La mancanza di autocritica di SC: possono i montiani sostenere a prescindere un governo anti-rigore?

di GIULIANO CAZZOLA – Ho molto apprezzato l’intervento di Benedetto Della Vedova (“Ahi Letta” su Il Foglio del  7 maggio) innanzi tutto perché l’autore, autorevole senatore di Scelta Civica (un movimento il cui vocabolario non comprende la parola ‘autocritica’) non ha esitato ad individuare i rischi che corrono il Governo Letta e le forze che lo appoggiano, compresa quella di cui Benedetto fa parte. Peraltro, Della Vedova ha reso pubblici i suoi rilievi critici, in una fase in cui non si era del tutto compiuto il ciclo delle nomine, dando prova, così, di uno stile che è assente in quelle personalità, sedicenti espressione della cosiddetta società civile, che si sono precipitate a spartirsi – in modo puntigliosamente lottizzato tra  le due confraternite azioniste di riferimento di SC, che hanno piazzato i loro adepti con un uso spregiudicato del Porcellum – le poltrone e gli strapuntini  ottenuti dagli alleati di governo più potenti.

Per chi scrive – uno che in politica ne ha viste tante –  il movimento fondato da Mario Monti è una sintesi tra Alleanza democratica e il Psdi: ha messo insieme l’arroganza e l’albagia della prima e la vocazione governativa – sempre e comunque –  del secondo, in assenza di un’adeguata iniziativa politica. Secondo Della Vedova, Scelta Civica ha meritoriamente lavorato per la costituzione dell’attuale compagine di governo. E’ vero. Mi sentirei, tuttavia, di affermare, più prudentemente, che i “montiani” hanno evitato, magari con qualche incertezza, di associarsi ai drammatici errori della linea Bersani (spesso limitandosi a guardare e ad astenersi);  poi hanno avuto la fortuna di lasciarsi trascinare dallo tsunami  provocato dalla rielezione di Giorgio Napolitano. Ma fino a che punto, l’esecutivo guidato da Enrico Letta è riconducibile alla strategia – enunciata, al momento della “salita in politica”, dal Professore – rivolta all’unificazione dei riformismi presenti nelle coalizioni prigioniere per vent’anni di un bipolarismo inconcludente e contro natura? Lo è sicuramente sul piano politico, poiché lo sostengono, all’interno del Pdl e del Pd, le forze più responsabili, sia pure con sofferenza. I democrat stanno attraversando un rapporto difficile con i militanti dei circoli, alimentati a pane e veleno; nel Pdl  sono presenti ed agguerrite posizioni che spingono per tornare, a breve, alle urne nella speranza di vincere. Sono, invece, le proposte politiche ad assomigliare di più ad un mix delle tante promesse alla rinfusa che i maggiori partiti della coalizione hanno fatto agli elettori, piuttosto che alla continuazione dell’opera della compagine dei tecnici. Si avverte, pesante,  la mano delle mediazioni partitiche, senza, peraltro, avere delucidazioni rassicuranti per quanto riguarda le coperture finanziarie.

Sembra  profilarsi  una prospettiva che vorrebbe tenere insieme minori entrate (in particolare: riduzione delle imposte sul lavoro, sospensione del pagamento di giugno dell’Imu in attesa persino del suo “superamento”, la mancata applicazione dell’aumento dell’Iva) e maggiori spese (un intervento a sostegno dei redditi più bassi, il rifinanziamento della cig in deroga, la soluzione definitiva del problema degli esodati, gli incentivi per l’occupazione giovanile, il potenziamento dell’apprendistato, l’estensione al lavoro precario degli ammortizzatori sociali; tanto per ricordare gli interventi più importanti e più onerosi). Soprattutto per quanto riguarda le pensioni, oltre a voler strafare a favore della bolla mediatica degli esodati, sembrano essere in cantiere, poi,  alcune misure di carattere strutturale,  a revisione della riforma Fornero, che implicano la modifica strutturale di uno dei capisaldi del nuovo sistema: il superamento, seppur in modo drastico, della piaga dei trattamenti di anzianità. Analoghe considerazioni potrebbero riguardare la riforma del lavoro oppure la tolleranza con cui il Governo assiste alla marcia indietro delle parti sociali sul tema della produttività, come Michele Tiraboschi e Pietro Ichino hanno ricordato su Il Foglio. L’impegno finanziario richiesto implica necessariamente una revisione, significativa ed improbabile, delle regole dei trattati costitutivi dell’Unione e della moneta unica. Così, alla fine dei conti, le forze politiche più importanti del Paese non sono riuscite ad immaginare nulla di diverso e di migliore che non fosse la crescita attraverso il deficit spending, al grido di “Basta rigore!“. E  il cambiamento si trasforma nel ripristino dello status quo.

Nei  momenti migliori Monti assicurava che lui non avrebbe mai attribuito, alla  perfidia di un’Europa matrigna, l’impegno per il risanamento. Adesso SC assiste in silenzio al ri-accreditamento – come asse del programma di governo –  della teoria insensata per cui i guai dell’Italia deriverebbero dalla trappola dell’austerità imposta dalla Germania. Addirittura un ministro della Repubblica, Josefa Idem (nomina sunt consequentia rerum) ha dichiarato  – senza subire alcun richiamo – che, a suo avviso, gli italiani hanno ragione ad avercela con la Cancelliera Angela Merkel, a suo avviso responsabile della crisi in cui versa il Paese. Tutto ciò premesso, fino a che punto si può far parte di un governo e di una maggioranza se questi si propongono di tagliare le radici di Scelta Civica?


Autore: Giuliano Cazzola

Nato a Bologna nel 1941. Laureato in Giurisprudenza, esperto di questioni relative a diritto del lavoro, welfare e previdenza, è stato dirigente generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Insegna Diritto della Sicurezza Sociale presso l’Università di Bologna. Ha scritto, tra l’altro, per Il Sole 24 Ore, Il Giornale, Quotidiano Nazionale e Avvenire e collaborato con le riviste Economy, Il Mulino e Liberal. È stato deputato per il Pdl nella XVI Legislatura. Per le elezioni 2013, ha aderito alla piattaforma di Scelta Civica - Con Monti per l'Italia.

One Response to “La mancanza di autocritica di SC: possono i montiani sostenere a prescindere un governo anti-rigore?”

  1. leonardo scrive:

    Questo è il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realtà vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si è parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

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