Di Jorge Mario Bergoglio si sta scrivendo che forse era un fiancheggiatore del regime di Videla. Si sta scrivendo che, forse, ha colpevolmente fatto in modo di organizzare un destino tragico a due giovani gesuiti, che in quegli anni lottavano per i diritti degli esclusi e dei diseredati. Si sta scrivendo che li ha “cantati”, ed è quindi responsabile pratico e morale delle loro future torture ad opera degli aguzzini del regime fascista argentino. Si sta scrivendo che Bergoglio sarebbe stato una sorta di spia del regime, con forse, addirittura, una specie di nome di copertura. Gira on line una fotografia di Bergoglio che dà l’ostia consacrata al generale Videla.

Stiamo leggendo queste cose.

E poi, per chi vuol vedere, per chi non si ferma al gusto narcisistico in nome del quale dietro ad ogni fatto e ad ogni decisione (l’elezione del nuovo Papa) si nasconda sempre una contro-verità, inversa, orribile, complottarda, che è, però, la ragione stessa dei fatti e delle decisioni, per chi vuol vedere… ci sono anche gli altri dati e le altre informazioni. Sono smentite, sono testimonianze, sono equazioni logiche che rendono il tutto un bluff o quanto meno una falsa pista.

I fatti narrati non trovano conferme certe. Si riferiscono ai mesi iniziali del regime di Videla, quando ancora non si era né chiarificato, né era ancora pienamente comprensibile la carica tossica e violenta del regime stesso. Vi sono, poi, varie testimonianze che invertono la questione e che attestano l’impegno di Bergoglio per far liberare i due gesuiti. L’autore del libro che inchioderebbe Bergoglio alle sue colpe è ben vicino alla presidente della Repubblica Cristina Kirchner, moglie dell’ex presidente, che a sua volta non nutre simpatie per Bergoglio, lo considera un nemico.

La Kirchner è l’estrema propaggine di uno sclerotizzato peronismo, che negli ultimi due secoli è stato la seconda Chiesa di Argentina. Una Chiesa, il potere peronista, populistica, demagogica, nepotistica e intollerante nei confronti di qualunque forma di contropotere o di vera democrazia. La storia di Bergoglio spia del regime, poi, si è dimostrata priva di ogni fondamento e la fotografia che gira on line è chiaramente un falso, quell’uomo non è Bergoglio. E poi abbiamo letto che Adolfo Maria Pérez Esquivel – pacifista argentino, fondatore di associatori contro il regime argentino, premio Nobel per la pace, tenuto in carcere e torturato per 14 mesi durante il regime di Videla – ha dichiarato che le accuse a Bergoglio sono falsità.

Ma la questione è un’altra. Proviamo a fare un ragionamento logico.

Bergoglio ha rischiato di diventare Papa anche nello scorso conclave, quello che ha eletto Ratzinger a Benedetto XVI. Bergoglio, questa volta, è stato eletto Papa. Un Papa che deve far fronte a uno dei momenti, a una della contingenze, a una delle età più tragiche e rischiose nelle storia della Chiesa: calo delle vocazione, secolarizzazioni, dissoluzione e nebulizzazione delle identità forti condivise, calo esponenziale dei credenti, sincretizzazioni e fluidificazioni culturali, pedofilia a vaso di Pandora, scandali e ricatti e dossier vaticani, società in trasformazione accellerata e indistinguibile,despiritualizzazione dell’uomo tecnologico…

La Chiesa di oggi e di domani, la Chiesa di Francesco I deve combattere (e prima capire e comprendere) questa lunga serie di fattori, che rischiano di annichilirla, di farle perdere ogni funzione propulsiva, di disseccarla, mandarla in coma. Il nuovo Papa deve salvare la Chiesa da se stessa, dalle trasformazioni del mondo, dalla fuga dalla spiritualità di un uomo che, così facendo, rischia la sua scomparsa interiore.

In questo scenario, secondo voi… quale interesse avrebbe un conclave a eleggere un Papa, che se davvero fosse colpevole di ciò che alcuni gli attribuiscono, verrebbe delegittimato dal Mondo tre giorni dopo la sua elezione?

Secondo voi, in Vaticano, non immaginano che trenta secondi dopo l’elezione di un Papa centinaia di giornalisti e reporter si scatenano alla ricerca dei dati biografici, belli e brutti, del neoeletto? E se vi fosse un solo barlume di colpevolezza, secondo voi, il Concistoro avrebbe comunque deciso di eleggere un Papa a rischio di totale, futura, mancanza di credibilità cristiana? Secondo voi, se Bergoglio fosse colpevole di qualcosa i grandi strateghi della curia, che sanno tutto di tutti, non l’avrebbero saputo, ben prima, da anni? E sapendolo, avrebbero comunque fatto e compiuto questa scelta suicida? Un Papa lasciato al pubblico ludibrio di una immoralità passata? Sarebbe una scelta suicida, certo, esiziale per la Chiesa e non solo.

Non parrebbe immaginabile. A meno che non si voglia immaginare una cosa alla Dan Brown… o alla Zeitgeist (i documentari fessi che spopolano on line e seminano ignoranza): un gruppo di cardinali in concistoro decidono di distruggere la Chiesa per impadronirsene, sono agenti del Bilderberg, delle banche, sono cardinali ma in realtà aderiscono al complotto plutocratico-giudaico-massonico… Per distruggere la Chiesa, eleggono un papa dal chiaro passato di omicida fiancheggiatore di una sanguinaria dittatura fascista, il Mondo lo scopre, la Chiesa è finita… alè!

Quando è stato dato al mondo il nome di Jorge Mario Bergoglio come nuovo Papa, come Francesco I, in molti si è pensata la stessa cosa: “entro dieci minuti arriveranno gli articoli di denuncia”. E a me, personalmente, il primo è stato postato a 6 minuti dallo straordinario affaccio in piazza San Pietro, quello che passerà alla storia come la preghiera del popolo, o della comunità.

Era facile prevedere gli attacchi a Bergoglio, e per immaginare questo scenario non bisogna essere esperti di biografie vaticane, ma semplicemente di storia delle relazione tra Chiesa e politica. È un dato indubbio che la Chiesa e le sue nunziature siano sempre state in taluni casi complici, in altri contigue e in taluni altri “dialettiche” nei confronti di quei regimi politici e spesso dittatoriali che hanno fatto, in certi casi pretestuosamente, del “ritorno all’ordine e alla tradizione” i loro valori costitutivi. Spesso questi regimi reazionari hanno fin da subito cercato nel desiderio di immanenza valoriale della Chiesa, e spesso di immobilismo, una sponda per le loro proprie volontà antidemocratiche.

Ma chi conosce la storia ben conosce anche le logiche inverse di ciò che stiamo affermando. La Chiesa, nella sua dimensione di ente (nel senso di esistente) attivo nelle società e nelle culture, non è mai possibile ridurla a una monodimensione. La Chiesa è plurivocità di punti di vista sul mondo, è una sintesi di differenze che comunica autorappresentandosi in quanto sintesi e al contempo mantiene vive e attive le sue differenze organiche, e in certi casi antitesi, che la rendono viva e metafora della complessità dei corpi sociali e culturali.

Tutto questo per dire cosa? Che è facile dire che la Chiesa “ufficialmente” non ha certo ostacolato il regime carnefice di Videla e dei generali in Argentina, è facile dire che in talune logiche la Chiesa abbia addirittura fatto da sponda. Poi, quando si va sull’attribuzione di colpe ai singoli, lì la questione si fa più complessa, meno facilmente risolvibile. Bisogna stare attenti. Agire in punta di storia.

L’assioma per il quale se la Chiesa ha fatto patti col fascismo, se la Chiesa non è stata antifascista, se la Chiesa ha appoggiato il fascismo, allora tutti gli esponenti della Chiesa sono stati fascisti è un assioma che piace a molti, a moltissimi… Ma non è un’assioma – è, piuttosto, una gravissima ammissione di ignoranza e di mancanza di conoscenza e comprensione storica della Chiesa e dei rapporti tra Chiesa e società. Ammissibile in una disordinata sub-cultura della superficialità, ma inammissibile quando a tirarla fuori sono testate giornalistiche o ancor peggio ipotetici pensatori, che non conoscono la Chiesa, né immaginano le sue proprie eterogeneità identitarie e di azione.

P.S. Anche Graciela Fernandez Meijide, ex membro della Commissione Nazionale sui desaparecidos, creata dopo il ritorno alla democrazia, ieri è stata categorica: “Non mi risulta che Bergoglio abbia collaborato con la dittatura, lo conosco personalmente. Ho sofferto per la scomparsa di un figlio… non si può dire che tutti i religiosi erano complici della dittatura, è un’assurdità“.