La settimana scorsa ho scritto un articolo qui su Libertiamo. Mi sono arrivate decine di email, telefonate e sms da votanti del Movimento 5 Stelle. Mi è stato detto che è disonesto far partire un’accusa di retoriche comunicazionali fascistoidi da una testata di destra. Ma allora, cosa significa “destra”? Forse qualcuno dovrebbe studiare la differenze tra fascismo culturale, liberalismo, politica radicale, e così via… E poi su questa testata ognuno scrive ciò che gli pare. E poi che ne sapete io per chi voto?

Mi è stato detto che non si può dare dell’incosciente e del culturalmente limitato a chi vota Grillo. E qui hanno ragione. Mi sono scusato per aver scritto una cosa così estrema e volgare. Ma io ho poca memoria. Poi, solo dopo essermi scusato, mi sono andato a rileggere l’articolo e ho scoperto che in esso non vi era alcuna traccia di quella affermazione. Si dava dell’incosciente, mancante di consapevolezza, o del limitato culturale solo a chi non comprende la differenza tra atto di protesta e voto di legislatura (“Chi confonde la protesta, atto singolare e definito nel tempo, con il voto, atto permutativo e durativo nel tempo, o ha seri limiti culturali o è un incosciente.”). E torno a dire, a questo punto senza sentirmi in colpa, che la protesta è un hic et nunc, il voto di legislatura, invece, comporta una serie di conseguenze, effetti ed epifenomeni, delle quali non averne coscienza è un apprezzabile vulnus. Se uno, invece, ne ha coscienza, allora va benissimo, si assume le sue responsabilità, cosa ottima e stimabile.

Mi hanno detto, anche davanti al seggio, che è antidemocratico esprimere le proprie critiche a un movimento di popolo in un articolo. E allora cos’è la democrazia? E allora cos’è Grillo, e cosa è il Movimento?

Mi è stato scritto che di certo ho qualche rendita di potere ed economica da difendere, che chi critica il Movimento certamente è uno “invischiato” col malaffare della Seconda Repubblica, e io ho fatto presente che sono a partita Iva… Soldi pochetti, non ho alcuna proprietà, e in virtù di ciò manco la rateizzazione per un’auto mi vien concessa!

Alla sessantaquattresima email di insulto, mi sono ricordato – prenderò farmaci per l’Alzheimer – che nell’articolo vi era altresì scritto: “P.S. Non vorrei che il pezzo fosse confuso con le appiattenti logiche riduzionistiche – non metto in dubbio, infatti, che questo movimento abbia una indubbia utilità nella trasformazione di questo nostro sclerotizzato orizzonte politico”. Nessuno di coloro che mi ha scritto email e sms lo ha letto. Ma allora mi domando: a cosa serve criticare un articolo senza leggerlo?

Ma questo è il passato. Ora bisogna pensare al presente. Grillo ha meritatamente, in quanto logica democratica, stravinto. I suoi sono in Parlamento. E allora poniamoci un’altra questione: nei social network e nei forum del Movimento ho letto molte cose saggie, altre meno. Mi auguro che si smentiscano cose come “aboliremo le camere, su ogni legge voteranno da casa tutti i cittadini”, o come “tutti quelli che non hanno votato 5 stelle sono collusi col vecchio potere da smantellare”, o come “non facciamo niente, lasciamogli le rogne, così poi prenderemo il 70%”.

Certo, queste cose verranno smentite, forse non sarà più il tempo di dirle. Mio cugino Filippo è un elettore illuminato del Movimento. Mi dice che questo è il momento di rasserenare gli animi, di trovare le ragioni comuni, le empatie spirituali, di crescere insieme nel rispetto delle differenze, di impegnarsi per costruire e di non cercare più un nemico a tutti costi. Questi concetti li condivido e li amo. Mi piace questa logica: il nemico non c’è, è solo una protusione del nostro inconscio.

Però, per andare in Parlamento, forse, un po’ di preparazione e competenza ci vuole, bisogna studiare. La battuta più razzista che ho sentito sul Movimento è che da adesso gli elettricisti e gli idraulici, invece di trovarli sulle Pagine Gialle, li troveremo in Parlamento. Questo è razzismo e non ci piace, ci fa orrore, buca il Movimento (per i lettori pretestuosi: “buca” vuol dire “interpreta male”). Ma allo stesso tempo, è assolutamente implausibile vedere e ascoltare in diretta televisiva una giovane, simpatica e importante deputata del Movimento (deputata di cui si parla molto sui giornali) dimostrare di non avere la minima idea della differenza tra voto di fiducia e voto su singole leggi. Spiazzata rispondeva a macchinetta: “noi siamo per le idee”. I giornalisti (forse servi del potere) hanno desistito, poi, dal tentativo di farglielo capire.

Cosa sia un voto di fiducia, un tempo lo si imparava a 18 anni quando si iniziava a leggere i giornali, e oggi col web anche prima, quantomeno se si fa politica. Poi, ricordo la capolista del Lazio del Movimento, che nel suo video elettorale proponeva alle donne di indossare la “moon cup”, una coppetta di silicone da inserire… lì, per raccogliere il sangue del ciclo, così non s’inquina.

Ora di esempi come questi se ne potrebbero fare molti – e non li faccio se no gli elettori del Movimento si incazzano. Ma un fatto rimane. È una domanda che faccio a tutti, a me, a voi, agli elettori del M5S: ma il Movimento chi ha mandato in Parlamento? Bravissime e oneste persone, non lo metto in dubbio, ma qual è il loro livello di competenza politica, sociale e culturale? Quali storie esprimono? Il candore, l’energeticità e la voglia di fare… sì, va bene… Ma poi? Bastano?

Un ortopedico è uno che aggiusta un braccio perché sa cosa sia un braccio e sa cosa vuol dire aggiustarlo, o è una persona per bene che vuole sinceramente aggiustare un braccio ma senza sapere cosa sia un arto? Prima che vi scateniate con le email e gli sms (che poi… ma chi ve l’ha dato il mio numero?), ribadisco che queste sono pure e semplici domande. E per favore, che la risposta non sia la solita preformattata, scontatissima, banalissima “quelli di prima erano tutti peggio”. Da bambino cercavano di insegnarmi (ma io non ne volevo sapere e perseveravo) che fare di tutta l’erba un fascio è un sintomo di povertà di spirito e culturale. Le riduzioni sono forme di impotenza intellettuali, che bucano la complessità e l’eterogenesi delle cose. D’altronde, gli elettori del Movimento ben s’incazzano quando uno li analizza e li critica, facendo “di tutta l’erba un fascio”.

In questo articolo, ci sono forme dialettiche diplomaticissime e una messe di distinguo. Ma so che molti si incazzeranno comunque. E allora come non detto. Per loro, l’articolo inizia qui. Tutto ciò che avete letto finora, cancellatelo.

Questo articolo parla di un animale delizioso, il toporagno. Il toporagno comune o “toporagno eurasiatico” (Sorex araneus Linnaeus) è la specie più comune di toporagno ed è inoltre uno dei mammiferi più numerosi, essendo diffuso in tutta Europa. Misura in media 55–82 mm di lunghezza e pesa solitamente 5-12 grammi. Si riconosce facilmente per la sua pelliccia vellutata color marrone scuro e per il ventre pallido. I giovani presentano un mantello dai colori più chiari, prima che effettuino la loro prima muta, quando si sviluppa il più scuro pelo invernale. Il toporagno comune ha piccoli occhi, un naso mobile e appuntito e denti dalle punte rosse. Vive circa 23 mesi.

Ogni esemplare si stabilisce in un territorio di 370-630 metri quadrati, nel quale vivrà per tutta la vita. I maschi estendono i propri confini solamente durante la stagione riproduttiva, quando vanno in cerca di femmine. Ogni toporagno comune è estremamente territoriale e diventa molto aggressivo quando un altro esemplare oltrepassa i confini del proprio territorio. Questo animale costruisce il proprio nido sottoterra o tra la fitta vegetazione.

I toporagni sono attivi sia di giorno che di notte, sebbene lo siano molto di più durante quest’ultima. Sono quasi sempre in movimento e si riposano solamente per pochi minuti tra un’attività e l’altra. La dieta carnivora e insettivora del toporagno consiste soprattutto di insetti, lumache, ragni, vermi e carogne. Per sopravvivere, ogni esemplare necessita di consumare ogni giorno una quantità di cibo pari all’80-90% del proprio peso corporeo. Proprio per questo i toporagni devono mangiare ogni due o tre ore. Durante i mesi invernali queste creature non vanno in letargo, poiché i loro corpi sono troppo piccoli per immagazzinare sufficienti riserve di grasso.

I toporagni hanno una vista molto scarsa, ma per localizzare le prede fanno uso di un eccellente senso dell’olfatto e di un buon udito. Con questi sensi, un toporagno può individuare prede nel suolo fino a 12 cm di profondità. La stagione riproduttiva del toporagno comune dura da aprile a settembre, ma il picco delle nascite si ha durante i mesi estivi. Dopo un periodo di gestazione di 24 o 25 giorni, ogni femmina dà alla luce, 2-4 volte all’anno, una nidiata di 5-7 piccoli. Questi diverranno indipendenti tra i 22 e 25 giorni di età.

Il periodo riproduttivo è l’unico momento della vita dei toporagni in cui questi animali preferiscono non essere solitari. I piccoli spesso formano una carovana dietro la madre, reggendo con la bocca la coda del fratello o sorella che hanno davanti. Un liquido prodotto da alcune ghiandole situate sulla pelle rende i toporagni piuttosto sgradevoli al gusto ai gatti domestici. In anni recenti, il numero dei toporagni comuni è sceso notevolmente a causa dell’aumentato utilizzo degli erbicidi.

P.S. Il toporagno non è una metafora politica.