Tutte le tasse del parlamento, SEL e M5S si sfidano a colpi di imposte

La nuova legislatura è già entrata nel vivo. L’insediamento del nuovo Governo è stato preceduto dalla presentazione degli emendamenti al decreto legge sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Mentre impazzava il totoministri, in Parlamento le forze parlamentari scoprivano le prime carte, avanzando proposte concrete con effetti sulle finanze pubbliche… e private.

La maggior parte degli emendamenti presentati hanno come obiettivo la ridefinizione delle modalità di pagamento dell’IMU e della Tares, ma anche l’allargamento delle maglie della finanza pubblica locale. Se da un lato si propone da più parti di aiutare i comuni in difficoltà, dall’altra i nostri parlamentari si vedono, dall’altro, obbligati a trovare una copertura finanziaria alle misure proposte. La copertura può essere data da tagli alla spesa pubblica o da aumenti dei tributi.

È su quest’ultimo versante che alcuni deputati di Sinistra Ecologia e Libertà e del Movimento 5 Stelle si sono impegnati con più decisione, dando vita ad una spettacolare gara a tutte tasse tra neopromosse. Ecco di seguito una sequenza di tasse di cui è stato proposto l’aumento, per scaricare sui contribuenti il peso delle misure a sostegno dei comuni.

Alcune proposte di aumento delle imposte sono condivise dal Movimento 5 Stelle e da Sinistra Ecologia e Libertà e sono orientate verso uno Stato etico e contro il famigerato mondo della finanza. Uno Stato etico che si rispetti vigila sull’impiego del tempo libero dei propri cittadini e li allontana dalle slot machine. Ecco quindi proposto, sia dal Movimento 5 Stelle che da Sinistra Ecologia e Libertà, un aumento dello 0,5% delle tasse sugli apparecchi di intrattenimento nelle sale da gioco.

Nella cerchia dei cattivi che uno Stato buono e giusto deve colpire, sostengono i deputati delle due formazioni politiche, figurano le famiglie che acquistano obbligazioni e azioni. Perché alla fine sarebbero loro a essere colpiti dall’aumento delle imposte sui redditi finanziari proposto in Parlamento. La retorica della finanza cattiva non tiene in considerazione due cose. La prima: circa il 30% dei portafogli delle famiglie italiane è impiegato in azioni, obbligazioni e altri titoli finanziari. Anche le famiglie più giovani, pur vantando minori risparmi, investono il 10% dei loro averi in titoli finanziari. La seconda: tassare i redditi derivanti dal possesso di azioni e obbligazioni (o la plusvalenza che si ricava al momento della loro cessione ad un prezzo più alto) significa tassare due volte le stesse somme. Il denaro investito in azioni è, il più delle volte, un guadagno da lavoro (già tassato) che non viene consumato, ma reinvestito in strumenti che forniscono carburante al sistema produttivo. Tant’è, fin qui il risultato è di pareggio.

Tuttavia, i grillini si spingono oltre, rispolverando la Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie per strumenti finanziari e derivati per avere un incremento del 50% delle corrispondenti entrate erariali. Sinistra Ecologia e Libertà scommette con maggior insistenza sul ruolo dello Stato etico e salutista, riagguantando il Movimento 5 Stelle con incursioni su questa fascia. Una loro proposta mira ad aumentare le accise sulla birra, sui prodotti intermedi e sull’alcol etilico per ottenere maggiori entrate per 58 milioni di euro nel 2013 e 96 milioni di euro per il 2014. Una tassa da Stato etico che, se aumentasse, colpirebbe una tradizione, la produzione vinicola italiana, che già non se la passa bene: nel 2012 i consumi di vino sono scesi del 2%, acutizzando una tendenza (-22% in dieci anni) che ci riporta ai livelli del 1965.

Ma anche l’acqua fa male in certi casi. Il vizio borghese di abbeverarsi dalla bottiglia, anziché dal rubinetto, deve quindi essere punito con un aumento da 0,5 a 0,6 centesimi del contributo già oggi imposto per ogni bottiglia di acqua minerale o da tavola in materiale plastico venduta al pubblico. L’azione dei deputati di SEL è dirompente: si propone un aumento del 20% anche le accise sui bitumi di petrolio, con cui solitamente viene costruito il manto delle strade, e sugli olii lubrificanti, usati nei motori delle nostre auto.

Il gruppo di Vendola qui dilaga: le accise sul tabacco lavorato, con cui lo Stato ha già fatto cassa lo scorso anno, andrebbero, per i nostri, aumentate in modo da portare all’erario altri 100 milioni di euro l’anno. Anche l’informazione radiotelevisiva è sotto attacco: alle emittenti televisivi e radiofonici è richiesto un canone annuo pari al 5% del fatturato per le TV a diffusione nazionale e all’1% del fatturato per TV locali e stazioni radio.

Infine, SEL mette nero su bianco la tanto attesa patrimoniale sulle ricchezze immobiliari superiori a 1,2 milioni di euro, con aliquote allo 0,5% e, per l’eventuale quota superiore a 1,7 miliardi, allo 0,8%. Se il calcolo del valore della componente immobiliare del patrimonio viene svolto sulla base dei valori di mercato, il numero di italiani, da sempre amanti del mattone, colpiti dall’imposta sarebbero tra i 2 e i 300 mila. Il gruppo parlamentare di SEL vince con un tondo e tennistico punteggio di 7 a 3 la gara di andata, impartendo una dura lezione agli esordienti a 5 stelle.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

7 Responses to “Tutte le tasse del parlamento, SEL e M5S si sfidano a colpi di imposte”

  1. Marco Galliano scrive:

    Una delle tasse più urgenti da approvare è quella sugli iper guadagni realizzati da chi ha realizzato impianti per la produzione di nergia rinnovabile, non per auto consumo, ma per mera vendita di tipo eolico, fotovoltaico a terra, biomasse industriali, ecc.
    Questo in considerazione del fatto che gli incentivi concessi erano (e sono) assolutamente spropositati e hanno dato luogo a rendite parassitarie.
    Incentivi che in ogni caso devranno essere eliminati al più presto per essere sostituiti da soli incentivi per interventi di efficienza energetica e impianti rinnovabili integrati agli edifici per autoconsumo.
    In considerazione anche degli scempi che molti speculatori “rinnovabili” hanno provocato si tratterebbe di una tassa sul brutto.

  2. Luca Martinelli scrive:

    Ma l’idea di non mettere tasse e basta – non dico tagliarle, soltanto non aggiungerne altre – fa davvero così schifo?

  3. lodovico scrive:

    @Marco galliano: si potrebbe introdurre in Italia una tassa sul lusso con IVA al 36% sulle scarpe in pelle o con suola di cuoio a difesa degli animalisti…. e la fantasia degli Italiani ci potrebbe aiutare nel trovare tasse che colpiscono tutti in maniera progressiva.
    Sono da tassare le prostitute e si dovrebbe trovare l’equivalente nei rapporti famigliari… differenziando il sesso orale da altri tipi.

  4. se queste nuove tasse andassero a coprire sconti sul costo del lavoro… beh non sarei affatto contrario.

  5. Roberto scrive:

    basta cancellare gli incentivi e vedrai che botta, altro che tassarli

  6. Andrea B. scrive:

    @ Diego Menegon: “…tassare i redditi derivanti dal possesso di azioni e obbligazioni (…) significa tassare due volte le stesse somme. Il denaro investito in azioni è, il più delle volte, un guadagno da lavoro (già tassato) che non viene consumato, ma reinvestito…”.

    D’ACCORDISSIMO ! E quanto sopra non è molto diverso dall’ investire nel mattone, oppure nel caso di acquisti al consumo tout court.
    Iva ed accise pagate da normali consumatori, come pure imposte dovute al mero POSSESSO di, ad esempio, immobili o autovetture non sono altro che “prelievi” ulteriori su somme di denaro provenienti da guadagni già tassati in precedenza.

    Ma la “bestia”, come pure i parassiti ( e non parlo solo dei politici) che vi dimorano sopra, ha sempre tanta tanta fame…

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  1. […] anziché aumentare. Il nuovo Parlamento sembra non avere capito la lezione, come riporta questo lucido articolo di Libertiamo. Ecco, non basta l’ennesimo ritocco all’insù per tabacco, alcol o benzina. O […]