piazza contro un potere dello stato. E a questa manifestazione ha partecipato anche Al fano, il capo delle forze di polizia.

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