– Ed eccolo lì, di fronte a loro, il simbolo di tutti i mali del Paese, l’icona della “Casta”, la strega da mandare al rogo: la buvette di Montecitorio. Alcuni neo deputati del MoVimento 5 Stelle, che ieri hanno espletato le procedure per i nuovi eletti alla Camera, dopo aver firmato tutte le carte si sono concessi una passeggiata lungo il Transatlantico, il lungo corridoio antistante l’aula della Camera. E lì, all’improvviso, si sono ritrovati davanti a uno dei principali obiettivi della loro furia iconoclasta, il luogo del peccato.

I curiosi, cronisti parlamentari in primis, hanno assistito a questo “incontro ravvicinato del terzo tipo” aspettando con ansia il gran rifiuto del grillino. Ci si aspettava che girassero i tacchi e se ne andassero indignati. E invece no. Anzi, hanno consumato e pure gradito, elogiando i prezzi in linea con quelli di un qualsiasi altro bar del centro di Roma. Qualcuno ha mangiato un tramezzino, chi una frutta, mentre altri hanno bevuto un caffè. Insomma, hanno ceduto miseramente alla tentazione dell’albero che produce il frutto incestuoso tra politica e gastronomia.

Perchè il privilegio, visto da dentro, forse è un pó meno privilegio e il caffè della buvette un pó meno amaro anche per chi, nonostante l’elezione alla Camera, preferisce continuare a tenersi a debita distanza dalla “Casta” e si fa chiamare “cittadino” anziché onorevole. Chissà, ora, quali e quanti privilegi verranno ritenuti dai grillini non più privilegi e appariranno per quello che sono, cioè qualcosa di molto più “normale” e ordinario rispetto allo stereotipo veicolato dai media e sfruttato demagogicamente per mettere sulla croce una classe politica che ha ben altre colpe rispetto a quella di andare alla buvette o pranzare al ristorante di Montecitorio.

Sapranno, per esempio, i neo eletti del M5S  portare proposte concrete per sciogliere i tanti nodi che condannano il nostro Paese all’arretratezza o si limiteranno a votare quelle degli altri partiti? Cosa intendono fare per risolvere le disuguaglianze del mondo del lavoro? Come intendono ridurre il debito pubblico? Quali riforme per le imprese? Qual è la loro posizione sui diritti civili? Come intendono affrontare la questione del meridione? Questi sono solo alcuni dei problemi che necessitano di una soluzione urgente. E se riusciranno a risolverli allora il caffè della buvette sarà meno amaro, per tutti e non solo per loro.