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Il Papa che verrà, appunti sull’agenda del prossimo pontefice

– Come per “l’identikit” del nuovo pontefice (di cui già si è scritto), così anche per il suo “programma” è difficile sottrarsi al rischio di una discussione scontata, ovvero tutta centrata sulle proprie (personali o di “gruppo”) aspettative e sui propri desiderata, e non invece sulla complessità enorme delle questioni, di cui una ”agenda” come quella papale deve e dovrà gioco forza tener conto.

Se scorriamo le rassegne stampa nazionali ed internazionali sul tema, il tasso di conformismo ( e talvolta di superficialità) è sconfortante. Aborto, eutanasia, matrimoni gay, pedofilia, scandali finanziari: questo è il quintetto di temi che, con maggiore o minor enfasi, viene proposto come urgente ed essenziale per il pontificato prossimo venturo, con un’insistenza pedante e ossessiva che rammenta quella analoga che troviamo – se il paragone non disturba il lettore – nel dibattito politico italiano sull’abolizione delle province, il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e le altre amenità che conosciamo. In entrambi i casi, un mantra stucchevole , ossessivo quanto sommario.

Né mancano, fra i temi che “altri” compilano per l’agenda del papa, questioni del tutto marginali o di nicchia, come il celibato dei preti o il ministero sacerdotale alle donne, presentati viceversa come punti cardine ed essenziali. Ciò detto, è chiaro che se agli osservatori esterni (ma anche interni) questi appaiono come i temi dirimenti per l’esercizio del prossimo ministero pontificio, un problema serio, evidentemente, la Chiesa universale ce l’ha, e anche grosso: quello di non riuscire nemmeno a comunicare lo spessore e la complessità delle urgenze e dei ritardi che essa stessa avverte nella propria missione e nel proprio cammino.

Se comunque di ”agenda” vogliamo parlare, il successore di Benedetto XVI dovrà misurarsi , come sempre nella storia della chiesa, con le tre grandi responsabilità che ogni papato porta con sé: declinare il messaggio e la presenza dei cristiani in quel momento della storia dell’umanità con uno specifico accento teologico, morale e pastorale.

Dal punto di vista teologico, i temi conciliari del “sacerdozio universale”, del “popolo di Dio”, del dialogo inter-religioso o il tema del ruolo del ministero petrino rispetto alle chiese locali sono ancora tutti da esplorare e declinare nelle forme e nelle modalità che un accento particolare del nuovo Papa saprà evocare; così come in campo morale– tema preferito dai mass media ma anche drammaticamente presente nel vissuto quotidiano di moltissimi cattolici – tutto dipenderà da una nuova ottica che il Pontefice vorrà o meno suggerire; o, per quanto riguarda la chiesa-istituzione (leggasi scandali e Vatileaks), tutto discenderà da come il Papa intenderà (e chiederà alla Curia e al clero tutto di intendere) l’essere pastore.

Di sicuro, da parte sua il mondo contemporaneo mette sul tavolo del Papa questioni nuove (come la crescente persecuzione dei cristiani nel mondo, una rinnovata aggressività di un certo Islam, la rete globale, l’avanzata vertiginosa e a-morale delle bio-tecnologie, il nuovo protagonismo economico e sociale del vecchio “Terzo Mondo”) che obbligheranno il successore di Pietro a cercare e – sperano i cristiani – a trovare le parole e i gesti che annuncino, al mondo di oggi e dei prossimi decenni, lo scandalo di un Dio che si è fatto loro compagno e amico lungo i tornanti della storia. Perché di un altro cristianesimo, ripiegato a curatore dei “poveri” o consolatore di “anime belle”, non sa giustamente che farsene.


Autore: Giorgio Lisi

Riminese, 55 anni, laureato in lettere, arriva alla politica dalla militanza nell'associazionismo cattolico (in specie attività e iniziative culturali, tra cui il "Meeting per l'amicizia fra i popoli" di cui è uno dei fondatori). Fa l'amministratore locale per dieci anni (alla Cultura, alla Pubblica Istruzione e ai Lavori Pubblici), poi il Consigliere Regionale e infine, a 43 anni, il Parlamentare Europeo. Ama dire che forse tornerà alla politica attiva quando la monarchia sarà finalmente finita.

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