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L’Agenda di Monti per la giustizia, meno reati ma più legalità

Esaminata la proposta di Antonio Ingroia sull’abolizione del secondo grado di giudizio nel processo penale, oggi è la volta dell’Agenda giustizia proposta da Scelta Civica con Monti per l’Italia, sempre per quanto riguarda le proposte in materia di legislazione penale.

La doverosa premessa da fare è che, data la natura ovviamente divulgativa del testo, l’Agenda procede per linee generali, per cui per un esame tecnico di dettaglio dei suoi indirizzi si dovrebbe attenderne la trasposizione in testi normativi. Tuttavia un’analisi è possibile anche a questo stadio del suo sviluppo.

Il suo primo punto è snellire i processi. Per un dettaglio sul come, qualche spunto era stato già suggerito negli articoli precedenti su questo magazine, a partire da dispositivi che rendano meno agevoli le impugnazioni che tempestano e bloccano il sistema penale italiano.

Il secondo punto è introdurre una riforma della prescrizione, anche se più che una riforma sarebbe necessario un termine di decorrenza diverso rispetto a quello attuale, che inizia dal momento della commissione del reato e non dall’esercizio dell’azione penale, che possa allungare la prescrizione. Ci sembra ottimo il principio di  introdurre una “robusta attività di depenalizzazione, revisionando il catalogo dei reati, nella logica di giungere, a certe condizioni, ad un sistema “a doppio livello”, articolato su di un binario amministrativo a un primo stadio, e un binario penale solo per violazioni di gravità elevata”.

Positivo ci sembra essere il rafforzamento dei reati satellite della corruzione, si tratta in parte di nuove norme introdotto con la legge anticorruzione, che ad oggi presenta un impianto punitivo piuttosto debole e da completare. Ovviamente sarà opportuno rafforzare la prevenzione con misure di stampo amministrativo. Ottima l’idea di rendere trasparenti le attività di lobbying, magari con l’introduzione di un registro su modello europeo, che permetta maggiore controllo e legittimità alla professione del lobbista.

Sul falso in bilancio sarebbe necessaria un’analisi profonda, ma ciò che è certo è che gli attuali articoli (2621-2622 c.p.) che se ne occupano sono un’arma spuntata ed innocua tanto per la pena molto bassa, quanto per un impianto normativo farraginoso, che rende la realizzazione della fattispecie davvero complessa e punibile solo in casi di irregolarità molto gravi con pene minime.

La disciplina del conflitto d’interessi è bene rafforzarla, non tanto dal punto di vista penale quanto dal punto di vista civile dove risulta ancora vaga nella formulazione e povera nella sanzione. Per concludere, in linea di principio l’Agenda Giustizia è un buon lavoro e tocca tutti i punti irrisolti nel processo penale italiano, ad eccezione delle intercettazioni dove invece sarebbe auspicabile un intervento a tutela della privacy. Il testo è ancora molto vago e la sua specificazione dipenderà tanto dagli assetti di governo quanto dal futuro Guardasigilli, ciò che è bene ricordare anche alla coalizione Monti è che il problema della giustizia penale italiana non è più rinviabile. Carceri sovraffollate, lentezza dei processi, prescrizione, ingiustizia e abusi del potere giudiziario sono il frutto delle riforme mancate degli scorsi anni dove l’attenzione è stata solo focalizzata sulle questioni relative alle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Come in molti altri settori servirebbe invece una riforma organica e soprattutto radicale.


Autore: Lorenzo Castellani

Studia Giurisprudenza alla Luiss Guido Carli di Roma. Appassionato di diritto, politica e giornalismo. Ha diretto un giornale universitario e fondato il network studentesco LUISS APP, è promotore dell'associazione ZeroPositivo. Liberale e liberista, sogna un’Italia dinamica, aperta e competitiva. Tw:@LorenzoCast89

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