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La banda larga muove un altro timido passo in avanti

Il digital divide non è mai stato un punto principale nell’agenda politica nazionale e anche alle recenti elezioni il tema è stato appena accennato nei programmi dei partiti. Se vediamo bene neanche il Movimento 5 stelle, forza politica attualmente più sensibile alle tematiche di Internet, si è mai preoccupato realmente di questo problema.

Andando per esempio a leggere il suo programma non viene mai menzionata l’Agenda digitale né la banda larga. Possiamo invece trovare tra i vari punti: “cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano“. Tralasciando la prima frase, che non si capisce bene a cosa si riferisca, il problema in Italia non è tanto garantire la gratuità dell’accesso ad Internet, bensì la banda larga, ovvero una connessione ad una velocità adeguata per le esigenze del mondo attuale.

Altri paesi hanno già affrontato queste tematiche garantendo per legge la banda larga per tutti addirittura come diritto fondamentale. Una connessione veloce non serve solamente per poter scaricare in breve tempo un file di grosse dimensioni o guardare uno streaming senza dover attendere quel noiosissimo caricamento. Sempre più imprese fanno utilizzano i cloud computer o il telelavoro e una connessione affidabile è una condizione imprescindibile per poter lavorare correttamente.

È stato calcolato in una ricerca di Ericsson che il raddoppio della velocità di connessione produrrebbe una crescita del PIL di almeno 0,3%. Per fare un altro esempio di quanto il cablaggio del Paese sia importante dal punto di vista economico, secondo il prof. Andrea Rangone del Politecnico di Milano, soltanto dalla fatturazione elettronica le imprese risparmierebbero 14 miliardi di euro ogni anno.

Tra i nomi circolati in questi giorni come papabili per la corsa al Quirinale c’è anche il giurista Stefano Rodotà, che all’Italia Internet Governance nel dicembre 2010 propose un articolo “21-bis” nella Costituzione come segue: “Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire le violazioni di cui al Titolo I parte I“.

Forse quella di Rodotà è stata soltanto una provocazione, perché l’articolo 21 attuale garantisce già a tutti il diritto di libertà di stampa e non c’è certo bisogno di ribadire che tale diritto valga anche per Internet, sebbene all’epoca della stesura questo non esisteva. Anche l’articolo 3 della Costituzione garantisce la parità dei cittadini ed è compito dello Stato rimuovere gli ostacoli che ne limitano l’uguaglianza. Inoltre l’articolo 21-bis non è forse una ripetizione dei servizi universali sanciti dall’articolo 53 del Codice delle comunicazioni elettroniche? Insomma anche se questo nuovo articolo fosse promulgato, poco cambierebbe in assenza degli investimenti necessari affinché il digital divide sia un lontano ricordo.

Buone notizie in questo senso sono arrivate qualche giorno fa durante l’Avaya Forum da Roberto Sambuco, capo dipartimento Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico che ha assicurato che entro il prossimo anno a tutti gli italiani sarà garantito un accesso Internet di almeno 2 Megabit, condizione negata attualmente a 2,8 milioni di nostri connazionali.

Sambuco ha dichiarato che è già stato pubblicato il quinto bando di gara per il proseguimento del Piano Nazionale per la Banda Larga ed entro la fine di questo mese ne saranno pubblicati altri due. Certamente è un piccolo passo nella direzione giusta ma siamo ancora molto lontani dalla Finlandia che già nel 2009 è partita con un piano di investimenti che porterà a garantire a tutti i suoi cittadini almeno 100 Mbps entro il 2015.


Autore: Luca Landucci

Pisano, nato nel 1980. Ha studiato ingegneria informatica, lavora come web-developer ma non tralascia di occuparsi anche di aspetti di web-marketing. Gli piace usare il registro della satira in 140 caratteri per commentare la politica italiana e l'attualità in generale. Appassionato di nuove tecnologie e diritti digitali.

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