Le priorità del Paese

di LUCIO SCUDIERO – Oggi l’ostaggio di Berlusconi è la presidenza della Convenzione per le riforme costituzionali. Reclamata per sè dal diretto interessato, è una granata, l’ennesima, tirata nella trincea già indebolita dell’avversario-alleato di governo, che in verità però pare meritare tutto il contrappasso toccatogli in sorte negli ultimi mesi.

Per quanto provocatoria e diversiva sia la strategia del Cavaliere (che, più prosaicamente, forse mira alle presidenze parlamentari di commissioni giustizia e comunicazioni) essa basta e avanza a maciullare il corpo molle del centro sinistra, che si è risvegliato bruscamente da anni di rimozione forzata dell’Italia di centro destra, questo centro destra, purtroppo, quello di Silvio Berlusconi e del suo cirque du soleil.

Avere un governo non significa poter governare, nè aver riempito le caselle dell’organigramma parlamentare assicurerà l’operatività concreta delle istituzioni cui la Costituzione affida potestà legislativa.

E dunque martedì prossimo, quando pure i presidenti di Commissione saranno stati nominati, non resterà che l’IMU, a cui l’ostinazione demagogica e ricattatoria del centro destra ha conferito rango di priorità nell’agenda economica di un paese economicamente dissossato. E bisognerà trovare, e ammesso che li si trovi, bruciare subito tra i 6 e gli 8 miliardi per placare gli appetiti dei falchi del nonsense.

Servirebbe un esorcismo. O forse una controproposta altrettanto comunicabile e chiara sul fisco, come suggeriva Marco Faraci qualche giorno fa su Libertiamo. Una controproposta che sappia ridefinire l’ordine delle priorità italiane, avendo non marginali nè pochi argomenti di efficienza economica da usare.

Picchiare duro su Irap, Irpef, spesa pubblica e alienazione di patrimonio pubblico sarà l’unico modo per il neonato governo di uscire dall’angolo in cui è già stato cacciato dal calcolo egoista e suicida di uno dei suoi maggiorenti.

La buona notizia è che si può fare. Perchè ridurre Irap e spesa pubblica non è necessariamente più complicato, in termini di praticabilità economica, dell’abrogazione dell’IMU. Ma ogni giorno che passa senza controffensiva rischia di renderlo politicamente impossibile.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

2 Responses to “Le priorità del Paese”

  1. Alessandro scrive:

    Non dimentichi il cuneo fiscale,cosa a mia vista piu’importante di tutte

  2. Ermanno Tombroni scrive:

    Gli elettori hanno di Berlusconi hanno votato sul programma che individuava la prorità l’abolizione dell’imu e la sua restituzione.
    Il popolo è sovrano e la coerenza appartiene ai signori quindi quale debba essere la priorità è già stato deciso.
    Per i pagliacci esiste il partito del PD & affini i quali sono molto abituati a prendere i voti su un programma e appena chiuse le urne fare esattamente il contrario.
    Di salvatori e depositari di verità voltagabbana ne siamo e ne stiamo morendo di tanta grazia.

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