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La presidenza di Laura Boldrini può essere un’opportunità per la buona politica

– «La politica deve tornare ad essere una speranza, una passione».

Così Laura Boldrini, neo-Presidente della Camera dei deputati, ha concluso il proprio discorso di insediamento. Chiamando a raccolta i cuori delle persone. Non la pancia, forse nemmeno la testa, ma il sentimento puro e benevolo di chi vorrebbe davvero un’Italia diversa, cambiata nel profondo.

Il primo gesto della ex Portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati è stato, quindi, un appello alle forze buone del paese, soprattutto a chi, sedendo tra i banchi dei deputati, si sente investito di un compito nuovo – quello, ha chiarito Boldrini, di ascoltare la sofferenza sociale. Un messaggio all’indirizzo dei grillini? Oppure un modo per sottolineare la propria provenienza politica? – Maurizio Lupi, in questo senso, non ha perso tempo, lamentando l’assenza di un riferimento alla famiglia nel discorso di insediamento della neo Presidente. Così, giusto per marcare una differenza e continuare sulla strada intrapresa da tempo da certa parte politica: dividere.

Forse le parole di Boldrini suonano melensamente ingenue, con la battaglia alla povertà e non ai poveri, la descrizione del Parlamento come ultimo baluardo della libertà di un popolo, il monito affinché la Camera sia la casa della buona politica. Forse si possono leggere tra le righe tattiche e tatticismi, nella stessa sua elezione si può intravedere la volontà della coalizione PD-Sel di posizionarsi e mettere in difficoltà soprattutto i Cinquestelle. Forse con lei – avranno pensato dalle parti del Nazareno – sorge un problema in più, per la sua storia professionale e il grande impegno speso a favore degli ultimi, per chi punta dritto alle elezioni. Certo: è così per chi intende la politica solo come opportunismo e ragione dei numeri. Ma forse è molto di più per chi, invece, crede davvero nella politica del cambiamento e della riscossa. Fatta perbene da persone perbene. Una politica distante dai caminetti e dalle riunioni blindate cui in molti, ancora nei giorni scorsi, ci hanno abituato. Una politica delle persone e non delle stantie liturgie. Una politica, però, allo stesso modo anni luce lontana dalla rabbia di piazza e dal fragor di popolo. Una politica con la schiena dritta e di buon cuore. Una politica per gli ingenui. Ma è di ingenuità e di rinnovato spirito di speranza che questo paese ha ora bisogno.

Per tutti questi motivi Laura Boldrini, con il suo esempio di vita, è la persona giusta non solo al posto ma anche al momento giusto. È la politica declinata al femminile, capace, quindi, di prendersi cura. L’ha fatto occupandosi dei migranti nel Mediterraneo – e ha avuto modo di ricordare ieri i tanti naufraghi che il mare custodisce e che, segno dei tempi, la Lega ha nominato negli ultimi anni con ben altri toni, per rispedirli a casa con qualunque mezzo a portata di mano. Ha lavorato nelle aree di crisi, Ruanda, ex Jugoslavia, Iraq, Sudan. Proprio per aver camminato nei luoghi più sanguinosi del mondo ha ricevuto il Premio dell’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani. Nel libro Tutti Indietro ha descritto l’Italia nascosta della solidarietà, quella che ha conosciuto e ha cui ha dato viso e corpo.

Ecco, la coppia Boldrini-Grasso è il simbolo dell’Italia rispettosa, concreta e gentile, che può farcela. Proprio ora che arriva il momento più difficile, che di unità nazionale ci sarebbe bisogno. Forse i simboli non bastano, da soli, a cambiare davvero le cose. Per una volta, però, il PD, che all’inizio aveva proposto un duo tutto politichese per le cariche di Presidenza delle due Camere, Franceschini-Finocchiaro, ha evitato il tafazzismo autoreferenziale, l’afflato al suicidio in nome della propria nomenklatura.

Per gli ingenui della politica significa poter tornare alla speranza. Abbandonando per un po’ – fosse solo un giorno di Primavera – il cinismo di cui andiamo tanto fieri, come se fosse intelligenza, e che invece ci conduce alla disfatta.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

One Response to “La presidenza di Laura Boldrini può essere un’opportunità per la buona politica”

  1. Lorenzo scrive:

    Scusate ma la boldrini non ha fatto volontariato .. E’ stata pagata bene per stare vicino agli ultimi… Non confondete il lavoro con il volontariato.. La misericordia si da senza avere nulla in cambio.. Ottima professionista, ma il ricorso al suo curriculum si deve fare per un adeguatezza alla carica non alla moralita’..

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