Tutti autoassolti, è colpa di Berlusconi

di LUCIO SCUDIERO – Nell’impotenza della sinistra italiana c’è il riflesso dell’inadeguatezza sistemica del centro destra berlusconiano rispetto alla civiltà politica.

La piazza che sabato scorso ha ammiccato, come fosse la prima volta, a Silvio Berlusconi, in maniera strafottente e irriverente rispetto alla cronaca e alla storia recente del suo totale e quasi esiziale fallimento di governo, è un fenomeno politico che prova molto le categorie della razionalità.

Eppure i giudizi liquidatori – e in molti se ne sono letti e sentiti – suonano fin troppo autoassolutori. Come autoassolutorio ed estremamente conformista è stato da una parte il voto a Grillo e Berlusconi, e dall’altro l’irrigidimento antropologico di un centro sinistra che non riesce ad imparare neppure dalle sue ormai proverbiali sconfitte.

Del perchè quella gente fosse lì, e il 30% ancora nelle urne, e non invece in una qualche forma di transizione adulta verso un centro destra servibile alla bisogna di un Paese civile, dovrebbero interrogarsi tutte le forze politiche che in questi anni si sono contrapposte a Silvio Berlusconi agitando solo il suo spauracchio anzichè anticiparlo sulla sfida della modernità e del coraggio.

Sarà un caso che l’unico in grado di pensionarlo pare essere un “ragazzetto” fiorentino che del berlusconismo ha oltraggiato i capisaldi retorici, stilistici e sostanziali, per il fatto di aver disinnescato l’espediente del nemico esterno, parlando di libertà, ma da sinistra, ed essere andato vicino a vincerne la leadership, demistificando, sempre da sinistra, il dogma autoconservativo del berlusconismo?

E perchè il cosiddetto centro, che pur sottoperformando alle urne, malissimo non ne è uscito, non sembra in grado di giocare alcun ruolo nel recupero di quell’elettorato? Sono solo problemi di comunicazione, come suggeriva ieri Pietro Ichino, o c’è altro?

A mio parere i problemi di comunicazione di Scelta Civica sono finiti con la campagna elettorale, giocata oggettivamente con l’handicap di un’agenda dettata dal provincialismo servile perfino della grande stampa italiana, la medesima che ieri ha fatto auto da fè della propria tendenza a perdonarsi molto più di quanto perdona alle opinioni che contribuisce a formare o disinformare.

Ma dopo la campagna elettorale sono venuti subito al pettine i nodi politicamente strutturali. A chi parla il centro?  E perchè, a urne chiuse, esso non ha immediatamente aperto un canale politico di ingresso, un processo costituente, capace di coinvolgere quell’elettorato riformatore che intende rappresentare? I nemici della società aperta, oggi tutti in forma e variamente distribuiti, si combattono aprendosi più che si può, e mostrando i benefici e la forza di lungo periodo donati da meccanismi di competizione politica e culturale seri e reali.

Tempo per farlo ce ne sarebbe ancora. Ma è proprio poco, e la volontà, sopra ogni cosa, pare mancare.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

One Response to “Tutti autoassolti, è colpa di Berlusconi”

  1. elenasofia scrive:

    Peccato che voi, che siete giovani di belle speranze, vi siate fidati di due nullità … e non riusciate a capire perché, nonostante tutti i suoi errori e i suoi limiti, la gente preferisce Berlusconi: è mille volte meglio di loro.

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