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Appunti per un film ambientato in Italia

Facciamo un film. Il paese è sul Titanic che affonda e nel mentre l’orchestrina gli canta vaffanculo.

Questa è la parte tragica del nostro film.

Poi c’è un’altra parte di questa storia che appartiene a un altro genere: fantascienza.

Mi chiamo Mork, su un uovo vengo da Ork. Poi, ogni tanto mi collego con il mio capo per fargli rapporto sulle cose della terra”. È un protagonista del nostro film. Brava persona indubbiamente, ma un po’ scissa. Da un lato di sani principi, dall’altro “son tutti infami, tranne io”. Il suo sogno è costruire una pista ciclabile che dall’aeroporto di Fiumicino vada a finire fino a palazzo Montecitorio, in piazza Monte Citorio. Gli aerei inquinano. Gli americani fanno strani esperimenti su uomini tecno-controllati.

Arriva comunque da un altro pianeta, da Ork, il pianeta in cui le idealità non tengono conto della realtà e la realtà è una cosa estranea, con la quale non si ha mai avuto nulla a che fare. Mai capita, mai compartecipata, mai votata, solo osservata attraverso gli schermi di un computer e le infinite vie del web. Eppure qualcosa avrà pur votato, prima di diventare un eletto, un templare, un puro, un illuminato, uno che sa ciò che noi non sappiamo, uno che conosce il complotto demo-pluto-giudaico-massonico meglio di tutti noi, ne ha le prove, ne ha i documenti, pare, forse, li abbia pure fotografati.

Ork è il web. È un pianeta fatto da quelli che una volta si chiamavano “segaioli” – nel senso che sono monomaniacalmente legati a un mondo autoreferenziale e a una sola dimensione, quella del web, appunto. Ma il web se da un lato è la verità, dall’altro è un bluff. Agli studenti gli si chiede di pensare a YouTube. E gli si chiede: “Da fruitori, a cosa vi fa pensare Youtube?”. E gli studenti rispondono: “Libertà”. Poi gli si chiede di cambiare il punto di vista, e gli si dice: “Adesso, fate vostro il punto di vista di YouTube. Quindi, se voi foste YouTube, cosa vi verrebbe da pensare?“. E gli studenti rispondono con queste parole: “Gestione… controllo… amministrazione… raccolta“, tutti predicati inversi a quelli di “libertà”.

Sul pianeta Ork, nel web, son tutti convinti di essere liberi, ma qualsiasi massmediologo degli anni ’90 aveva già preventivato che il web sarebbe diventato una fenomenale aporia, fatta di libera espressione del sé e al contempo di eterodirezione ideologica, di controllo delle azioni, di preformattazioni dei flussi di interesse, di ricerca, e delle loro proprie logiche culturali.

Su Ork, Mork è convinto di essere migliore di me perché vive tutta la libertà del web. Sulla Terra, io sono convinto che su Ork il tasso di libertà sia esattamente equipollente a quello che viviamo noi comuni mortali, non segaioli del web, e che ogni tanto usciamo fuori dalla tastiera e cerchiamo di capire cosa accada nella politica, anche, e dico anche, a prescindere da Indymedia, dal blog di Grillo e dalle tre demenziali puntati di Zeitgeist – e che non confondiamo la democrazia diretta con il sesso libero. Ma nel nostro presente di fantascienza le cose stanno come stanno. Il parlamento diventerà la più grande ciclo-officina del mondo, e non vedo l’ora di vedere i vecchi parlamentari di lungo corso, con l’ernia del disco, obbligati a pedalare pur di mimetizzarsi e di non farsi riconoscere.

Poi, il nostro film ha una parte horror.

Ci sono neo-eletti – “eletti” nel senso di “eletti dagli elettori” ed “eletti” nel senso di “moralmente ed eticamente eletti”. Sono due volte eletti. Sono “eletti-eletti”. I giornalisti sono tutti mostri assetati di sangue pronti a disgregare le membra e le carni dei neo-eletti-eletti che arrivano da Ork. Chi critica gli Orkiani è un inetto incapace di intendere le ragioni degli eletti-eletti. E questi, a loro volta, sperano che tutti i non-eletti-eletti si alleino tra di loro, per poter essere meglio identificati e più facilmente spazzati via.

Poi, il nostro film ha una parte drammatica.

È una storia con molti cattivi. Ci son quelli che hanno fatto finta di non capire, che hanno fatto finta di non vedere i prodromi dell’invasione aliena, che hanno continuato a proteggere i propri orticelli e le proprie rendite di potere, senza capire che se si voleva fermare lo Tsunami bisognava intercettarlo, catturarne l’energia, studiarne le masse, convogliarne le bio-masse, esorcizzarne gli epifenomeni, coglierne le ragioni e le sacrosante verità, sterilizzarne le patologiche aberrazioni e non, semplicemente e con fare suicida, mettere i sacchetti di sabbia alle finestre e trincerarsi dietro costumi, tradizioni e parole sclerotizzate vecchie come la morte. Quando gli alieni invadono la Terra, la colpa non è mai degli alieni, ma dei terrestri che, pur intravvedendoli, non hanno voluto prevederli e vederli. Gli imperi cadono se gli imperatori stanno fermi e non schiodano il culo per correre con le proprie truppe contro l’avversario (non chiamiamolo “nemico”, per favore).

E poi il nostro film ha anche una parte surreale.

Sogniamo un nuovo partito da contrappore ai tanti Mork che arrivano da Ork. Famolo!

Ho avuto un’idea. Ho visitato il sito di Scientology, della Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard. Centinaia di milioni di fedeli nel mondo. Una straordinaria potenza mediatica virale e trasversale e transmediale.

Nel sito trovo 21 insegnamenti, “La via della felicità”. Tra questi insegnamenti: abbi cura di te stesso; ama e aiuta i bambini; rispetta e aiuta i tuoi genitori; da un buon esempio; cerca di vivere nella verità; non assassinare; non fare niente di illegale; sostieni un governo; non fare del male ad una persona di buona volontà; proteggi e migliora il tuo ambiente; mon rubare; sii degno di fiducia; fai fronte ai tuoi obblighi; sii attivo; sii competente; cerca di non fare agli altri ciò che non vorresti che gli altri facessero a te; cerca di trattare gli altri come vorresti come vorresti che gli altri trattassero te; fiorisci e prospera.

Nello stesso sito, ci sono riflessioni teoriche: “il mondo è governato dal malaffare e dai poteri economici”; “gli uomini sono inquinati dalla disonestà”; “i media invadono la mente”. Poi, nel sito di Scientology, c’è una pagina con tanti video. Ogni video è la presentazione di un adepto della chiesa di Scientology, che racconta la propria esperienza di vita e di fede. Sono tutti belli, tutti giovani, tutti impegnati, tutti performativi, tutti puliti, tutti hanno visto cambiata la propria vita dopo l’incontro l’abbraccio alla Chiesa di Scientology, e tutti sono motivatissimi e armati delle migliori intenzioni per cambiare il mondo e l’umanità.

Ecco l’idea. Fate un accordo politico con la Chiesa di Scientology e i suoi capi, fatevi prestare le loro teorie, il loro sito e la loro pervasività. Poi, scatenateli contro gli eletti-eletti che vengono da Ork. Fidatevi. Sarà una grande battaglia, e poi si annulleranno a vicenda. Sono assolutamente… la stessa cosa.

“Scientology Versus Grillo” sarà il titolo finale del nostro film. Un successo d’incassi assicurato.


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

One Response to “Appunti per un film ambientato in Italia”

  1. Tanisha scrive:

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