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Nuovi test nucleari in Corea del Nord, ma è un bluff. O no?

– Dopo le terribili notizie di presunti atti di cannibalismo da parte della popolazione allo stremo, che fanno da contraltare ad altrettanto incredibili ed inusuali aperture religiose, la Nord Corea è tornata a far parlare di sé.

Dopo il lancio del satellite coreano (non ancora confermato) e le numerose prese di posizione da parte di molte istituzioni internazionali, Pyongyang si sta preparando a nuovi test nucleari. A renderlo noto sono istituti militari e di Intelligence degli USA e della Corea del Sud. Esisterebbero infatti foto satellitari, scattate il 4 gennaio, che mostrerebbero molti nordcoreani in fila vicino all’ingresso dei vari tunnel di prova dei test, uomini molto simili a guardie armate, oltre ad innumerevoli veicoli, militari e non, molto insoliti visto l’inverno rigido che caratterizza la regione.

Pochi giorni fa il presidente sudcoreano Lee Myung-bak ha convocato una riunione con i suoi alti funzionari della sicurezza nazionale. Il portavoce presidenziale, ParK Jeong – Ha, ha ribadito a Pyongyang che ci saranno delle “conseguenze molto gravi” riguardo il processo dei nuovi test e che “tutte le parole e le azioni provocatorie” non conformi con gli obblighi internazionali già sottoscritti verranno severamente punite. Il portavoce di Seoul ha ribadito inoltre che Pyongyang deve “muoversi verso la denuclearizzazione della sua penisola” in cambio degli aiuti umanitari e che la Corea del Nord “deve tenere presente che l’isolamento completo e totale potrebbe essere imminente” se le provocazioni non cesseranno.

La Corea del Nord ha condotto test nucleari nel 2006 e nel 2009 . Ha inoltre effettuato il lancio di razzi a lungo raggio, immediatamente condannato dalla comunità internazionale. Per queste azioni il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto sanzioni contro lo stato della Nord Corea ma nonostante questo Pyongyang ha recentemente avvertito che sarebbe in procinto di effettuare un terzo test nucleare di “livello superiore” che sarà finalizzato alla sua guerra dichiarata contro gli Stati Uniti.  La minaccia del terzo test nucleare, con lanci di razzi a lunga portata, è arrivata dopo che il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha approvato all’unanimità le sanzioni e lo stop degli aiuti contro Pyongyang, per il perseguimento del processo di nuclearizzazione a scopo militare della regione.

Nella riunione di sicurezza della scorsa settimana a Seoul, i funzionari sudcoreani hanno dichiarato che il Presidente ed il suo Ministro della Difesa stanno organizzando, anche militarmente, una controffensiva in risposta alle tensioni crescenti nella penisola.  Sempre gli stessi funzionari hanno ribadito che le azioni militari potrebbero avere luogo il mese prossimo qualora Pyongyang non desista dal continuare nel suo progetto dei test di lancio. La Corea del Sud, che ha la presidenza di turno del Consiglio di sicurezza dell’ONU, avrebbe la possibilità di convocare una riunione di emergenza in qualsiasi momento, al fine di organizzare una reazione internazionale coordinata.

Le due Coree, quella del Sud e quella del Nord, non hanno relazioni diplomatiche. Sono tecnicamente rimaste in uno stato di guerra dal momento dell’ armistizio (1953) che ha concluso una devastante guerra civile. La guerra ha coinvolto anche la Cina a favore della Corea del Nord, e gli Stati Uniti sostenuti da forze ONU a favore della Corea del Sud.

Nonostante le ormai periodiche minacce nordcoreane, i militari e l’intelligence di Seoul e di Washington rimangono ancora poco convinti sullo sviluppo militare della Corea del Nord. Pyongyang infatti tende da anni a far credere di avere molto plutonio ed una struttura di estrazione e di lavorazione dell’uranio. Tuttavia gli istituti di intelligence americani hanno ribadito come la Corea del Nord non abbia ancora sviluppato una tecnologia tale da metterla in grado di fare testate abbastanza piccole e leggere da poter essere montate su missili di portata intercontinentale.
Tutto porterebbe quindi ad ipotizzare un ennesimo ricatto del leader nordcoreano Kim Jong-un al fine di allentare le sanzioni e lasciare spazio all’invio degli aiuti per la popolazione sempre più affamata e stremata.

Nonostante questo, fonti non governative della Corea del Nord avrebbero rilanciato la notizia che il possibile terzo test potrebbe avere luogo tra il 16 di febbraio, giorno del compleanno dell’ex leader Kim Jong-Il, ed il 25 febbraio, giorno dell’insediamento, in Corea del Sud, della neo presidente Park Geun-hye. La situazione rimane quindi incandescente, non solo per l’eventuale lancio dei razzi, ma anche per la reazione degli alleati e per possibili nuovi attriti fra Cina e Stati Uniti.

Twitter: C_Zervos


Autore: Cristoforo Zervos

Nato a Modena nel 1972, vive a Roma. Giornalista pubblicista, si occupa di notizie di Cooperazione internazionale e di foreign policy, con un'attenzione particolare per gli Stati Uniti, Africa e Medio Oriente. Ha collaborato con Liberal quotidiano e Formiche.net e ha un blog sull'Huffington Post. Gran collezionista di fumetti, ha anche la passione per la musica e suona la batteria. È sposato con Daniela e ha un figlio, Pietro.

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