Ci sarebbe da piangere. Poi uno li guarda, li ascolta, li legge, e sente dal profondo del cuore scaturire una fragorosa risata. Sì, forse è meglio riderne, sperando che una risata seppellirà cotanta assurdità.

Ieri i Comunisti Italiani si sono lamentati che a Sanremo c’era una modella dalla bellezza straordinaria, uno dei più importanti direttori d’orchestra mondiali (che alla fine ha dato forfait), e l’autore di una hit musicale internazionale. Tutti colpevoli di essere cittadini israeliani.

Bar Refaeli è ovviamente parte di un complotto (senza neanche avere il naso adunco): serve ad avvalorare una presunta pluralità e l’idea di un Paese democratico dove tutto e tutti sono ammessi. Anche Daniel Barenboim e Asaf Avidan fanno parte della sottile strategia mediatica del Mossad, grazie alla quale “resterà così l’idea di Israele come stato ‘normale’”.

Forse i Comunisti Italiani avrebbero voluto, per par condicio (è pur tempo di elezioni), che sul palco fosse salito anche un rappresentante di Hamas, con una versione riveduta e corretta della “canzone mononota” di Elio. Magari usando, come diceva Gianni Morandi, “uno strumento che sempre dà la stessa nota: ratatata”.

Non è la prima volta. Ci furono, ad esempio, quelli che contestarono Amos Oz alla presentazione del libro “Contro il fanatismo” (se avessero capito il titolo magari se ne sarebbero stati a casa); quelli che protestarono contro “Unexpected Israel” a Milano; quelli che contestarono la cantante Noa a Napoli; e gli esagitati fan di Saddam che assediarono il ghetto per protestare a favore della ‘scuola pubblica’.

Tra le tante cospirazioni ebraiche di cui a sentir qualcuno è pieno il mondo, ce n’è una di cui nessuno parla, sebbene sia verosimilmente l’unica empiricamente fondata: la lobby pluto-paperin-giudaica ha fatto in modo di rendere ridicoli gli antisemiti. Riportando, con cospiratoria prevedibilità, uno straordinario successo.

Spero però che si capisca non la gravità, ma l’assurdità di queste strumentalizzazioni, mosse solo dall’odio: avete mai sentito di un siriano contestato per le bombe di Assad contro la sua popolazione, o di un russo discriminato per il massacro dei civili ceceni? Dietro le contestazioni contro Israele non c’è molto di razionale: chi non è mosso dall’odio è più equo, sensato e ragionevole nello scandalizzarsi.

Ci sarebbe da ridere. Poi però uno pensa che certi gruppi rischiano di superare lo sbarramento ed entrare in Parlamento, e il dubbio su come reagire ritorna perché, sebbene sarebbe auspicabile una chiara presa di posizione contro queste oscenità, dobbiamo purtroppo riconoscere che il pregiudizio antiebraico (ovviamente antisionista, mica antisemita, non sia mai, “abbiamo anche dei sostenitori ebrei”, ma se per questo anche Ahmadinejad…) muove ancora molti voti, almeno tra i movimenti politici più estremisti, anche più rilevanti dei Comunisti Italiani, come il Movimento Cinque Stelle.

Ormai è sempre più impellente la necessità di render chiara una cosa: “Ok, grazie, ci avete fatto divertire, ma ora basta: si tratta di cose serie.”